La ferrovia turistica Gioia del Colle-Rocchetta Sant’Antonio

Automotrice diesel AL n 668 utilizzata per la prima corsa di prova della riattivazione della Gioia-Rocchetta

La tratta ferroviaria Gioia del Colle – Rocchetta Sant’Antonio fu inaugurata il 1 agosto 1892 dal lucano politico, storico e meridionalista Giustino Fortunato, che sostenne con forza la sua realizzazione per consentire all’entroterra murgiano e a quello lucano di uscire dall’isolamento in cui si trovavano, zone tagliate com’erano da agevoli collegamenti viari e ferroviari con il territorio circostante. Gestita inizialmente da FF.SS. (Ferrovie dello Stato) e successivamente da RFI  (Rete Ferroviaria Italiana), la tratta è stata dismessa nel 2011 perché ritenuta ramo secco, passiva dal punto di vista gestionale, e per favorire il trasporto su gomma. Dal 2016, infatti, l’esercizio ferroviario sulla Gravina-Gioia del Colle è stato sospeso da RFI in conseguenza del mancato rinnovo del contratto di servizio da parte della Regione Puglia.

A partire da quella data i collegamenti ferroviari tra Gioia e Spinazzola sono stati garantiti con corse sostitutive automobilistiche.

Purtroppo, dopo la dismissione, la linea ferroviaria, ormai priva di ogni controllo, in numerosi punti ha subito diversi episodi di vandalismo e  di furto dei binari. Continua la Lettura

L’estensione del Comune di Gioia del Colle

Pianta del Comune di Gioia del Colle

Gioia del Colle è per estensione il quarto Comune dell’area metropolitana di Bari, dopo Altamura, Gravina e Ruvo di Puglia. Infatti si estende per 206,47 Kmq circa e contava 27.923 di abitanti al 2014.

In passato il Comune di Gioia era molto più esteso di oggi non solo a nord e nord est ma anche in direzione est.

Da un documento del 7 novembre 1575, veniamo a conoscenza di un contratto di locazione del feudo demaniale di Frassineto (zona a nord di Gioia) effettuata dal sindaco dell’Universitas di Gioia, Giovanni de Rienzi, alla Universitas (il Comune) di Putignano, con un canone annuo di ducati 20 e altresì della ratifica di una convenzione che prevedeva per gli anni precedenti il pagamento da parte dell’Universitas di Putignano di ducati 200 per la bonatenenza, cioè l’utilizzazione in proprio di Frassineto e di ducati 20 per ogni anno precedente quella data, ponendo fine ad ulteriori richieste di fitto. Continua la Lettura

Il “Calvario”

Il Calvario con le cinque Croci

La Chiesa del Sacro Cuore di Gioia del Colle è fiancheggiata sul lato destro dagli attuali uffici parrocchiali, dai locali utilizzati un tempo come casa dei PP. Barnabiti e dalla Cappella  delle Croci, detta anche “Il Calvario”, dal nome con cui la tradizione popolare è solita indicare il luogo in cui Gesù morì sulla Croce. Al manufatto, che risale alla prima metà del XIX secolo,  è addossata  all’antica chiesetta rurale della Purificazione, nota anche come Chiesa della Candelora o di San Vito.

Fino alla fine del ‘700 questa chiesa era ubicata in una zona rurale e quindi extra moenia, al di fuori del  centro abitato, a ridosso dei campi coltivati, poiché San Vito era venerato come colui che aveva il potere di proteggere dalla carestia,  dalla fame e dal faticoso lavoro della mietitura, attività che si effettua proprio a giugno, periodo in cui cade la festività del Santo. La facciata della chiesetta presenta un architrave sul portone di accesso  su cui è riportata la scritta A. D. 1895 e il versetto 4,31 del Vangelo di Marco: Venite in locum desertum et requiescite pusillum, venite in un luogo solitario e riposate un poco, quasi ad invogliare i passanti e, soprattutto gli agricoltori, a staccare dalla fatica dei campi per ristorarsi e rivolgere un pensiero di ringraziamento al Signore. Continua la Lettura

Un’oasi naturalistica a Gioia del Colle

Volatili nella zona umida di Gioia del colle. Foto di Mimmo Castellaneta

In una vasta area a nord-est dell’abitato di Gioia del Colle, nei pressi della zona artigianale, è ubicato l’impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue provenienti dagli scarichi fognanti cittadini. Le acque depurate vengono smaltite in campi di spandimento adiacenti l’impianto, in contrada Fontana del Fico, e danno origine ad una zona paludosa formata da enormi specchi d’acqua e vasche comunicanti tra di loro.

Si deve alla tenacia e caparbietà di un nostro concittadino, il signor Cosimo (meglio conosciuto come Mimmo) Castellaneta, amante della campagna e della natura, che frequenta quella zona per possedimenti terrieri appartenenti a suoi familiari, fotografo per diletto, l’idea di immortalare con la sua macchina fotografica una enorme varietà di fiori, molti dei quali rari ed unici del nostro territorio e un altrettanto variegato numero di specie animali e di volatili, alcuni dei quali in estinzione e specie protette, e di sottoporre questa zona all’attenzione del Comune di Gioia del Colle e dell’Acquedotto Pugliese. Continua la Lettura

L’estramurale a Gioia

Uscita per Gioia dalla statale 100

Si comincia a parlare di costruire un estramurale a Gioia, per dirottare il traffico proveniente da Bari per Taranto o viceversa e alleggerire il passaggio dei mezzi nelle strade cittadine sin dalla fine dell’Ottocento.  Infatti il paese si era ingrandito e soprattutto il traffico pesante, attraverso la strada statale 100, che attraversava il centro abitato, poteva costituire un pericolo per i cittadini gioiesi.

Il 23 maggio 1884 il Consiglio comunale esamina la proposta di apertura di una strada estramurale.

I tempi non erano maturi e bisogna attendere il 31 maggio 1913, data in cui il Consiglio comunale esamina la proposta per la costruzione di una via estramurale, di un nuovo rione e di un cimitero popolare. Continua la Lettura

Ristorante “La Cicerchia”

Filippo Addabbo ed il figlio Alessandro

C’è un prodotto agricolo, che fa parte della tradizione gastronomica di Gioia del Colle e che molti cittadini e ristoratori stanno valorizzando e riscoprendo, che prende il nome di cicerchia.

Nel dialetto gioiese nnòlche, compare in un proverbio dialettale: Ci se mange cìcere e nnòlche, la sére desciune se colche, chi mangia ceci e cicerchie la sera si corica digiuno, a significare che mangiando a mezzogiorno tali legumi, che sono sufficientemente sostanziosi, la sera si può fare a meno di cenare.

Il suo nome scientifico è Lathyrus sativus, ma la cicerchia è nota anche come pisello d’India o pisello d’erba.

È un legume povero da un lato, perché utilizzato in passato dalla popolazione rurale o quella più economicamente sfavorita, ma nello stesso tempo è particolarmente ricco di proteine, di vitamine del gruppo B, di fibre, di polifenoli, di sali minerali, di calcio e di fosforo.

Oltre a questi elementi positivi la cicerchia presenta un lato negativo in quanto contiene una piccola quantità di una neurotossina rappresentata da acido β-N-Oxalvl-L-α,β- diaminopropionico, detto ODAP, variabile a seconda delle caratteristiche del terreno e delle condizioni ambientali. Per ridurre al minimo la tossicità delle cicerchie occorre dedicare ad esse un ammollo di circa 24 ore prima della cottura in acqua preferibilmente salata e tiepida. Al momento della cottura è consigliabile sostituire l’acqua dell’ammollo con acqua pulita e non salata. Inoltre la cottura in acqua bollente e per un tempo piuttosto lungo contribuisce ad eliminare la potenziale tossicità della cicerchia e a renderla più digeribile. Continua la Lettura

Il gas a Gioia del Colle

16 Febbraio 2022 Autore:  
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente

Logo della Società Sidergas

A Gioia del Colle si comincia a parlare di distribuzione del gas attraverso una rete cittadina sin dal 1956.

Risale infatti al 25 giugno del 1956 una deliberazione della Giunta comunale riguardante  l’esame dell’istanza della Società Sidergas di Milano contenente lo schema di convenzione e il regolamento per la costruzione e l’esercizio di un’officina e di un impianto per la distribuzione canalizzata di GPL (Gas di Petrolio Liquefatto), da erigersi a contatore, nel nostro Comune. Continua la Lettura

Il “Parietone del Diavolo”

Un parietone presente nel territorio di Gioia del Colle

Per delimitare i confini di un appezzamento più o meno esteso di terreno i proprietari pugliesi, avendo a disposizione una gran quantità di pietre di cui il nostro territorio è ricco, ottenuti anche dallo spietramento di terre rocciose e calcaree per destinarle a diverse coltivazioni, provvedevano alla costruzione di parieti.

Tali opere murarie oltre ad avere una funzione di recinzione delle diverse proprietà, di difesa dagli attacchi di animali selvatici, servivano anche a delimitare le zone dedicate al pascolo degli animali da quelle votate alle coltivazioni di prodotti cerealicoli e ortofrutticoli.

Non sono rari i casi della costruzione di parieti o muretti a secco di grandi dimensioni, sia in altezza che in larghezza, denominati parietoni. Essi sono presenti sia in zone destinate alla realizzazione di ovili all’aperto, detti jazzi, che venivano utilizzati come luogo di raccolta all’aperto per le greggi del proprietario terriero sia per quelli che necessitavano di sosta o di pernottamento delle greggi nei periodi di transumanza. Continua la Lettura

Masseria e cappella Rosati, oggi masseria D’Onghia

Cortile d’ingresso alla corte della masseria Rosati, foto del 1992

A circa 4 Km. da Gioia, in direzione ovest sulla via per Santeramo in Colle, in contrada Busciglio, un tempo zona ricoperta da numerosi boschi, la famiglia Rosati agli inizi del ‘700 costruì due abitazioni a poca distanza l’una dall’altra.

Quella che si affaccia sulla provinciale per Santeramo è indicata sulla carta topografica dell’Istituto Geografico Militare come Casino Rosati ed attualmente è proprietà del prof. Vito Antonio Lozito, mentre l’altra, ubicata a circa 500 metri dalla precedente, per la sua maggiore grandezza è indicata come masseria Rosati.

La famiglia Rosati ha dato i natali a personaggi famosi che hanno onorato Gioia e l’Italia.

Il notaio Carlo Rosati è stato sindaco di Gioia dal 1859 al 1860. Continua la Lettura

Presentazione del volume di Alberto Tria “Passeggiando per Gioia …”

Locandina presentazione del libro di Alberto Tria

Il giorno 23 settembre 2021 nel chiostro comunale di Gioia del Colle, alle ore 18,00  sarà presentato il volumetto di Alberto Tria ” Passeggiando per Gioia …“, realizzato in collaborazione con l’artista Umberto Colapinto.

Il volume si avvale altresì della collaborazione  di Francesco Giannini e di Enzo Diana.

Come si può evincere dal titolo il volume vuole farci percorrere alcuni punti importanti di Gioia, alla riscoperta di monumenti e palazzi che rivestono una certa importanza nella storia del nostro Comune.

Il signor Tria, ha realizzato diciotto plastici in scala, che rappresentano: il palazzo Covella, la Scuola elementare San Filippo Neri, il Teatro comunale “Rossini”, il vecchio Mercato Coperto, il palazzo Pagano, il Convento di San Francesco, la Chiesa di San Francesco, l’Edificio scolastico Mazzini, il palazzo Favale,  il B&B Giordani (palazzo Milano), l’ex albergo Italia, il Liceo classico, la villa Tateo, la villa Cassano, la villa Girardi, la villa D’Ayala, la Scuola elementare di via Eva, l’edificio  del Circolo Unione.

Nel volume sono riportate le foto dei plastici , che sono accompagnate da una breve storia dei relativi edifici. Continua la Lettura

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