Il prof. Orazio Masi

26 Marzo 2026 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

Il professor Orazio Masi

Il 10 febbraio 2009 veniva a mancare il prof. Orazio Masi. Se fosse stato ancora in vita il 6 maggio egli avrebbe compiuto 102 anni; infatti è nato a Gioia il 6 maggio 1924 ed è vissuto nel nostro paese per l’intera sua vita.

Il palazzo ad angolo tra via Cairoli e via Mazzini, confinante con quello che fu il caseificio di Dego Milano, è stato il suo rifugio domestico e la sede del suo nucleo familiare, che comprendeva la moglie Boscia, il figlio Giovanni e la figlia Maria Teresa.

Gran parte della sua vita l’ha trascorsa dapprima sui banchi di scuola e dell’Università e successivamente negli istituti scolastici, dapprima come docente e successivamente come Dirigente scolastico o, come si diceva un tempo, Preside.

Dopo aver frequentato la scuola elementare Mazzini negli anni 1930-35 si iscrive alla Scuola secondaria di avviamento, sezione Agraria di Gioia. Dopo aver terminato quel ciclo di studi negli anni 1937-38 frequenta la Scuola secondaria di avviamento Industriale di Acquaviva delle Fonti.

Sin da allora, appassionato di studi classici, pensa di iscriversi al Liceo Ginnasio e non potendo accedervi perché non in possesso della licenza di Scuola media, nel 1938 si prepara per sostenere gli esami da privatista per l’iscrizione alla classe quarta ginnasiale. Continua la Lettura

Il professor Leonardo Sebastio

24 Marzo 2026 Autore:  
Categorie: Scuola

Il Prof. Dino Sebastio

In occasione del centenario della fondazione dell’Università degli Studi di Bari (1925-2025) in un articolo pubblicato su questo sito accennavo al contributo che alcuni docenti gioiesi hanno dato per lo sviluppo dell’ateneo barese e per la formazione di numerosi universitari.

Tra questi ve n’è uno che, pur non essendo originario di Gioia, possiamo considerare cittadino onorario del nostro Comune non solo per aver sposato una professoressa di Gioia, ma anche perché da più di 50 anni, cioè ben oltre la metà della sua vita l’ha trascorsa nel nostro paese.

Quest’anno compie 80 anni, anche se, pur in presenza di alcuni acciacchi, non li dimostra affatto; probabilmente lo studio e l’amore per la cultura sortiscono l’effetto di tener ben allenata la mente e di ritardare l’invecchiamento fisico e soprattutto cerebrale!

Leonardo Nunzio Sebastio, infatti, è nato a Taranto il 24/03/1946, familiarmente noto a Gioia  come Dino.

Dopo aver completato gli studi superiori ha frequentato l’Università e ha conseguito la laurea in Lettere. Continua la Lettura

Gioia del Colle al BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival 2026

Brochure del BIF&ST, Bari Internatioal & TV Festival 2026

Il 21 marzo 2026 si è aperta la 17^ edizione del BIF&STBari International Film&Tv Festival, momento che ha visto Gioia del Colle protagonista nella giornata inaugurale.

Infatti l’attuale edizione si è aperta con il “Concorso cortometraggi Sarò breve”, che ha visto tra la proiezione di dieci “corto” anche quello “Dear Silvestro” dedicato a Silvester Stallone.

L’idea del corto risale ad alcuni anni fa, ancor prima che Silvester Stallone venisse a Gioia nel settembre del 2023, quando il sig. Luca Pastore prese a cuore l’idea di produrre un corto su Silvester Stallone, su suo nonno e sulle sue origini gioiesi.

Dopo un contatto telefonico con il sig. Luca Pastore, che aveva letto un mio articolo su Silvester Stallone, pubblicato su questo sito il 4 maggio 2020, https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=stallone, con il quale mi chiedeva ulteriori notizie sulla famiglia Stallone e Gioia, lui  rinforzò il proposito di realizzare una pellicola che portasse alla luce le origini del famoso attore americano.

Con l’aiuto dello sceneggiatore barese sig. Nicola Roppo, che si avvalse della collaborazione di Rosanna Monetta e di Dario Bischofberger (all’epoca, 2019, tutti e tre studenti di sceneggiatura  con docente il regista Stefano Reali all’Accademia Mediterranea del Cinema-Amarcord, sita a  Bari, diretta dalla direttrice del doppiaggio Tiziana Lattuca) elaborò la sceneggiatura del corto  e affidò la sua realizzazione al regista pugliese Nico Cirasola, morto il 3 aprile 2023. Continua la Lettura

L’Università a Gioia del Colle

20 Marzo 2026 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

L’Arma dell’Universitas Ioe

Su un bassorilievo murato nel palazzo municipale di Gioia, ex Convento dei Padri Domenicani, ubicato in Piazza Margherita di Savoia, si legge: UNIVERSITAS IOE, Arma Ioe anno 1480.

Ai meno addetti ai lavori, anzi a coloro che non hanno cognizione della lingua latina, quell’iscrizione potrebbe far pensare che a Gioia del Colle fosse presente una Università sin da 1480.

In realtà l’iscrizione non parla della istituzione di una Università, ma allude alla presenza della comunità (cioè di una università, un universo, un insieme di cittadini) che abitava il Comune di Gioia, che a quella data aveva un suo stemma e un suo ordinamento come Comune.

Sembra invece probabile la presenza a Gioia di una Schola scriptoria nel 1200, in pieno periodo federiciano. Continua la Lettura

Il professor Donato Boscia

Il prof. Donato Boscia al lavoro in un un uliveto

Il prof. Donato Boscia (22/05/1957), attualmente in pensione, è un fitopatologo con oltre 300 pubblicazioni al suo attivo.

Il professor Donato Boscia, direttore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr, ha ricevuto una menzione per aver continuato a studiare e combattere la Xylella “nonostante i procedimenti legali e una campagna  diffamatoria”.

Il nome di Boscia era stato proposto dall’Accademia Nazionale dei Lincei insieme a quello di Giovanni Martelli, professore di patologia  vegetale all’Università di Bari, purtroppo scomparso nel 2020. I due scienziati erano stati i primi nel 2013 a identificare nella Xylella l’origine della malattia che aveva colpito gli ulivi pugliesi, ma dopo aver dato l’allerta erano finiti al centro di un acceso dibattito pubblico, venendo accusati di aver favorito la disseminazione della malattia.

Il dott. Boscia, infatti, è stato anche coinvolto in un’inchiesta della Procura di Lecce, poi archiviata.
La vicenda ha colpito la giuria del premio Maddox, che dopo aver vagliato più di cento candidature provenienti da 34 Paesi, ha deciso di assegnare il riconoscimento, nato da un’ iniziativa congiunta dell’organizzazione benefica ‘Sense about Science’ e della rivista Nature, allo scienziato gioiese per il suo l’impegno nella difesa del metodo scientifico contro pregiudizi e ostilità del pubblico. Continua la Lettura

Un altro settore del Museo del dott. Santoiemma: i mulini

Un frantoio nel Museo della Civiltà Contadina di Gioia del Colle

Una delle attività tipiche o meglio delle vocazioni del territorio di Gioia del Colle è quella legata alla fiorente agricoltura, a partire dalla coltivazione del grano fino al completamento di tutta la filiera ad essa collegata.

Proprio per questa sua peculiarità e per l’abbondanza di cereali che si coltivavano e si producevano, nel 1882 erano presenti a Gioia 14 impianti molitori, tre dei quali erano ubicati sulla via per Santeramo, ai quali nei primi anni del secolo successivo se ne aggiunsero due più moderni con mulini a vapore della famiglia Pagano e quello della famiglia Nettis.

Dalla fine dell’Ottocento, per arrivare fino ai nostri giorni, Gioia ha avuto inoltre una serie di pastifici che hanno lavorato il grano producendo varie trafile di pasta.

Ancora oggi a Gioia nella zona artigianale di Gioia operano alcun pastifici che esportano i loro prodotti anche all’estero: Pastificio Marella, Pastificio Svevo, Pastificio Del Colle. Continua la Lettura

Uno dei settori del Museo del dott. Santoiemma: quello caseario

Il dott. Vito Santoiemma nel suo Museo durante un’intervista

Il dott. Vito Santoiemma, gioiese, veterinario in pensione, da oltre 30 anni si dedica al recupero di beni e strumenti legati alla  civiltà contadina, e non solo, comunale di Gioia del Colle, anzi a quella  sovraregionale, riuscendo a collezionare pezzi unici e rari che raccontano a noi uomini del XXI secolo la storia e l’evoluzione delle attività tipiche della nostra terra.

Veramente meritoria è la sua opera di recupero di una varietà di materiali (nel tentativo di strapparli alla distruzione operata dal tempo e per tramandare ai posteri l’operosità e l’ingegno dei nostri antenati) finalizzati ad allievare la fatica dei lavoratori e a perfezionare gli attrezzi con nuovi ritrovati frutto di ricerche e miglioramenti tecnici, da volerli mettere a disposizione della collettività ed esporli in un Museo, inteso non in senso statico da ammirare soltanto e restare sbalorditi dalla bellezza, ricchezza e quantità di oggetti recuperati, ma anche e soprattutto in senso dinamico, interattivo, con attrezzature rese funzionanti, collezione che a buon diritto potremmo definire Museo etnografico dell’area del Mediterraneo.

Infatti gli oggetti esposti non sono solo appartenenti al nostro territorio e alla nostra storia locale, ma sono stati frutto e patrimonio, e quindi utilizzati, in tutta l’area dei paesi che si affacciano sul mare Mediterraneo, materiali che hanno contribuito allo sviluppo e all’affermazione della Dieta mediterranea, iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO il 16 novembre 2010,  Dieta riconosciuta non solo come regime alimentare, ma come un intero stile di vita che include competenze, pratiche, riti e tradizioni (agricoltura, pesca, conservazione, cucina, condivisione). Continua la Lettura

Sabato Viaggi a Gioia

Vito Leonardo Sabato

Tra le numerose eccellenze del passato e che ancora oggi il nostro Comune annovera, va ricordata l’attività avviata con passione e instancabile laboriosità dalla famiglia Sabato.

115 anni fa nasceva a Gioia Vito Leonardo Sabato (10 giugno 1911 -16 marzo 2000).

Figlio di Michele e Rosa Surico fu il precursore dei trasporti locali e regionali. Ereditò dal padre Michele un’attività iniziata alla fine dell’Ottocento con sede in via Mastandrea. Agli inizi questa attività era condotta soltanto da 3 unità lavorative che gestivano un trasporto con calessi, diligenze e landeaux nei paesi della Puglia e fino a Napoli.

I principali utenti di questo servizio erano i giovani studenti che frequentavano le Università partenopee e la nobiltà del tempo che partecipava alla vita mondana nella capitale del Regno, soprattutto seguendo spettacoli musicali e teatrali.

Ingegnoso e creativo, Michele Sabato aveva sempre pensato in grande, a tal punto che ebbe l’idea di trasformare una sua proprietà di dieci ettari di terreno, ubicati di fronte all’aeroporto militare, in aeroporto civile. Continua la Lettura

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