Pasquale Rosati

12 Agosto 2009 Autore:  
Categorie: Territorio & Ambiente

Pasquale  RosatiRicercatore di fama mondiale nel campo della fragola, nasce a Roma, dalla nobile famiglia gioiese dei Rosati il 24 ottobre 1937, dove il padre si era trasferito per motivi professionali. Dopo aver seguito gli studi liceali si iscrive a Roma alla Facoltà di Giurisprudenza e si laurea in Legge, senza mai esercitare l'attività forense  e successivamente si iscrive a quella di Agraria. Si laurea in Scienze biologiche all'Università di Siena.

La sua  vera vocazione di studioso della frutticoltura e di imprenditore frutticolo, in quanto erede e titolare di due aziende agricole, da lui direttamente curate, rinnovate   e portate a livello di avanguardia con l'applicazione di moderne tecnologie, la prima a Cesena e la seconda a Porto San Giorgio ( Ascoli Piceno ), lo portano a percorrere una brillante carriera universitaria come sperimentatore e ricercatore in campo agrario.    

La sua formazione, in controtendenza rispetto al mondo accademico, gli preclude la possibilità, negli anni ’60-’70, di avviare la carriera di ricercatore scientifico all’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma (I.S.F.), dove rimane poi come volontario e borsista per vari anni, sotto la guida dei professori Filippo Lalatta ed E.C. Branzanti. Già da allora concorre alla costituzione di numerose varietà di pesche, nettarine e susine, ciliegie e mele.

Poiché la sezione di Forlì dell’I.S.F. non disponeva di una propria azienda sperimentale, mette subito a disposizione della sperimentazione uno dei suoi poderi di Cesena (insieme al relativo personale), instaurando una preziosa collaborazione fino alla sua morte,  con il dr. Walther Faedi, suo valido braccio destro, nel campo del miglioramento genetico della fragola.

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La Piazzetta della Croce

2 Agosto 2009 Autore:  
Categorie: Storia

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Vista panoramica della piazzetta della Croce

Fino alla metà dell’800  il nostro Comune non era molto esteso in direzione Sud, per la presenza di alcuni ” laghi “, come Lago Magno, Lago Scalcione, Lago San Pietro.

Con l’avvento del nuovo secolo, essendo stati prosciugati alcuni laghi intorno al 1830, l’espansione edilizia cittadina interessa anche la zona Sud dell’abitato. Infatti sei giorni dopo al morte del poeta Giosuè Carducci, precisamente il 21-2-1907 il Consiglio comunale decide di intitolargli una strada cittadina. Poiché la via che da piazza Plebiscito portava verso il cavalcaferrovia presentava diverse abitazioni ed era ancora comunemente chiamata col nome anacronistico di via Logomagno, pur non essendovi più la presenza di tale lago, il Consiglio comunale decide di intitolare al Carducci quella strada.

Nel 1925 il Consiglio comunale decide il prolungamento dell’ultima traversa di via Principe Amedeo (oggi Via Roma), quella che fiancheggia il liceo Ginnasio; questa strada, a cui era stato dato il nome di Via del Littorio ( poi Via Degli Studi e oggi Via A. Celiberti ), finiva per incrociare via Carducci dando origine ad una zona triangolare, quasi una piazzetta, di difficile utilizzo dal punto di vista edilizio.

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