La Piazza ottocentesca di Gioia del Colle

Febbraio 10, 2021 by  
Filed under Gioia Nota, Storia

Anni ’50. Piazza Plebiscito vista dall’alto

Risale all’Ottocento l’ampliamento del paese al di là delle mura cittadine, che circondavano il Centro storico di Gioia.

Nella zona posta a sud del paese era presente un Largo o Spiazzo comunemente chiamato di San Francesco per la presenza del Convento e della Chiesa intitolata al Santo di Assisi, che i nostri avi ricordano essere stato utilizzato per la coltivazione della vite, mentre altri terreni di pertinenza della Chiesa o di privati erano giardini coltivati.

Lo spiazzo era stato successivamente denominato monterrone, per il deposito di rifiuti che ne avevano rialzato il livello formando un monticello.

La Piazza ha una forma trapezoidale con la base più piccola rivolta a sud, a confine con il complesso conventuale di San Francesco. Read more

L’antica Piazza di Gioia

Febbraio 8, 2021 by  
Filed under Storia, Territorio & Ambiente

Piazza Plebiscito con il Mercato Coperto e le bancarelle del mercato

Storicamente la piazza è uno spazio pubblico considerato come centro di convergenza, anzi il baricentro di una località, non solo dal punto di vista urbanistico, ma anche economico, sociale, funzionale e rituale.

La Piazza di una città in passato, come al presente, costituiva il punto centrale di una città, il cuore della presenza di istituzioni pubbliche civili e religiose, un luogo di riunioni, di spettacoli, di comizi, di cerimonie religiose, sede del mercato, luogo di scambio di attività commerciali e di offerte di prestazioni lavorative, di annunci rivolti ai cittadini. Per questo motivo nella Piazza erano presenti edifici civili, come la sede comunale e la torre con l’orologio ed edifici religiosi, come la Chiesa.

Al tempo dei Romani la Piazza era chiamata ‘Foro’, uno spazio aperto in cui si svolgeva la maggior parte delle attività politiche, amministrative ed economiche. Read more

Ricoveri antiaerei

Gennaio 12, 2010 by  
Filed under Storia

Durante la seconda guerra  mondiale Gioia era considerata un obiettivo sensibile, un  luogo di notevole importanza Ricoveristrategica, in quanto era un importante snodo stradale ( diramazioni per Taranto, Bari. Matera, Brindisi )  e ferroviario ( collegamenti con Bari, Taranto, Foggia, Matera ) ed anche sede di un aeroporto militare ( o meglio, come allora veniva chiamato, Campo di Aviazione ). 

Dal primo Campo di Aviazione  la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1917 partirono 15 biplani con piloti italiani che seguirono Gabriele D'Annunzio  nell'eroica impresa del bombardamento e della distruzione della flotta nemica  nelle Bocche di Cattaro. Nel 1940, dopo essere stato ampliato il Campo prende la denominazione di Regio Aeroporto Militare.

Era quindi naturale che Gioia potesse subire bombardamenti aerei e che alla popolazione gioiese fosse data  l'opportunità di proteggersi da tali evenienze. In effetti bombardamenti aerei  furono effettuati su Gioia ed ebbero come obiettivi il Campo d'aviazione, la stazione ferroviaria e il cavalcaferrovia, che subirono gravi danni.

Per impedire stragi di civili inermi fu decisa la costruzione di ricoveri antiaerei,  l'acquisto di maschere antigas, la posa in opera e in funzione  di una sirena di allarme sulla torre dell'orologio in Piazza Plebiscito e l'oscuramento serale e notturno con lampade azzurrate, schermate da  cappellotti metallici.

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Piazza del Plebiscito o Plebiscito

Ottobre 21, 2009 by  
Filed under Gioia Nota, Storia, Turismo

Piazza PlebiscitoDopo aver constatato che Gioia aveva raggiunto gli 11.000 abitanti, il Decurionato nella seduta del 6 giugno 1824 ritiene che sia giusta  l'esigenza di costruire una piazza.

Gioia a quell'epoca aveva dei luoghi aperti, utilizzati per diverse finalità. Vi erano degli spiazzi che erano frequentati  nelle ore pomeridiane dai braccianti in cerca di lavoro, poichè lì incontravano i signori in cerca di manodopera per  le loro terre; vi erano degli spazi ampi, in cui si svolgevano le fiere e i mercati. Quelli più antichi erano situati di fronte alla Chiesa di San Francesco, di fronte al Castello normanno-svevo e alla periferia del paese, in direzione est verso Noci. In questi casi non si può parlare di una vera e propria piazza, essendo, quelli, luoghi privi di cura e di regolare manutenzione; spesso erano zone di accumulo  e di depositi vari e, quindi, anche in rilevato rispetto al livello della strade adiacenti. 

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La Piazza Coperta ( Mercato Coperto )

Luglio 14, 2008 by  
Filed under Gioia Nota, Storia

Mercato CopertoSembra l’inizio di una fiaba, ma è la narrazione documentata e… finita male, di un pezzo della nostra storia che si è irrimediabilmente perduto.

Nel 1859 il Decurionato di Gioia aveva rigettato la domanda di un proprietario, che voleva acquistare un suolo su cui doveva sorgere il Mercato ( Piazza Palombella, per l’appunto ), per costruirvi un fabbricato, poiché alcuni cittadini volevano che quel suolo rimanesse adibito a Piazza.

Correva l’anno 1868, quando nel Consiglio comunale di Gioia si parlò di costruire una Piazza Coperta e un Teatro.

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La Torre dell’Orologio

Aprile 14, 2008 by  
Filed under Storia

Torre dell'OrologioAll'indomani dell'Unità d'Italia Gioia aveva già un orologio pubblico. Nel novembre del 1861 il Sindaco, Donatantonio Taranto propone la costruzione di un nuovo orologio pubblico sull'ex Convento dei Domenicani, allora sede del Municipio, perché quello esistente era meschino  e per giunta a settembre era stato messo fuori uso da un fulmine.

Il primo aprile 1878 il Comune decide l'abbattimento della vecchia torre dell'orologio, sita alla strada del Duomo,  per scopo di pubblica utilità  cioè per allineare la piazza  e per abbellimento del paese.

Nel 1883 il Consiglio Comunale approva l'impianto sull'ex Convento di S. Francesco di un nuovo orologio dando mandato alla Giunta per il suo acquisto e la successiva collocazione.

Tale  decisione scaturiva dal fatto che l'orologio esistente ( che si trovava in Via Duomo, successivamente chiamata via Principe Amedeo) non riusciva a soddisfare i bisogni del pubblico, a causa dello sviluppo edilizio della città e quello sistemato sull'ex  Convento di San Domenico era in posizione decentrata rispetto al paese.

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