Il monumento ai Caduti di Montursi

Monumento ai Caduti di Montursi

Sembra che l’antico nome dato a questa contrada del Comune di Gioia fosse Monte dell’Orso, da cui la trasformazione nell’attuale Montursi.

Il suo nome è legato alla presenza della Chiesa intitolata a San Giuseppe Lavoratore,  alla festa che si celebra il 1°  maggio di ogni anno in suo onore,  alla zona verde che viene utilizzata sia come area picnic che per raccolta di funghi ed asparagi e anche  come percorso ginnico.

Come ricorda l’insegnante gioiese Giuseppe Montanarelli,  presso il Monte dell’Orso, oggi Montursi, si svolgeva l’antica festa gioiese e rupestre del Battesimo del Fuoco, in onore del patriarca San Giuseppe, ricordato dal 1955, quale Patrono dei Lavoratori Cristiani. La festa agreste ricordava il miracolo del fuoco, fatto da San Giuseppe, con la presenza dello Spirito Santo, a Betlemme, in occasione della nascita di Gesù.

L’Amministrazione comunale di Gioia ha mostrato particolare attenzione per gli abitanti di questa contrada non solo perché densamente abitata, ma anche per la presenza di numerose masserie e per il diffuso allevamento di bovini che fornivano la materia prima per la produzione dei tipici prodotti caseari gioiesi, tra cui la famosa mozzarella di Gioia. Per soddisfare  le richieste degli agricoltori e degli allevatori di questo territorio è stato trivellato il sottosuolo per ottenere un pozzo artesiano che eroga acqua per i bisogni dei contradaioli. Continua la Lettura

Palazzo Giordani, già Palazzo Milano

Palazzo Giordani, già Milano, a Gioia del Colle in Via Roma

Fino alla fine del’700 l’abitato di Gioia, come risulta dalle carte topografiche dell’epoca, era ristretto all’anello che comprendeva il Centro storico ed una ristretta fascia con esso confinante.

In quel periodo dovevano essere presenti  ancora le quattro Porte dalle quali si accedeva in Gioia, come si evince dal Catasto onciario di Gioia del 1750.

Bisogna attendere l’inizio dell’Ottocento perché il paese si ingrandisca e si espanda anche in direzione ovest, lungo quella direttrice che successivamente prenderà la denominazione di Via Stazione, perché conduceva alla Stazione ferroviaria.

Dalla Carta Generale del Regno di Napoli del 1810 si nota che Gioia del Colle, oltre l’anello storico manifesta un ampliamento del paese a nord verso Bari-Acquaviva e in direzione est verso Noci. Continua la Lettura

La festa copatronale di San Rocco di Montpellier a Gioia del Colle.

16 Agosto 2020 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Statua lapidea di San Rocco

Sulla Chiesa di San Rocco e sulla festa del Santo francese su questo sito  è possibile consultare l’articolo “La Chiesa di San Rocco e la devozione del Santo a Gioia”

Di seguito riporto la ricerca storica effettuata dal nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

La festa copatronale di San Rocco di Montpellier a Gioia del Colle. 16 Agosto.

La devozione per San Rocco di Montpellier, molto diffusa a Gioia del Colle, è legata ufficialmente alle varie epidemie di peste verificatesi tra il XVI ed il XVII secolo. Secondo la tradizione tramandata dall’abate Losapio la devozione per San Rocco, a livello popolare era presente a Gioia del Colle già alla fine del Trecento.

Il culto per il Santo francese risale a quello preesistente per San Sebastiano Centurione e Martire, frecciato dai suoi soldati, omaggiato ed attestato con la presenza di un altare nell’antica Chiesa Madre e festeggiato il 20 Gennaio. Continua la Lettura

La festa dell’Assunzione di Maria al cielo, a Gioia del Colle

15 Agosto 2020 Autore:  
Categorie: Storia

Glorificazione della Madonna tra gli angeli. Chiesa Madre di Gioia.

15 Agosto: Ferragoso e festività dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

Al tempo dei Romani il Ferragosto costituiva un periodo di riposo e di festeggiamenti, istituito nel 18 a. C. dall’imperatore Ottaviano  Augusto, che lo pose alla metà del mese. Il nome  Ferragosto deriva dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore proprio di Augusto, primo imperatore romano, che volle un mese  tutto per sé, che è quello che noi chiamiamo Agosto.  L’imperatore romano desiderò anche un giorno in cui tutti si ricordassero di lui, persino gli schiavi.  Tale festa pagana era celebrata il 1° agosto riprendeva i tradizionali  Consualia, feste che coincidevano con la fine dei lavori agricoli e quindi un periodo di meritato riposo, dedicate al dio Conso, venerato dai Romani come protettore della terra e della fertilità.  Anticamente, come festa pagana, era celebrata il 1° agosto, ma i giorni di riposo (e di festa), come ricorda la parola feriae, utilizzata al plurale, erano in effetti molti di più; potevano occupare anche tutto il mese. Continua la Lettura

La leggenda di San Rocco di pietra a Gioia del Colle

Formella che raffigura i buoi che trasportano la statua di San Rocco, nell’atto di inginocchiarsi

Sulla porta laterale destra della Chiesa di San Rocco di Gioia del Colle, e precisamente sull’anta sinistra, lo scultore gioiese fra Serafino Melchiorre ha rappresentato la statua del Santo di Montpellier mentre viene trasportata su un carro trainato da buoi inginocchiati. E’ indubbiamente la rievocazione di una leggenda che ancora oggi circola tra il popolo gioiese, ma insieme alla presenza di altre due statue che raffigurano San Rocco, è senza dubbio il segno tangibile della grande devozione dei nostri concittadini per il Santo taumaturgo francese.

E’ da ricordare a tale proposito che una statua del Santo era presente nella Chiesa Madre. Un mese prima della festa di San Rocco la statua veniva prelevata dalla Chiesa Madre e portata in processione nella chiesa di S. Rocco per le funzioni religiose. La statua veniva riportata, sempre processionalmente, nella Chiesa Madre, la sera del 16 agosto, giorno della festa di S. Rocco.

Di seguito riporto una ricerca storica effettuata dal nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli, sulla statua lapidea di San Rocco.

La leggenda di San Rocco di pietra a Gioia del Colle.

Narra la leggenda tramandata dall’Abate Losapio che, intorno all’Anno Domini 1530, un ricco e spietato signore della Terra di Bari, avaro giudice e notaio, aveva commissionato una pregevole statua di pietra al maestro Stefano da Putignano, per la sua egoistica devozione e per abbellire, più verosimilmente, la sua sfarzosa dimora, collocandola nel giardino.

Si dice che l’autore aveva impiegato sedici giorni per realizzare la statua, perché il ricco signore era sempre impaziente e con degli imprevisti ritardi non avrebbe voluto neanche pagare l’opera.

Dopo aver finito il lavoro, la statua in blocchi e non dipinta, fu collocata in una grossa cassa di legno, ben chiusa e posta su di un carro colmo di balle di paglia e trainato da quattro buoi, uno per ogni Evangelista. Il carro era scortato dai servitori armati dell’avaro signore. Quando il carro giunse fuori delle mura della città di Gioia del Colle, nel punto dove oggi sorge la Chiesa di San Rocco, in corrispondenza della Cappella del Santo francese, i quattro buoi improvvisamente si fermarono e si inginocchiarono. Nonostante avessero ricevuto violente frustate e sferzate, i buoi irremovibili, rimasero fermi per tre giorni.

Porta bronzea di accesso alla navata destra della Chiesa di San Rocco

L’accaduto non rimase inosservato agli occhi dei cittadini gioiesi, i quali avevano partecipato inutilmente alla rimozione del misterioso carro, che intralciava la via di comunicazione e che pur essendo carico di paglia era diventato sempre più pesante ed irremovibile. I servi preoccupati, informarono il loro padrone, che, infuriato, non voleva far sapere il contenuto della grande cassa. Intanto i Gioiesi incuriositi, volevano conoscere cosa trasportava il carro coperto dalla paglia, arrivando a scommettere sul suo contenuto.

Constatando, dalle informazioni dei servi, il reale arresto misterioso dei quattro buoi, il ricco giudice, giunse sul luogo ed anche lui, imprecando, volle tentare di smuovere i buoi, ma inutilmente. Allora accorsero i sacerdoti, i notabili ed i gendarmi cittadini, che volevano dirimere la questione. Alle insistenze del popolo, il notaio volle aprire la cassa e con il loro stupore si accorsero che la statua lapidea si era montata da sola e che misteriosamente si era anche dipinta in quanto l’autore, per consegnare più velocemente l’opera, l’aveva lasciata in blocchi per montarla poi sul posto.

I presenti, saputa la verità dal signore e dai suoi servi, gridarono al miracolo e subito sul luogo, con delle pietre, crearono un altare, per collocare il Santo di Montpellier dove, stranamente, riuscirono a collocare la statua, diventata incredibilmente leggera. I Gioiesi chiamarono quel luogo la “casa di San Rocco di pietra”.

Solo allora i buoi si rialzarono. Il ricco notaio, felice, volle riprendersi la statua, ma essa divenne nuovamente pesantissima ed irremovibile. Constatando il nuovo prodigio, il ricco signore, convenne con il clero, i notabili ed il popolo gioiese che San Rocco aveva deciso di rimanere in quel luogo, da Lui scelto per proteggere la città, in quanto si temeva l’arrivo della peste nera.

La Chiesa di San Rocco con le tre porte bronzee, opera di fra Serafino Melchiorre.

Si dice che da quel giorno il ricco signore, cambiò vita, si pentì delle sue malefatte pur essendo un uomo di giustizia, divenne generoso e caritatevole, seguendo l’esempio del Santo, di cui non conosceva neanche la storia. A proprie spese fece erigere la cappella per contenere la statua di San Rocco, che donò alla città di Gioia del Colle, contribuendo alla costruzione della Chiesa, donando tutte le sue ricchezze ai poveri.

Da allora la statua in pietra di San Rocco, opera di Stefano di Putignano, è rimasta in quel luogo prescelto dal Santo stesso.

Si racconta che ogni qual volta si è tentato di spostare o rimuovere la statua, anche per processioni commemorative, misteriosamente si sono verificate improvvise scosse di terremoto. Anche quando si è tentato si smuovere la statua per motivi cautelativi, essa è diventata misteriosamente pesantissima. Chi nel tempo si è cimentato a rimuoverla personalmente ha subito incidenti o non è riuscito nell’impresa per il sopraggiungere di strani eventi, circostanze e coincidenze impreviste, apparentemente inspiegabili.

La statua, attualmente restaurata e dai lineamenti e colori delicati, nel tempo è stata ritoccata ed oscurita per spaventare la peste e tutte le malattie infettive.

San Rocco di pietra, roccia della Fede dei Gioiesi è rimasto per sempre nel cuore della città di Gioia del Colle.

Per un approfondimento vedi anche su www.gioiadelcolle.info i seguenti articoli: “La Chiesa di San Rocco e la devozione del Santo a Gioia” , ” Fra Serafino Melchiorre” e  “Francesco Paolo Losapio”.

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La festa di San Lorenzo a Gioia del Colle

10 Agosto 2020 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Chiesa di San Francesco. Gioia del Colle. Tela che raffigura San Lorenzo con la graticola in mano

Il X agosto è ricordato non solo perché si festeggia San Lorenzo, giorno in cui si alzano gli occhi al cielo in attesa di scoprire la caduta di una stella cadente e di esprimere un desiderio, con l’augurio che venga esaudito, ma è famoso anche per una poesia scritta da Giovanni Pascoli.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

………………………………

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

Nel Comune di Gioia del Colle in tempi passati una parte del territorio era occupato dalla contrada di San Lorenzo. Tale denominazione era giustificata dalla presenza di una cappella rurale dedicata a San Lorenzo. Come per numerose altre Chiese rurali non ci restano tracce della sua presenza, se non in alcuni documenti storici che ne attestano l’esistenza in tempi passati. Continua la Lettura

Memoria e festa liturgica di San Domenico di Guzman a Gioia del Colle.

Tra i vari culti professati in Italia e a Gioia spicca quello per San Domenico. Risalirebbe al 1460 circa l’edificazione del complesso conventuale domenicano di Gioia del Colle, ad opera di Federico da Silva, devoto di San Domenico.  Dopo alterne vicende, che registrano anche la soppressione nel 1652, a seguito delle disposizioni napoleoniche del 1809, che prevedevano la definitiva soppressione dei beni degli Ordini possidenti, Gioacchino Murat con decreto del 1813 il complesso conventuale di San Domenico fu concesso al Comune di Gioia per il seguente uso: padiglione e caserma delle Truppe di passaggio. Con successivo decreto del re Ferdinando IV del 1816 il Monastero dei Domenicani Conventuali viene destinato a caserma della Gendarmeria Reale, carcere e giustizia di pace.

Nel 1816 nel Convento dei Domenicani fu trasferita la Casa Comunale, la cui vecchia e cadente sede fu acquistata dal dott. Pietro Nicola Favale, che la demolì, costruendovi l’attuale Palazzo Favale, sita all’angolo tra Corso Vittorio Emanuele e Via Duomo, oggi Via Principe di Napoli.

A partire dal 1838, iniziò ad operare ufficialmente la Confraternita della Maria SS.  del Rosario, che prese possesso della Chiesa di San Domenico, possesso che continua a mantenere a tutt’oggi. Continua la Lettura

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