Umberto Colapinto, detto Cuber

Umberto Colapinto, detto Cuber

Umberto Colapinto nasce a Gioia del Colle nel 1948. Il papà ha svolto il compito di vigile urbano in servizio presso il Comune di Gioia.

Non nasce come pittore-artista, avendo lavorato come macchinista nelle Ferrovie dello Stato, ma questa sua passione scoppia poco più che ventiseienne in seguito ai numerosi viaggi che effettua, durante i quali resta colpito dalla bellezza e dalla varietà dei colori dei diversi paesaggi e, forse, anche per una analogia con l’arte pittorica, come riscontriamo nella seconda parte del suo cognome: pinto.

Infatti inizia la sua produzione dipingendo sulla tela i paesaggi e alcuni aspetti della natura che attirano il suo sguardo e lo incuriosiscono e li riproduce copiandoli.

Quando giunge a maturazione, però, abbandona questo percorso e ciò che lo preoccupa non è più la precisione della riproduzione, la perfezione tecnica, come quella di una macchina fotografica che immortala un paesaggio, perché l’arte, secondo lui, consiste nel saper dare profondità alle opere pittoriche, profondità ottenuta attraverso il sapiente utilizzo dei colori primari. Continua la Lettura

Via Filippo Ronco

23 Maggio 2021 Autore:  
Categorie: Storia

Via Filippo Ronco

C’è sempre una motivazione nella intitolazione di una strada cittadina, ma pochi sono a conoscenza del perché il nome di un personaggio sia stato inserito nella toponomastica locale.

Alla fine del secolo scorso la denominazione di alcune strade cittadine ha subito una modificazione.

In particolare una stradina parallela a corso Vittorio Emanuele II, tra il palazzo Cassano e Piazza Margherita di Savoia, compresa tra via Gioacchino Murat e via Giuseppe Massari, aveva la denominazione di Vico III Basile, un cognome che si ripeteva per ben tre volte nella toponomastica locale.

Qualcuno pensò di onorare un personaggio umile, ma legato alla storia e alle tradizioni della nostra terra, che ha lasciato un segno nel settore della musica e della cultura popolare. Continua la Lettura

22 Maggio: la festa liturgica di Santa Rita a Gioia del Colle

Altare con la statua di Santa Rita nella Chiesa di Sant’Angelo

Pur essendo una delle Sante più venerate non solo in Italia, ma in tutto il mondo cattolico, Santa Rita (1381-1457)  ha avuto un lungo percorso verso la santificazione. Infatti Santa Rita da Cascia  venne beatificata da Papa Urbano VIII nel 1627, ben 180 anni dopo la morte, e canonizzata da Papa Leone XIII nel 1900, a 443 anni dalla sua morte.

Per seguire il volere dei genitori si sposò, pur manifestando sin da piccola il desiderio di consacrarsi a Dio, fu costretta a sposarsi e dal matrimonio ebbe due figli.

Nel Martirologio Romano troviamo scritto: Santa Rita, religiosa, che, sposata con un uomo violento, sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti, riconciliandolo infine con Dio; in seguito, rimasta priva del marito e dei  figli, entrò nel monastero dell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia in Umbria, offrendo a tutti un sublime esempio di pazienza e di compunzione.

Visse nel monastero per quaranta anni. Il suo corpo è conservato e venerato nel santuario di Cascia, che è meta di numerosi pellegrinaggi.

Santa Rita viene considerata la patrona delle donne maritate infelicemente e dei casi disperati, infatti ha il titolo di “santa dei casi impossibili”, cioè di quei casi clinici o di vita, per cui non ci sono più speranze e che con la sua intercessione, molte volte si sono risolti positivamente per l’intercessione miracolosa della Santa. Continua la Lettura

San Michele Arcangelo 29 settembre -8 maggio

8 Maggio 2021 Autore:  
Categorie: Storia

Statua di San Michele Arcangelo , nella Chiesa di Sant’Angelo

Il culto di San Miche Arcangelo a Gioia risale a tempi antichi. Nel Centro storico di Gioia è ubicata la Chiesa di Sant’Angelo.

L’esistenza di una Chiesa di Sant’Angelo è attestata per la prima volta  in un documento del 1087, in cui si dice che in quell’anno il duca normanno Ruggero d’Altavilla  concede all’Arcivescovo di Bari, Ursone, delle proprietà a Monte Sannace, comprendenti terre ed orticelli che sono presso la chiesa di Sant’Angelo (concedimus  ecclesiam Sancti Angeli que sita est in monte Ioannacii cum omnibus orti set orticellis suis qui sunt iuxta ipsam ecclesiam et vadit per viam qua itur Ioam). Si tratta di una chiesa che testimonia la venerazione per questo Santo, ma  che non nulla a che vedere con l’attuale chiesa di Sant’Angelo.

Da alcuni documenti normanni del XII secolo apprendiamo che intorno al 1170 l’abate Arivie avrebbe fatto costruire a sue spese, nei pressi del castello, una chiesa dedicata a santo Stefano. In un successivo periodo questa veniva chiamata chiesa “di San Giovanni”.

Il Carano Donvito sostiene che la chiesa di Sant’Angelo era nota come Santa Maria di Costantinopoli. La Chiesa di  Santa Maria di Costantinopoli, a detta di Padre Bonaventura da Lama, fu inizialmente dedicata a San Giovanni e, più tardi, dal nome di Santa Maria di Costantinopoli passò al nome attuale di Sant’Angelo, forse per non confonderla con l’altra Chiesa di S Maria di Costantinopoli (oggi S. Andrea). Con l’abolizione definitiva del rito greco la chiesa viene solennemente riconsacrata e dedicata a S. Maria di Costantinopoli. Continua la Lettura

La Banda delle Fave Bianche

4 Maggio 2021 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

La Bassa Musica di Adelfia, simile a quella delle ‘Fave Bianche’ di Gioia

Sopravvive in alcuni paesi del circondario, in questa nostra società sempre più tecnologica e professionalizzata, un piccolo gruppo bandistico che non ha frequentato alcuna scuola musicale.

È la Banda delle Fave Bianche, nome attribuito forse anche perché ricorda l’elezione a Patrono di Gioia del Colle di San Filippo Neri, avvenuta con una votazione che prevedeva l’introduzione, in un’urna, delle fave bianche.

La banda suonava con grancassa, tamburo e ottavino.

Riferiscono fonti orali che la scelta del Patrono di Gioia, San Filippo neri, venne effettuata dai notabili del paese, che presero in considerazione una serie di candidati.

Alcuni di essi, per favorire una rigenerazione morale e religiosa di Gioia, pensarono di sponsorizzare San Filippo Neri, secondo Apostolo e Compatrono di Roma, figura di santità e di coerenza al messaggio evangelico, di nobili origini,  per il fatto di essere figura che, avendo contribuito notevolmente a riportare la Chiesa nell’alveo dei precetti cristiani e della fedeltà a Cristo, meglio di altri Santi poteva incarnare il modello di rinnovamento di Gioia e la rinascita morale ed umana della popolazione locale. Continua la Lettura

L’onomastico di San Filippo Neri

San Filippo Apostolo

Viene spontaneo chiedersi: Quando festeggiavano il loro onomastico i Santi mentre erano ancora in vita?

A differenza delle generazioni odierne, in passato era norma assegnare il nome ad un novo nato/a rifacendosi a quello dei nonni o comunque a quello di un Santo significativo, che proteggesse e accompagnasse il bambino/a nel percorso della sua vita terrena.

A San Filippo Neri fu imposto il nome del suo Avolo, Filippo. Nel ‘500 la festività di San Filippo era celebrata il 3 maggio, giorno in cui la Chiesa ricordava l’apostolo San Filippo.

Il 3 maggio a Gioia del Colle, fino a qualche anno fa, si celebrava la festa della Madonna della Croce o Madonna della lattuga, o Madonna del Vero Zelo, nome che fu mutuato dall’omonima contrada di Vero Zelo, luogo in cui era stata costruita una Chiesa rurale a Lei dedicata.

Su questa Chiesa è possibile leggere, su questo sito, l’articolo La Chiesa di Santa Maria della Croce o di Vero Zelo.

Di seguito riporto una ricerca storica del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli. Continua la Lettura

La Masseria Soria a Marzagaglia

La masseria di Cesare Soria, a Marzagaglia

A Sud di Gioia, a circa 5 Km dal paese, in contrada Marzagaglia, sulla provinciale per Castellaneta, è ubicata una masseria di proprietà di Cesare Soria.

Come ricorda Guido Malcangi in una monografia sui Soria, La discendenza dei Soria di Puglia prende le mosse da Donato Antonio Soria, fratello di Diego senior, che, trasferendosi a Gioia del Colle, prese dimora nell’avito palazzo cinquecentesco sito dietro la chiesa di S. Francesco, verso la fine del Cinquecento. Donato Antonio ebbe tre figli: Francesco, che, nel 1799 fu al seguito del reazionario cardinale Ruffo, Pasquale e Cesare, in lotta con lui, per i loro principi liberali.

Il casato dei Soria si attestò a Gioia proprio con i fratelli Pasquale e Cesare, eminenti avvocati, verso la fine del secolo XVIII. Cesare morì a Trani nel 1839.

Di Cesare Soria si diceva che filava, per mettere in evidenza le sue qualità di profondo ed acuto ragionatore che dalle più riposte ragioni della filosofia e del diritto antico traeva gli argomenti favorevoli alle sue cause. Continua la Lettura

La festa di San Giuseppe Lavoratore a Gioia del Colle. 1 Maggio

L’arciprete don Di Maggio in processione, a cavallo, a Montursi durante la cavalcata del 1° maggio

Su questo argomento, che riproponiamo nel giorno del tradizionale festeggiamento del giorno 1 maggio, anche quest’anno soppresso a causa della pandemia, si possono visionare, sempre su questo sito, i seguenti articoli:

-La Chiesa di San Giuseppe Lavoratore e il Parco di Montursi

-La festa di San Giuseppe Lavoratore

-La festa del 1° maggio a Montursi.

Di seguito riporto una ulteriore ricerca storica del nostro concittadini, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

La festa di San Giuseppe Lavoratore a Gioia del Colle. 1 Maggio.

La seconda memoria liturgica dedicata a San Giuseppe, sotto il titolo di Lavoratore, fu istituita ilL’Arciprete Primo Maggio del 1955, da Papa Pio XII, per dare un valore e senso religioso e cristiano alla Festa laica internazionale del Lavoro.

Questa memoria trae la sua origine dalla Festa del Patrocinio Universale della Chiesa conferito a San Giuseppe e fissata da Papa Pio IX, alla terza Domenica dopo Pasqua. Continua la Lettura

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