Gioia del Colle Città dei Festival delle Bande e del Cinema?
FESTIVAL DELLE BANDE MUSICALI. Gioia del Colle può vantare l’istituzione di una Banda Musicale cittadina da oltre 200 anni, uno dei complessi bandistici più premiati d’Italia, che porta in giro per l’Italia il nome della nostra Città sotto il titolo di “Premiato Gran Concerto Musicale Paolo Falcicchio di Gioia del Colle”. Ogni anno in numerosi […]
FESTIVAL DELLE BANDE MUSICALI.

Locandina del Premiato Gran Concerto Musicale “Paolo Falcicchio” di Gioia del Colle, stagione 2026
Gioia del Colle può vantare l’istituzione di una Banda Musicale cittadina da oltre 200 anni, uno dei complessi bandistici più premiati d’Italia, che porta in giro per l’Italia il nome della nostra Città sotto il titolo di “Premiato Gran Concerto Musicale Paolo Falcicchio di Gioia del Colle”.
Ogni anno in numerosi Comuni italiani si organizzano Festival o raduni di Bande musicali, allo scopo di rinverdire il ricordo, la funzione culturale di un’attività che ha contribuito ad elevare il gusto per la musica e a fornire una base di cultura per le classi meno agiate, che non avevano la possibilità di ascoltare brani sinfonici o lirici nei maggiori Teatri dei capoluoghi di regione.
Ad un grande Direttore di orchestra, il Maestro gioiese Pietro Argento, è intitolato l’International Music Competition, Concorso musicale giunto quest’anno alla 28° edizione, organizzato dall’Associazione Musicale “Daniele Lobefaro” di Gioia del Colle, uno dei Concorsi internazionali di maggior prestigio, dotato quest’anno di un Monte-premi del valore di € 10.000, la cui Associazione è Member of the Alink-Argerich Foundation.
Per questa tradizione secolare consolidata nei secoli nella nostra Città, non guasterebbe affatto che la nostra Amministrazione comunale si adoperasse per dare l’avvio a Gioia del Colle a un Festival delle Bande paesane non solo per permettere l’ascolto del repertorio di numerose Bande da giro che operano in diversi Comuni italiani, ma anche per mantenere in vita una istituzione, appunto la Banda, che tanto ha influito nella formazione culturale e umana di diverse generazioni e che è stata assunta a patrimonio del Comune di Gioia.
A tal proposito mi piace ricordare quanto ho riportato nella quarta di copertina dei miei due volumi “La Banda musicale di Gioia del Colle 1918-2017. Storia, documenti, immagini e testimonianze”.
La Banda è una fra le espressioni artistiche più nobili e uno dei tramiti più efficaci per arrivare al cuore del popolo. La Puglia è una terra benedetta da Dio per il contributo che, attraverso le bande, dà all’arte musicale. Le bande pugliesi sono state e saranno sempre un titolo di nobiltà per quella terra! Vedi, anche io cominciai la mia carriera con la banda di una città pugliese…. Di lì spiccai il volo (Pietro Mascagni).
La musica ha scopi artistici e sociali. La musica è purissima poesia, e perciò ha il potere di affascinare gli animi di tutti con una forza soprannaturale. I complessi bandistici del Sud hanno una disciplina ed un valore non comuni; essi non hanno solo, o forse non hanno affatto, uno scopo folcloristico; sono invece espressione di un’anima musicale palpitante e sensibile, di un gusto squisito e raro di una dolcezza profonda e stupenda (on. Gabriele Semeraro, 1956).

Brochure del 28° Concorso Internazionale di Musica “Pietro Argento” a Gioia del Colle
Ci è molto gradito parlare di questo magnifico complesso (la Banda di Gioia del Colle) che rappresenta uno dei più tipici e famosi dell’arte bandistica italiana e che fa parte di quella regione pugliese che più volte abbiamo additato come la regione bandistica per antonomasia, la più ricca di complessi strumentali che hanno conquistato fama nazionale ed internazionale non solo nel passato, ma anche oggi ne detiene il primato dovuto alla musicalità secolare della terra di Puglia, ove la musica è come parte dell’atmosfera naturale in cui si vive, ove essa è negli uomini e nelle cose come un tutto inscindibile… È in questa atmosfera di musicalità che la Banda ha qui trovato il terreno più fertile, la passione più forte; e si è sviluppata rigogliosa e viva fra le cure affettuose di una popolazione che tale culto si tramanda di generazione in generazione. È il caso del classico Concerto Bandistico di Gioia del Colle (Vito Berardi, Un magnifico complesso che ha onorato l’Italia. Gioia del Colle. Il Risveglio Bandistico, rivista dell’ANBIMA, Associazione Nazionale delle Bande Italiane, 1966).
Credo che sia arrivato il momento di fare i conti con le Bande. Di cominciare, cioè, a considerare in modo serio e documentato la funzione che le bande hanno assolto nel passato per la formazione del gusto musicale, per la diffusione della musica, per la creazione di modi civili e collettivi di coesione e solidarietà. E, di conseguenza, di verificare la situazione attuale, nella prospettiva (se possibile) di una piena rifunzionalizzazione di uno strumento di comunicazione di massa che probabilmente conserva una forte potenzialità, anche se in una crisi evidente. C’è la speranza nel cuore di quanti pensano che una banda potrebbe ancora oggi svolgere un suo ruolo non secondario o marginale nella nostra via musicale: la speranza, cioè, che lo svolgersi e il diffondersi degli studi sia non soltanto segno di studiosa vocazione storica, ma anche di una ripresa d’interesse per la pratica bandistica attuale (Roberto Leydi, titolare della cattedra di Etnomusicologia all’Ateneo di Bologna, 1979).
Nell’analizzare il fenomeno banda non ho mai disgiunto gli aspetti tecnico- musicali da quelli educativi e sociali. Chi vuole veramente capire la banda deve fare così. Mi sono messo, dunque, a “fare i conti con le bande” e non ho ancora smesso. È un campo di ricerca sterminato che offre molteplici possibilità di approccio e dà grandi soddisfazioni (Marino Arnesa, etnomusicologo, 2009).
FESTIVAL DEL CINEMA.

Ricciotto Canudo
Gioia può vantare altresì l’onore di aver dato i natali a Ricciotto Canudo (Gioia 1877- Parigi 1923), colui che si è interessato soprattutto di Cinema, anzi è stato uno dei più grandi studiosi e sostenitori del ruolo importante della cinematografia nella società del XX secolo, nonostante gli stessi fratelli Lumière, inventori del cinema, sostenevano che il cinema non avrebbe avuto mai futuro. Canudo, invece, ribadisce l’importanza del cinema nella società dell’immagine, capisce il senso estetico del cinema, la sua valenza artistica ed estetica, che racchiude la storia; per questo è stato definito il padre dell’estetica cinematografica.
Ha coniato per la cinematografia l’espressione ”Settima Arte” perché riteneva che fosse tale, al pari delle due tradizionali: l’architettura e la musica. Queste avevano generato le altre arti: la pittura, la scultura, la poesia e la danza. La Settima Arte, il cinema, arriva per ultima, è magia. Il numero 7 è magico (tra fisica, chimica e scienze); il cinema è la settima arte nella scala delle 7 donne; il 7 è un numero mitico, è un numero importante nella storia. Occorre unire il passato, il presente ed il futuro, senza rinnegare nulla del passato. Non esiste un momento della storia superiore all’altro; ogni momento è bello. La storia comprende 7 arti: 3 del tempo, mobili (Musica, Poesia e Danza), che aleggiano sul movimento delle note, delle parole e del corpo umano e 3 dello spazio, altrettanto mobili (Architettura, Scultura e Pittura).
Queste sei arti si uniscono nel Cinema, che diventa la Settima Arte, ultima della storia, ma che le integra tutte; a titolo esemplificativo non avremmo avuto il cinema se non ci fosse stata la pittura e la prospettiva, l’architettura con lo spazio e il movimento e la musica con il suo il ritmo.

Il manifesto della Settima Arte, pubblicato da Ricciotto Canudo
Per onorare la sua figura sarebbe auspicabile che l’Amministrazione comunale di Gioia o un’Associazione locale riattivassero la Fondazione intitolata a Canudo o si istituisse un Museo “Canudo” che raccogliesse documenti, cimeli, scritti del grande cultore dell’arte cinematografica. Inoltre sarebbe cosa buona e giusta che si istituisse un Festival del Cinema, intitolato al nostro concittadino, Ricciotto Canudo.
In alternativa si potrebbe organizzare un Festival di Cortometraggi, visto che il Corto “Dear Silvester”, che parla del nonno di Silvester Stallone, gioiese nato a Gioia ed emigrato in America per cercare fortuna, durante l’anno in corso viene presentato in diversi Festival nazionali, riscuotendo premi e riconoscimenti unanimi e porta in giro per il mondo il nome della nostra Città.
Come altro filone legato al cinema, si potrebbe avviare una sezione su Cinema muto o su tematiche personaggi, e ambienti legati alla nostra Regione, con lo scopo di valorizzare il territorio pugliese e gli uomini che lo onorano con il loro impegno in vari settori lavorativi.
Sarebbe questo il miglior ricoscimento del valore di un suo carissimo figlio da parte dell’Amministrazione comunale di Gioia, nel 150° anniversario della nascita di Ricciotto Canudo, evento che ricorre nel 2027.
I due sopra nominati Festival sarebbero il giusto riconoscimento all’operosità di illustri uomini di Gioia del Colle, che hanno lasciato un’impronta indelebile nel campo della Cultura e dell’Arte, patrimonio da tramandare alle generazioni presente e future.
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25 Agosto 2026


