Sabato Viaggi a Gioia

Vito Leonardo Sabato

Tra le numerose eccellenze del passato e che ancora oggi il nostro Comune annovera, va ricordata l’attività avviata con passione e instancabile laboriosità dalla famiglia Sabato.

115 anni fa nasceva a Gioia Vito Leonardo Sabato (10 giugno 1911 -16 marzo 2000).

Figlio di Michele e Rosa Surico fu il precursore dei trasporti locali e regionali. Ereditò dal padre Michele un’attività iniziata alla fine dell’Ottocento con sede in via Mastandrea. Agli inizi questa attività era condotta soltanto da 3 unità lavorative che gestivano un trasporto con calessi, diligenze e landeaux nei paesi della Puglia e fino a Napoli.

I principali utenti di questo servizio erano i giovani studenti che frequentavano le Università partenopee e la nobiltà del tempo che partecipava alla vita mondana nella capitale del Regno, soprattutto seguendo spettacoli musicali e teatrali.

Ingegnoso e creativo, Michele Sabato aveva sempre pensato in grande, a tal punto che ebbe l’idea di trasformare una sua proprietà di dieci ettari di terreno, ubicati di fronte all’aeroporto militare, in aeroporto civile. [Continua la Lettura]

Il professor Martino Schiavone

Il prof. Martino Schiavone

Il professor Martino Schiavone, pur non essendo nativo di Gioia, infatti è nato a Mottola il 7/9/1945, a giusta ragione può considerarsi cittadino gioiese a tutti gli effetti perchè gran parte della sua vita la trascorre a Gioia, dove ha abitato ininterrottamente, dapprima da celibe presso l’azienda familiare sulla via per Santeramo, e successivamente da  coniugato nella  nostra Città.

Quasi per naturale passione e  vocazione, per essere vissuto in una famiglia di proprietari terrieri dediti alla produzione di culture cerealicole e alla zootecnia, sin da piccolo ha maturato una particolare propensione per il mondo agricolo e le attività relative alla gestione delle problematiche ad esso connesse, spaziando non solo nell’approfondimento delle conoscenze e delle tecniche di produzioni legate al miglior utilizzo dei terreni, ma soprattutto nello studio del settore zootecnico, che tanta importanza aveva al suo tempo e ancora oggi continua a rivestire nell’economia di Gioia.

Per questo motivo, dopo aver completato gli studi superiori, si iscrive alla facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, dove si laurea in Scienze Agrarie.

Per circa un anno e mezzo dopo la laurea è stato docente di Scienze, Chimica e Geografia prima all’I.T.I.S., Istituto Tecnico Industriale «Galileo Galilei» di Gioia e poi all’I.T.A.S., Istituto Tecnico Agrario di Stato «Gigante» di Alberobello. [Continua la Lettura]

Le stagioni nella Scuola Media Statale “Enrico Carano”

14 Febbraio 2026 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

La Scuola Media Carano prima della ristrutturazione

Parafrasando una canzone che Loretta Goggi cantò al Festival di Sanremo nel 1981 possiamo affermare che oggi non è disdicevole parlare di “Maledetta Primavera”, non solo perché con lo sconvolgimento ambientale, causa della mancata attenzione e scarsa cura dell’habitat da parte dell’uomo, le stagioni sembra non si susseguano più normalmente come in passato, ma anche perché a Gioia sembra che la Primavera sia sparita.

Non si tratta, evidentemente di qualcosa collegata ad eventi climatici o al mancato susseguirsi di quella particolare stagione, ma di un’opera artistica che ha fatto parte del patrimonio della Scuola Media Statale “Enrico Carano” e dell’intera città di Gioia.

Infatti negli anni ’60, quando l’edificio scolastico era sede dell’Istituto di Avviamento Professionale Statale a tipo agrario, commerciale e industriale femminile, furono commissionate alla CER. ARR. di Bari quattro blocchi, come si può leggere dalla scritta riportata sugli stessi, ciascuno di complessivi 40 mattonelle in ceramica, sulle quali dovevano essere dipinti alcuni elementi distintivi che caratterizzavano le quattro stagioni: Primavera, Estate, Autunno ed Inverno. [Continua la Lettura]

Lo smaltimento del siero

Invaso di via Vicinale Pavoncelli, in completo abbandono, visto dall’alto

Tra le tante incompiute nella nostra nazione Gioia del Colle può annoverarne almeno due.

La prima si riferisce ad un lavoro eseguito circa 40 anni fa e non andato a buon fine: la costruzione, lungo la Strada Vicinale Pavoncelli, nei pressi dello stabilimento Ansaldo caldaie, di un grande invaso, un grosso impianto di raccolta di acqua piovana, mai entrato in funzione per sfondamento del bacino di raccolta, costruito probabilmente su un capovento o inghiottitoio, un vero “capolavoro” di progettazione di ingegneria idraulica!

La struttura era destinata alla raccolta di acqua piovana, la quale, dopo essere stata prelevata ed aspirata da un impianto di sollevamento, attraverso una condotta appositamente costruita confluiva in una vasca di raccolta, di dimensioni notevolmente inferiore a quella primaria, posta a valle della stessa a circa un chilometro in direzione sud-est e nelle vicinanze dell’ingresso del Cimitero monumentale di Gioia, dalla quale veniva convogliata per mezzo di un’altra condotta nell’agro gioiese per usi irrigui, per le aziende produttrici di ortofrutta e per uso alimentare e igienico nel settore zootecnico. I terreni utilizzati per l’invaso erano stati espropriati dal Consorzio di Bonifica, che ne aveva curato la costruzione.

La seconda incompiuta riguarda la costruzione di un impianto di depurazione e di trasformazione del siero.

Gioia del Colle è una Città leader nella produzione di latticini, come è testimoniato dal riconoscimento DOP della mozzarella fior di latte Gioia del Colle e dalla ricorrenza, in quest’anno, dell’80° anniversario di attività del caseificio dei fratelli Capurso e dall’ottenimento del titolo di Città del formaggio 2022. [Continua la Lettura]

Il Centro di Formazione Professionale di Gioia del Colle

5 Febbraio 2026 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

    L’immobile con la targa del Centro di Formazione Professionale di Gioia del Colle, in via Rossini

Negli anni ’20, a seguito della riforma Gentile (1923), furono promulgate numerose leggi e decreti per riorganizzare il sistema scolastico e formativo.

L’educazione popolare era un tema rilevante e diverse istituzioni si occupavano di tale ambito, spesso con il sostegno dello Stato.

L’Ente Pugliese per la Cultura Popolare e l’Educazione Professionale (E.P.C.P.E.P) è un Ente Morale che non persegue fini di lucro e che opera nel settore della formazione professionale ai sensi della legge 845/78. con sede legale in Bari alla Via Pietro Ravanas 235.

È sorto nel 1923,  registrato ai sensi del Regio Decreto n° 1461 del 29-07-1925, e inizialmente sorto quale emanazione della “Associazione Umanitaria” con sede in Milano; successivamente con Regio Decreto n° 1461 del 29 luglio 1925 fu eretto in Ente Morale, che in seguito assunse la denominazione di “Ente Meridionale di Cultura Popolare e di Educazione Professionale” e ne fu approvato il relativo Statuto. [Continua la Lettura]

Il restauro di due opere d’arte a Gioia nel 2025

La pala d’altare nella chiesa di sant’Angelo, prima del restauro

Tra gli eventi culturali e artistici realizzati a Gioia del Colle nel 2025 ne spiccano due, a cura del pittore gioiese Filippo Maria Cazzolla e dalla sua collaboratrice dott.ssa Patrizia Porricelli, che hanno interessato due opere artistiche di gran pregio perché legate a due periodi importanti della storia del nostro Comune.

Si tratta di due restauri eseguiti entrambi in ambienti sacri, e per la precisione in due distinte chiese, che testimoniano due momenti della storia di Gioia, riferiti ad alcuni secoli fa.

Il primo di questi restauri è stato effettuato nella chiesa di san Michele Arcangelo, meglio nota come chiesa di sant’Angelo e ha riguardato la pala retrostante l’altare maggiore. Il dipinto, databile  ai secoli XVIII-XIX, di autore ignoto,  riporta l’iscrizione dei due committenti: A divozione di Valentino Antonicelli e di sua  moglie Beatrice Notarnicola. Raffigura, nella parte  centrale, la Madonna di Costantinopoli che sorregge Gesù Bambino mentre, in basso, sul lato sinistro sono raffigurati san Giovanni Battista e san Luigi Gonzaga e, sul lato destro, san Filippo Neri e san Giovanni Evangelista.

Alla chiesa di Sant’Angelo è legato un lungo passato di Gioia, che cercherò di sintetizzare di seguito.

Nel Borgo di Gioia, a pochi passi dal castello, sorgeva la nuova Chiesa, dedicata a Santo Stefano protomartire (Cod. Dipl. Bar. I, 55), chiesa che il pio abate Arivie de Amatella, come lui diceva, aveva fondato a sue spese intorno al 1170 con i soldi del fratello cav. Nicola, come si mormorava in paese, per ricondurre il paese, e come dicevano i Normanni, nella fedeltà alla Chiesa Romana i miscredenti gioiesi, che in gran parte continuavano a frequentare le loro chiese greche e a pregare in greco. [Continua la Lettura]

Gli 80 anni del caseificio Capurso e della mozzarella Gioiella

Cartello stradale della città di Gioia del Colle

Il cartello stradale che si trova alle porte di Gioia riporta la seguente iscrizione: Gioia del Colle città Federiciana città del vino “primitivo“ e della mozzarella.

Qualche secolo fa a Gioia è stato scoperto l’oro.

Si tratta di ‘oro bianco’, che è tipico della nostra terra: il latte. Il nostro latte a buon ragione può definirsi oro bianco, in quanto per le sue caratteristiche organolettiche e per essere prodotto da mucche che pascolano su un territorio murgiano e che si alimentano di foraggi naturali, unanimemente viene riconosciuto come prodotto di alta qualità.

La lavorazione del latte nel nostro territorio è attestata già in tempi preistorici a Monte Sannace, dove sono stati trovati reperti archeologici legati a tale attività; numerosi vasi col fondo o con le pareti forate attestano la lavorazione del latte (in gran parte di provenienza ovino-caprina) e la sua bollitura e per la produzione del formaggio. [Continua la Lettura]

L’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di Gioia del Colle

12 Gennaio 2026 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Scuola, Storia

Come si presenta quello che era l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di Gioia

Tenuto conto delle peculiarità del nostro territorio, a vocazione prevalentemente agricola, agli inizi degli anni’60 a Gioia furono istituite alcune sezioni dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura, come si può vedere costeggiando il lato occidentale del vecchio tracciato della SS. 100, ad una distanza di meno di tre chilometri dall’abitato.

A dire il vero oggi di quell’Istituto, barbaramente vandalizzato si può salvare solo l’insegna, che ne attesta l’utilizzo come scuola.

L’Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura di Gioia del Colle, una delle sedi coordinate dell’omonimo Istituto Professionale per la Puglia ed il Molise, “Celso Ulpiani” di Bari, è stato istituito a Gioia del Colle nell’anno scolastico 1960-61, allocato in locali di fortuna.

A partire dall’anno scolastico 1962-63 la Scuola è stata trasferita in Contrada Ciccotonno, a ridosso della vecchia S.S. 100, utilizzando i locali della villa padronale appartenente alla famiglia Donvito, Istituto costruito sul terreno che successivamente fu acquistato con fondi messi a disposizione della Cassa per il Mezzogiorno per essere destinato ad azienda agraria sperimentale. [Continua la Lettura]

In ricordo del prof. Orazio Svelto

Il prof. Orazio Svelto

Il 10 gennaio 2026 è venuto a mancare il prof. Orazio Svelto.

Pur non essendo nato a Gioia, poiché il padre, pur gioiese, come docente di scuola superiore si era trasferito a Maglie per motivi di lavoro, per poi tornare ad insegnare e a vivere a Gioia, lo possiamo considerare gioiese a tutti gli effetti, avendo anche ottenuto la cittadinanza onoraria nel 2004, la più alta onorificenza che viene concessa a chi si è particolarmente distinto nel campo della cultura, dell’arte, della scienza.

Il 21 febbraio prossimo il prof. Svelto avrebbe compiuto 90 anni e sembra che tre suoi colleghi di studio, Premi Nobel per la Fisica, stessero preparandogli una festa a sorpresa per condividere con lui questo particolare evento.

La sorpresa, invece, l’ha fatta il prof. Svelto che ha lasciato tutti sbalorditi per la sua improvvisa dipartita. Schivo com’era dalle grandi manifestazioni sembra che il destino abbia voluto assecondare questo aspetto del suo carattere, poiché ha sempre pensato a lavorare piuttosto che a raccogliere le lodi e gli apprezzamenti del suo importantissimo impegno educativo, di ricercatore e di scienziato di livello mondiale. [Continua la Lettura]

Brando Pizza Bistrot

Il villino Tateo, sede del Brando Pizza Bistrot

Gioia del Colle può fregiarsi del riconoscimento DOP della mozzarella fiordilatte che porta la sua denominazione.

È il giusto riconoscimento per un prodotto tipico della tradizione gioiese, che compare nei documenti ufficiali già alla fine dell’Ottocento e i primi anni del ‘900.

Infatti negli anni della Prima Guerra Mondiale il Comune di Gioia interviene introducendo un calmiere per la vendita delle mozzarelle. Nel 1916 stabilisce i prezzi massimi per la vendita al minuto dei latticini e del pecorino.

Nel 1920 a Gioia del Colle sorge una Colonia Agricola per gli Orfani di guerra, voluta da padre Giovanni Semeria e da padre Giovanni Minozzi.

Nei documenti del tempo si legge: L’azienda agricola che già sotto P. Salviato aveva dato visibili frutti è ora quasi completa, colla stalla dove non manca il toro, con il porcile modello dove si potrà fare in grande l’allevamento dei suini inglesi, con i pollai portatili, con l’apiario in costruzione, col caseificio che produce le famose mozzarelle mentre in casa i nostri ragazzi fanno di tutto, pane compreso. [Continua la Lettura]

Pagina successiva »

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.