Alcuni componenti della famiglia Soria a Gioia nei secoli scorsi

2 Ottobre 2025 Autore:  
Categorie: Storia

Don Ciccio Soria nella Chiesa Madre invita il popolo a combattere contro i giacobini rivoluzionari. Dipinto del pittore gioiese Mimmo Alfarone.

Il 7 febbraio 1799 i giacobini gioiesi piantarono l’Albero della Libertà sulla piazza di Gioia, prospiciente la Chiesa Madre. Gli eventi che videro Gioia in primo piano nel 1799 registrano la presenza di numerosi esponenti della famiglia Soria. Alcuni di essi, forse per timore di mettersi contro il sovrano Borbone e di perdere conseguentemente i privilegi del loro status sociale, si dimostrarono eccessivamente “realisti” ed esercitarono il loro potere nel perseguitare coloro che chiedevano l’applicazione, nelle nostre contrade, dei principi alla base della Rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza.

Tra questi vanno segnalati don Francesco Soria, chiamato confidenzialmente don Ciccio, sacerdote laico, il quale il 12 febbraio dal pulpito della Chiesa Madre di Gioia aizzò la folla alla controrivoluzione, affermando tra l’altro che i serpenti, per ucciderli, bisogna schiacciargli la testa, alludendo ai rivoluzionari gioiesi.

Essendo genero del sindaco di Gioia Vito Antonio Chimienti, ed appartenendo ad un potente casato trapiantato dalla Spagna, che aveva trovato dimora in Puglia sin dal ‘600, casato ricordato durante le cause demaniali per aver acquisito ricchezze e patrimoni di spettanza comunale, le cui azioni erano però sconosciute a gran parte della popolazione, Francesco Soria godeva di una autorità indiscussa presso i suoi concittadini. Continua la Lettura

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