La fontana a Piazza XX Settembre

La fontana a Piazza XX Settembre

Agli inizi dell’800 lo spiazzo tra via Gioberti e via Manin era noto come Largo Monte, in onore dell’omonima nobile famiglia gioiese che abitava in quel Borgo, ma secondo alcuni per la fortuita coincidenza   che da quel punto si diramava la strada che conduceva e tuttora conduce a Monte Sannace e a Monte Rotondo.

A ricordo dei tragici fatti del 28 luglio 1861, lo scontro tra i filoborbonici capitanati dal Sergente Pasquale Romano e i filo-sabaudi guidati dalla Guardia Nazionale, conclusisi con la vittoria dei fautori dell’Unità d’Italia, viene denominato Largo Vittoria quello spiazzo, che fu teatro di quelle sanguinose e fratricide vicende. Continua la Lettura

Il Mastro casaro a Gioia del Colle

Targa bronzea in onore del Mastro casaro, in Piazza Plebiscito

Una delle eccellenze di Gioia del Colle, come recita il cartello turistico agli ingressi del paese, è la mozzarella, prodotta con latte vaccino.

Il Comune di Gioia del Colle, un tempo molto più esteso di quello attuale, così come viene riportato negli Apprezzi del 1611, del 1640, del 1653 e nel Catasto onciario del 1750, comprendeva in parte una distesa di boschi e in parte era utilizzato per la coltivazione di cereali, di prodotti orto-frutticoli e di vigneti da cui si otteneva il pregiato vino primitivo.

In particolare dal Catasto onciario apprendiamo che l’85% della popolazione gioiese era dedita all’attività agro-zootecnica. La produzione casearia era esercitata in forma artigianale e serviva a soddisfare i bisogni familiari; la parte eccedente era destinata alla vendita a terzi.

L’abbondanza di boschi, di pascoli, di fieno e di paglia di scarto ottenuta dalla lavorazione dei cereali consentiva l’allevamento di ogni sorta di bestiame ed in particolare di bovini di razza podolica, da cui si otteneva latte per la produzione di prodotti caseari, come formaggi, ricotta, mozzarelle, provoloni, caciocavalli, mozzarelle, burro, cacio. Il latte veniva lavorato sul luogo di raccolta della materia prima, presso le stesse aziende agricole, le quali erano dotate di locali per la conservazione e la stagionatura dei vari prodotti. Continua la Lettura

Le quattro Porte di Gioia del Colle

Locandina presentazione ‘Le quattro Porte di Gioia’

Domenica 27 settembre 2020, nel chiostro del Comune di Gioia del Colle, il direttore artistico del “Palio delle botti”, Claudio Santorelli insieme alla consorte Marilena Limitone, responsabile dei cortei storici e ambientazioni medievali, ha organizzato una serata in cui ha presentato gli scudi e i vessilli delle quattro Porte di Gioia: Porta Maggiore, Porta San Francesco, Porta del Casale e Porta San Domenico.

Gli scudi sono stati dipinti da quattro pittori gioiesi. Pompeo Colacicco ha dipinto lo scudo di Porta Maggiore, Sergio Gatti quello di porta San Francesco, Filippo Cazzolla quello di Porta del Casale e Mario Pugliese quella di Porta San Domenico.

I vessilli abbinati alle quattro Porte sono stati ideati dalla signora Marilena Limitone.

Dopo l’intervento della  conduttrice della serata, signora Marilena Limitone, sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Gioia, avv. Lucio Romano, che ha manifestato la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione per la lodevole iniziativa,  e il signor Claudio Santorelli, che ha illustrato il progetto da lui ideato. È seguita la presentazione di una ricerca storica riguardante le quattro Porte di Gioia, tenuta dal prof. Francesco Giannini, che di seguito si riporta. Al termine c’è stato lo scoprimento degli scudi, i cui temi sviluppati sono stati illustrati dai rispettivi autori, la nomina dei  quattro Capi Porta e l’affidamento ad essi dei vessilli dei quattro quartieri. I Capi Porta avranno il compito di organizzare le iniziative nel proprio quartiere, con giochi, spettacoli, sfilate in costume, che saranno svolti nel corso di quattro giornate, una riservata ad ogni quartiere, in concomitanza con la prossima edizione del “Palio delle botti”, il quale si articolerà in sette giorni. Continua la Lettura

Dalla Strada Consolare alla Statale 100

Tracciato della Statale 100 di Gioia de Colle

La nascita di Gioia del Colle risalirebbe intorno al X secolo, allorquando gli abitanti del centro peuceta di Monte Sannace e i successivi utilizzatori di quel territorio lo abbandonarono e si spostarono più a Sud a circa 5 Km da quell’insediamento.

L’insediamento di Monte Sannace si  era sviluppato non solo per la posizione strategica del sito, posto a circa 400 metri sul livello del mare, su una collina che dominava il territorio circostante, per la presenza di boschi, acqua e terra da coltivare, ma anche per la sua posizione strategica, a cavallo tra le Murge Orientali e quelle Occidentali e in posizione baricentrica tra Bari e Taranto, i due centri economici più importanti della Puglia e di collegamento con l’Oriente, con l’Adriatico e lo Ionio e quindi con i centri commerciali e di traffico più importanti di quei tempi.

Al tempo dei Romani una via Consolare collegava Bari con Taranto, passando per Monte Sannace. Continua la Lettura

L’antica festa patronale di Santa Sofia a Gioia del Colle

Santino di Santa Sofia con le tre figlie. Fede, Speranza e Carità.

Su Santa Sofia, prima Patrona di Gioia, è possibile consultare alcuni articoli presenti su questo sito.

Riporto una ricerca storica del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli, che ringrazio per il suo contributo, volto ad arricchire  la nostra conoscenza sulla Storia e sulla celebrazione della festa di Santa Sofia e delle sue tre figlie Santi e Martiri, a Gioia del Colle.

L’antica festa patronale di Santa Sofia, vedova di Milano e delle tre figlie Martiri: Fede, Speranza e Carità a Gioia del Colle 07 settembre.

Secondo la tradizione leggendaria, riportata dall’Abate Losapio, l’antico ed allargato villaggio di Gioia del Colle fu evangelizzato da San Pietro Apostolo e fu consacrato a San Marco Evangelista, che ne divenne il primo protettore. 

In seguito il sette Settembre dell’anno 134 d. C.  giunse da Roma a Gioia del Colle, Santa Sofia vedova di Milano con le tre figlie Fede, Speranza e Carità, che avevano l’intenzione di raggiungere la Terra Santa, per vivere nei territori frequentati da Gesù. Santa Sofia si trattenne per tre mesi, evangelizzando, aiutando, curando e beneficando la popolazione locale, i cui uomini erano tutti segretamente innamorati della bellissima madre milanese. Le Sante donne abitavano presso le grotte sottostanti all’attuale Chiesa Madre, che vennero chiamate la Casa di Santa Sofia. Continua la Lettura

Il monumento ai Caduti di Montursi

Monumento ai Caduti di Montursi

Sembra che l’antico nome dato a questa contrada del Comune di Gioia fosse Monte dell’Orso, da cui la trasformazione nell’attuale Montursi.

Il suo nome è legato alla presenza della Chiesa intitolata a San Giuseppe Lavoratore,  alla festa che si celebra il 1°  maggio di ogni anno in suo onore,  alla zona verde che viene utilizzata sia come area picnic che per raccolta di funghi ed asparagi e anche  come percorso ginnico.

Come ricorda l’insegnante gioiese Giuseppe Montanarelli,  presso il Monte dell’Orso, oggi Montursi, si svolgeva l’antica festa gioiese e rupestre del Battesimo del Fuoco, in onore del patriarca San Giuseppe, ricordato dal 1955, quale Patrono dei Lavoratori Cristiani. La festa agreste ricordava il miracolo del fuoco, fatto da San Giuseppe, con la presenza dello Spirito Santo, a Betlemme, in occasione della nascita di Gesù.

L’Amministrazione comunale di Gioia ha mostrato particolare attenzione per gli abitanti di questa contrada non solo perché densamente abitata, ma anche per la presenza di numerose masserie e per il diffuso allevamento di bovini che fornivano la materia prima per la produzione dei tipici prodotti caseari gioiesi, tra cui la famosa mozzarella di Gioia. Per soddisfare  le richieste degli agricoltori e degli allevatori di questo territorio è stato trivellato il sottosuolo per ottenere un pozzo artesiano che eroga acqua per i bisogni dei contradaioli. Continua la Lettura

Palazzo Giordani, già Palazzo Milano

Palazzo Giordani, già Milano, a Gioia del Colle in Via Roma

Fino alla fine del’700 l’abitato di Gioia, come risulta dalle carte topografiche dell’epoca, era ristretto all’anello che comprendeva il Centro storico ed una ristretta fascia con esso confinante.

In quel periodo dovevano essere presenti  ancora le quattro Porte dalle quali si accedeva in Gioia, come si evince dal Catasto onciario di Gioia del 1750.

Bisogna attendere l’inizio dell’Ottocento perché il paese si ingrandisca e si espanda anche in direzione ovest, lungo quella direttrice che successivamente prenderà la denominazione di Via Stazione, perché conduceva alla Stazione ferroviaria.

Dalla Carta Generale del Regno di Napoli del 1810 si nota che Gioia del Colle, oltre l’anello storico manifesta un ampliamento del paese a nord verso Bari-Acquaviva e in direzione est verso Noci. Continua la Lettura

Un menhir a Gioia del Colle

Il complesso megalitico di Stonehenge

Che il territorio di Gioia sia stato abitato sin dai tempi remoti è attestato dalla presenza di numerosi insediamenti preistorici sparsi nel suo agro, a cominciare da quelli adiacenti alla Masseria del Porto, Murgia San Francesco, Murgia San Benedetto, la Castelluccia, Murgia Giovinazzi, Murgia Fra Gennaro, per finire  a Toppa di Montursi, a Santo Mola e a Monte Sannace.

Fra le tante testimonianze sopravvissute all’incuria degli uomini e all’azione  demolitrice del tempo, oltre a dolmen, necropoli e insediamenti temporanei e stabili, a Gioia  va annoverata anche la presenza di un menhir.

Il menhir, parola derivata dal bretone men, pietra, e hir, lungo, è un megalite, cioè una pietra stretta e lunga di varia forma, che spazia da quella a parallelepipedo a quella conica o paracilindrica, infissa nel terreno, come se si trattasse di un obelisco in miniatura. Continua la Lettura

La festa di San Pietro a Gioia

Mappa di Gioia con le contrade di San Pietro de’ Sclavezzulis a est e di San Pietro a ovest

Su questo sito in data 6 maggio 2020 ho pubblicato un articolo dal titolo “Il culto di San Pietro a Gioia del Colle”.

Al fine di  un ampliamento ed approfondimento dell’argomento riporto una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

La festa di San Pietro Apostolo e Martire a Gioia del Colle.

Simone, pescatore di Betsaida in Galilea, soprannominato Pietro dallo stesso Gesù perché sarebbe stato la pietra su cui fondare la Chiesa, fu con il fratello Andrea il primo a seguire il Divino Maestro che lo nominò Capo del Collegio Apostolico.

San Pietro, definito il Principe  degli Apostoli,  fu il primo vescovo di Roma ed il primo Papa della Storia.  Soffrì il martirio a Roma sotto l’imperatore Nerone il 29 giugno dell’anno 67 d. C. e fu crocifisso con la testa all’ingiù, perché era indegno di morire come Gesù. Continua la Lettura

Il Giardino didattico “dott. Tommaso Bianco” a Gioia

Giardino didattico dott. Tommaso Bianco

In data 1 luglio 2016 su questo sito ho pubblicato un articolo da titolo “Giardino didattico”. Ritorno su questo argomento non solo per ampliarne il contenuto, ma anche per segnalare a chi di dovere lo stato di degrado in cui versa il Giardino didattico, per la cui realizzazione sono stati spesi molti soldi pubblici, venendo meno, in questo modo, allo scopo didattico per cui fu impiantato; anzi costituisce un cattivo insegnamento, visto che siamo nel campo della didattica, e non si onora il nome del nostro concittadino, il dott. Tommaso Bianco, al quale il Giardino è stato intitolato.

Il dott. Tommaso  Bianco è nato  a Gioia del Colle nel 1922 ed è morto nel 2006. Consegue la maturità tecnica presso l’Istituto Tecnico Agrario di Lecce, dimorando in quella città presso un locale collegio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, ripeteva, era passato dalla camerata di un collegio alla camerata di una caserma, dapprima a Verona e in seguito a Mantova, a Lecce e, durante gli ultimi tre anni del conflitto, anche in Calabria. Continua la Lettura

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