Ipogei cimiteriali a Gioia del Colle

2 Maggio 2022 Autore:  
Categorie: Storia

Cimitero dei colerosi

Prima che Napoleone Bonaparte nel 1804 emanasse l’editto di Saint-Cloud, con il quale si vietava, nei territori da lui governati, di seppellire i morti all’interno delle Chiese o nella zona antistante il sagrato delle stesse o addirittura in casa, anche a Gioia del Colle si era soliti seppellire i defunti all’interno delle mura cittadine.

La motivazione di tale editto era duplice: la prima era di carattere igienico-sanitario, che evitava di sovraffollare i pochi spazi utilizzati e la diffusione di olezzi e malattie e la seconda di carattere socio-politico, quello cioè di avere tombe uguali per tutti, in ossequio ad uno dei tre principi che avevano portato allo scoppio della Rivoluzione francese, quello dell’uguaglianza dei cittadini.

Dalle Sacre Visite che gli arcivescovi di Bari effettuarono alle Chiese di Gioia a partire dalla metà del Cinquecento veniamo a conoscenza dei luoghi utilizzati per le sepolture per i defunti gioiesi.

Dagli Ordini o Decreti della prima Visita effettuata nella Chiesa Madre di Gioia nel 1578, da parte dell’arcivescovo di Bari Antonio Puteo, veniamo a conoscenza Che dal muro vicino l’Altare di Santo Cataldo fra la Sacrestia, et il Choro si levano certe ossa di teste, et altri membri di mortj et si tenga più netto et quella finestra, ove si è visto dette ossa stare … Per la cappella di San Sebastiano, sempre nella Chiesa Madre, si ordina di livellare al pavimento della cappella la pietra sepolcrale, avverta il Visitatore, che tutte le sepolture ne’ luoghi, dove sono permesse stiano ben chiuse, accioche non esalino fetore, e habbiano i coperchi di pietra, che vadano al piano col pavimento. L’arcivescovo nota anche l’assenza di porte, ò cancelli all’ingresso del cimitero antistante la porta maggiore della Chiesa Madre, che permetteva agli animali di pascolare indisturbati sul luogo sacro e di calpestare le umili tombe. Continua la Lettura

Carabinieri e Pubblica Sicurezza a Gioia del Colle

18 Aprile 2022 Autore:  
Categorie: Storia

Ingresso Stazione e Compagnia dei Carabinieri

Gioia del Colle, essendo stato in passato uno dei paesi più popolati del circondario, ha avuto nel suo territorio la presenza di numerosi uffici pubblici, tra i quali quelli che svolgevano la funzione di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Uno dei primi gruppi di addetti alla sicurezza di ogni Comune era costituito dalle Guardie Nazionali.

La costituzione delle Guardie Nazionali, un Corpo armato istituito per la sicurezza e l’ordine pubblico, risale nel Napoletano al 1806; fu voluta dalla borghesia napoletana per contrastare la reazione borbonica dei “lazzari” contro il governo napoleonico. Il re Ferdinando II gli dette un nuovo ordinamento nel 1833, permettendo l’arruolamento a uomini di età compresa tra 21 e 50 anni, purché di comprovata fede monarchica. Inizialmente era denominata Guardia Civica. Nel Decennio francese prese nome di Milizia Civile e Guardia di Sicurezza, mentre nel 1833 Guardia di Sicurezza Interna. Sembrerebbe che fu soppressa nel 1848 e ricostituita nel 1860 col nome di Guardia Nazionale dal gioiese Giuseppe Del Re, ministro dell’Interno e di Polizia, su consiglio di un vecchio generale borbonico, il ministro Liborio Romano, con il compito di mantenimento dell’ordine pubblico.

Durante il periodo del governo borbonico anche a Gioia era presente la Guardia Nazionale, un Corpo armato istituito per la sicurezza del paese. Continua la Lettura

Gioiadelcolle.info compie 15 anni

Home page del sito gioiadelcolle.info

A marzo del 2007 prendeva vita il blog gioiadelcolle.info, con lo scopo di dare informazioni su fatti, personaggi, tradizioni, monumenti e manifestazioni relativi a Gioia del Colle, un misto tra un  quotidiano on line e una palestra frequentata da persone che mettessero a disposizione le proprie conoscenze per offrirle a coloro che frequentassero il sito con la voglia non solo di offrirle agli altri con i loro articoli, ma anche apprendere da altri nuove conoscenze, avendo ferma la convinzione che, come diceva Socrate “più studio e leggo e più mi accorgo di non sapere niente”.

La home page del blog presenta, oltre al titolo del sito, la scritta “Il portale della comunità gioiese” e cinque immagini che costituiscono gli elementi caratteristici del nostro paese: gli scavi  che, dal primo ventennio del Novecento, sono stati effettuati all’interno del Parco Archeologico di Monte Sannace, primo nucleo abitato nell’area di Gioia, il Castello normanno-svevo, il Mercato coperto con la Cassa armonica in Piazza Plebiscito, a ricordo del  glorioso e pluripremiato Concerto Musicale di Gioia del Colle, la mozzarella DOP di Gioia del Colle e il vino Primitivo DOC di Gioia del Colle: si tratta di cinque eccellenze del nostro territorio, che proiettano il nostro paese, Gioia, a livello internazionale. Continua la Lettura

L’U.T.E. di Gioia del Colle compie 20 anni

Brochure di istituzione del Progetto Pilota Università della III Età e del tempo libero

Il 2022 segna una data importante per l’Università della Terza Età e del Tempo Libero di Gioia del Colle; infatti è stata costituita 20 anni fa per volontà dell’Amministrazione del Comune di Gioia del Colle, gestita, a partire dal 4 aprile 2002 ad opera del Consorzio SV.E.V.O. (Sviluppo Europeo Valide Opportunità), come Studio Pilota per l’avvio del progetto ” Libera Università della Terza età e del Tempo Libero”.

Il 3 ottobre del 2002 con una cerimonia tenutasi nella sala del cinema Castellano, è stata presentata e inaugurata l’attività della Università della III Età e del Tempo Libero di Gioia del Colle, come Centro Studi e Ricerche – ONLUS.

L’Università della Terza Età di Gioia del Colle è affiliata all’AUSER, ha uno Statuto, un Regolamento interno, un Presidente, un Consiglio Direttivo e gli organi previsti dallo Statuto: un collegio di Revisori dei conti, un ufficio di Segreteria, il Gruppo Docenti e un Comitato scientifico.

Con il passare degli anni, ad eccezione degli ultimi due Anni accademici, che hanno visto l’attività dell’UTE ridotta a causa della pandemia Covid 19, i corsi attuati sono passati da una decina ad oltre cinquanta, spaziando in diverse aree tematiche che comprendono: area letteraria, area linguistica, area storica, area scientifica, area artistica, area del benessere psico-fisico, area laboratoriale.

Oltre ai corsi l’UTE ha organizzato e organizza numerosi eventi: visite didattiche a Musei e centri di rilevanza storico-culturale, presentazione di libri, partecipazione a mostre e concorsi, realizzazione di concerti del coro, celebrazione del “Giorno della Memoria”, rappresentazioni teatrali, momenti di socializzazione conviviale, vacanze termali, partecipazione a rappresentazioni teatrali e a opere liriche, screening medici gratuiti. Continua la Lettura

L’estramurale a Gioia

Uscita per Gioia dalla statale 100

Si comincia a parlare di costruire un estramurale a Gioia, per dirottare il traffico proveniente da Bari per Taranto o viceversa e alleggerire il passaggio dei mezzi nelle strade cittadine sin dalla fine dell’Ottocento.  Infatti il paese si era ingrandito e soprattutto il traffico pesante, attraverso la strada statale 100, che attraversava il centro abitato, poteva costituire un pericolo per i cittadini gioiesi.

Il 23 maggio 1884 il Consiglio comunale esamina la proposta di apertura di una strada estramurale.

I tempi non erano maturi e bisogna attendere il 31 maggio 1913, data in cui il Consiglio comunale esamina la proposta per la costruzione di una via estramurale, di un nuovo rione e di un cimitero popolare. Continua la Lettura

Farmacie a Gioia del Colle

1 Aprile 2022 Autore:  
Categorie: Storia

Farmacia Favale in Corso Cavour

Nell’Apprezzo della Terra di Gioia, stilata dal tabulario Federico Pinto nel 1611 si legge che nel nostro paese c’era uno speziale di medicina, cioè un farmacista. Nell’Apprezzo della Terra di Gioia stilato dall’architetto e tabulario Honofrio Tangho nel 1640 si riporta che nel nostro paese c’erano tre dottori, un medico Fisico e uno speziale, ossia un farmacista.

Nel 1848 i contadini gioiesi, tumultuando, invitano il farmacista Francesco Favale a battere il tamburo per riunire la Guardia Nazionale e andare con essa in campagna per procedere alla divisione delle terre demaniali.

Nel 1850 Gioia contava circa 15 mila abitanti ed aveva una farmacia, quella di Donato Iacobellis.

Il 5 settembre 1852, poiché il nostro Comune contava circa 15 mila abitanti, Decurionato esamina la richiesta di apertura di una farmacia, essendo insufficiente l’unica funzionante a Gioia, quella di Donato Iacobellis. Continua la Lettura

Il professore Cesare Svelto

23 Marzo 2022 Autore:  
Categorie: Storia

Il prof. Cesare Svelto

Trenta anni fa, l’8 maggio 1992 veniva a mancare tra di noi un concittadino, il prof. Cesare Svelto, che ha lasciato una traccia luminosa della sua presenza e del suo impegno a favore di Gioia del Colle.

Nasce a Gioia il 29 maggio 1908. Completa i suoi studi conseguendo nel 1933 la laurea in Scienze Economiche e Commerciali presso l’Istituto Superiore di Scienze Economiche dell’Università di Bari.. Nel 1938 consegue l’abilitazione all’insegnamento della Lingua francese.

Dal 1934 al 1938 ha insegnato Lingua e letteratura francese nel Comune di Maglie. Lì nasce Orazio Svelto nel 1936, che insieme al fratello Vito, nato a Gioia nel 1934 e alla figlia Maria, si affermeranno nel campo scientifico e della ricerca e dell’insegnamento a livello accademico ed internazionale.

Rientrato a Gioia nel 1939 ha continuato ad insegnare Lingua francese fino alla sua andata in pensione nel 1976, dapprima nella Scuola media Losapio e successivamente nel Ginnasio-Liceo P.V. Marone.

Generazioni di studenti sono stati affidati alle sue cure e al suo insegnamento, che ha svolto sempre con generosità e desiderio di far emergere le qualità che ogni alunno possedeva, operando, e non solo dal punto di vista pedagogico, per alcuni versi in modo inconsueto per i suoi tempi. Continua la Lettura

Ristorante “La Cicerchia”

Filippo Addabbo ed il figlio Alessandro

C’è un prodotto agricolo, che fa parte della tradizione gastronomica di Gioia del Colle e che molti cittadini e ristoratori stanno valorizzando e riscoprendo, che prende il nome di cicerchia.

Nel dialetto gioiese nnòlche, compare in un proverbio dialettale: Ci se mange cìcere e nnòlche, la sére desciune se colche, chi mangia ceci e cicerchie la sera si corica digiuno, a significare che mangiando a mezzogiorno tali legumi, che sono sufficientemente sostanziosi, la sera si può fare a meno di cenare.

Il suo nome scientifico è Lathyrus sativus, ma la cicerchia è nota anche come pisello d’India o pisello d’erba.

È un legume povero da un lato, perché utilizzato in passato dalla popolazione rurale o quella più economicamente sfavorita, ma nello stesso tempo è particolarmente ricco di proteine, di vitamine del gruppo B, di fibre, di polifenoli, di sali minerali, di calcio e di fosforo.

Oltre a questi elementi positivi la cicerchia presenta un lato negativo in quanto contiene una piccola quantità di una neurotossina rappresentata da acido β-N-Oxalvl-L-α,β- diaminopropionico, detto ODAP, variabile a seconda delle caratteristiche del terreno e delle condizioni ambientali. Per ridurre al minimo la tossicità delle cicerchie occorre dedicare ad esse un ammollo di circa 24 ore prima della cottura in acqua preferibilmente salata e tiepida. Al momento della cottura è consigliabile sostituire l’acqua dell’ammollo con acqua pulita e non salata. Inoltre la cottura in acqua bollente e per un tempo piuttosto lungo contribuisce ad eliminare la potenziale tossicità della cicerchia e a renderla più digeribile. Continua la Lettura

L’Ufficio Postale a Gioia del Colle

19 Marzo 2022 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

L’Ufficio postale in Corso Ricciotto Canudo in una cartolina degli anni ’70

Gioia, essendo sulla strada consolare che da Bari conduce a Taranto era tappa di sosta per ogni tipo di corrieri.

Nell’Apprezzo della Terra di Gioia del 1611 stilato da Federico Pinto si dice: …et il Procaccio, che viene da Napoli per andare a Taranto, passa nello andare e ritornare per mezzo di detta Terra di Gioja, et ivi viene a fare continuamente stanza, per essere non solo capo giornata, ma anco per la comoda abitazione.

Nel 1806 fu disciplinata dal Decurionato di Gioia l’usanza dei corrieri pedatici per la corrispondenza.

Nel 1819 il Decurionato di Gioia fa richiesta dello stabilimento di un ufficio di procaccio per Gioia e anche per utilità dei Comuni vicini.

Ad agosto del 1837, dopo 8 anni, scadeva il contratto di locazione stipulato con il Comune da Vitantonio Straziota, all’epoca titolare della locale scuderia dei cavalli di Posta, per l’uso del vecchio lamione, detto di San Domenico, perché ubicato alle spalle dell’ex Convento dei Domenicani, sito religioso dove verso il 1816  era stata trasferita la Casa Comunale.

Il sindaco Lorenzo Ceppaglia il 23 aprile convocò il Decurionato per deliberare il rinnovo della locazione del lamione. Continua la Lettura

Il settimo centenario della morte di Dante Alighieri

Dante. Dipinto di Domenico Di Michelino, Cattedrale di Firenze

Lo scorso anno ricorreva il settimo centenario della morte di Dante Alighieri, evento che a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia non è stato sufficientemente festeggiato.

Infatti nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321 moriva a Ravenna Dante Alighieri.

Notiamo un parallelismo tra il secolo in cui visse Dante e quello in cui viviamo. Il Trecento, infatti, è un periodo di crisi di valori, di cui la Divina Commedia è una testimonianza, è un periodo di lotta tra Imperato e Papato, di corruzione e di violenze, di smarrimento nella ‘selva oscura’. Il XXI secolo è caratterizzato da crisi della scuola, della famiglia, da convivenze, femminicidi, droga, lotte razziali, guerre.

Nel tempo di Dante e nella nostra società l’unico faro sembra essere la Chiesa, che alza la voce contro le contraddizioni non solo al suo interno, ma anche a quelle presenti nel mondo. Continua la Lettura

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