Il culto della Madonna del Carmine a Gioia del Colle
Numerosi, oltre ai Patroni e Compatroni, Santa Sofia, San Filippo Neri e San Rocco, sono i Santi venerati a Gioia del Colle. Tra questi spicca la Madonna del Carmine. Tale affermazione è suffragata dalla presenza di numerose tele e statue che sono presenti in diverse chiese. Il culto per la Madonna di Santa Maria del […]

Il quadro dela Madonna del Monte Carmelo nella Chiesa Madre di Gioia
Numerosi, oltre ai Patroni e Compatroni, Santa Sofia, San Filippo Neri e San Rocco, sono i Santi venerati a Gioia del Colle. Tra questi spicca la Madonna del Carmine. Tale affermazione è suffragata dalla presenza di numerose tele e statue che sono presenti in diverse chiese.
Il culto per la Madonna di Santa Maria del Monte Carmelo è attestato dalla Sacra Visita che l’arcivescovo di Bari, mons. Ascanio Gesualdo, effettuò nella Chiesa Madre nel mese di novembre del 1623. In quella circostanza l’arcivescovo segnalò per la prima volta il nuovo altare di S. Maria del Monte Carmelo, che apparteneva alla famiglia Sforza e non presentava alcuna “menda”.
Nella Chiesa Madre, esattamente nel terzo arco di destra è presente, come si evince da una targa marmorea, un altare privilegiato quotidiano, dedicato alla Madonna del Carmelo, la cui Confraternita opera nella stessa Chiesa. Il dipinto, posizionato sull’altare, raffigura la Madonna con il Bambino tra le sue braccia sopra una nube, contornata da Angeli, che sovrasta alcune anime del Purgatorio che la invocano. La tela porta la firma del pittore romano Paolo Lanari e l’anno 1797.
Nella Chiesa è presente una statua in cartapesta della Vergine del Carmelo, risalente alla fine del 1800, che è stata restaurata.
Nella Chiesa, inoltre, ha sede la Confraternita della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, che fu costituita da un gruppo di 56 fedeli gioiesi nel 1881, istituzione che fu approvata ufficialmente dall’arcivescovo di Bari, mons. Francesco Pedicini, l’8 gennaio 1882.
Alla base del tamburo che sorregge la cupola della Chiesa Madre si può leggere la seguente iscrizione. Confraternitas Mariae Virginis de Monte Carmelo in laudem Matris Dei et hominum A.D. MCMXXXVIII, La Confraternita della Vergine Maria del Monte Carmelo a lode della Madre di Dio e degli uomini, l’Anno del Signore 1938.
Dipinti e statue della Madonna del Carmine sono presenti in altre Chiese di Gioia.

Il quadro della Madonna del Carmine presente nella chiesa di Santa Lucia
Nella chiesa di Santa Lucia è presente un quadro, realizzato in cartapesta, che raffigura la Madonna del Carmine che regge in braccio il Bambino Gesù.
Nella chiesa di San Francesco, nella cimasa del secondo altare di sinistra, è posizionata una piccola tela che raffigura la Madonna del Carmine. La Madonna, per l’assenza degli scapolari che solitamente nei dipinti stringe tra le mani, potrebbe far pensare che non sia quella del Carmine, ma per la presenza, sul lato destro del suo mantello, della stella cosiddetta del Carmelo, attributo tipico carmelitano, sfata ogni dubbio sull’appellativo di quella Madonna ed è segno che il culto della Madonna del Carmine è praticato anche nella chiesa di San Francesco. Tale culto è rafforzato anche dal fatto che il penultimo priore della Confraternita del Purgatorio, che opera nella chiesa di San Francesco, porta come nome di battesimo quello di Carmine.
Un’antica credenza, tramandata anche ai nostri giorni, vuole che il 16 luglio, giorno della festività della Madonna del Carmine debba essere dedicato alla devozione per la Madonna, tralasciando altri impegni, attività o svaghi. In effetti proprio in coincidenza di questa festività, giorno di ferie e di gite a mare, si verificavano annualmente alcuni annegamenti di bagnanti.
A seguito di qualche evento poco piacevole il popolino, quasi ad esprimere la propria incredulità e preoccupazione e ad esorcizzare la cattiva sorte, era solito utilizzare la seguente esclamazione in forma dialettale: Mamma mia del Carmine!
Di seguito riporto una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.
La festa di Maria Santissima del Monte Carmelo a Gioia del Colle. 16 Luglio.

Il dipinto della Madonna del Carmine nella chiesa di San Francesco a Gioia
La Madonna del Carmelo o Fiore del Carmelo, dall’ebraico “Karmel”, “Giardino”, viene titolata etimologicamente Madonna del Giardino o, meglio, la Madonna che regna tra i fori e la frutta.
Il Carmelo è un monte della Palestina che si protende sul Mar Mediterraneo formando un promontorio.
Nell’Antico Testamento si legge l’episodio del Profeta Elia il quale, pregando sul Monte Carmelo durante una disastrosa siccità che aveva colpito la Terra di Israele, vide in Cielo formarsi una nuvoletta che rapidamente s’ingrandì e si trasformò in pioggia benefica. Lo stesso Elia istituì sul Monte Carmelo un Ordine di monaci solitari che onorarono nella penitenza e nella preghiera la Madonna non ancora nata.
Ci fu una prosecuzione canonica in questo Ordine con San Simone Stok che, diventato generale dell’Ordine stesso, ottenne dal Papa l’approvazione della Regola Carmelitana.
Il 16 luglio del 1251 gli apparve la Madonna in veste di Nostra Signora del Carmelo che gli consegnò il prodigioso scapolare o abitino che avrebbe liberato dall’Inferno tutti coloro che l’avessero indossato e nella stessa data ricorre, ogni anno, la festa del Carmelo.
La devozione a Gioia del Colle per la Madonna del Carmine o forma latinizzata del nome Carmelo, risale agli inizi del 1600, quando nella Chiesa Madre fu eretta una cappella dedicata a Santa Maria del Monte Carmelo. Successivamente nella stessa Chiesa fu intitolato l’altare privilegiato quotidiano alla Madonna del Carmine, che fu impreziosito da una tela del pittore romano Paolo Lanari, datato 1797.
Comunque il culto della Vergine risale, presumibilmente, agli antichi e preesistenti riti propiziatori dedicati a Demetra e Naia, divinità pagane della fertilità della Terra, dell’abbondanza dei raccolti e della regolazione delle piogge estive.
La Madonna è stata sempre omaggiata e venerata nell’ambito rurale del nostro territorio: infatti ogni agricoltore sospendeva qualsiasi attività lavorativa nel giorno della festa e la sera appiccava il fuoco alle stoppie sotto la protezione di una immaginetta della Vergine.
Si racconta che tutti coloro che continuavano a lavorare nei campi nel giorno della festa della Madonna del Carmine subivano strani imprevisti o perfino incidenti, che facevano di fatto desistere da ogni attività lavorativa.
La Madonna veniva invocata per propiziare le pogge estive, scongiurando gli allagamenti e le violente tempeste.
Per la Sua potente intercessione la Madonna poteva salvare dall’Inferno i peccatori e condurre nel Paradiso le anime del Purgatorio.

La statua della Madonna del Carmine, presente nella Chiesa Madre
Lo stesso San Filippo Neri affermava che nel giorno della festa del Carmelo la Madonna, insieme agli Angeli, portava in Paradiso le Anime del Purgatorio o quelle dei peccatori pentiti.
A Gioia del Colle in occasione della festa carmelitana gli agricoltori abbellivano con ghirlande e festoni floreali le edicole votive dedicate alla Vergine, presenti nell’agro cittadino.
Fino al 1882 nella Chiesa Madre era officiante la Confraternita del Purgatorio che deteneva il Cappellone del Santissimo Sacramento, ora chiamato Cappella di Maria Bambina. La Congrega aveva lo scopo di suffragare, con l’intercessione della Madonna del Carmine, le Anime del Purgatorio.
Nel 1882 fu istituita la Confraternita di Santa Maria del Monte Carmelo. In occasione della festa liturgica e fino agli inizi del Novecento il priore della Confraternita porgeva lo “scapolare” alle autorità religiose e cittadine in segno di patrocinio, secondo un’antica usanza carmelitana, mentre le campane proprie della Madonna del Carmine e delle Anime Purganti salutavano l’inizio della processione.
Attualmente notevole è la devozione dei Gioiesi per la Madonna del Carmelo, che si manifesta con preghiere, suppliche, funzioni religiose, novenario e la tradizionale processione su carro trionfale, anticamente trainato a mano dai confratelli o anche da quattro cavalle.
Prima della realizzazione della statua in cartapesta leccese della scuola del Manzo, veniva portata in processione una statua lignea a manichino e più anticamente un quadro della Madonna, con il quale si benedivano i campi, la frutta e la verdura.
La processione partiva dalla Chiesa Madre e percorreva le vie dell’anello extra murario cittadino, con la benedizione ai quattro venti e prima di rientrare nella medesima Chiesa sostava ogni anno in una diversa zona rurale di Gioia del Colle, per garantire la diretta protezione della Madonna.
Il quadro e la statua mariana a manichino attualmente risultano introvabili.
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12 Agosto 2026


