Richiesta di titolo di Città Turistica e Città d’Arte per Gioia del Colle

Gioia, Città federiciana e Città del Formaggio

Gioia del Colle, come si può osservare dalla cartellonistica stradale posizionata sulle strade di accesso al centro abitato può fregiarsi del titolo di Città federiciana, Città del vino Primitivo e della Mozzarella, Città del Forrmaggio e città dell’Olio d’oliva

Mentre siamo in trepidante attesa del riconoscimento ufficiale del titolo di Città per Gioia da parte della Prefettura di Bari e della firma conclusiva del Presidente della Repubblica Italiana, in data odierna ho fatto acquisire al protocollo del Comune la seguente proposta di richiesta del titolo di Città Turistica e Città d’Arte per Gioia del Colle.

  ALL’ATTENZIONE DEL SINDACO

  E DEL DELEGATO ALLA CULTURA

 del COMUNE DI GIOIA DEL COLLE

 PROPOSTA DI BOZZA di RELAZIONE PER INVIO DI RICHIESTA DI TITOLO DI CITTA’ TURISTICA E CITTA’ D’ARTE PER GIOIA DEL COLLE

Gioia del Colle, come di seguito riporto, in base al possesso dei requisiti previsti dalle vigenti disposizioni legislative, ha i titoli per aspirare ad ottenere il titolo di Città ad economia prevalentemente turistica e Città d’Arte.   Tale certezza è confermata da alcune recenti pubblicazioni sul web che portano all’attenzione dei lettori, a livello non solo locale o nazionale, ma addirittura mondiale, le bellezze turistiche, paesaggistiche e artistiche della Città di Gioia del Colle. Continua la Lettura

Rosoni e Organi a Gioia del Colle

Locandina del progetto “Architetture Sonore”

In un mio recente articolo ho accennato ai rosoni e agli organi presenti a Gioia del Colle per implementare i titoli che Gioia possiede per giustificare la richiesta volta ad ottenere il titolo di “Città dell’Arte” e “Città della Musica” per il nostro Comune.

Torno sullo stesso argomento per approfondire la conoscenza e la salvaguardia di questi due aspetti storici e artistici della nostra Città, spesso ignorati dai nostri stessi concittadini.

La nostra Città è ricordata nell’Apprezzo della Terra di Gioia, stilata dal tabulario Federico Pinto nel 1611, che così scrive: Fuori di detta Terra su una pianura vi sono tre Chiese, e cappelle antiche posti in diverse parti della campagna, che hanno del guasto de numero 300 e più, e per questa quantità ed antichità di chiese dinota detta Terra essere stata di Popolatissimo numero di gente, e di molta grandezza, che non è adesso.

Probabilmente il tabulario ha esagerato nel numero di chiese e cappelle esistenti nel ‘600 nel territorio di Gioia, anche se presso numerose masserie ancora oggi sono presenti cappelle dedicate a diversi Santi e, di altre, costruite in passato, si trova menzione in documenti storici o testimonianze orali. Continua la Lettura

IX Edizione del Palio delle Botti a Gioia del Colle

La locandina della IX Edizione del Palio delle Botti

I giorni 1 e 2 agosto 2026 a Gioia del Colle si svolgerà la IX edizione del Palio delle Botti Trofeo “Città del Primitivo”.

La manifestazione è organizzata dall’ associazione culturale diretta da Claudio Santorelli, “Il Palio delle Botti”, e gode del patrocinio del Ministero della Cultura – Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, della Regione Puglia, di Puglia Promozione, della Città metropolitana di Bari, del Comune di Gioia del Colle e della Direzione regionale Musei nazionali Puglia – Castello Svevo di Bari, Museo Archeologico Nazionale e Castello di Gioia del Colle.

La presentazione ufficiale della manifestazione si è tenuta nel corso di una conferenza stampa svoltasi il 10 luglio nella sala Giunta del Palazzo della Città Metropolitana di Bari, durante la quale sono intervenuti la consigliera metropolitana Francesca Bottalico, gli assessori del Comune di Gioia del Colle Andrea Benagiano e Adua Maurizio, il presidente e direttore artistico del Palio, Claudio Santorelli, e la responsabile dei cortei storici e delle ambientazioni medievali, Marilena Limitone.

La manifestazione dei giorni 1 e 2 agosto sarà preceduta da tre altri importanti eventi: la benedizione dei cenci nella chiesa Madre di Gioia o di Santa Maria Maggiore, che si terrà il 19 luglio, la presentazione delle botti dipinte nel chiostro di Palazzo comunale, ex convento di San Domenico il 26 luglio e la festa dei quattro quartieri corrispondenti alle quattro Porte antiche di accesso alla Città di Gioia, e cioé  Porta San Francesco, Porta Maggiore, Porta San Domenico e Porta Casale, che si terrà venerdì 31 luglio. Continua la Lettura

Il dott. Donato Boscia nominato presidente del Comitato tecnico-scientifico regionale per la Xylella

Il prof. Donato Boscia al lavoro in un un uliveto

Uno dei drammi che ha colpito la Puglia nel secondo decennio del nostro secolo è stato la Xylella fastidiosa, che ha provocato ingenti danni al patrimonio arboreo regionale, nello specifico a quello legato all’olivicoltura, che soprattutto nel Salento ha reso quel territorio una landa spettrale con resti di alberi anche secolari completamente secchi.

Ha causato la distruzione di circa 20-22 milioni di ulivi in Puglia e ha devastato oltre 8.000 kmq di territorio. Oltre agli olivi, colpisce altre specie mediterranee come mandorli, ciliegi e piante della macchia.

Infatti la sua azione distruttiva provoca il “Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo” (CoDiRO), che oltre al disseccamento dei rami porta rapidamente alla morte della pianta.

Xylella fastidiosa è un patogeno invasivo capace di infettare almeno 595 specie di piante. È stato scoperto in Europa nel 2013, dopo l’inizio di un’epidemia tra gli ulivi della Puglia, per diffondersi successivamente anche in Francia, Spagna e Portogallo.

Sono varie le ipotesi riguardanti l’origine e la provenienza della Xylella.

Di fronte a questo flagello gli studiosi si sono mossi e tra il 2013 e il 2017. Gli scienziati hanno raccolto campioni di rami di olivo provenienti da più di 70 alberi che presentavano segni di CoDiRO, e hanno utilizzato un nuovo protocollo per estrarne il DNA batterico, concentrandosi sulla sua variabilità. Continua la Lettura

Lo zampino di Gioia tra storia e leggenda

Vetrofania fatta stampare dalla Pro Loco di Gioia, da esporre nelle macellerie locali

In questo articolo torno a trattare della storia dello zampino gioiese, attraverso una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

Il motivo è dettato non solo dell’orgoglio che dovremmo provare per una tradizione gastronomica che ha avuto i natali nella nostra Gioia del Colle, che risale ad oltre due secoli fa e che da circa mezzo secolo è stata “imitata” dal vicino Comune di Sammichele, che ne ha dato la denominazione al femminile “la zampina”, ottenendone anche la registrazione IGP, ma anche per far conoscere ai gioiesi e soprattutto ai nostri amministratori l’operosità dei nostri antenati e l’amore che essi hanno profuso in passato per dare visibilità al nostro paese e per far conoscere i nostri prodotti a livello sovracomunale e perfino extra-nazionale, onde proseguire su quella scia.

Infatti a causa di una tiepida attività promozionale del proprio territorio, Gioia sin dal secolo scorso ha perso diversi “treni”. Vorrei citare, a titolo esemplificativo, parlando di Vino Primitivo, la cui denominazione è attribuita al canonico gioiese Francesco Filippo Indellicati, che per primo coltivò quel ceppo di vite, che questa bevanda a livello internazionale viene abbinata al Vino Primitivo di Manduria, che ha iniziato a coltivare tali viti in tempi molto più recenti rispetto a Gioia, e che solo negli ultimi decenni, con l’ottenimento del riconoscimento DOC, il Primitivo di Gioia del Colle si sta facendo apprezzare in campo internazionale e sta superando il gap nei confronti dell’omonimo vino DOC di Manduria. Continua la Lettura

Distribuzione del pane benedetto a Gioia del Colle

Distribuzione del pane di Sant’Antonio, davanti alla chiesa di San Francesco d’Assisi

Ancora oggi a Gioia la ricorrenza di Sant’Antonio, il 13 giugno, è caratterizzata da una cerimonia, anzi una tradizione centenaria: la benedizione di piccoli pani del Santo, che vengono distribuiti ai fedeli e consumati per devozione, a ricordo della carità che lui ha esercitato durante la sua vita terrena.

Tale devozione deriva certamente dall’iniziativa del “pane dei poveri” che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese.

Il fenomeno della carità, che fa capo al santuario antoniano di Padova, dipende dalla generosità che i pellegrini o i devoti attraverso il “Messaggero di S. Antonio” mettono a disposizione dei poveri. Questo atteggiamento è la continuazione della riconoscenza verso il Santo, prodigo di consigli, aiuto e grazie. Basti ricordare il commovente episodio del miracolo di Tommasino e della sua giovane mamma che, ottenuta la guarigione del figlio per intercessione del Santo, decise di offrire al convento per un certo periodo di tempo tanto pane quanto pesava il suo bambino, perché potesse essere ridonato alle mamme povere. Continua la Lettura

San Filippo Neri ed il cibo, dono della Divina Provvidenza

La statua di San Filippo in processione a Gioia del Colle

Il mese di maggio è significativo e importante per Gioia del Colle perché il giorno 26 ricorre la festa del Santo Patrono: San Filippo Neri.

Su San Filippo Neri si sono scritti numerosi libri, che approfondiscono diversi aspetti della santità di Filippo sin dalla tenera età, attraverso le varie tappe della sua vita e le diverse scelte da lui operate.

Sono stati scandagliati anche alcuni momenti, apparentemente superflui o di scarsa valenza a riguardo della sua santità, come il suo atteggiamento nei confronti del cibo.

Pietro Giacomo Bacci, prete della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, nella Vita di San Filippo Neri Fiorentino, fondatore della Congregazione dell’Oratorio, ci parla appunto anche di questo aspetto della vita del Santo. Precisamente nel Libro 1, cap. 3, n.4, ricordando che Filippo era giunto all’età di 20 anni, dice: Il santo Giovine, mentre stette quivi (a Roma), a casa d’un Gentil’huomo Fiorentino chiamato Galeotto Caccia, che fù per molti anni, fece una vita molt’aspra, e rigorosa, standosene, per quanto potea, solitario: di modo che alcuni han detto, ch’ei facesse più tosto vita eremitica, ch’altrimente.

Nel cibo era così astinente, che parea non si curasse di mangiare, né di bere. Soleano que’ di casa in quel principio serbargli qualche parte di companatico; ma non volendo egli cosa alcuna, pigliava un pane, e si ritirava à basso nel cortile à canto al pozzo, e quivi mangiava quel pane, e poi beveva dell’acqua, aggiungendovi alle volte alcune poche herbe, overo olive, e per ordinario mangiava una sola volta il giorno: anzi tal volta stette insino à tre giorni intieri senza prender cibo di sorte alcuna, e senza bere: ond’egli stesso,  fatto poi Sacerdote, solea raccontare con buona occasione a’ suoi  figliuoli spirituali, eccitandoli alla mortificatione della carne, come in sua gioventù se la passava con dieci giulii il mese. Continua la Lettura

La misteriosa iscrizione della finestra della Chiesa di San Francesco

Il retro della sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Gioia del Colle, sulla quale è stata apposta l’epigrafe misteriosa

Passando per Piazza Luca D’Andrano l’attenzione di un osservatore attento è attratta da un’iscrizione presente sullo stipite destro della finestra corrispondente alla sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi.

È molto probabile che l’iscrizione sia monca e che la parte dello stipite su cui è stata scolpita provenga dalla primitiva costruzione della chiesa di san Francesco o da un altro edificio sacro.

La forma abbreviata dell’iscrizione rende più difficile la sua interpretazione, ma l’utilizzo delle lettere maiuscole, alcune delle quali presentano sulla sommità delle linee incise con precisione, segno dell’abbreviazione della parola sottostante e della bravura nell’esecuzione da parte dello scalpellino, fanno pensare ad un’iscrizione sacra.

Si potrebbe tentare di dare una spiegazione, ma nonostante gli sforzi e le conoscenze paleografiche, non siamo certi di dare il giusto significato e interpretazione a quegli scarni segni riportati sulla pietra. Inoltre i numeri riportati fanno pensare alla possibile identificazione di due date: il 1012 o il 1200 e gli anni seguenti a quel secolo.

Sembra che si tratterebbe di una parte di un’iscrizione che è andata troncata a seguito della distruzione dell’edificio sul quale era posizionata, congettura che scaturisce anche dalla non uniformità del lato destro, che sembra smussato e incompleto nel messaggio che voleva comunicare. Continua la Lettura

Mario Vacca consegna al Comune il bassorilievo dell’Arma Ioe

Il momento dello scoprimento del bassorilievo dell’Arma Ioe, opera dell’artista Mario Vacca

Da questo sito il 16 maggio 2025 suggerii l’ipotesi che il Comune di Gioia avanzasse la richiesta di Città dell’Arte per Gioia del Colle, motivandone la proposta.

Per quanto riguarda le Città d’Arte, i parametri considerati sono rappresentati dalla presenza sul territorio di edifici o di complessi monumentali e di opere d’arte singole o in collezioni, riconosciuti di notevole interesse storico e artistico, almeno tre musei aperti al pubblico per almeno 8 mesi all’anno, con articolata offerta di mostre e manifestazioni; presenza di offerta di servizi culturali, quali biblioteche, emeroteche, archivi di Stato, raccolte di documenti, presenza di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali o tradizionali svolte con il patrocinio della Regione, o degli altri Enti locali; presenza di una domanda turistica e di una offerta turistica calcolata sulla base dei parametri.

E anche in questo settore Gioia ha le carte in regola per aspirare a diventare Città d’Arte; oltre ai monumenti sopra citati e alla varietà e abbondanza di strutture ricettive, dispone di una Biblioteca, di un Teatro, di una pinacoteca, di una plurisala cinematografica, dispone del Museo Archeologico Nazionale, di un vasto Museo della Civiltà Contadina (con ampio settore dedicato al settore caseario e a quello vinicolo), di un altro Museo delle attività tipiche del paese, di un piccolo Museo della Banda Musicale di Gioia. Inoltre vi si svolgono mostre, convegni, manifestazioni culturali varie, spesso patrocinati da Enti locali e regionali, attrae molti turisti in occasione delle due feste patronali, San Filippo e San Rocco, e durante la festa del Palio delle botti. Continua la Lettura

Un pezzo di Nizza torna all’Italia, anzi a Gioia

La coppia di nizzardi: Julien e Adela, innamorati di Gioia del Colle

Prima della proclamazione dell’Unità d’Italia la città di Nizza faceva parte del regno d’Italia, meglio dello Stato Sabaudo.

In seguito agli accordi di Plombières del 21 luglio 1858 il primo ministro del Regno di Sardegna, Camillo Benso Conte di Cavour, promise all’imperatore francese Napoleone III la cessione della Savoia in cambio del suo appoggio alla politica di unificazione italiana condotta dalla monarchia sabauda.

La proposta venne ufficializzata per mezzo del trattato di alleanza sardo-francese del dicembre 1858, firmato nel gennaio 1859, con il quale, come ulteriore compenso ai francesi, si aggiunse anche l’ex Contea di Nizza alla Savoia già concordata precedentemente.

Nel corso della Seconda guerra d’indipendenza italiana, le truppe franco-piemontesi inflissero sconfitte all’ esercito austriaco nelle battaglie di Magenta, di Solferino e San Martino.

Seguì l’ armistizio di Villafranca che obbligò l’Austria a cedere la Lombardia alla Francia, che la girò al Regno di Sardegna. Continua la Lettura

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