Una pietra d’inciampo per le vittime del settembre del 1943
25 Aprile 2025 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Associazioni, Eventi & Tempo Libero, Storia

Pietra, meglio targa d’inciampo, a ricordo delle 12 vittime gioiesi del settembre 1942, posizionata alla base del Monumento ai Caduti in piazza Cesare Battisti
La celebrazione della festività del 25 aprile quest’anno a Gioia del Colle si carica di un singolare significato.
La città di Gioia del Colle ha dato il suo contributo di concittadini morti durante il servizio militare in occasione delle due Guerre mondiali, per difendere, come fecero credere i nostri politici del tempo, la Nazione e riconquistare i territori che le erano appartenuti in passato.
Accanto a questi uomini costretti a svolgere il servizio militare, a combattere sui campi di battaglia e per questo motivo morti nell’adempimento del loro dovere, sono da annoverare anche civili che hanno perso la vita nel nostro Comune, durante lo svolgimento pacifico delle proprie attività lavorative.
Nel mese di agosto del 2023 nell’ambito della programmazione, messa in atto dalla sezione ANPI di Gioia del Colle, delle attività e dei progetti educativi per le scuole primarie e secondarie e della ricorrenza dell’80° anniversario dell’armistizio dell’8 settembre 1943, proposi di offrire un mio contributo sugli avvenimenti che videro coinvolti 16 cittadini gioiesi, vittime della barbarie dei tedeschi in ritirata, eventi che socializzai in un pubblico incontro cittadino.
Il 16 settembre 2023 avanzai la proposta di tramandare ai posteri la memoria di quelle vittime con il posizionamento di una targa a ricordo di quelle 16 vittime. Continua la Lettura
Alcuni elementi che fanno risalire l’origine di Gioia ai Bizantini
12 Aprile 2025 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Scuola, Storia, Territorio & Ambiente

Affresco della chiesa rupestre di san Nicola a Mottola, ad opera dei monaci basiliani
Si comincia a parlare di Impero Romano d’Oriente o Bizantino dopo la morte di Teodosio I nel 395 d. C. Alcuni studiosi fanno coincidere con il 395 (separazione definitiva dei due imperi), ma si è anche proposto il 476 (caduta dell’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augusto).
In quel periodo l’Italia era invasa da popolazioni barbariche.
Nel 727 l’imperatore bizantino Leone III ordina che in tutte le Province dell’Impero d’Oriente siano rimosse e distrutte le sacre e le icone (fenomeno passato alla storia come iconoclastia).
Alcuni monaci, contrari a tale pratica, si rifiutano di obbedire e, per sfuggire a oppressioni e persecuzioni, dall’Oriente giungono in Puglia. Sono i “monaci basiliani”, di origine egiziana, palestinese, siriana, turca, così chiamati perché fedeli di san Basilio, iniziatore di un ordine monastico di origine orientale.
L’imperatore francese Ludovico II, discendente di Carlo Magno, cerca di sgomberare i Saraceni dalla
Puglia e nell’anno 871 occupa Bari, ma rimane assediato dai saraceni. Alla fine dell’anno 876 i Franchi chiedono l’intervento di Gregorio, stratega di Otranto. Costui ne prende possesso in nome dell’imperatore bizantino Basilio I nell’anno 880. Continua la Lettura
Chi sono i Martiri del 1799
10 Aprile 2025 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia

I nomi dei sei Martiri gioiesi ,sul monumento eretto in Piazza dei Martiri del 1799
Quando si parla di rivoluzioni si pensa che esse siano opera di individui esaltati o esasperati dalle misere condizioni economiche in cui sono stati relegati da una società che emargina gli ultimi e difende i diritti dei più ricchi e dei più forti, e non uomini desiderosi di un cambiamento della loro esistenza e di un ridimensionamento del potere di chi comanda o ricopre cariche importanti nella società a vantaggio di pochi eletti.
Riferendoci agli avvenimenti che videro coinvolti alcuni giacobini gioiesi nel 1799, si potrebbe applicare lo stesso giudizio e trattamento, cioè attibuire il loro comportamento al desiderio di sostituirsi al potere costituito o per voler approfittare dei benefici che sarebbero potuti derivare da quel cambiamento.
In realtà gli uomini che furono vittime del 1799 erano uomini appartenenti ad un ceto sociale benestante, il cui solo scopo era quello di operare una svolta democratica non solo nel nostro Comune, ma anche nel Regno delle Due Sicilie, in continuità con l’opera intrapresa nel 1793 dal nostro concittadino Emanuele De Deo.
“Chi di spada ferisce …”Il malprete Pietro Nicola Patarino
7 Aprile 2025 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia

Emanuele De Deo
Parlando del nostro concittadino Emanuele De Deo, primo Martire della Rivoluzione Napoletana, impiccato a Napoli il 18 ottobre del 1794, per ordine dei Borboni, nel 250° anniversario della morte, abbiamo ricordato la figura di un altro concittadino gioiese: il sacerdote Pietro Nicola Patarino.
Nella primavera del 1793 Emanuele De Deo rientra a Gioia e, insieme ai fratelli Carlo e Giuseppe e alla sorella Angela, partecipa ad un banchetto offerto da donna Anna Innocenza Sala-Buttiglione ad un gruppo di amici, per lo più esponenti del clero e della colta borghesia, tutti invaghiti dalle nuove idee che avevano portato allo scoppio della Rivoluzione francese. Tra questi si distingue per doti di ingegno e di dottrina l’abate Francesco Paolo Losapio.
Quel giorno di maggio nella riunione in casa Sala Buttiglione, in via Bartolomeo Paoli, Emanuele De Deo porta con sé libelli e fogli volanti. Legge e commenta poesie popolari che circolavano a Napoli nelle case dei ricchi e dei poveri e illustra la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Nel muovere aspre accuse al re e severe critiche al governo borbonico, afferma: I popoli hanno il diritto di detronizzare il sovrano e condannarlo. Siamo ormai pronti. La sorte di Ferdinando e di Maria Cristina è segnata. Anch’essi finiranno come i sovrani di Francia. Nella foga del discorso va, con un coltello alla mano, ad insultare il ritratto del re. Continua la Lettura
C’era una volta il Palazzo Soria
1 Aprile 2025 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Storia, Territorio & Ambiente

Palazzo Soria come appare nel 1999 in via Prati e via Flora in una foto di Gennaro Losito
Con molta probabilità i Soria vengono in Italia meridionale, ormai dominio spagnolo, nella seconda metà del Cinquecento. La loro presenza a Gioia è attestata nell’ultimo ventennio del 1500, come si evince da alcuni atti di matrimonio, nozze celebrate nella Chiesa Madre. Continua la Lettura


