La Scuola adotta un Monumento Parte II

Logo del Progetto La Scuola adotta un Monumento

Anche gli altri quattro Istituti scolastici di Gioia del Colle: la Scuola Media Statale ‘Enrico Carano’, il Liceo Classico ‘P. Virgilio Marone’, il Liceo Scientifico ‘Ricciotto Canudo’, l’Istituto Tecnico Industriale ‘Galileo Galilei’, hanno partecipato al Progetto ‘La Scuola adotta un Monumento’.

La ‘ Scuola Media Statale ‘Enrico Carano’ ha adottato la Chiesa e il Convento di San Francesco.

Gli studenti dei corsi A, D, F, G, H, I, sono stati guidati dai docenti Francesca D’Acunti, Franca Lamanna, Vito Laudadio, Enza Losito, Franca Antonicelli, Franca Pastore, Antonio Bianco e Antonia De Candia.

Referente del Progetto è stata la prof.ssa Francesca D’Acunti. Marco Mastrovito, ex alunno della Carano, ha contribuito all’informatizzazione finale del lavoro.

In una prima fase gli studenti, insieme ai loro docenti, si sono riuniti nella Chiesa di San Francesco e hanno realizzato alcuni cori e la lettura del Cantico delle Creature e della Preghiera, composti dal Santo. Continua la Lettura

La Scuola adotta un Monumento. Parte I

Logo del Progetto La Scuola adotta un Monumento

Il Progetto “La Scuola adotta un monumento” è nato a Napoli nel 1992, su iniziativa della Fondazione Napoli Novantanove e d’intesa con il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il C.E.D.E., i Ministri per la Pubblica Istruzione e i Beni Culturali e Ambientali, la Soprintendenza dei Beni Artistici Ambientali e Archeologici di Napoli e Provincia e il Provveditorato agli Studi di Napoli.

In seguito si è sviluppato su rete nazionale.

Le finalità del progetto riguardano essenzialmente l’ambito della formazione della personalità del giovane, che deve, con l’aiuto della scuola, costruirsi una struttura culturale solida e problematica, acquisire una nuova consapevolezza delle proprie radici culturali ed assumere atteggiamenti propositivi nei confronti del futuro, anche attraverso la conoscenza del bene culturale.

Gli obiettivi didattici generali del Progetto sono:

-sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto e alla tutela del patrimonio storico-artistico e, più in generale, dell’ambiente; Continua la Lettura

Il portale restaurato della Chiesa di Sant’Angelo a Gioia

9 Dicembre 2020 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

La Chiesa di Sant’Angelo con il portale color verde

Nel Centro storico di Gioia è ubicata una delle Chiese più antiche di Gioia del Colle.

Da alcuni documenti normanni del XII secolo apprendiamo che intorno al 1170 l’abate Arivie avrebbe fatto costruire a sue spese, nei pressi del castello, una chiesa dedicata a santo Stefano. In un successivo periodo questa veniva chiamata chiesa “di San Giovanni”.

Tra la fine del secolo XV ed il principio del successivo giunge a Gioia un contingente di soldati Albanesi, detti anche Schiavoni ( perché originari della Sclavonia ), al seguito di Bartolomeo Paoli, per offrire il proprio aiuto agli Aragonesi. Molti di quei soldati al termine delle operazioni militari non rientrano nella loro terra, ma rimangono a Gioia e fissano la propria dimora nella zona che va dalla parte est del castello a quella nord della Chiesa Matrice, rione che da loro prende il nome di Borgo degli Albanesi o degli Schiavoni.

Poiché gli Albanesi professavano la religione greco-ortodossa, tra il 1500 e il 1506, per praticare il loro culto, ” pensano di ampliare, restaurare ed abbellire l’antica Chiesa di S. Giovanni” o S. Maria di Costantinopoli, in cui si officiava secondo il rito greco, il loro rito, come si legge in due epigrafi poste sulla facciata ovest della Chiesa, in via Arciprete Gatta, e che si riferiscono, la prima alla Cappella di San Michele Arcangelo, e la seconda alla Cappella di san Giovanni Battista e all’Ospedale adiacente. Continua la Lettura

La ‘fanòve’ a Gioia del Colle

La fanòve a Gioia del Colle, mentre arde

Una delle tappe più importanti per l’umanità è stata sicuramente la scoperta del fuoco.

Proprio per l’importanza che questa scoperta ha rivestito per l’umanità e per i benefici che ha apportato nella vita degli uomini, nell’antichità fiorirono numerosi miti sul fuoco, inteso come elemento riservato esclusivamente agli dei.

A testimonianza di questa esclusività divina circa l’utilizzo del fuoco ci soccorre il mito maggiormente conosciuto, che il poeta greco Esiodo (VIII-VII secolo a.C.) ci ha tramandato: quello di Prometeo.

Uno dei Titani, Prometeo, che non partecipò alla sommossa ordita contro Giove, ma voleva bene agli uomini, nel vedere la loro condizione misera pensò: Voglio aiutare gli uomini. Voglio che la loro vita diventi meno selvaggia, che essi imparino a difendersi dalle tigri e dai cinghiali, che coltivino la terra, lavorino i metalli, si nutrano di cibi caldi e arrostiti e non di sanguinanti e crudi resti di animali. Voglio donare all’uomo il fuoco!  

Prometeo, pur sapendo che questo suo desiderio era contrario a quello di Giove e che un tale dono fatto agli uomini avrebbe causato la sua rovina, decise di sfidare l’ira del capo degli dei. Mentre gli dei stavano banchettando felici sul monte Olimpo, Prometeo entrò nelle fucine del dio Vulcano e gli offrì da bere del vino mescolato con molto succo di rossi papaveri dicendo: Sono venuto a portarti quest’anfora di vino etnèo. Bevi, fabbro laborioso, questo ti darà più forza che il tuo nèttare! Approfittando del torpore in cui era caduto Vulcano e del fatto che il fuoco era rimasto incustodito, Prometeo, raccolse alcuni tizzoni scintillanti in un bastone cavo che lo stesso Vulcano gli aveva donato e portò il fuoco agli uomini sulla terra, gridando: Vi porto il fuoco! Vi porto la vita, la civiltà, la gioia! Il tonante Giove udì le urla di vittoria e scattò: Il temerario che ha donato agli uomini il fuoco deve essere punito. E così lo sfortunato Prometeo fu punito. Continua la Lettura

Le sagre dello zampino e della mozzarella a Gioia

La sagra dello zampino in Piazza Plebiscito

LA SAGRA DEL FORNELLO E DELLO ZAMPINO

Fino alla fine degli anni ’70 Piazza Plebiscito durante il periodo estivo si animava perché vi si svolgevano due sagre, legate alla produzione di due specialità tipiche di Gioia del Colle: lo zampino e la mozzarella.

Alcuni macellai gioiesi nel mese di settembre si davano appuntamento in Piazza Plebiscito ed allestivano dei fornelli mobili in cui cuocevano sulla brace spiedi di zampini preparati secondo la tradizionale ricetta gioiese. Lo zampino è una sottile salsiccia composta di pezzi di circa dieci centimetri di lunghezza ciascuno, insaccati in un budello naturale. Sembra che venisse preparato, per essere consumato dai signori che abitavano nelle masserie, già dal ‘700 e costituiva un piatto di mezzo tra il primo e il secondo, quasi che quella pietanza volesse metterci lo ‘zampino’ tra i due piatti, per cui, secondo alcuni, da questa particolarità e utilizzo si spiegherebbe tale denominazione. Continua la Lettura

La festa di Maria Santissima del Rosario a Gioia del Colle

7 Ottobre 2020 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

La Madonna del Rosario nella Chiesa di San Domenico

Il 7 ottobre si venera la Beata Vergine Maria del Rosario, una delle tante feste dedicate alla Madonna.

Alla Madre di Gesù, infatti, sono dedicate numerose feste dalla Chiesa cattolica.  Non c’è mese che non abbia una festività dedicata alla Madonna.

Tutto il mese di gennaio è dedicato alla SS. Madre di Dio ed inizia con la ricorrenza del SS. Nome di Maria, Madre di Dio  e prosegue il 23 gennaio con lo sposalizio di Maria con Giuseppe. Febbraio è dedicato a Maria SS. Madre di Lourdes ed infatti il 2 febbraio ricorre la Presentazione al Tempio di Gesù e la Purificazione di Maria, l’11 febbraio ricorre la B. V. Maria di Lourdes. Il  18 marzo ricorre Nostra Signora della Misericordia, il 25  l’Annunciazione del Signore alla B. V. Maria. Il 26 aprile si festeggia la Beata Vergine Maria del Buon Consiglio. Maggio è il mese dedicato alla B. V. Maria e il giorno 8 ricorre la festività della Beata Vergine Maria del Soccorso e la B. V. del Rosario di Pompei, il  13 Nostra Signora di Fatima, il  20 Santa Maria del Pozzo, il  24 maggio quella di Maria Ausiliatrice, il 26 Nostra Signora di Caravaggio e il 31  la Visitazione della Beata Vergine Maria. A giugno, il III sabato dopo la Pentecoste ricorre la festa del Cuore Immacolato di Maria, il 20   Maria Santissima della Consolazione. Luglio è il mese dedicato a Maria SS. Del Monte Carmelo e il 16 si festeggia l’omonima festa. Il 5 agosto ricorre la Madonna della Neve, il 15 agosto  l’Assunzione della Beata Vergine Maria e il 22 agosto la Beata Vergine Maria Regina. L’8 settembre si festeggia a Natività della B. V. Maria, il 12 settembre il SS. Nome di Maria e il 15 settembre la festa della Beata Maria Vergine Addolorata. Il 7 ottobre cade la festa della Madonna del Rosario. L’ 1 novembre è la festa di tutti i Santi, il 21 novembre si  ricorda la Presentazione delle Beata Vergine Maria e il 27  Nostra Signora della Medaglia Miracolosa. L’8 dicembre ricorre la festa dell’Immacolata, il 10  quella di Nostra Signora di Loreto, il 12  Nostra Signora di Guadalupe.

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Il Mastro casaro a Gioia del Colle

Targa bronzea in onore del Mastro casaro, in Piazza Plebiscito

Una delle eccellenze di Gioia del Colle, come recita il cartello turistico agli ingressi del paese, è la mozzarella, prodotta con latte vaccino.

Il Comune di Gioia del Colle, un tempo molto più esteso di quello attuale, così come viene riportato negli Apprezzi del 1611, del 1640, del 1653 e nel Catasto onciario del 1750, comprendeva in parte una distesa di boschi e in parte era utilizzato per la coltivazione di cereali, di prodotti orto-frutticoli e di vigneti da cui si otteneva il pregiato vino primitivo.

In particolare dal Catasto onciario apprendiamo che l’85% della popolazione gioiese era dedita all’attività agro-zootecnica. La produzione casearia era esercitata in forma artigianale e serviva a soddisfare i bisogni familiari; la parte eccedente era destinata alla vendita a terzi.

L’abbondanza di boschi, di pascoli, di fieno e di paglia di scarto ottenuta dalla lavorazione dei cereali consentiva l’allevamento di ogni sorta di bestiame ed in particolare di bovini di razza podolica, da cui si otteneva latte per la produzione di prodotti caseari, come formaggi, ricotta, mozzarelle, provoloni, caciocavalli, mozzarelle, burro, cacio. Il latte veniva lavorato sul luogo di raccolta della materia prima, presso le stesse aziende agricole, le quali erano dotate di locali per la conservazione e la stagionatura dei vari prodotti. Continua la Lettura

Le quattro Porte di Gioia del Colle

Locandina presentazione ‘Le quattro Porte di Gioia’

Domenica 27 settembre 2020, nel chiostro del Comune di Gioia del Colle, il direttore artistico del “Palio delle botti”, Claudio Santorelli insieme alla consorte Marilena Limitone, responsabile dei cortei storici e ambientazioni medievali, ha organizzato una serata in cui ha presentato gli scudi e i vessilli delle quattro Porte di Gioia: Porta Maggiore, Porta San Francesco, Porta del Casale e Porta San Domenico.

Gli scudi sono stati dipinti da quattro pittori gioiesi. Pompeo Colacicco ha dipinto lo scudo di Porta Maggiore, Sergio Gatti quello di porta San Francesco, Filippo Cazzolla quello di Porta del Casale e Mario Pugliese quella di Porta San Domenico.

I vessilli abbinati alle quattro Porte sono stati ideati dalla signora Marilena Limitone.

Dopo l’intervento della  conduttrice della serata, signora Marilena Limitone, sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Gioia, avv. Lucio Romano, che ha manifestato la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione per la lodevole iniziativa,  e il signor Claudio Santorelli, che ha illustrato il progetto da lui ideato. È seguita la presentazione di una ricerca storica riguardante le quattro Porte di Gioia, tenuta dal prof. Francesco Giannini, che di seguito si riporta. Al termine c’è stato lo scoprimento degli scudi, i cui temi sviluppati sono stati illustrati dai rispettivi autori, la nomina dei  quattro Capi Porta e l’affidamento ad essi dei vessilli dei quattro quartieri. I Capi Porta avranno il compito di organizzare le iniziative nel proprio quartiere, con giochi, spettacoli, sfilate in costume, che saranno svolti nel corso di quattro giornate, una riservata ad ogni quartiere, in concomitanza con la prossima edizione del “Palio delle botti”, il quale si articolerà in sette giorni. Continua la Lettura

Il Cristo Crocifisso nella Chiesa di Sant’Antonio a Gioia

14 Settembre 2020 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Il Crocifisso nella Chiesa di Sant’Antonio a Gioia

La Chiesa di Sant’Antonio è nota anche come Chiesa del SS. Crocifisso, ricorrenza che un tempo si festeggiava solennemente con luminarie e banda ed ora si solennizza il 14 settembre di ogni anno, in modo meno mondano e con un più sentito spirito religioso, nel giorno che la Chiesa dedica all’Esaltazione della S. Croce.

A testimonianza di tale devozione, sul sagrato della chiesa, nell’angolo nord-ovest è stata eretta una Croce quadrata in pietra, poggiata su una piccola e ornamentale colonna irregolare, che si innalza su un basamento quadrangolare degradante verso l’alto, a forma di ara, sempre in pietra.

La Croce è rivolta in direzione nord, guarda cioè verso il “centro”  del paese, come per metterlo sotto la sua protezione.

Molti emigrati  gioiesi che risiedono in America continuano a tener desto il legame con la nostra città ed in particolare la venerazione per il SS. Crocifisso, con offerte volte a  solennizzare degnamente questa festa e per questo il 14 settembre una delle SS. Messe viene celebrata in suffragio dei benefattori gioiesi morti in America.

La denominazione, data da parte del popolo gioiese, di Chiesa del Crocifisso trova origine e motivazione dal fatto che sul secondo altare di destra dell’edificio sacro è presente un Cristo Crocifisso ligneo, di circa mt. 1,70 di altezza, racchiuso in una teca, la cui festa si solennizza il 14 settembre. Continua la Lettura

Dalla Strada Consolare alla Statale 100

Tracciato della Statale 100 di Gioia de Colle

La nascita di Gioia del Colle risalirebbe intorno al X secolo, allorquando gli abitanti del centro peuceta di Monte Sannace e i successivi utilizzatori di quel territorio lo abbandonarono e si spostarono più a Sud a circa 5 Km da quell’insediamento.

L’insediamento di Monte Sannace si  era sviluppato non solo per la posizione strategica del sito, posto a circa 400 metri sul livello del mare, su una collina che dominava il territorio circostante, per la presenza di boschi, acqua e terra da coltivare, ma anche per la sua posizione strategica, a cavallo tra le Murge Orientali e quelle Occidentali e in posizione baricentrica tra Bari e Taranto, i due centri economici più importanti della Puglia e di collegamento con l’Oriente, con l’Adriatico e lo Ionio e quindi con i centri commerciali e di traffico più importanti di quei tempi.

Al tempo dei Romani una via Consolare collegava Bari con Taranto, passando per Monte Sannace. Continua la Lettura

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