Uno dei settori del Museo del dott. Santoiemma: quello caseario

Il dott. Vito Santoiemma nel suo Museo durante un’intervista

Il dott. Vito Santoiemma, gioiese, veterinario in pensione, da oltre 30 anni si dedica al recupero di beni e strumenti legati alla  civiltà contadina, e non solo, comunale di Gioia del Colle, anzi a quella  sovraregionale, riuscendo a collezionare pezzi unici e rari che raccontano a noi uomini del XXI secolo la storia e l’evoluzione delle attività tipiche della nostra terra.

Veramente meritoria è la sua opera di recupero di una varietà di materiali (nel tentativo di strapparli alla distruzione operata dal tempo e per tramandare ai posteri l’operosità e l’ingegno dei nostri antenati) finalizzati ad allievare la fatica dei lavoratori e a perfezionare gli attrezzi con nuovi ritrovati frutto di ricerche e miglioramenti tecnici, da volerli mettere a disposizione della collettività ed esporli in un Museo, inteso non in senso statico da ammirare soltanto e restare sbalorditi dalla bellezza, ricchezza e quantità di oggetti recuperati, ma anche e soprattutto in senso dinamico, interattivo, con attrezzature rese funzionanti, collezione che a buon diritto potremmo definire Museo etnografico dell’area del Mediterraneo.

Infatti gli oggetti esposti non sono solo appartenenti al nostro territorio e alla nostra storia locale, ma sono stati frutto e patrimonio, e quindi utilizzati, in tutta l’area dei paesi che si affacciano sul mare Mediterraneo, materiali che hanno contribuito allo sviluppo e all’affermazione della Dieta mediterranea, iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO il 16 novembre 2010,  Dieta riconosciuta non solo come regime alimentare, ma come un intero stile di vita che include competenze, pratiche, riti e tradizioni (agricoltura, pesca, conservazione, cucina, condivisione). Continua la Lettura

Il professor Martino Schiavone

Il prof. Martino Schiavone

Il professor Martino Schiavone, pur non essendo nativo di Gioia, infatti è nato a Mottola il 7/9/1945, a giusta ragione può considerarsi cittadino gioiese a tutti gli effetti perchè gran parte della sua vita la trascorre a Gioia, dove ha abitato ininterrottamente, dapprima da celibe presso l’azienda familiare sulla via per Santeramo, e successivamente da  coniugato nella  nostra Città.

Quasi per naturale passione e  vocazione, per essere vissuto in una famiglia di proprietari terrieri dediti alla produzione di culture cerealicole e alla zootecnia, sin da piccolo ha maturato una particolare propensione per il mondo agricolo e le attività relative alla gestione delle problematiche ad esso connesse, spaziando non solo nell’approfondimento delle conoscenze e delle tecniche di produzioni legate al miglior utilizzo dei terreni, ma soprattutto nello studio del settore zootecnico, che tanta importanza aveva al suo tempo e ancora oggi continua a rivestire nell’economia di Gioia.

Per questo motivo, dopo aver completato gli studi superiori, si iscrive alla facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, dove si laurea in Scienze Agrarie.

Per circa un anno e mezzo dopo la laurea è stato docente di Scienze, Chimica e Geografia prima all’I.T.I.S., Istituto Tecnico Industriale «Galileo Galilei» di Gioia e poi all’I.T.A.S., Istituto Tecnico Agrario di Stato «Gigante» di Alberobello. Continua la Lettura

Lo smaltimento del siero

Invaso di via Vicinale Pavoncelli, in completo abbandono, visto dall’alto

Tra le tante incompiute nella nostra nazione Gioia del Colle può annoverarne almeno due.

La prima si riferisce ad un lavoro eseguito circa 40 anni fa e non andato a buon fine: la costruzione, lungo la Strada Vicinale Pavoncelli, nei pressi dello stabilimento Ansaldo caldaie, di un grande invaso, un grosso impianto di raccolta di acqua piovana, mai entrato in funzione per sfondamento del bacino di raccolta, costruito probabilmente su un capovento o inghiottitoio, un vero “capolavoro” di progettazione di ingegneria idraulica!

La struttura era destinata alla raccolta di acqua piovana, la quale, dopo essere stata prelevata ed aspirata da un impianto di sollevamento, attraverso una condotta appositamente costruita confluiva in una vasca di raccolta, di dimensioni notevolmente inferiore a quella primaria, posta a valle della stessa a circa un chilometro in direzione sud-est e nelle vicinanze dell’ingresso del Cimitero monumentale di Gioia, dalla quale veniva convogliata per mezzo di un’altra condotta nell’agro gioiese per usi irrigui, per le aziende produttrici di ortofrutta e per uso alimentare e igienico nel settore zootecnico. I terreni utilizzati per l’invaso erano stati espropriati dal Consorzio di Bonifica, che ne aveva curato la costruzione.

La seconda incompiuta riguarda la costruzione di un impianto di depurazione e di trasformazione del siero.

Gioia del Colle è una Città leader nella produzione di latticini, come è testimoniato dal riconoscimento DOP della mozzarella fior di latte Gioia del Colle e dalla ricorrenza, in quest’anno, dell’80° anniversario di attività del caseificio dei fratelli Capurso e dall’ottenimento del titolo di Città del formaggio 2022. Continua la Lettura

Il restauro di due opere d’arte a Gioia nel 2025

La pala d’altare nella chiesa di sant’Angelo, prima del restauro

Tra gli eventi culturali e artistici realizzati a Gioia del Colle nel 2025 ne spiccano due, a cura del pittore gioiese Filippo Maria Cazzolla e dalla sua collaboratrice dott.ssa Patrizia Porricelli, che hanno interessato due opere artistiche di gran pregio perché legate a due periodi importanti della storia del nostro Comune.

Si tratta di due restauri eseguiti entrambi in ambienti sacri, e per la precisione in due distinte chiese, che testimoniano due momenti della storia di Gioia, riferiti ad alcuni secoli fa.

Il primo di questi restauri è stato effettuato nella chiesa di san Michele Arcangelo, meglio nota come chiesa di sant’Angelo e ha riguardato la pala retrostante l’altare maggiore. Il dipinto, databile  ai secoli XVIII-XIX, di autore ignoto,  riporta l’iscrizione dei due committenti: A divozione di Valentino Antonicelli e di sua  moglie Beatrice Notarnicola. Raffigura, nella parte  centrale, la Madonna di Costantinopoli che sorregge Gesù Bambino mentre, in basso, sul lato sinistro sono raffigurati san Giovanni Battista e san Luigi Gonzaga e, sul lato destro, san Filippo Neri e san Giovanni Evangelista.

Alla chiesa di Sant’Angelo è legato un lungo passato di Gioia, che cercherò di sintetizzare di seguito.

Nel Borgo di Gioia, a pochi passi dal castello, sorgeva la nuova Chiesa, dedicata a Santo Stefano protomartire (Cod. Dipl. Bar. I, 55), chiesa che il pio abate Arivie de Amatella, come lui diceva, aveva fondato a sue spese intorno al 1170 con i soldi del fratello cav. Nicola, come si mormorava in paese, per ricondurre il paese, e come dicevano i Normanni, nella fedeltà alla Chiesa Romana i miscredenti gioiesi, che in gran parte continuavano a frequentare le loro chiese greche e a pregare in greco. Continua la Lettura

Gli 80 anni del caseificio Capurso e della mozzarella Gioiella

Cartello stradale della città di Gioia del Colle

Il cartello stradale che si trova alle porte di Gioia riporta la seguente iscrizione: Gioia del Colle città Federiciana città del vino “primitivo“ e della mozzarella.

Qualche secolo fa a Gioia è stato scoperto l’oro.

Si tratta di ‘oro bianco’, che è tipico della nostra terra: il latte. Il nostro latte a buon ragione può definirsi oro bianco, in quanto per le sue caratteristiche organolettiche e per essere prodotto da mucche che pascolano su un territorio murgiano e che si alimentano di foraggi naturali, unanimemente viene riconosciuto come prodotto di alta qualità.

La lavorazione del latte nel nostro territorio è attestata già in tempi preistorici a Monte Sannace, dove sono stati trovati reperti archeologici legati a tale attività; numerosi vasi col fondo o con le pareti forate attestano la lavorazione del latte (in gran parte di provenienza ovino-caprina) e la sua bollitura e per la produzione del formaggio. Continua la Lettura

Brando Pizza Bistrot

Il villino Tateo, sede del Brando Pizza Bistrot

Gioia del Colle può fregiarsi del riconoscimento DOP della mozzarella fiordilatte che porta la sua denominazione.

È il giusto riconoscimento per un prodotto tipico della tradizione gioiese, che compare nei documenti ufficiali già alla fine dell’Ottocento e i primi anni del ‘900.

Infatti negli anni della Prima Guerra Mondiale il Comune di Gioia interviene introducendo un calmiere per la vendita delle mozzarelle. Nel 1916 stabilisce i prezzi massimi per la vendita al minuto dei latticini e del pecorino.

Nel 1920 a Gioia del Colle sorge una Colonia Agricola per gli Orfani di guerra, voluta da padre Giovanni Semeria e da padre Giovanni Minozzi.

Nei documenti del tempo si legge: L’azienda agricola che già sotto P. Salviato aveva dato visibili frutti è ora quasi completa, colla stalla dove non manca il toro, con il porcile modello dove si potrà fare in grande l’allevamento dei suini inglesi, con i pollai portatili, con l’apiario in costruzione, col caseificio che produce le famose mozzarelle mentre in casa i nostri ragazzi fanno di tutto, pane compreso. Continua la Lettura

Vico Iovia

Targa che denomina Vico Iovia

Ci auguriamo che questo 2026 possa portare finalmente Gioia a fregiarsi del titolo di Città, titolo che merita per possedere appieno i requisiti previsti da  DL 267/2000: essere insigne per ricordi e monumenti storici e per l’attuale importanza, come ampiamente illustrato nella relazione dal sottoscritto allegata alla richiesta di attribuzione di detto titolo.

Uno dei tanti requisiti elencati nella relazione riguarda  gli avvenimenti che videro Gioia come Comune capofila negli avvenimenti che sconvolsero il Regno delle Due Sicilie nel 1799 e che dettero l’avvio a un lungo processo che portò ad instaurare la democrazia nel Sud e nell’Italia intera, ad imitazione  del modello costituzionale francese.

Fino al 1898 la Piazza antistante il castello normanno-svevo di Gioia del Colle era chiamata Largo del Castello o Piazza Iovia.

Durante il Consiglio comunale del 24 novembre 1898 il Sindaco Presidente, sig. Giuseppe Taranto, tra le altre, avanzò le seguenti proposte:

1) Che in Piazza Jovia o Largo del Castello, pel giorno 12 febbraio 1899, se sia possibile, sorga un piccolo monumento in marmo, o in bronzo, con una lapide portante i nomi dei Del Re, Losito, Filippo Petrera, Silvio Bonavoglia e don Michele Petrera; Continua la Lettura

“A volte ritornano”. Mostra di reperti trafugati e recuperati

Manifesto della Mostra “A volte ritornano”

È risaputo che il territorio di Gioia del Colle, oltre ad essere il centro più importante ed esteso della Peucezia,  è stato sede di numerosi insediamenti stanziali o temporanei, come si evince dai numerosi ritrovamenti di tombe, dolmen e materiale ceramico e metallico: Santo Mola, Murgia San Francesco, Murgia Giovinazzi, Masseria del Porto, Murgia San Benedetto, la Castelluccia, Canale Frassineto.

Ancora una volta Gioia del Colle oggi assurge agli onori della cronaca per la sua millenaria storia e per le testimonianze che attestano la sua importanza, la laboriosità e la vivacità artistica e culturale degli abitanti del suo territorio nei millenni passati.

Infatti il 20 dicembre 2025, a cura dell’architetto Francesco Longobardi, direttore del Castello Svevo di Trani, membro della Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia e del dott. Fabio Galeandro, già Direttore del Parco Archeologico di Monte Sannace e Direttore del Museo Archeologico   Nazionale – Castello di Gioia del Colle, nel Museo Archeologico Nazionale e Castello di Gioia del Colle è stata inaugurata la mostra “A volte ritornano. Storia e archeologia tra passato e presente”.

La mostra sarà visitabile per il pubblico fino al 20 settembre 2026.

Si tratta di 140 reperti archeologici, in prevalenza oggetti prodotti in ceramica, venuti alla luce in passato nel territorio della Peucezia a seguito di scavi clandestini e pervenuti dalla Francia. Continua la Lettura

Integrazioni alla richiesta del titolo di Città per Gioia del Colle

Cartello segnaletico posto alle porte di Gioia del Colle

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale di Gioia del Colle del giorno 8 settembre 2025 della delibera della richiesta del titolo di Città, il giorno 7 novembre 2025 il prof. Francesco Giannini Francesco e il dott.  Francesco Capodiferro hanno consegnato alla Commissione consiliare per la Cultura le integrazioni richieste da alcuni consiglieri comunali.

Nello specifico il prof. Giannini ha sintetizzato la bozza di 10 pagine che aveva presentato e che era stata approvata in Consiglio, seguendo le direttive dell’art. 18 del DL 267/2000, che recita: Il titolo di Città può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno ai Comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza.

Il dott. Capodiferro ha recuperato i nomi degli scrittori, locali e non, che hanno scritto libri o effettuato ricerche su Gioia del Colle, a conferma della veridicità delle affermazioni esposte nella richiesta di ottenimento del titolo di Città.

Auspichiamo che il Consiglio comunale di Gioia in tempi brevi provveda ad approvare le integrazioni richieste e presentate dal prof. Giannini e dal dott. Capodiferro per dar avvio all’iter per l’ottenimento del titolo di Città per Gioia del Colle.

Di seguito riporto la documentazione che è stata presentata alla Commissione Cultura del Comune di Gioia.

In passato il titolo di Città era assegnato anche ai Comuni per complessità di funzioni (residenziali, produttive, commerciali) servizi e con presenza di Centro storico, quartieri residenziali, aree periferiche.

Con la riforma del 1929 il titolo di Città era erogato ai Comuni, anche in presenza di una popolazione non minore di 10.000 abitanti, che avevano provveduto lodevolmente a tutti i pubblici servizi e in particolar modo alla pubblica assistenza.

Nel 1943 fu abolito il numero di abitanti e il titolo era conferito ai Comuni che avevano provveduto lodevolmente a tutti i servizi pubblici e in particolar modo alla pubblica assistenza.

L’art. 18 del DL 267/2000 recita: Il titolo di Città può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno ai Comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza.

Gioia aspira al titolo di Città perché rientra nei requisiti previsti dalle disposizioni legislative.

Ha una complessità di funzioni (residenziali, produttive, commerciali), ha servizi, un Centro storico, quartieri residenziali, aree periferiche (tra cui la frazione di Montursi, densamente abitata). Continua la Lettura

Una dimora ecologica per pipistrelli

Targa BAT BOX in via Etrusco

Gioia è stata sin dai tempi passati una città accogliente nei confronti di popolazioni di diversa provenienza: peuceti, bizantini, albanesi, svevi, spagnoli, magrebini, ecc.

Non di meno, questo spirito di accoglienza è stato riservato anche a volatili.

Un Foglio di Identità territoriale fatto pubblicare dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Gioia del Colle e dell’Associazione Meridiana Onlus a marzo del 2004, a cura di Vincenza Montenegro, Voli a rischio, il falco grillaio e Gioia del Colle, costituisce un documento importante che pone le basi per la protezione del falco grillaio nel nostro territorio, per evitare il rischio di estinzione di questa specie avicola.

Questo volatile rimanda alla nostra memoria il ricordo di un personaggio che in passato ha legato il suo nome a Gioia del Colle: l’imperatore Federico II, che in alcuni ritratti è raffigurato con un falco su un trespolo accanto ai suoi piedi, avendo, lo stesso sovrano, studiato il volo di questi rapaci e riportato i suoi studi in un libro ampiamente e fedelmente illustrato, intitolato De arte venandi cun avibus. Continua la Lettura

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