Brando Pizza Bistrot
Gioia del Colle può fregiarsi del riconoscimento DOP della mozzarella fiordilatte che porta la sua denominazione. È il giusto riconoscimento per un prodotto tipico della tradizione gioiese, che compare nei documenti ufficiali già alla fine dell’Ottocento e i primi anni del ‘900. Infatti negli anni della Prima Guerra Mondiale il Comune di Gioia interviene introducendo […]

Il villino Tateo, sede del Brando Pizza Bistrot
Gioia del Colle può fregiarsi del riconoscimento DOP della mozzarella fiordilatte che porta la sua denominazione.
È il giusto riconoscimento per un prodotto tipico della tradizione gioiese, che compare nei documenti ufficiali già alla fine dell’Ottocento e i primi anni del ‘900.
Infatti negli anni della Prima Guerra Mondiale il Comune di Gioia interviene introducendo un calmiere per la vendita delle mozzarelle. Nel 1916 stabilisce i prezzi massimi per la vendita al minuto dei latticini e del pecorino.
Nel 1920 a Gioia del Colle sorge una Colonia Agricola per gli Orfani di guerra, voluta da padre Giovanni Semeria e da padre Giovanni Minozzi.
Nei documenti del tempo si legge: L’azienda agricola che già sotto P. Salviato aveva dato visibili frutti è ora quasi completa, colla stalla dove non manca il toro, con il porcile modello dove si potrà fare in grande l’allevamento dei suini inglesi, con i pollai portatili, con l’apiario in costruzione, col caseificio che produce le famose mozzarelle mentre in casa i nostri ragazzi fanno di tutto, pane compreso.

Antico premiato caseificio dei fratelli Orazio e Clemente Milano, in Via Roma, nel villino Tateo
Una fotografia degli inizi del secolo scorso raffigura il Villino Tateo con la scritta: Premiata fabbrica di latticini freschi – fratelli Orazio e Clemente Milano.
Nel grazioso ed elegante Villino Tateo, pregevole costruzione in stile liberty, villino che possiamo considerare il primo caseificio di un certo livello, impiantato a Gioia del Colle agli inizi del ‘900, nel mese di settembre del 2025 ha avuto l’avvio il Brando Pizza Bistrot, che inaugura un nuovo concept di ristorazione che offre una vasta gamma di pizze e coniuga pizza, bistrot, cantina e american bar all’interno dell’elegante struttura.
L’idea di questa nuova attività imprenditoriale è del sig. Andrea Brandonisio, Amministratore della Gioiella latticini di Gioia del Colle, coniugato con la figlia di uno dei due storici fondatori del Caseificio Capurso.
I fratelli Capurso, che, nell’allora via Santeramo, misero su un grosso caseificio per la produzione delle mozzarelle cui diedero il nome Gioiella, se fossero ancora in vita, quest’anno avrebbero festeggiato gli 80 anni di inizio della loro attività. Di questa ricorrenza parlerò in un prossimo articolo.

Targa marmorea apposta nel 2007 sul caseificio dei Fratelli Capurso in via Paolo Cassano
A ricordo di quella attività imprenditoriale sul prospetto del caseificio Capurso ubicato in Via Paolo Cassano, nel 2007 la famiglia Capurso fece apporre la seguente targa marmorea: In questo opificio Francesco e Sebastiano Capurso con tenacia e lungimiranza aprirono all’operosità della loro gente la via dell’industria. 14-1-2007.
Felici e meravigliose coincidenze! In uno storico caseificio, sede di produzione artigianale di mozzarelle, ad oltre un secolo di distanza dall’attività dei due fratelli Milano e a quasi 80 da quella di altri due fratelli Capurso, grazie al genero di uno dei fratelli Capurso, prende vita un’altra attività legata al settore enogastronomico e della ristorazione, che come punto di forza ha l’utilizzo della mozzarella DOP di Gioia del Colle.
La Mozzarella di Gioia del Colle è entrata ufficialmente a far parte del registro delle Denominazioni di Origine Protetta, come stabilito dal Regolamento della Commissione europea, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 09.12.2020, che iscrive ufficialmente la Mozzarella di Gioia del Colle nel registro delle Denominazioni di Origine Protette (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP).
L’idea, anzi il sogno che quest’anno si è concretizzato, di questa nuova avventura nasce nel 2023, durante un evento, in cui il signor Andrea Brandonisio, da cui deriva la denominazione della location, Brando, e la signora Roberta Esposito si incontrano e maturano la stessa intuizione o vision: portare la mozzarella fiordilatte DOP di Gioia all’apice della scena della gastronomia internazionale.
Roberta Esposito, pizzaiola campana de La Contrada di Aversa e di Marita a Roma, è tra le personalità femminili più autorevoli nel settore della pizza italiana nel mondo. Infatti ha conseguito numerosi riconoscimenti: nel 2018 viene eletta Pizzaiola Emergente dal Gambero Rosso; nel 2019 La Contrada di Aversa conquista i 3 spicchi; nel 2023 Identità Golose la premia come Pizzaiola dell’Anno; nel 2025 Marita a Roma riceve il premio Novità dell’Anno. La Esposito è presente nelle classifiche 50 Top Pizza e the Best Pizza Awards ed è riconosciuta dalle principali guide italiane, come Gambero Rosso e Identità Golose.

Andrea Brandonisio e Roberta Esposito all’interno del Brando Pizza Bistrot
Roberta diventa dapprima ambassador della mozzarella Gioiella e poi socia di Brando. È la stessa Roberta a ricordare quei momenti: Era giunta l’ora di portare in primo piano il latticino, spesso sottovalutato rispetto all’impasto o al pomodoro. La mozzarella DOP di Gioia del Colle è un prodotto autoctono, digeribile e perfetto per la pizza.
Ringrazio Andrea che l’ha resa protagonista di un progetto avanguardista in uno dei locali più belli che abbia mai visto. L’obiettivo è crescere e far sì che Brando si consolidi, insieme al bellissimo staff giovane che abbiamo costruito.
In un’intervista Andrea Brandonisio qualche tempo fa così si esprimeva: La pizza è uno dei simboli più amati dell’Italia nel mondo e, proprio per questo, merita di essere valorizzata al massimo, a partire dalla qualità delle materie prime. Da Brando Pizza Bistrot vogliamo darle il giusto lustro, lavorando con ingredienti eccellenti e ricercati, mantenendo sempre un equilibrio sostenibile tra qualità e prezzo. La nostra sfida è esaltare ciò che rende davvero grande una pizza: la semplicità fatta con cura, rispetto e passione.
A questo proposito va ricordato che dal 7 dicembre 2017, l’arte del pizzaiolo napoletano è stata iscritta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, riconoscendo l’intero processo, a partire dal gesto di stendere l’impasto fino alla cottura, come una tradizione culinaria unica, sociale e simbolica non solo di Napoli, ma dell’Italia intera.
Il villino Tateo, piccolo gioiello liberty, si sviluppa su tre livelli: un piano sollevato al quale si accede attraverso una salita a due scalinate contrapposte, raggiungibile anche con montascale, sapientemente restaurato da un architetto che ha saputo fondere i segni del passato, salvando colonne con capitelli, pavimenti originali in graniglia di cemento con decori vari stile Liberty, e affreschi sul soffitto, con l’introduzione di elementi architettonici e di arredi moderni. Questo primo ambiente può ospitare una cinquantina di persone.
Il piano inferiore, al quale si accede attraverso una scalinata, accoglie i clienti in un ambiente da sogno, che conserva il fascino della lavorazione in pietra leccese e locale, caratterizzato da archi voltati, che danno forma a diversi settori, ognuno dei quali garantisce la dovuta e discreta accoglienza e privacy, ambienti ideali per degustare i prodotti proposti da personale qualificato e presenta anche un ambiente che accoglie una fornita cantina a vista. Anche questa ambiente può ospitare una cinquantina di commensali.
All’esterno del villino, che è circondato da un paramento in pietra locale, sormontato da una elegante recinzione in ferro battuto, anch’essa in stile liberty, immerso in un giardino, nelle giornate calde una cinquantina di persone possono comodamente gustare del buon cibo o sorseggiare drink e altre gustose bevande.

Cartello posto sulla recinzione del villino Tateo, che attesta i lavori di ristrutturazione dell’immobile
E pensare che gli attuali proprietari avevano in mente di abbattere il villino per costruire un nuovo immobile! Il progetto che avevano presentato prevedeva l’abbattimento della dimora liberty per costruire un nuovo palazzo. Fortunatamente un gruppo di cittadini e di amministratori gioiesi ha scongiurato quest’ennesima distruzione di un altro pezzo di storia di Gioia ed è riuscito a salvarlo e a consegnarlo alle future generazioni.
Il villino, quindi, a seguito dell’intervento della Soprintendenza di Bari, essendo posto a tutela ai sensi dell’art. 10, comma 3 del D.Lgs. 4204 con D.D.R. del 21/05/2014 (che recita così: Sono altresì beni culturali : –le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importanti, appartenenti a soggetti diversi da quelli al comma 1, – le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell’industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose, – le cose, a chiunque appartenenti, che presentano un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico eccezionale per l’integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione), ha subito un primo restauro ad opera del proprietario nel 2017 ed un successivo intervento di restauro e adattamento per il suo utilizzo come struttura dedicata alla ristorazione, da parte dell’attuale gestore.
Dopo i lavori di restauro finalmente a settembre scorso il Brando Pizza Bistrot è stato inaugurato.
Brando Pizza Bistrot pur nella storicità della location, come già sottolineato, si apprezza come un ambiente moderno e dinamico, poiché la sua mission non è legata esclusivamente al consumo di un prodotto della tradizione meridionale, quale è la pizza, ma chi lo frequenta può anche cenare selezionando tra una proposta di cucina italiana con richiami internazionali oppure può gustare tapas o può semplicemente sorseggiare un drink all’accogliente e capiente bancone all’americana; insomma food and beverage in senso moderno, per venire incontro alle esigenze di un pubblico variegato.

L’insegna Brando Pizza Bistrot
La location infatti è un luogo in cui si fondono quattro diverse anime: pizza, cantina, cucina e american bar, con proposte di materie prime locali, tra le quali primeggiano l’olio extravergine di oliva pugliese, i salumi di suino nero di Martina Franca, i grani autoctoni, anche se il suo asso nella manica è nella pizza di Roberta Esposito, una pizza che, come lei stessa afferma non è né contemporanea, né napoletana, tantomeno romana, è la mia pizza: identitaria, riconoscibile, tradizionale, ma allo stesso tempo innovativa per come si presenta, per la ricerca di garnish sempre attuali e per gli accostamenti degli ingredienti; una pizza con tante varianti e con la sorprendente, gustosissima ed unica mozzarella DOP di Gioia del Colle.
In continuità con il primo utilizzo del Villino Tateo, oggi la struttura non solo mantiene intatto il fascino dell’architettura di oltre un secolo fa, ma altresì mantiene e consegna alle attuali generazioni una parte della nostra tradizione e della storia agroalimentare di Gioia.
Brando Pizza Bistrot è il testimone dell’eccellente produzione dei latticini di Gioia del Colle con l’utilizzo della mozzarella DOP Gioia del Colle nella preparazione delle proprie ed esclusive pizze.
Due storie, dunque, che si intrecciano nel villino Tateo, che ricordano, innanzitutto a noi gioiesi e poi anche a coloro che frequentano il nostro paese, il passato glorioso di Gioia e una tradizione che continua nel tempo, storie che continuano a portare in alto il nome della nostra Città in Italia e nel mondo.

Mozzarella Gioiella con Bollo CE, attestante il conferimento del n. 1/16 nell’ambito della RegionePuglia
Agli inizi di questo secolo, essendo venuto a conoscenza che i proprietari del villino Tateo avevano deciso di mettere in vendita l’immobile, in qualità di Presidente del Consiglio comunale e di cultore di storia locale, suggerii all’allora Sindaco di valutare la possibilità di acquistare ed acquisire al patrimonio comunale il villino per farne un Museo dell’attività casearia, utilizzando eventualmente anche attrezzature presenti nel Museo della Civiltà Contadina del dott. Vito Santoiemma. Proposi altresì l’eventuale acquisto della chiesetta bizantina dedicata a Santa Maria Maddalena, importante testimonianza delle antiche origini di Gioia, anch’essa in vendita. Mi fu risposto “picche”, rischiando tra l’altro, come si stava verificando, l’abbattimento del villino Tateo, salvato in extremis dalla distruzione.
Anche per questa attività legata al settore caseario, perla tra le perle che connotano il nostro territorio, l’auspicio è che a breve il nostro Comune possa fregiarsi del titolo di Città, come richiesto dal Consiglio Comunale nella seduta del giorno 8 settembre 2025.
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9 Gennaio 2026


