I Padri Certosini a Gioia del Colle

3 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

La Certosa di San Martino a Napoli

L’antica piazza di Gioia era Piazza Duomo, quella antistante la Chiesa Madre, che era molto più ampia di quella odierna; infatti la Chiesa primitiva era molto più piccola di quella attuale e le abitazioni erano arretrate rispetto al fronte occupato oggi. La Piazza era anche il luogo dove si svolgevano i mercati e, come ci riferisce l’Apprezzo della Terra di Gioia stilato  dall’ architetto e tabulario Honofrio Tangho nel 1640 era di mediocre grandezza. In essa vi sono più poteghe con la Taverna dove si può  alloggiare. Indette poteghe si vendono tutte sorte di verdume, et altre robbe; pesci, quali vengono dalla Marina di Taranto. Continua la Lettura

Eccellenze scolastiche di ieri e di oggi a Gioia del Colle

La Bibbia di Manfredi dello scriptor Johensis

Sia nel passato che al presente le Scuole di Gioia si sono distinte per impegno degli studenti, per professionalità dei docenti, per l’ampia offerta formativa realizzata.

Nella Biblioteca Vaticana è presente la cosiddetta Bibbia di Manfredi, opera manoscritta firmata dallo scriptor Iohensis, uno scrittore di Gioia che operava alla corte del principe Manfredi. Lo stesso Iohensis ha firmato una Bibbia presente nella Biblioteca Nazionale di Parigi.

Non sappiamo con certezza se una scuola di scrittori amanuensi fosse presente a Gioia in epoca sveva; è certo però che in quel periodo un gioiese svolgeva il compito di scrittore e amanuense.

L’istruzione elementare con la legge Casati del 1859 venne introdotta nel Regno di Sardegna; entrò in vigore nel 1861 ed estesa al Regno d’Italia. Continua la Lettura

La festività di Pentecoste a Gioia del Colle

31 Maggio 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

La Pentecoste, dipinto di Giotto di Bondone

Quest’anno il 31 maggio cade la Pentecoste, cioè la festività religiosa che si celebra  a distanza di 50 giorni dalla celebrazione della Pasqua.

Il periodo dei cinquanta giorni di Pasqua si conclude con la celebrazione della discesa dello Spirito Santo, che Gesù aveva preannunciato ai suoi discepoli.

Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascio orfani, ritornerò da voi. (Giov. 14, 16-18).

La Pentecoste, oltre a ricordare un avvenimento storico rilevante per i primi discepoli di Gesù,per tutti i cristiani costituisce il compimento dell’intervento salvifico di Dio e del suo piano di salvezza per tutti gli uomini.

La Pentecoste ricorda due temi della festa ebraica: la presentazione e l’offerta delle primizie della terra e l’anniversario dell’alleanza del monte Sinai, effettuata cinquanta giorni dopo l’uscita dall’Egitto (Es. 19, 1-16). Continua la Lettura

La Madonna Nera di Częstochowa

30 Maggio 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia, Turismo

La Madonna Nera di Częstochowa

Possiamo senz’altro affermare che non esiste città, nei paesi di religione cristiana,  in cui non vi sia una chiesa intitolata alla Madonna.

A Gioia del Colle oltre alla Chiesa Madre, dedicata alla natività di Maria Vergine e Madre, abbiamo una chiesa intitolata  alla Madonna di Lourdes. In ogni chiesa abbiamo anche statue e dipinti raffiguranti la Madonna: nella chiesa di San Domenico ad ottobre si festeggia la Madonna del Rosario, nella Chiesa di Sant’Andrea  a dicembre si festeggia l’Immacolata Concezione di Maria ed in altre chiese, come in quella di San Francesco, di Sant’Angelo e del Crocifisso  si venera la Madonna Addolorata. Continua la Lettura

Francesco Saverio Fontana

29 Maggio 2020 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Storia

Via Francesco Saverio Fontana

Nel Centro storico di Gioia, la strada  in cui è ubicata la Casa Torre e prosegue con  quello che un tempo fu chiamato Largo Panessa, strada che svolta obbligatoriamente a sinistra e immette in Via Palude e in  Largo Cisterna e che termina  in Piazza Donato Boscia, l’antica Piazza Duomo, di fronte alla Chiesa Madre, ha preso la denominazione di Via Francesco Saverio Fontana.

Più comunemente i gioiesi chiamano quella strada via Fontana, immaginando che quella denominazione fosse strettamente legata alla presenza di acqua, come appunto si evincerebbe dai citati nomi di Palude e Cisterna.

In realtà, anche se in tempi passati la zona era una palude,  prosciugata dal canonico Francesco Saverio Indellicati, che restaurò la Casa Torre, ampliò  la costruzione con un altro fabbricato e fece defluire le acque stagnanti verso l’attuale Arco Palude su via Mastandrea, la denominazione della strada è stata data dal Comune di Gioia non  per sottolineare che ci troviamo in una zona  un tempo ricca di acqua, ma per ricordare un Vescovo gioiese.

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Gioia nell’Ottocento. L’Orfanotrofio Femminile “Francesco Stasi”

28 Maggio 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Le orfanelle dell’Orfanotrofio femminile Stasi partecipano ad un funerale

Ancor prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, che portò miseria, perdite umane, soprattutto di giovani, e famiglie orfane di figli e di padri, la situazione economico-sociale delle popolazioni del Sud , e anche quella di Gioia, era particolarmente precaria.

L’Ottocento  fu caratterizzato, oltre che da periodi di discreta floridezza economica, anche da annate tristissime, come quelle del 1810 e 1811: i bruchi distrussero gran parte dei raccolti e ciò che era stato risparmiato dai bruchi venne distrutto da una grandinata lapidaria. Si aggiunse anche una massiccia  invasione di cavallette e locuste; frumento, verdure, frutti, cotone, mandorli, vigneti, olivi, tutto fu danneggiato e corroso dai voracissimi insetti. Ciò portò carestie, siccità, con cattivi raccolti e prezzi enormi dei grani, invasione di cavallette, lupi famelici a torme. Non bisogna sottacere la diffusione della fillossera, che distrusse molti vigneti  e la guerra doganale con la Francia. Continua la Lettura

il Patronato di San Filippo a Gioia del Colle

26 Maggio 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia, Turismo

statua di San Filippo Neri nella Chiesa Madre di Gioia

In due relazioni, una del 1755 e l’altra del 1774, sullo stato  della comunità ecclesiale di Gioia, conservate nell’ Archivio Segreto Vaticano, si dice: La Terra di Gioia gode di Chiesa Collegiata dedicata alla Natività  della Beata Vergine Maria. Patrona Principale  di tale Terra è S. Sofia e dall’ anno 1703 è anche venerato un secondo Patrono e protettore particolare, S. Filippo Neri.

Il 30 gennaio 1860 il Decurionato di Gioia, poiché non era ancora stata ottenuta l’approvazione canonica e legale del Patronato di S. Filippo, implora all’ unanimità dal re Francesco II e dal Papa Pio IX  la  dichiarazione Legale e Canonica di Compatroni di questa Città  S. Rocco e S. Filippo Neri.

Nella deliberazione  del Consiglio comunale di Gioia del Colle del  marzo 1899 si legge: Il Signor Presidente ricorda al Consiglio che da antico tempo si venera in questo Comune come Codesto Patrono S. Filippo Neri, la cui festività ricade ogni anno nel giorno 26 Maggio. Non sono mancate nei passati tempi deliberazioni della Rappresentanza del Comune per rifermare con solenne attestato l’antica divota consuetudine di venerare San Filippo Neri come Patrono del paese. Però tali deliberazioni non si vedono approvate dalle Superiori Autorità per tutti gli effetti civili e canonici. Continua la Lettura

I Cimiteri prima della riforma di Napoleone

23 Maggio 2020 Autore:  
Categorie: Storia

L’Editto di Saint-Cloud emanato da Napoleone Bonaparte

Prima della pubblicazione dell’editto di Saint-Cloud, voluto da  Napoleone Bonaparte nel 1804, esteso all’Italia nel 1806,  si era soliti seppellire i defunti, specie quelli  di ceto elevato e  quelli religiosi, all’ interno delle Chiese o nelle immediate vicinanze, quasi a voler impetrare la protezione divina sui morti.

La motivazione di tale decisione era duplice: in primo luogo era dettata da motivi igienico e sanitari e di salute pubblica, in quanto il continuo seppellimento dei defunti nelle chiese, spesso in tombe non ben tenute, come vedremo nella successiva documentazione,  procurava dei problemi di olezzo, di effluvi contagiosi e possibilità di contrarre malattie. In secondo luogo era dettata da una finalità ideologico-politica, quella del rispetto di quell’ uguaglianza dei cittadini, obiettivo conseguito a seguito della Rivoluzione francese. Continua la Lettura

Santa Rita da Cascia a Gioia del Colle

Santino di Santa Rita

Quando si parla di donne che sono state santificate si pensa a qualcuna che sin dalla giovinezza ha vissuto in castità e ha dedicato la propria vita a servizio  dei più deboli e dei bisognosi, che ha rinunciato a formarsi una famiglia o magari è andata anche incontro al martirio per testimoniare fino alla fine la propria fede.

Tra le Sante del passato che sono venerate non solo nella loro terra di origine o nella propria nazione, ma in gran parte del mondo cattolico va annoverata Santa Rita da Cascia.

Santa Rita è venerata come la santa dei casi impossibili o disperati; è patrona delle donne maritate infelicemente ed è invocata come santa del perdono e paciera di Cristo.

Molto travagliata è stata la sua vita; sposata con un uomo dal carattere violento sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti e lo perdonò, riuscendo anche a farlo riconciliare con Dio. Diventata madre di due ragazzi li educò ai principi cristiani e, secondo una leggenda, per sottrarli allo spirito di vendetta che aveva loro inculcato uno zio, pregò Cristo che, piuttosto che deviassero dalla retta strada, glieli togliesse da questo mondo, dicendo: Io te li dono. Fa’ di loro secondo la tua volontà. Santa Rita fu esaudita, infatti i due figli morirono a causa di una malattia. Dopo tante peripezie riuscì ad entrare nel Monastero di Santa Maria Maddalena  di Cascia e praticò la carità, la pietà e la penitenza. Continua la Lettura

Il “seggio” di San Filippo

San Filippo al seggio, 1995, Via Carlo III di Borbone-Arco San Nicola

Il 2020 passerà alla storia come il primo anno del terzo millennio in cui non si è festeggiato  San Filippo, come i gioiesi sono  soliti onorarlo negli altri anni.

Infatti il programma della festa di quest’anno, in osservanza delle norme vigenti per la sicurezza di tutti a causa dell’epidemia in corso, si riduce ai soli festeggiamenti religiosi. Dal 18 al 25 maggio si terranno le Celebrazioni Eucaristiche in Chiesa Madre, mentre per il giorno 26 sono previste quattro Celebrazioni Eucaristiche durante la mattinata ed una serale, con la partecipazione delle autorità civili e militari, portatori e comitato. Seguirà la Solenne Consegna delle Chiavi al Santo Patrono, non più in Piazza Plebiscito come era consuetudine negli ultimi anni, ma sul sagrato della Chiesa Madre.

La celebrazione della ricorrenza del Santo Patrono, limitata solo ai momenti religiosi, è un evento che si è verificato solo nel corso delle due Guerre Mondiali, durante le quali fu prevista la sospensione di ogni festeggiamento. Continua la Lettura

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