La ‘fanòve’ a Gioia del Colle

La fanòve a Gioia del Colle, mentre arde

Una delle tappe più importanti per l’umanità è stata sicuramente la scoperta del fuoco.

Proprio per l’importanza che questa scoperta ha rivestito per l’umanità e per i benefici che ha apportato nella vita degli uomini, nell’antichità fiorirono numerosi miti sul fuoco, inteso come elemento riservato esclusivamente agli dei.

A testimonianza di questa esclusività divina circa l’utilizzo del fuoco ci soccorre il mito maggiormente conosciuto, che il poeta greco Esiodo (VIII-VII secolo a.C.) ci ha tramandato: quello di Prometeo.

Uno dei Titani, Prometeo, che non partecipò alla sommossa ordita contro Giove, ma voleva bene agli uomini, nel vedere la loro condizione misera pensò: Voglio aiutare gli uomini. Voglio che la loro vita diventi meno selvaggia, che essi imparino a difendersi dalle tigri e dai cinghiali, che coltivino la terra, lavorino i metalli, si nutrano di cibi caldi e arrostiti e non di sanguinanti e crudi resti di animali. Voglio donare all’uomo il fuoco!  

Prometeo, pur sapendo che questo suo desiderio era contrario a quello di Giove e che un tale dono fatto agli uomini avrebbe causato la sua rovina, decise di sfidare l’ira del capo degli dei. Mentre gli dei stavano banchettando felici sul monte Olimpo, Prometeo entrò nelle fucine del dio Vulcano e gli offrì da bere del vino mescolato con molto succo di rossi papaveri dicendo: Sono venuto a portarti quest’anfora di vino etnèo. Bevi, fabbro laborioso, questo ti darà più forza che il tuo nèttare! Approfittando del torpore in cui era caduto Vulcano e del fatto che il fuoco era rimasto incustodito, Prometeo, raccolse alcuni tizzoni scintillanti in un bastone cavo che lo stesso Vulcano gli aveva donato e portò il fuoco agli uomini sulla terra, gridando: Vi porto il fuoco! Vi porto la vita, la civiltà, la gioia! Il tonante Giove udì le urla di vittoria e scattò: Il temerario che ha donato agli uomini il fuoco deve essere punito. E così lo sfortunato Prometeo fu punito. Continua la Lettura

Le sagre dello zampino e della mozzarella a Gioia

La sagra dello zampino in Piazza Plebiscito

LA SAGRA DEL FORNELLO E DELLO ZAMPINO

Fino alla fine degli anni ’70 Piazza Plebiscito durante il periodo estivo si animava perché vi si svolgevano due sagre, legate alla produzione di due specialità tipiche di Gioia del Colle: lo zampino e la mozzarella.

Alcuni macellai gioiesi nel mese di settembre si davano appuntamento in Piazza Plebiscito ed allestivano dei fornelli mobili in cui cuocevano sulla brace spiedi di zampini preparati secondo la tradizionale ricetta gioiese. Lo zampino è una sottile salsiccia composta di pezzi di circa dieci centimetri di lunghezza ciascuno, insaccati in un budello naturale. Sembra che venisse preparato, per essere consumato dai signori che abitavano nelle masserie, già dal ‘700 e costituiva un piatto di mezzo tra il primo e il secondo, quasi che quella pietanza volesse metterci lo ‘zampino’ tra i due piatti, per cui, secondo alcuni, da questa particolarità e utilizzo si spiegherebbe tale denominazione. Continua la Lettura

Il Catasto onciario di Gioia del Colle del 1750

21 Novembre 2020 Autore:  
Categorie: Storia

Archivio di Stato di Napoli. Sala del Catasto onciario.

Nella Biblioteca comunale di Gioia del Colle è possibile consultare una copia del Catasto Onciario del Comune, compilato nel 1750, composto di tre volumi. L’Assessorato alla Cultura di Gioia, per venire incontro alle numerose richieste da parte di numerosi studiosi locali, con determinazione del 16 maggio 2002, ha provveduto a stanziare la somma di € 333,63 per l’acquisizione di una copia del Catasto, il cui cui originale è presente nell’Archivio di Stato di Napoli.

Il Catasto onciario di Gioia del Colle risale al settembre del 1750 e i tre volumi che lo compongono complessivamente constano di 658 fogli.

La riforma per un riordino fiscale del Regno di Napoli, voluta da Carlo III di Borbone nel 1741, su proposta del ministro Bernardo Tanucci, era fondata sulla formazione del Catasto onciario. Continua la Lettura

La mozzarella di Gioia del Colle è DOP

Audizione per riconoscimento DOP Mozzarella di Gioia del Colle

È di questi giorni la notizia che la mozzarella di latte vaccino di Gioia del Colle ha ottenuto la DOP (Denominazione di Origine Protetta) con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea.

Il percorso per raggiungere questo prestigioso traguardo è stato molto travagliato, in quanto è stato avviato circa dieci anni fa.

La richiesta, però, è stata formalizzata nel mese di agosto del 2017. Un primo ostacolo nel raggiungimento dell’obiettivo è stato posto dal Consorzio produzione mozzarella di bufala campana, che si opponeva alla denominazione di mozzarella per il prodotto caseario di Gioia del Colle, marchio già utilizzato da quel Consorzio. Continua la Lettura

I manufatti dell’archeologia industriale di Gioia del Colle

 

1903. Panorama di Gioia e della zona industriale, dalla via per Santeramo

Affermare che Gioia, come recitano i cartelli stradali posti agli ingressi del paese, sia solo una città federiciana, connotata dalla produzione del vino primitivo e della mozzarella, è sicuramente molto riduttivo e non rende giustizia alla storia e alle nostre tradizioni locali. Infatti degne di memoria sono altre caratteristiche salienti del nostro Comune, che si identifica anche come città che vanta una delle più premiate Bande musicali e come sede, in un passato non molto lontano, di numerosi insediamenti industriali, legati ad altrettante attività cui è vocato il territorio gioiese. Continua la Lettura

Halloween

1 Novembre 2020 Autore:  
Categorie: Senza categoria

Halloween

Da qualche lustro anche a Gioia la sera tra il 31ottobre e l’1 novembre di ogni anno si è soliti festeggiare Halloween, parola che deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi.

È una festa popolare di origine celtica, oggi tipica degli Stati Uniti e del Canada, che si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre con scherzi e travestimenti un po’ macabri, portando in processione zucche intagliate e illuminate all’interno.

Le prime testimonianze della festa americana di Halloween in Italia si fanno risalire agli anni ’60, dalle traduzioni dei fumetti provenienti d’oltre oceano (il più importante I Peanuts).
La diffusione di Halloween in Italia è iniziata intorno alla metà degli anni ’90, dapprima con l’omonimo film horror di John Carpenter, ma soprattutto con le serie TV, fumetti, giochi e film per adolescenti. Continua la Lettura

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.