Vico Iovia

Ci auguriamo che questo 2026 possa portare finalmente Gioia a fregiarsi del titolo di Città, titolo che merita per possedere appieno i requisiti previsti da  DL 267/2000: essere insigne per ricordi e monumenti storici e per l’attuale importanza, come ampiamente illustrato nella relazione dal sottoscritto allegata alla richiesta di attribuzione di detto titolo. Uno dei […]

Targa che denomina Vico Iovia

Ci auguriamo che questo 2026 possa portare finalmente Gioia a fregiarsi del titolo di Città, titolo che merita per possedere appieno i requisiti previsti da  DL 267/2000: essere insigne per ricordi e monumenti storici e per l’attuale importanza, come ampiamente illustrato nella relazione dal sottoscritto allegata alla richiesta di attribuzione di detto titolo.

Uno dei tanti requisiti elencati nella relazione riguarda  gli avvenimenti che videro Gioia come Comune capofila negli avvenimenti che sconvolsero il Regno delle Due Sicilie nel 1799 e che dettero l’avvio a un lungo processo che portò ad instaurare la democrazia nel Sud e nell’Italia intera, ad imitazione  del modello costituzionale francese.

Fino al 1898 la Piazza antistante il castello normanno-svevo di Gioia del Colle era chiamata Largo del Castello o Piazza Iovia.

Durante il Consiglio comunale del 24 novembre 1898 il Sindaco Presidente, sig. Giuseppe Taranto, tra le altre, avanzò le seguenti proposte:

1) Che in Piazza Jovia o Largo del Castello, pel giorno 12 febbraio 1899, se sia possibile, sorga un piccolo monumento in marmo, o in bronzo, con una lapide portante i nomi dei Del Re, Losito, Filippo Petrera, Silvio Bonavoglia e don Michele Petrera;

2) che detta Piazza prenda il nome di Piazza de’ Martiri del 1799, nel giorno del centenario;

Monumento ai Martiri del 14 febbraio 1799 nella Piazza dei Martiri del 1799, già PiazzaJovia o Largo del Castello

3) che il giorno 12 febbraio 1799 sia solennemente commemorato.

Poiché i primi due punti della suddetta deliberazione, in occasione della celebrazione del centenario delle dolorose vicende del 1799, trovarono realizzazione e il terzo, inspiegabilmente, non è stato attuato, in data 7 marzo 2019 il sottoscritto, insieme all’avv. Gennaro Losito, presentò una richiesta all’allora Commissario Prefettizio del Comune di Gioia, dott. Umberto Postiglione, affinché con opportuna delibera approvasse che il 14 febbraio di ogni anno, data precisa dell’eccidio dei Martiri gioiesi del 1799, fosse dichiarata festività civile comunale o come giornata del ricordo di quegli avvenimenti.

La data del 14 febbraio rettifica quella del 12 febbraio, come è confermata da manoscritti che l’avvocato Luciano Macario rinvenne casualmente in casa in alcuni scatoloni del proprio nonno, Filippo Petrera, documenti che si riferivano ai fatti verificatisi a Gioia nel febbraio 1799.

I consiglieri comunali nel 1898 non avevano certezza sulla data precisa di quegli eventi, ma si attenevano a tradizioni orali, in quanto i decreti emessi da Ferdinando IV e Francesco II nel 1803 e nel 1805 obbligavano i funzionari degli Archivi di Stato alla distruzione di atti processuali, giudiziari e di relazioni che si riferivano ai personaggi legati sia agli eventi eversivi del 1799 e a quelli successivi, sia alla successiva barbarica repressione da loro esercitata.

Una delle Porte dell’Imperatore, in Vico Iovia

Tale richiesta, accompagnata da copia della seduta consiliare del novembre 1898 e da una relazione esplicativa e giustificativa della richiesta, in data 2 luglio 2019 fu inoltrata dal neo sindaco di Gioia, avv. Giovanni Mastrangelo, al Prefetto di Bari.

Sono trascorsi 6 anni e mezzo da tale richiesta e, nonostante continui solleciti del sottoscritto, a tutt’oggi non si ha notizia circa l’avvio e la conclusione della proposta.

Il toponimo Iovia, forma che pare latinizzata, venne utilizzato da una ristretta cerchia di religiosi, come appare in un documento presente nell’archivio della Chiesa Madre di Gioia, risalente al 1640.

Non fu utilizzato nel parlare comune e quotidiano del popolo, ma soltanto in documenti, atti, epigrafi religiose. Infatti anche l’abate Francesco Paolo Losapio nel suo Quadro istorico-poetico sulle vicende di Gioia in Bari detta anche Livia, nel Canto primo dice: Canto di Giove la Cittade antica / Detta  Jovia in latino, e quindi Joya.

Il toponimo Iovia lo ritroviamo altresì in un vicolo nei pressi del Castello normanno-svevo.

Lo stemma della famiglia D’Andrano, in Vico Iovia n. 29

Vico Iovia, così denominato perché non è una  vera e propria Via, poiché stretta e percorribile esclusivamente a piedi, fa parte del primo nucleo abitato di Gioia del Colle, quello sorto intorno alle mura del Castello normanno-svevo, costruzione completata dall’imperatore Federico II, oltre a presentare alcune “Porte dell’Imperatore”, che ci riportano alla memoria il ricordo del Puer Apuliae, conserva al numero civico 29 una piccola scultura raffigurante lo stemma della famiglia D’Andrano, lo stesso stemma presente sull’Arco Cimone e sull’architrave delle finestre poste al di sopra di detto Arco.

Il toponimo registra la progressiva evoluzione del nome del nostro Comune dall’originario Ioa all’odierno Gioia del Colle, come è possibile verificare digitando il seguente link: https://www.gioiadelcolle.info/da-ioa-a-gioia-del-colle-attraverso-ihoia-jovia-gioja-gioia-dal-colle/.

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2 Gennaio 2026

  • Scuola di Politica

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