Ancora una leggenda su Gioia del Colle

30 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia

Stemma di Gioia del Colle

Abbiamo già riportato alcune leggende su Gioia del Colle: quella di Bianca Lancia che al tempo di Federico II perse un gioiello, quella di una nobildonna che perse una collana, riportata, sia pure con qualche variante, da Vito Umberto Celiberti e da Leonardo D’Erasmo.

Un’altra leggenda, che come le precedenti, spiega il perché del simbolo adottato nello stemma comunale di Gioia viene riportato da narrazioni popolari, scomodando, questa volta, non personaggi risalenti al Medioevo, ma al mondo arcaico.

Con questa leggenda, oltre a giustificare la presenza della coppa nello stemma del Comune di Goia, si sarebbe data una spiegazione del toponimo Gioia, come già aveva detto l’abate Francesco Paolo Losapio, nel suo libro ‘Quadro Istorico-poetico sulle vicende di Gioia in Bari detta anche Livia’, il quale nel Canto I afferma: Canto di Giove la Cittade antica, / detta Jovia in latino, e quindi Joya …

Che si tratti di una leggenda è riscontrabile anche dal fatto che si fa riferimento a figure mitologiche del mondo greco e della produzione del vino primitivo in un’epoca in cui il nostro territorio non registrava la presenza di abitanti sedentari, che giustificassero la coltura della vite e della trasformazione del suo prodotto in vino.

Di seguito riporto una ricerca effettuata dal nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli. Continua la Lettura

La leggenda del Sacro Graal a Gioia del Colle

29 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia

Il Sacro Graal, possibile ricostruzione

Non solo nel corso dei secoli passati, ma ancora oggi, sono molte le città si contendono il possesso del Sacro Graal, per attestare la presenza nel loro Comune di un sacro e prezioso oggetto che potrebbe proteggere la popolazione locale e costituire uno stimolo per incrementare l’afflusso turistico e l’economia del paese che ne detiene il possesso.

La definitiva scomparsa della popolazione locale da Monte Sannace, intorno al secolo X, la formazione del primo nucleo cittadino gioiese da parte dei bizantini, la scelta del patrono nella persona di Santa Sofia, anch’ella di provenienza bizantina, l’essere stata Gioia una delle vie che avrebbe consentito a pellegrini e crociati di recarsi in Terra Santa, la storia  leggendaria del passaggio da Gioia di San Francesco diretto in Terra Santa e degli apostoli Pietro e Marco dalla Terra Santa a Roma, hanno alimentato supposizioni e altre leggende circa il trasferimento in Puglia, e in particolare a Gioia, di alcuni oggetti sacri, legati alla vita di Gesù, tra cui il Sacro Gaal, che avrebbe contenuto il suo Sangue.

Infatti alcuni sostengono che lo stemma del Comune di Gioia del Colle potrebbe avere origine dal Graal, poiché nel nostro caso si tratta di un calice, anche se pieno di gioie, elemento aggiunto quasi a giustificare la spiegazione del toponimo Gioia. Continua la Lettura

La villa del ‘Masciaridde’

La villa del ‘Masciaridde’

La villa è ubicata sulla strada provinciale 61, che collega Gioia del Colle a Turi, poco prima dell’ingresso del sito archeologico di Monte Sannace.

La costruzione di questa villa ha una storia in comune con quella di un’altra villa simile, ubicata sulla Provinciale per Acquaviva delle Fonti, a circa 4 Km. da Gioia, di proprietà del costruttore Romano. Infatti entrambe sono state costruzione durante il tempo libero dai rispettivi proprietari, costruttori, che hanno utilizzato come elemento preponderante la pietra locale, che si trova in abbondanza nelle nostre campagne e che hanno subito una interruzione nel loro completamento a causa della morte degli stessi titolari.

La villa apparteneva al signor Leonardo Castellaneta (1937-1995), di professione costruttore, in particolare nell’esecuzione di lavori rustici in pietra e in restauri. Tra l’altro si deve a lui il restauro della masseria Montanaro, esistente all’ingresso del parco archeologico di Monte Sannace, attualmente utilizzata come centro di accoglienza dei visitatori e di orientamento alla visita. Continua la Lettura

Festa dell’apertura di San Filippo Neri a Gioia

San Filippo portato in processione in abiti feriali

È ormai tradizione consolidata a Gioia del Colle quella di ‘aprire’ le celebrazioni per la festa del Santo Patrono il giorno 26 aprile, trenta giorni prima della festività di San Filippo Neri.

Una serie di fuochi d’artificio segnala l’apertura delle celebrazioni civili, mentre una Messa solenne e la traslazione della Statua di San Filippo dalla Chiesa Madre ad una parrocchia di Gioia dà l’avvio ai festeggiamenti religiosi.

Durante il mese che precede la festività di San Filippo si sussegue una serie di manifestazioni civili, culturali e religiose in preparazione alla solennità del Santo Patrono.

Negli ultimi anni anche gli studenti della Scuola elementare e quelli della Scuola media sono stati coinvolti in progetti e ricerche, con lo scopo di far conoscere loro la figura del nostro patrono, San Filippo, educatore modello delle giovani generazioni del suo tempo, valido anche per il nostro tempo, ed esempio di dedizione verso il prossimo e di santità.

La pandemia ha rallentato questo processo di approfondimento di un aspetto importante per la società gioiese, quello della conoscenza delle nostre tradizioni e della nostra storia plurisecolare, che ha influito positivamente sulle coscienze individuali e sui comportamenti della società gioiese.

Di seguito riporto una ricerca storica del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

La festa dell’apertura di San Filippo Neri. Continua la Lettura

La festa di San Marco Evangelista a Gioia del Colle

il culto di San Marco, ricerca dell’ins. Giuseppe Montanarelli

Il culto di San Marco a Gioia del Colle risale a tempi antichi.

Su questo sito, in data 2 maggio 2020 ho pubblicato l’articolo ‘Il culto di San Marco a Gioia del Colle’, visionabile con il seguente link: http://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=San+Marco.

Di seguito riporto una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

La festa di San Marco Evangelista a Gioia del Colle. 25 Aprile.

San Marco Evangelista nacque il 24 Luglio dell’anno 05 a. C. a Shabat, borgata di Cirene, in Libia. Giovanni Marco, ebreo di origine, era figlio di quella Maria nella cui casa si radunavano i primi Cristiani di Gerusalemme e dove andò a rifugiarsi lo stesso San Pietro dopo la prodigiosa liberazione dal carcere. San Marco era cugino dell’Apostolo Barnaba con il quale si recò, insieme a San Paolo, ad Antiochia ed a Cipro per svolgere attività evangelizzatrice.

Fu prima prezioso collaboratore di San Paolo e poi discepolo preferito di San Pietro, del quale raccolse la predicazione nel secondo Vangelo.

Fondò la Chiesa di Alessandria d’Egitto, dove, secondo una relazione, fu martirizzato, trascinato dai pagani per le vie della città, legato ad un cavallo, con funi al collo, il 25 Aprile dell’anno 68 d. C. Continua la Lettura

La Villa Cassano, ex Milano

22 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia

Villino Milano, 15-09-1915

Su Via Vicinale Milano a Gioia del Colle, di fronte alla Termosud, oggi Ansaldo Caldaie S.p.a., insiste un villino della fine dell’Ottocento, in origine verosimilmente proprietà della famiglia Milano, come possiamo apprendere da una foto che riporta la seguente scritta: Villino Milano 19-9-’15.

Il nome del proprietario del villino, anzi meglio masseria padronale, ha dato origine alla denominazione della strada. Infatti parlando di quella via di collegamento che va dalla provinciale per Santeramo, partendo dall’imbocco del casello autostradale, fino all’incrocio con Via Federico II di Svevia, ex statale 100, gli anziani ancora oggi dicono: Sop à Milan, denominazione italianizzata in Sopra Milano, anche nella Carta topografica elaborata dall’Istituto Geografico Militare nel 1949. Continua la Lettura

Un’altra leggenda di Gioia del Colle

20 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia

Stemma del Comune di Gioia del Colle

Al post pubblicato su questo sito il 21 marzo 2021, dal titolo Alcune leggende di Gioia del Colle, ne aggiungiamo un’altra più nota, anche se simile a quella già citata, che ci offre la motivazione della scelta dello stemma del Comune di Gioia del Colle, che raffigura una coppa ricolma di gioielli, su un campo di grano.

Si tratta, naturalmente di una leggenda, che gli abitanti dei secoli scorsi riferivano come racconto veritiero, sia perché così era stata loro tramandato sia perché assegnava al nostro paese nobili origini, di cui si poteva andare gloriosi.

I documenti storici, come riportato in altri articoli pubblicati su questo sito, ci confermano realmente il percorso che dai toponimi Ioha, , Ioe, Ioja, Ioya, Iovia, Zoia, Gioya, Gioija, Gioja, si è giunti a Gioja dal Colle ed infine all’attuale  Gioia del Colle.

Di seguito riporto una ricerca storica del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli, dal titolo: Il simbolo dello stemma araldico comunale di Gioia del Colle.

Secondo la tradizione locale, il simbolo dello stemma araldico della città di Gioia del Colle è una coppa d’argento con due manici, colma di gioielli preziosi contornata lateralmente da due spighe di grano in campo in alto per tre quarti di colore azzurro ed in basso per un quarto di colore verde. Continua la Lettura

Primo Centenario della costruzione della Chiesa dell’Immacolata di Lourdes

16 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Chiesa dell’Immacolata di Lourdes

L’Arcivescovo di Bari, Mons.Giulio Vaccaro, il 19 novembre 1919, tenuto conto che Gioia contava oltre 23.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando nella zona orientale del Paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa, provvede ad acquistare circa 2.000 mq. di suolo su cui erigere la nuova chiesa.

Il 16 dicembre 1919 lo stesso Arcivescovo di Bari eleva a Parrocchia sia la zona orientale che quella occidentale di Gioia le future chiese dell’Immacolata e di Santa Lucia.

Il 3 febbraio 1920 Mons. Domenico Del Buono, Ausiliare dell’Arcivescovo di Bari conferisce il canonico possesso parrocchiale a don Sante Milano, sacerdote nato a Gioia del Colle il 7 luglio 1884 e rettore della chiesa di Sant’Andrea.

Agli inizi degli Anni Venti don Sante presenta alla Curia di Bari, per la debita approvazione, il progetto riguardante la costruzione di una nuova Chiesa a Gioia, nei pressi di quella Cappella, progetto dell’ingegnere gioiese Giuseppe Colacicco.

Mons. Augusto Curi, Arcivescovo di Bari, considerò un’utopia la realizzazione di quel progetto, il cui costo sarebbe stato proibitivo, per la maestosità del Tempio che si voleva erigere e per i costi relativi anche al suo artistico arredamento.

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1961-2021: 60 anni dall’eccidio di 13 aviatori italiani a Kindu

12 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia

La strage di Kindu riportata da ‘ La Nazione’

L’uccisione dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci avvenuta a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, il 21 febbraio 2021, ci riporta alla memoria un altro episodio di violenza, cioè l’eccidio perpetrato esattamente 60 anni fa, l’11 novembre 1961, sempre in Congo, e precisamente a Kindu, nei confronti di 13 aviatori italiani della 46esima Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare italiana.

Quest’ultimo episodio è collegato alla storia dell’attuale nostro 36° Stormo dell’Aeronautica Militare, in quegli anni 36esima Aerobrigata, poiché gli aviatori, partiti da Pisa fecero scalo a Gioia, prima di effettuare quello che fu per loro l’ultimo volo.

I militari italiani facevano parte del contingente dell’Operazione di pace delle Nazioni Unite inviate per ristabilire l’ordine nello Stato africano dopo la cosiddetta ‘crisi del Congo’. Infatti il 30 giugno del 1960 il Belgio concesse l’indipendenza al Congo, lasciando questo paese in una situazione di pericolosa instabilità politica ed economica che in breve tempo portò allo scoppio della guerra civile. Continua la Lettura

Il Centro storico di Gioia si impreziosisce di nuovi bassorilievi di Mario Vacca

L’arcangelo Michele nell’Arco Serpente

Continua l’opera di impreziosimento del Centro storico da parte del nostro concittadino, lo scultore autodidatta Mario Vacca.

Dopo aver scolpito, donato gratuitamente e posizionato in diversi punti del Centro storico oltre una cinquantina di bassorilievi raffiguranti Federico II, Bianca Lancia, personaggi, animali e oggetti legati all’imperatore svevo, l’artista ha donato alcuni bassorilievi che sono stati posizionati nel castello normanno-svevo di Gioia del Colle.

Nel 2016 aveva posizionato all’interno dell’Arco Serpente, in prossimità di Via Antonio Spada, due formelle in pietra, da lui realizzate, rappresentanti l’una l’arcangelo Michele, (forse la raffigurazione allegorica della Giustizia), che schiaccia con i piedi il corpo di lupo e coda di drago, che con una mano regge una Croce e con l’altra sostiene una bilancia su cui piatti  pesa le anime  di due uomini, l’una più pesante dell’altra, per stabilire la giusta ricompensa da assegnare. Questa è l’iconografia utilizzata frequentemente nelle scene del Giudizio Universale.

La Natività nell’Arco Serpente

L’altra formella, sempre scolpita in pietra, raffigura la scena della Natività di Gesù, con tutti gli elementi essenziali del Presepe: la Madonna, San Giuseppe, Gesù Bambino, il bue e l’asinello. Il tutto è racchiuso tra due colonne con fregio elicoidale, sormontato da un capitello che sostiene un doppio arco.

In una nicchia, presente sotto l’Arco Serpente, nei pressi delle due formelle, nella quale era presente un altarino devozionale con la foto di San Rocco, da poco Mario Vacca ha posizionato una nuova formella in pietra, raffigurante l’immagine di San Rocco secondo l’iconografia tradizionale, orante e in ginocchio mentre mostra la piaga sul ginocchio, nel momento in cui riceve da un cane un pezzo di pane.

L’infaticabile laboriosità dello scultore continua costantemente anche durante la pandemia e porta ad impreziosire un altro punto del Centro Storico.

Nel mese di marzo, infatti, Mario Vacca ha completato e posizionato, sempre gratuitamente e a sue spese, una copia del bassorilievo presente sull’abitazione di una costruzione sita nell’Arco Mastrocinto, ma poco visibile anche ad un occhio attento, unitamente ad una targa riportante la seguente didascalia.

Formella della Madonna Odegitria nell’Arco Mastrocinto

Bassorilievo  della Madonna Odegitria.

Questo bassorilievo è la riproduzione fedele di quello presente, ma poco visibile, in alto sulla facciata destra all’interno dell’Arco Mastrocinto, arco così denominato dall’omonima famiglia gioiese, vissuta nel secolo XVII, che abitava all’interno della corte. Rappresenta la Madonna che regge con il braccio destro il Bambino, mentre sul braccio sinistro ha impresso una stella. E’ opera dello scultore autodidatta gioiese Mario Vacca e raffigura la Madonna Odegitria. La sua presenza nell’Arco, che fa parte del primo nucleo abitativo gioiese, di formazione bizantina, è giustificata non solo dal culto in Terra di Bari della Madonna Odegitria, anch’esso di origine bizantina, ma anche dal fatto che Odegitria (dal greco-bizantino Oδηγήτρια, composto di ὁδός, via e ἄγω, ἡγοῦμαι, condurre, guidare) sta a significare: colei che conduce, mostrando la strada, la direzione da seguire. Anche la presenza della stella vuole, simbolicamente, indicarci la strada da percorrere ed è un chiaro richiamo a quella stella più famosa che guidò i Magi alla grotta di Betlemme. La Madonna Odegitria, dunque, vuole proteggere non solo gli abitanti dell’Arco Mastrocinto, ma anche l’intero borgo ed indicare a tutti i gioiesi la giusta strada da seguire, indicataci da Gesù e dalla Madonna: quella dell’amore e del Vangelo.

Formella con San Rocco sotto l’Arco Serpente

La Madonna Odegitria è la Patrona della diocesi di Bari, di cui Gioia fa parte da  tempi immemorabili. Infatti nei vicini Archi di San Nicola e Cimone in passato risiedevano, rispettivamente, il rappresentante gioiese della Basilica Barese a partire dal secolo XII e il Legato Apostolico Benedettino, rappresentante dell’abate Eustachio di San Nicola di Bari, incaricati di tutelare gli interessi di quella Chiesa nel nostro territorio. Incerta è la datazione del bassorilievo, che, sia per essere poco aggettante, sia per la sua essenzialità, sia per il mancato rispetto delle  proporzioni dei soggetti riprodotti, potrebbe risalire al periodo compreso tra la costruzione delle vicine chiese di Santa Maria Maddalena e di Sant’Andrea, anch’esse di origine bizantina (secoli X-XVI).

Non si ferma qui l’amore di Mario Vacca per Gioia, nonostante i limiti imposti dall’epidemia in corso; il suo tempo libero lo scultore continua a dedicarlo alla lavorazione della pietra e del legno, per dar vita a pregevoli manufatti  i cui temi sono legati alla storia e alla cultura gioiese.

Infatti a breve anche un altro bassorilievo, raffigurante San Francesco di Paola, santo molto venerato a Gioia, come è testimoniato dalla presenza di numerose statue e affreschi presenti in diverse Chiese del nostro Comune, andrà ad arricchire un altro angolo del Centro storico.

Per ulteriori notizie sul soggetto di questo bassorilievo è possibile consultare su questo sito l’articolo: https://www.gioiadelcolle.info/la-madonna-odegitria-nellarco-mastrocinto-2/.

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