Primo Centenario della costruzione della Chiesa dell’Immacolata di Lourdes

16 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Chiesa dell’Immacolata di Lourdes

L’Arcivescovo di Bari, Mons.Giulio Vaccaro, il 19 novembre 1919, tenuto conto che Gioia contava oltre 23.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando nella zona orientale del Paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa, provvede ad acquistare circa 2.000 mq. di suolo su cui erigere la nuova chiesa.

Il 16 dicembre 1919 lo stesso Arcivescovo di Bari eleva a Parrocchia sia la zona orientale che quella occidentale di Gioia le future chiese dell’Immacolata e di Santa Lucia.

Il 3 febbraio 1920 Mons. Domenico Del Buono, Ausiliare dell’Arcivescovo di Bari conferisce il canonico possesso parrocchiale a don Sante Milano, sacerdote nato a Gioia del Colle il 7 luglio 1884 e rettore della chiesa di Sant’Andrea.

Agli inizi degli Anni Venti don Sante presenta alla Curia di Bari, per la debita approvazione, il progetto riguardante la costruzione di una nuova Chiesa a Gioia, nei pressi di quella Cappella, progetto dell’ingegnere gioiese Giuseppe Colacicco.

Mons. Augusto Curi, Arcivescovo di Bari, considerò un’utopia la realizzazione di quel progetto, il cui costo sarebbe stato proibitivo, per la maestosità del Tempio che si voleva erigere e per i costi relativi anche al suo artistico arredamento.

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1961-2021: 60 anni dall’eccidio di 13 aviatori italiani a Kindu

12 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia

La strage di Kindu riportata da ‘ La Nazione’

L’uccisione dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci avvenuta a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, il 21 febbraio 2021, ci riporta alla memoria un altro episodio di violenza, cioè l’eccidio perpetrato esattamente 60 anni fa, l’11 novembre 1961, sempre in Congo, e precisamente a Kindu, nei confronti di 13 aviatori italiani della 46esima Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare italiana.

Quest’ultimo episodio è collegato alla storia dell’attuale nostro 36° Stormo dell’Aeronautica Militare, in quegli anni 36esima Aerobrigata, poiché gli aviatori, partiti da Pisa fecero scalo a Gioia, prima di effettuare quello che fu per loro l’ultimo volo.

I militari italiani facevano parte del contingente dell’Operazione di pace delle Nazioni Unite inviate per ristabilire l’ordine nello Stato africano dopo la cosiddetta ‘crisi del Congo’. Infatti il 30 giugno del 1960 il Belgio concesse l’indipendenza al Congo, lasciando questo paese in una situazione di pericolosa instabilità politica ed economica che in breve tempo portò allo scoppio della guerra civile. Continua la Lettura

Il Centro storico di Gioia si impreziosisce di nuovi bassorilievi di Mario Vacca

L’arcangelo Michele nell’Arco Serpente

La Natività nell’Arco Serpente

Continua l’opera di impreziosimento del Centro storico da parte del nostro concittadino, lo scultore autodidatta Mario Vacca.

Dopo aver scolpito, donato gratuitamente e posizionato in diversi punti del Centro storico oltre una cinquantina di bassorilievi raffiguranti Federico II, Bianca Lancia, personaggi, animali e oggetti legati all’imperatore svevo, l’artista ha donato alcuni bassorilievi che sono stati posizionati nel castello normanno-svevo di Gioia del Colle.

Nel 2016 aveva posizionato all’interno dell’Arco Serpente, in prossimità di Via Antonio Spada, due formelle in pietra, da lui realizzate, rappresentanti l’una l’arcangelo Michele, (forse la raffigurazione allegorica della Giustizia), che schiaccia con i piedi il corpo di lupo e coda di drago, che con una mano regge una Croce e con l’altra sostiene una bilancia su cui piatti  pesa le anime  di due uomini, l’una più pesante dell’altra, per stabilire la giusta ricompensa da assegnare. Questa è l’iconografia utilizzata frequentemente nelle scene del Giudizio Universale.

L’altra formella, sempre scolpita in pietra, raffigura la scena della Natività di Gesù, con tutti gli elementi essenziali del Presepe: la Madonna, San Giuseppe, Gesù Bambino, il bue e l’asinello. Il tutto è racchiuso tra due colonne con fregio elicoidale, sormontato da un capitello che sostiene un doppio arco.

Formella con San Rocco sotto l’Arco Serpente

In una nicchia, presente sotto l’Arco Serpente, nei pressi delle due formelle, nella quale era presente un altarino devozionale con la foto di San Rocco, da poco Mario Vacca ha posizionato una nuova formella in pietra, raffigurante l’immagine di San Rocco secondo l’iconografia tradizionale, orante e in ginocchio mentre mostra la piaga sul ginocchio, nel momento in cui riceve da un cane un pezzo di pane.

L’infaticabile laboriosità dello scultore continua costantemente anche durante la pandemia e porta ad impreziosire un altro punto del Centro Storico.

Nel mese di marzo, infatti, Mario Vacca ha completato e posizionato, sempre gratuitamente e a sue spese, una copia del bassorilievo presente sull’abitazione di una costruzione sita nell’Arco Mastrocinto, ma poco visibile anche ad un occhio attento, unitamente ad una targa riportante la seguente didascalia.

Bassorilievo  della Madonna Odegitria.

Questo bassorilievo è la riproduzione fedele di quello presente, ma poco visibile, in alto sulla facciata destra all’interno dell’Arco Mastrocinto, arco così denominato dall’omonima famiglia gioiese, vissuta nel secolo XVII, che abitava all’interno della corte. Rappresenta la Madonna che regge con il braccio destro il Bambino, mentre sul braccio sinistro ha impresso una stella. E’ opera dello scultore autodidatta gioiese Mario Vacca e raffigura la Madonna Odegitria. La sua presenza nell’Arco, che fa parte del primo nucleo abitativo gioiese, di formazione bizantina, è giustificata non solo dal culto in Terra di Bari della Madonna Odegitria, anch’esso di origine bizantina, ma anche dal fatto che Odegitria (dal greco-bizantino Oδηγήτρια, composto di ὁδός, via e ἄγω, ἡγοῦμαι, condurre, guidare) sta a significare: colei che conduce, mostrando la strada, la direzione da seguire. Anche la presenza della stella vuole, simbolicamente, indicarci la strada da percorrere ed è un chiaro richiamo a quella stella più famosa che guidò i Magi alla grotta di Betlemme. La Madonna Odegitria, dunque, vuole proteggere non solo gli abitanti dell’Arco Mastrocinto, ma anche l’intero borgo ed indicare a tutti i gioiesi la giusta strada da seguire, indicataci da Gesù e dalla Madonna: quella dell’amore e del Vangelo.

Formella della Madonna Odegitria nell’Arco Mastrocinto

La Madonna Odegitria è la Patrona della diocesi di Bari, di cui Gioia fa parte da  tempi immemorabili. Infatti nei vicini Archi di San Nicola e Cimone in passato risiedevano, rispettivamente, il rappresentante gioiese della Basilica Barese a partire dal secolo XII e il Legato Apostolico Benedettino, rappresentante dell’abate Eustachio di San Nicola di Bari, incaricati di tutelare gli interessi di quella Chiesa nel nostro territorio. Incerta è la datazione del bassorilievo, che, sia per essere poco aggettante, sia per la sua essenzialità, sia per il mancato rispetto delle  proporzioni dei soggetti riprodotti, potrebbe risalire al periodo compreso tra la costruzione delle vicine chiese di Santa Maria Maddalena e di Sant’Andrea, anch’esse di origine bizantina (secoli X-XVI).

Non si ferma qui l’amore di Mario Vacca per Gioia, nonostante i limiti imposti dall’epidemia in corso; il suo tempo libero lo scultore continua a dedicarlo alla lavorazione della pietra e del legno, per dar vita a pregevoli manufatti  i cui temi sono legati alla storia e alla cultura gioiese.

Infatti a breve anche un altro bassorilievo, raffigurante San Francesco di Paola, santo molto venerato a Gioia, come è testimoniato dalla presenza di numerose statue e affreschi presenti in diverse Chiese del nostro Comune, andrà ad arricchire un altro angolo del Centro storico.

Per ulteriori notizie sul soggetto di questo bassorilievo è possibile consultare su questo sito l’articolo: https://www.gioiadelcolle.info/la-madonna-odegitria-nellarco-mastrocinto-2/.

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Il Lunedì dell’Angelo a Gioia

L’Angelo annuncia alle Donne la resurrezione di Gesù

Il giorno successivo alla Pasqua viene indicata popolarmente con il nome di Pasquetta. La Chiesa, invece, la chiama Lunedì di Pasqua o Lunedì dell’Angelo. Il calendario liturgico della Chiesa cattolica lo indica anche come lunedì dell’Ottava di Pasqua. Infatti questa festività prolunga quella di Pasqua, viene celebrata come secondo giorno di Pasqua e prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù per imbalsamare il suo Corpo con preziosi unguenti.

L’evangelista Matteo (28, 1-8) ci ricorda che passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana (per noi il lunedì di Pasqua) Maria di Magdala e l’altra Maria (madre di Giacomo e Giuseppe; l’evangelista Marco cita anche Salome) andarono  a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa… L’angelo disse alle donne: Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco io ve l’ho detto. Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.  Continua la Lettura

La Domenica di Pasqua a Gioia del Colle

La Resurrezione di Cristo, Raffaello Sanzio (1483-1520), particolare

La Domenica di Pasqua, per i cristiani, è la festa più grande ed importante dell’anno. In questo giorno, infatti, viene dato il gioioso annuncio che Cristo, come più volte era stato da Lui stesso anticipato, è risorto e che quindi si realizza il progetto di salvezza che i Profeti avevano annunciato nel Vecchio Testamento e che Giovanni Battista aveva predicato nel Nuovo Testamento.

La risurrezione di Gesù è il cardine della fede cristiana, è la manifestazione evidente che Lui ha vinto la morte, ci ha liberati dal peccato e ha operato la salvezza del genere umano.

È la festa della gioia e la festa dell’amore, che ci ricorda che siamo tutti fratelli in Cristo e che il cristiano è colui che vive la sua vita seguendo il precetto dell’amore: verso Dio e verso i fratelli, nessuno escluso.

Di seguito riporto una ricerca storica del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli. Continua la Lettura

Il Sabato Santo a Gioia del Colle

Chiese spoglie il Sabato Santo, in attesa della Resurrezione

Il Sabato Santo è l’unico giorno dell’anno in cui la Chiesa si astiene dal celebrare il rito della Messa; infatti, quasi in meditazione presso il sepolcro di Cristo, riflette sulla sua Passione e morte, in attesa della Risurrezione, così come Gesù stesso più volte aveva presagito: Distruggete questo tempio ed io lo ricostruirò in tre giorni.

L’altare è senza tovaglia e senza ornamenti e il tabernacolo è vuoto e rimane aperto fino alla solenne Veglia pasquale o attesa notturna della Risurrezione. In quel momento all’attesa subentra l’annuncio della gioia pasquale, che si protrae per cinquanta giorni, fino alla Pentecoste.

Nella giornata del Sabato Santo si può dare la santa comunione solo sotto forma di viatico. Continua la Lettura

Il Venerdì Santo a Gioia del Colle

La processione dei Misteri a Gioia il Venerdì Santo

In questo giorno la Chiesa ci presenta la Passione e la Morte redentrice di Gesù. La sua morte è il compimento delle profezie che ci presentano il Messia come ‘servo obbediente del Padre’, incarnato per attuare il disegno salvifico del mondo; è la rivelazione suprema dell’amore di Colui che ha detto che non c’è amore più grande di chi dona la vita per i suoi amici. È il giorno della riscoperta del senso profondo della croce; è il giorno che celebra la libertà suprema dell’uomo che vince la morte consegnandosi liberamente ad essa.

La liturgia dopo la passione e la morte di Gesù offre la croce e il Crocifisso all’adorazione dei fedeli e al bacio del perdono e dell’amore. Continua la Lettura

Il Giovedì Santo a Gioia del Colle

1 Aprile 2021 Autore:  
Categorie: Storia

L’Ultima Cena, Leonardo da Vinci

Il Giovedì Santo inizia il ‘triduo pasquale’, in preparazione alla Pasqua cristiana. Questo triduo costituisce l’apice ed il centro di tutto l’anno liturgico perché in quei giorni la Chiesa ricorda che Cristo, ‘nostra Pasqua’, con la sua morte ha sconfitto la morte, ha distrutto i nostri peccati  e con la sua risurrezione ci ha ridonato la nuova e vera vita.

Il Giovedì Santo è un giorno ricco di sacre celebrazioni. La mattina del Giovedì Santo, in cattedrale, il Vescovo con i sacerdoti della sua diocesi concelebra la Messa crismale, durante la quale vengono benedetti gli oli santi, quello degli infermi, dei catecumeni e viene consacrato il sacro crisma.

Con il crisma, consacrato dal Vescovo, vengono unti i nuovi battezzati, vengono segnati sulla fronte i cresimandi, mentre con l’olio santo vengono unti gli infermi per ottenere sostegno e conforto nelle loro infermità. Continua la Lettura

Il Mercoledì Santo a Gioia del Colle

Giotto, Il bacio di Giuda

Anticamente la Settimana Santa storica aveva questo svolgimento.

Domenica 2 aprile dell’anno 30 d. C., Domenica delle Palme Gesù entra trionfalmente in Gerusalemme per essere acclamato Re di Israele.

Lunedì Santo, 3 aprile del 30 d. C., Maria di Magdala unge il capo di Gesù con il prezioso unguento di nardo, e Giuda Iscariota la rimprovera per quello spreco.

Martedì Santo, 4 aprile del 30 d. C., Gesù organizza i preparativi della Pasqua Ebraica, annunciando alla Madonna e agli Apostoli il tradimento di Giuda e la sua passione, morte e resurrezione.

Mercoledì Santo, 5 aprile del 30 d. C., Giuda Iscariota organizza la congiura per catturare Gesù e per consegnarlo ai membri del Sinedrio.

Giovedì Santo, 6 aprile del 30 d.C., Gesù partecipa all’Ultima Cena, istituisce l’Eucarestia, il sacerdozio e subito dopo viene arrestato e incarcerato. Continua la Lettura

Stranezze di San Filippo Parte III

28 Marzo 2021 Autore:  
Categorie: Storia

Particolare dell’ostensorio contenente una reliquia di San Filippo

LE RELIQUIE DI SAN FILIPPO e IL SEGNO DELLA CROCE

Altri particolari singolari  riguardano le Reliquie di San Filippo conservate nella Chiesa Matrice e i luoghi della presenza del Santo nel Comune di Gioia.

Innanzitutto per quanto riguarda le Reliquie sono presenti a Gioia:

-precordi e berretta, incastonati in filigrana d’oro in un reliquiario ostensorio,

-un frammento del cuore e un frammento di tessuto macchiato di sangue del Santo, racchiuso in un medaglione di argento filigranato, che viene portato durante la processione per le strade del paese,

-un pezzo di una camicia di san Filippo, tagliato dalla parte che copriva il suo cuore.

Come appropriatamente ricorda l’amico Giuseppe Montanarelli, a ben vedere queste reliquie provengono dal capo del Santo (la testa è sede dell’intelligenza), dal cuore (sede dell’amore) e dal busto (segno del lavoro); sono i punti che noi segniamo allorquando facciamo il segno della Croce: nel nome del Padre (toccando il capo), nel nome del Figlio (toccando il cuore) e dello Spirito Santo (toccando i lati delle braccia).

Reliquia della camicia di San Filippo, donata da Mons. Edoardo Cerrato il 26-4-2015

Se proviamo ad unire tutti punti di Gioia in cui è visibile la presenza di San Filippo con alcuni segni, otteniamo due linee che si intersecano e formano una CROCE.

Se infatti partiamo da Piazza San Filippo Neri e passiamo per Piazza XX Settembre, per il triangolo Arco Arcobaleno (già San Filippo), la Chiesa Matrice e la Chiesa di Sant’Angelo, si prosegue verso la Scuola Elementare San Filippo Neri, abbiamo disegnato la traversa orizzontale della Croce. Questa linea ha il centro nel triangolo Chiesa Matrice, Chiesa di Sant’Angelo ed Arco San Filippo, che rappresenta il cuore storico di Gioia, dove sono conservate le Reliquie del Santo, dove ufficia la Confraternita di san Filippo, dove si venera tra le strade il Santo Patrono. Il Santo è dunque presente non solo nei luoghi di culto (le chiese), ma anche nel borgo, in mezzo al vivere quotidiano della gente. Continua la Lettura

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