La ferrovia turistica Gioia del Colle-Rocchetta Sant’Antonio

Automotrice diesel AL n 668 utilizzata per la prima corsa di prova della riattivazione della Gioia-Rocchetta

La tratta ferroviaria Gioia del Colle – Rocchetta Sant’Antonio fu inaugurata 130 anni fa, il 31 luglio 1892, dal lucano politico, storico e meridionalista Giustino Fortunato, che sostenne con forza la sua realizzazione per consentire all’entroterra murgiano e a quello lucano di uscire dall’isolamento in cui si trovavano, zone tagliate com’erano da agevoli collegamenti viari e ferroviari con il territorio circostante. Gestita inizialmente da FF.SS. (Ferrovie dello Stato) e successivamente da RFI  (Rete Ferroviaria Italiana), la tratta è stata dismessa nel 2011 perché ritenuta ramo secco, passiva dal punto di vista gestionale, e per favorire il trasporto su gomma. Dal 2016, infatti, l’esercizio ferroviario sulla Gravina-Gioia del Colle è stato sospeso da RFI in conseguenza del mancato rinnovo del contratto di servizio da parte della Regione Puglia.

A partire da quella data i collegamenti ferroviari tra Gioia e Spinazzola sono stati garantiti con corse sostitutive automobilistiche.

Purtroppo, dopo la dismissione, la linea ferroviaria, ormai priva di ogni controllo, in numerosi punti ha subito diversi episodi di vandalismo e  di furto dei binari. [Continua la Lettura]

Uffici Distrettuali delle Imposte Dirette e Ufficio del Registro a Gioia

22 Giugno 2022 Autore:  
Categorie: Storia

La sede dell’Agenzia delle Entrate di Gioia

Tutti gli Stati, per poter offrire servizi ai  cittadini e la copertura delle spese di gestione delle varie attività, fanno ricorso ad entrate tributarie. Anche lo Stato italiano, prima dell’Unità e nel periodo postunitario non si è sottratto a questo compito, anche se ai nostri giorni l’imposizione fiscale ed i tributi che i cittadini pagano sono nettamente superiori a gran parte dei paesi europei.

Risalgono al 1610 i primi Apprezzi della Terra di Gioia per stabilire le tasse che i gioiesi dovevano versare nella casse comunali, basandole sulle proprietà e  i beni di cui ogni cittadino era possessore. Anche il Governo borbonico nel 1750 procedette alla compilazione del Catasto Onciario, come base di partenza per la tassazione dei sudditi.

Con decreto 29 agosto 1866 le competenze relative alla conservazione del catasto furono trasferite alle Agenzie delle tasse e imposte dirette, con la funzione di accertamento delle imposte dirette dovute allo Stato. Antenate dell’Agenzia sono state le  Intendenze di Finanza,  istituite nel 1869 in ogni capoluogo di Provincia. [Continua la Lettura]

80 anni dalla regificazione del Liceo Classico di Gioia

21 Giugno 2022 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

Progetto del Liceo Classico di Gioia

Risale a 90 anni fa, nel 1932, l’approvazione il progetto per la costruzione dell’edificio ad uso del Ginnasio.

Con testamento del 30 ottobre 1841, rogato dal notaio Raffaele Taranto di Gioia, l’abate Francesco Paolo Losapio lasciava i suoi averi per il pubblico stabilimento di una Biblioteca scelta ad uso de’ miei concittadini … e tre scuole primarie di Umanità minore con insegnamento di Grammatica Italiana e Latina e di Umanità maggiore con Insegnamento di Geografia Universale e Particolare, ed un corso di belle Lettere, Poesia ed Eloquenza, con insegnamento di Storia Universale e particolare nel corso che durerà ogni classe, ed ogni scuola. Oggi parleremmo di Biblioteca comunale e di Scuole ginnasiali. [Continua la Lettura]

Il Canto V dell’Inferno di Dante

Paolo e Francesca, William Dyce, 1845 National-Gallery of Scotland, dettaglio

Il 28 maggio 2022 presso il Liceo Scientifico R. Canudo di Gioia del Colle si è tenuto un incontro con gli studenti  del detto Istituto, sul tema “Il V Canto dell’Inferno di Dante”, incontro che, sia pure in ritardo, potremmo inserire nella celebrazione del 7° anniversario della morte del sommo poeta.

L’incontro ha avuto un andamento vario ed articolato, vista la partecipazione di diversi “attori”: il sig. Filippo Masi, che lo ha organizzato, ha introdotto  il tema, sintetizzando la Divina Commedia e al termine della manifestazione ha letto il V Canto, il duo musicale Pasquale Petrera alla chitarra e Marco Capodiferro al cajon, che si sono esibiti in alcuni brani musicali in sintonia con l’argomento trattato, alcuni dei quali hanno fatto da colonna musicale per due ballerini di una scuola locale di danza, Maria Franca Zibillo e Vito Antonio Vinci, che si sono esibiti in  balli di tango argentino, ed infine il sottoscritto che ha illustrato i quattro sensi di lettura dell’opera dantesca e ha offerto alcuni spunti di riflessione che affiorano da un’analisi del V Canto dell’Inferno. [Continua la Lettura]

La sirena di allarme antiaereo a Gioia

19 Giugno 2022 Autore:  
Categorie: Storia

La sirena di allarme antiaereo sul torrino del Convento di San Francesco in Piazza Plebiscito

Durante la seconda guerra  mondiale Gioia era considerata un obiettivo sensibile, un  luogo di notevole rilevanza strategica, in quanto era un importante snodo stradale (diramazioni per Taranto, Bari. Matera, Brindisi)  e ferroviario (collegamenti con Bari, Taranto, Foggia, Matera) ed anche sede di un aeroporto militare (o meglio, come allora veniva chiamato, Campo di Aviazione).

Dal primo Campo di Aviazione  la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1917 partirono 15 biplani con piloti italiani che seguirono Gabriele D’Annunzio  nell’eroica impresa del bombardamento e della distruzione della flotta nemica  nelle Bocche di Cattaro.

Nel novembre del 1936 il Comune deliberò  il pagamento per lavori e  forniture per il Campo Scuola Volo a Vela, che era stato istituito a Gioia.

Nel 1940, dopo essere stato ampliato il Campo prende la denominazione di Regio Aeroporto Militare.

Era quindi naturale che Gioia potesse subire bombardamenti aerei e che alla popolazione gioiese dovesse essere data  l’opportunità di proteggersi da tali evenienze. In effetti bombardamenti aerei  furono effettuati su Gioia ed ebbero come obiettivi il Campo d’aviazione, la stazione ferroviaria e il cavalcaferrovia, che subirono gravi danni a seguito della precipitosa e furiosa ritirata delle truppe tedesche. [Continua la Lettura]

Lo stemma del Comune di Gioia del Colle

15 Giugno 2022 Autore:  
Categorie: Storia

L’Arma Ioe

Nella seduta  della Giunta comunale del 23-9-1898 il Sindaco D’Eramo cav. Daniele riferisce alla Giunta che presso gli eredi del fu Pietro Nicola Favale esisteva una lapide antica contenente lo stemma di Gioia.  Ricorda: E’ noto che il Comune nel 1820 censì alcuni casamenti alla piazza, che furono acquistati dal dott. Pietro Nicola Favale. ( La Piazza di cui si parla è l’antica Piazza di Gioia cioè Piazza Duomo, di fronte alla Chiesa Madre ). Questi demolì i vecchi casamenti ricostruendone uno nuovo con altri che possedeva in attacco a quelli cedutigli dal Comune. Dalla demolizione dei vecchi casamenti risultò un’antica lapide con la data del 1840 delle dimensioni di circa un metro per 80 centimetri, sulla quale erano incisi uno stemma dell’Università di Gioia, quello della casa d’Aragona e un altro che non si potuto ancora decifrare. Per la importanza della lapide sarebbe stato conveniente di farne l’acquisto nell’interesse del Comune, ma poiché per ora gli eredi del fu Pietro Nicola Favale non sono disposti a cederla, così il Presidente sindaco ha fatto le pratiche per ottenere il permesso, come fu ottenuto di farne fotografia. [Continua la Lettura]

L’estensione del Comune di Gioia del Colle

Pianta del Comune di Gioia del Colle

Gioia del Colle è per estensione il quarto Comune dell’area metropolitana di Bari, dopo Altamura, Gravina e Ruvo di Puglia. Infatti si estende per 206,47 Kmq circa e contava 27.923 di abitanti al 2014.

In passato il Comune di Gioia era molto più esteso di oggi non solo a nord e nord est ma anche in direzione est.

Da un documento del 7 novembre 1575, veniamo a conoscenza di un contratto di locazione del feudo demaniale di Frassineto (zona a nord di Gioia) effettuata dal sindaco dell’Universitas di Gioia, Giovanni de Rienzi, alla Universitas (il Comune) di Putignano, con un canone annuo di ducati 20 e altresì della ratifica di una convenzione che prevedeva per gli anni precedenti il pagamento da parte dell’Universitas di Putignano di ducati 200 per la bonatenenza, cioè l’utilizzazione in proprio di Frassineto e di ducati 20 per ogni anno precedente quella data, ponendo fine ad ulteriori richieste di fitto. [Continua la Lettura]

Il “Calvario”

Il Calvario con le cinque Croci

La Chiesa del Sacro Cuore di Gioia del Colle è fiancheggiata sul lato destro dagli attuali uffici parrocchiali, dai locali utilizzati un tempo come casa dei PP. Barnabiti e dalla Cappella  delle Croci, detta anche “Il Calvario”, dal nome con cui la tradizione popolare è solita indicare il luogo in cui Gesù morì sulla Croce. Al manufatto, che risale alla prima metà del XIX secolo,  è addossata  all’antica chiesetta rurale della Purificazione, nota anche come Chiesa della Candelora o di San Vito.

Fino alla fine del ‘700 questa chiesa era ubicata in una zona rurale e quindi extra moenia, al di fuori del  centro abitato, a ridosso dei campi coltivati, poiché San Vito era venerato come colui che aveva il potere di proteggere dalla carestia,  dalla fame e dal faticoso lavoro della mietitura, attività che si effettua proprio a giugno, periodo in cui cade la festività del Santo. La facciata della chiesetta presenta un architrave sul portone di accesso  su cui è riportata la scritta A. D. 1895 e il versetto 4,31 del Vangelo di Marco: Venite in locum desertum et requiescite pusillum, venite in un luogo solitario e riposate un poco, quasi ad invogliare i passanti e, soprattutto gli agricoltori, a staccare dalla fatica dei campi per ristorarsi e rivolgere un pensiero di ringraziamento al Signore. [Continua la Lettura]

Ipogei cimiteriali a Gioia del Colle

2 Maggio 2022 Autore:  
Categorie: Storia

Cimitero dei colerosi

Prima che Napoleone Bonaparte nel 1804 emanasse l’editto di Saint-Cloud, con il quale si vietava, nei territori da lui governati, di seppellire i morti all’interno delle Chiese o nella zona antistante il sagrato delle stesse o addirittura in casa, anche a Gioia del Colle si era soliti seppellire i defunti all’interno delle mura cittadine.

La motivazione di tale editto era duplice: la prima era di carattere igienico-sanitario, che evitava di sovraffollare i pochi spazi utilizzati e la diffusione di olezzi e malattie e la seconda di carattere socio-politico, quello cioè di avere tombe uguali per tutti, in ossequio ad uno dei tre principi che avevano portato allo scoppio della Rivoluzione francese, quello dell’uguaglianza dei cittadini.

Dalle Sacre Visite che gli arcivescovi di Bari effettuarono alle Chiese di Gioia a partire dalla metà del Cinquecento veniamo a conoscenza dei luoghi utilizzati per le sepolture per i defunti gioiesi.

Dagli Ordini o Decreti della prima Visita effettuata nella Chiesa Madre di Gioia nel 1578, da parte dell’arcivescovo di Bari Antonio Puteo, veniamo a conoscenza Che dal muro vicino l’Altare di Santo Cataldo fra la Sacrestia, et il Choro si levano certe ossa di teste, et altri membri di mortj et si tenga più netto et quella finestra, ove si è visto dette ossa stare … Per la cappella di San Sebastiano, sempre nella Chiesa Madre, si ordina di livellare al pavimento della cappella la pietra sepolcrale, avverta il Visitatore, che tutte le sepolture ne’ luoghi, dove sono permesse stiano ben chiuse, accioche non esalino fetore, e habbiano i coperchi di pietra, che vadano al piano col pavimento. L’arcivescovo nota anche l’assenza di porte, ò cancelli all’ingresso del cimitero antistante la porta maggiore della Chiesa Madre, che permetteva agli animali di pascolare indisturbati sul luogo sacro e di calpestare le umili tombe. [Continua la Lettura]

Carabinieri e Pubblica Sicurezza a Gioia del Colle

18 Aprile 2022 Autore:  
Categorie: Storia

Ingresso Stazione e Compagnia dei Carabinieri

Gioia del Colle, essendo stato in passato uno dei paesi più popolati del circondario, ha avuto nel suo territorio la presenza di numerosi uffici pubblici, tra i quali quelli che svolgevano la funzione di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Uno dei primi gruppi di addetti alla sicurezza di ogni Comune era costituito dalle Guardie Nazionali.

La costituzione delle Guardie Nazionali, un Corpo armato istituito per la sicurezza e l’ordine pubblico, risale nel Napoletano al 1806; fu voluta dalla borghesia napoletana per contrastare la reazione borbonica dei “lazzari” contro il governo napoleonico. Il re Ferdinando II gli dette un nuovo ordinamento nel 1833, permettendo l’arruolamento a uomini di età compresa tra 21 e 50 anni, purché di comprovata fede monarchica. Inizialmente era denominata Guardia Civica. Nel Decennio francese prese nome di Milizia Civile e Guardia di Sicurezza, mentre nel 1833 Guardia di Sicurezza Interna. Sembrerebbe che fu soppressa nel 1848 e ricostituita nel 1860 col nome di Guardia Nazionale dal gioiese Giuseppe Del Re, ministro dell’Interno e di Polizia, su consiglio di un vecchio generale borbonico, il ministro Liborio Romano, con il compito di mantenimento dell’ordine pubblico.

Durante il periodo del governo borbonico anche a Gioia era presente la Guardia Nazionale, un Corpo armato istituito per la sicurezza del paese. [Continua la Lettura]

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