La Giornata della Memoria 2021

26 Gennaio 2021 Autore:  
Categorie: Associazioni, Storia

Manifesto dell’Università della Terza Età di Gioia, in occasione della Giornata della Memoria

Quest’anno, dopo 15 edizioni, a causa della pandemia causata dal Coronavirus, per la prima volta non verrà celebrata degnamente la ‘Giornata della Memoria’, istituita il giorno 1 novembre 2005 come ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto. Tale ricorrenza è stata così designata dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.

La ricorrenza che si celebra il 27 gennaio di ogni anno ricorda la liberazione, da parte dell’Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz.

A Gioia la celebrazione della ricorrenza era stata delegata alla locale Università della  Terza Età e del Tempo Libero, che negli anni organizzava la sua rievocazione con uno spettacolo offerto gratuitamente al pubblico nel Teatro Comunale Rossini.

Il rispetto delle norme governative di distanziamento sociale e il divieto di assembramento per evitare eventuali fonti di diffusione del virus non hanno consentito all’Università della Terza Età di approntare un programma di manifestazioni per ricordare degnamente quella oscura pagina della vita degli uomini del Novecento, momento di riflessione e presa di coscienza della cattiveria umana e delle sofferenze causate all’umanità dalla follia omicida.

L’Università della Terza Età di Gioia, però, non ha voluto far mancare la sua voce a ricordo delle vittime dell’Olocausto e nel momento storico in cui viviamo ravvedendo un parallelismo tra quell’Olocausto provocato dalla follia umana del tempo e quello provocato ancora una volta dall’uomo e che oggi, come allora, sta provocando milioni di morti,  ha pubblicato un manifesto in cui, oltre a ricordare l’evento del 27 gennaio del 1945, auspica che si ricordino anche le vittime del Coronavirus.

La cooperativa di consumo SUDCOOP

2 Gennaio 2021 Autore:  
Categorie: Associazioni, Storia

Logo della cooperativa di consumo SUDCOOP

Nei momenti di crisi economica i cittadini si sono ingegnati per salvaguardare il potere di acquisto di beni di prima necessità. A questo scopo in molti Comuni i movimenti politici e/o le famiglie meno abbienti si sono organizzate e hanno dato vita a cooperative di consumo.

Anche Gioia non è stata assente nel settore delle Cooperative di consumo.

Nel gennaio del 1903 nel Consiglio comunale si discute sulla richiesta dell’Unione Cooperativa dei Lavoratori e della Società cooperativa di consumo per la concessione di un sussidio, quest’ultima lo chiede come incoraggiamento per la costituzione della Società cooperativa di consumo.

Nel 1937 si parla della istituzione a Gioia di un distributore di viveri, una specie di supermercato, di fronte al monumento di Garibaldi, La Provvida, dove si poteva comprare con un certo risparmio; in tal senso c’è una richiesta dell’Amministrazione delle FF.SS. Continua la Lettura

La Costituente Democratica Progetto per la Città a Gioia del Colle

27 Dicembre 2020 Autore:  
Categorie: Associazioni, Storia

Logo della Costituente Democratica Progetto per la Città

Non potremmo comprendere le motivazioni della nascita di un movimento civico, come la Costituente Democratica Progetto per la Città, senza calarla nel clima storico che l’ha generato.

Il 1993 per Gioia del Colle è stato un annus horribilis, un anno da dimenticare, non solo dal punto di vista amministrativo, ma anche per gli strascichi che convolsero il paese per varie vicende poco liete.

Un primo segnale negativo si ebbe subito verso la metà di febbraio, allorquando, a causa di disfunzioni e disservizi dell’Ufficio Tecnico comunale, un gruppo di ingegneri e di geometri organizzarono una forte protesta nei confronti dell’Amministrazione comunale.

Il 28 maggio l’autoparco dei Carabinieri, alloggiato nei box sottostanti il palazzo che ospita il Centro operativo INPS di Gioia in Piazza Plebiscito, fu interessato da un incendio, presumibilmente di origine dolosa.

Dulcis in fundo il 15 luglio il Consiglio comunale venne sospeso. Il Prefetto Corrado Catenacci nominò tre Commissari a reggere la Straordinaria Amministrazione del Comune. Continua la Lettura

Il campo sportivo di Gioia del Colle

Campo sportivo e tribuna in Via della Fiera

Risale al 1911 la formazione della prima squadra di calcio a Gioia del Colle, con il nome di Unione Sportiva Pro Gioia, che aveva la sede sociale in via Principe di Napoli, l’attuale via Ricciotto Canudo.

Il vessillo del Circolo Sportivo Pro Gioia ebbe il battesimo ufficiale il giorno 1-9-1914.

L’Unione Sportiva Pro Gioia nel 1916, secondo anno dell’entrata in guerra dell’Italia, organizzò una manifestazione di beneficenza.

Al termine del conflitto, e precisamente nel 1919, furono istituite altre società calcistiche: la Società Sportiva Fulgor e quella Alessandro Manzoni, voluta dal sacerdote don Vincenzo Angelillo, che al grande scrittore italiano intitolò una Scuola-convitto da lui gestita. Continua la Lettura

Salviamo le norie

11 Aprile 2020 Autore:  
Categorie: Associazioni, Storia, Turismo

Nell’articolo La “ngegne” ( la noria ) pubblicato su questo blog in data 24 gennaio 2011 ripercorrevo la  storia di una invenzione che contribuiva ad alleggerire il lavoro manuale dell’uomo facendo ricorso a questo ingegno meccanico e alla forza degli animali per garantire non solo a noi l’acqua necessaria per gli usi quotidiani, ma anche per scopi irrigui in agricoltura e per l’allevamento del bestiame.

La noria costituisce uno strumento del passato della nostra civiltà contadina e va preservata nel tempo, per tramandare alle generazioni future la testimonianza della laboriosità, il frutto dell'ingegno dei contadini di un tempo, che lo definivano  la 'ngègn.

Via Lagomagno, cosi denominata perché quella zona era coperta da un Lago magno o Palude Magna o Padula Magna, da cui l’accezione dialettale con cui ancor oggi viene ricordata quella zona, Paldemàgn, è stata in passato, ma lo è anche ai nostri giorni, ricca di falde acquifere, come testimoniato da numerose norie ancora presenti in loco.

Nel 1816 viene nominata una Commissione di Vigilanza sanitaria per evitare il contagio della peste, una Commissione di beneficenza per assistere i poveri ed altre provvidenze opportune.

Viene deliberato di preparare un progetto per il risanamento dei laghi Lago Magno (o Palude-Padula Magna) e Pozzoronco.

Bisogna attendere il 1829, sotto il sindacato del dott. Pietro Nicola  Favale, perché fossero prosciugati e bonificati il Lago Magno e quello di S. Pietro, che rendevano assai  malsana l’aria cittadina e fonte di malaria.

Il Decurionato accettò l’offerta  di Francesco Saverio Indellicati (lo stesso che nel 1822 aveva chiesto di acquistare un suolo adiacente la Torretta alla via Palude, oggi via Fontana, per costruire un palazzo e bonificare il sito dalla palude esistente in quel luogo), di bonificare le terre di Lagomagno e di san Pietro, con la concessione in affitto di quelle terre così bonificate, per un periodo di 9 anni, con un canone annuale di 10 ducati per Lagomagno e di 7 per san Pietro.

Anche il dott. Donatantonio Soria presentò offerta per disseccamento di Lago Magno, fornito di malaria, riducendolo a colonia per suo privato uso, pagando al Comune in perpetuo 20 carlini a tumulo.

Nel 2010 il Consiglio comunale di Gioia approva il progetto di riqualificazione del fascio ferroviario di via Dante, susseguente alla chiusura dei passaggi a livello, che prevedeva l’ampliamento di via Lagomagno, intervento che nello specifico intendeva riorganizzare, razionalizzare e riqualificare le superfici stradali sia carrabili, sia ciclopedonali, sia le aree verdi, con lo scopo di migliorare il flusso veicolare e carrabile. Si sarebbe andati a riqualificare i sottopassi pedonali di via Dante, il consolidamento e l’allargamento della sede stradale del cavalcaferrovia di via Giovanni XXIII, l’allargamento di via Vicinale La Villa, la riqualificazione di via Lagomagno tra via Dante e via D’Annunzio e tra via Dante e via Giovanni XXIII, con parcheggio di  in corrispondenza del sottopasso pedonale della stazione ferroviaria. Quella zona è interessata dalla presenza di una noria, che il Comune aveva provveduto a salvare nel momento in cui aveva approvato la lottizzazione dei terreni adiacenti ad uso di abitazioni per civile abitazione e locali commerciali.

A corollario di questo intervento di riqualificazione  la ditta appaltatrice dei lavori si era impegnata ad installare a proprie spese un cartellone informativo-culturale presso la noria esistente nell’area a verde di Via Lagomagno, ubicata di fronte al cancello di accesso dei camion adibiti al trasporto latte per il caseificio Capurso. Il Comune di Gioia  nell’aprile del 2015 aveva concesso  agli ingg. Romana Resta e Mauro Resta, autori degli elaborati grafici, il nulla-osta per l’installazione del cartellone, ideato e curato dai suddetti ingegneri, con testi dell’ing. Romana Resta e prof. Francesco Giannini, cartellone frutto della donazione  dell’impresa appaltatrice.

Si spera che tale cartellone venga posizionato in tempi ragionevoli.

Nel Museo della Civiltà Contadina di Gioia del Colle, di proprietà dell’infaticabile dott. Vito Santoiemma, è presente una noria, da lui recuperata ed installata nel locali di sua proprietà, completa in ogni parte e perfettamente funzionante, con l’aggiunta di un asino in cartapesta a dimensione reale, che offre ai visitatori, ignari di questo ingegno, le modalità di funzionamento dello stesso.

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Primo centenario del Gruppo di Volontariato Vincenziano a Gioia (1919-2019)

Quest’anno ricorre il centenario della fondazione del Gruppo di Volontariato Vincenziano di Gioia del Colle. 

Per ricordare questa ricorrenza l'Associazione ha organizzato degli eventi commemorativi concentrati in tre giorni, a partire dal 26 settembre 2019, come da locandina  a fianco riportata.

Purtroppo la documentazione presente nell’Archivio dell’Associazione e in quello storico del Comune di Gioia è scarsa e si riesce a ricostruire ben poco. Non si può comprendere il perché della nascita dell’Associazione e i compiti che ha svolto e svolge tuttora se non inquadriamo il periodo storico in cui si inserisce l’istituzione di cui quest’anno ricorre il Centenario. Il 1919 segue immediatamente quel 4 novembre 1918, data che segna per l’Italia la fine della Prima guerra mondiale. Una guerra disastrosissima non solo per i vinti, ma anche per i vincitori, che è costata in termini di vite umane un bilancio pesantissimo. La stima del numero totale di vittime della Prima Guerra Mondiale non è determinabile con certezza e varia molto: le cifre più accettate parlano di un totale, tra militari e civili, compreso tra 15 milioni e più di 17 milioni di morti, con le stime più alte che arrivano fino a 65 milioni di morti includendo nell' insieme anche le vittime mondiali della influenza spagnola del 1918-1919. In via del tutto approssimativa si può calcolare che la Prima Guerra Mondiale costò alla popolazione italiana, tra civili e militari:

     1.280.000 – 1.780.000 morti,  462.800 – 1.300.000 invalidi permanenti.

     Anche Gioia ha pagato un alto tributo, quantificabile in circa 1000 morti, oltre a dispersi e invalidi.

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Partecipanti Al Palio delle Botti 2019. Esito finale.

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Le nove Cantine che in questa quarta edizione hanno partecipato al Palio delle Botti Trofeo "Città del Primitivo" sono le seguenti:

– Tenute Viglione, con la botte dipinta da Mario Pugliese, il cui tema è "Lo sposalizio",

– Cantine Coppi, con la botte dipinta  da Deborah Angelillo, il cui tema è " Dama in mescita", 

– Tenute Nettis, con la botte dipinta da Antonio Milano, il cui titolo è "Grazia",

– Cantine Polvanera, con la botte dipinta da Martina Petrelli, dal titolo " In vino veritas",

– Cantine Tre Pini, con la botte dipinta da Mario Lozito, dal titolo "Calice di rosa",

– Cantine Giuliani, con la botte dipinta da Sergio,Gatti, dal titolo "Baccanali",

– Cantine Varvaglione, con la botte dipinta da Andrea Gatti, dal titolo "Plenilunio su Cantine Varvaglione",

– Cantine Vigna Liponti, con la botte dipinta da  Carlo Casamassima, dal titolo "Pattern di Talento",

– Tenute Chiaromonte, con la botte dipinta da Francesco Ferrrulli, dal titolo "La compagnia di Federico".

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Al Palio "Piccoli spingitori crescono" hanno partecipato due gruppi di alunni degli Istituti Comprensivi San Filippo Neri-Losapio e Mazzini-Carano, con due botti ciascuno, dipinte dagli stessi alunni. Il Palio dei piccoli, disputato il 3 agosto se l'è aggiudicato la squadra della San Filippo Neri, che ha conquistato il Cencio dipinto da Domenico Procino..

Il Palio trofeo "Città del primitivo" disputato il 4 agosto se l'è aggiudicato la cantina Tenute Nettis, al cui titolare il pittore Sergio Gatti ha fatto dono di un suo quadro che raffigura la mitologica Aranna, alla cui figura femminile è associato il nome di Bacco. Il Cencio è stato dipinto da Antonella Lozito.

E' stata premiata anche la botte più bella; il premio è stato assegnato da una Giuria a quella dipinta da Carlo Casamassima per Vigne Liponti.

Quarta edizione del ‘Palio delle botti’

“L’Associazione Palio delle Botti col sostegno del comune di Gioia del Colle, il patrocinio della Regione Puglia e la collaborazione del Consorzio Tutela Vino DOC Gioia del Colle presenta la quarta edizione del Palio delle Botti – Trofeo “Città del Primitivo”.

La manifestazione si svolgerà sabato 3 e domenica 4 agosto e, oltre alla gara, comprende un ricco programma di animazione a tema medievale, musica, giochi e teatro. La direzione artistica è di Claudio Santorelli, l’organizzazione del corteo e degli allestimenti storici è di Marilena Limitone e l’appuntamento di apertura è previsto per domenica 28 luglio alle19:30 nel Chiostro del Municipio di Gioia del Colle (P.zza M. di Savoia 10) con la presentazione della manifestazione e delle botti dipinte.

Tra le novità dell’edizione 2019, la partecipazione delle cantine Varvaglione di Leporano, in provincia di Taranto, l’unica azienda esterna al Consorzio che raccoglie l’aerea delle Murge. Si contenderà il cencio con Tenute Nettis, Cantine Tre Pini, Coppi, Chiaromonte, Vigna Liponti, Giuliani, Polvanera e Viglione.

davSabato 3, a partire dalle 18, i mercatini, le aree a tema ed il Museo della tortura animeranno Corso Garibaldi ed il borgo vecchio per accogliere il Corteo Storico. Piazza Plebiscito ospiterà gli spettacoli di falconeria, i combattimenti in arme, gli sbandieratori, gli arcieri, i giocolieri, alle 20:15 il Palio “Piccoli spingitori crescono”, con la partecipazione dei circoli didattici Mazzini-Carano e S. Filippo Neri Losapio, e alle 21:15 le qualificazioni del Palio Trofeo “Città del Primitivo”. Concluderà la prima giornata della manifestazione l’esibizione del Gruppo folk “Cipurridd”, alle 22 in Piazza Plebiscito.

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Il Fungo Cinese

A partire dagli anni '60 Gioia del Colle ha vissuto una fioritura musicale non solo per la presenza del pluripremiato Concerto Musicale Bandistico, ma anche per un consistente numero di gruppi musicali che hanno allietato serate in Gioia ed in altri Comuni della nostra regione.

Tra questi va annoverato, in modo particolare, il complesso denominato Fungo Cinese.

La sua storia risulta travagliata e complessa. Infatti nel 1963 nasce il Gruppo 63, precursore del Fungo Cinese. La formazione annoverava Franco Iacobellis, che si recò in America, alla chitarra e voce, Pippetto Procino alla batteria e voce, e i fratelli Guido e Alberto De Palma alla chitarra e contrabasso.  A questi  si aggiungono successivamente  Valerio Tango e Sandro Corsi, come musicisti, al posto dei fratelli De Palma, ed Elita Terribile, come voce solista .

Nel 1965 il gruppo cambia nome: da Gruppo 63  in Gli Scacchi.

Nel 1965 nasce a Gioia anche un altro gruppo musicale:  I Profani. Della prima formazione facevano parte Peppe Favale, chitarra e voce, Michele Buttiglione, chitarra solista e hawaiana, Peppe Procino, alla batteria e alla voce, Gino Campanale, cantante, e Leo Pomes, basso, ai quali presto si aggiunse alle tastiere Pino Paradiso. Il repertorio era incentrato sul rock melodico e ballabile. Grazie anche alla introduzione della  chitarra hawaiana di  Michele Buttiglione  i Profani riescono presto ad imporsi all’attenzione di impresari e pubblico divenendo una delle band protagoniste della scena locale degli anni 60. Con il passaggio al Fungo Cinese di Pino Paradiso, Peppe Procino e Peppe Favale nei Profani entra Carmelo Malvaso alla batteria. Il gruppo si riuniva in un locale nei pressi dell'Istituto Tecnico Industriale, chiamato "La Casetta", dove si  incontrava per fare le prove  e parlare di musica.

Dal 1965 il gruppo Gli Scacchi per il suo impegno e per la sua professionalità  inizia a farsi notare anche al di fuori del paese d’origine.

Nel 1965 il componenti del futuro Fungo Cinese partecipano alla  Prima Rassegna Canora del festival gioiese per cantanti e autori "Cantano pure loro" , manifestazione che si svolge nel Teatro comunale di Gioia, in qualità di gruppo musicale di accompagnamento dei cantatnti che partecipano alla gara.

 Nel 1967 il quintetto decide di cambiare stile, immagine e quindi nome diventando il Fungo Cinese, gruppo che resta in attività fino al 1976. Nello anno  la band apre a Gioia nei pressi dell’Arco Cimone uno dei primi locali da ballo, paragonabile alle discoteche che erano operanti nel nord d'Italia: il Piper Club Fungo Cinese.

Dal 1969, però, iniziano a susseguirsi senza significative soluzioni di continuità una serie di avvicendamenti nella formazione. Franco Iacobellis e Elita Terribile abbandonano, arrivano Peppe Procino e Pino Paradiso dai Profani e Sandro Corsi fino ad allora alla batteria riprende a suonare la chitarra e torna a cantare. Nel 1971 la tragica scomparsa di Valerio Tango spinge il Fungo Cinese all’ennesimo cambio, entra un altro ex membro dei Profani, Peppe Favale alla chitarra e alla voce;  poi Pino Paradiso esce dal gruppo, Vanni Procino prende il posto del fratello Peppe alla batteria e Antonio Da Costa vero cognome Pellicoro imbraccia chitarra e sax.
Il chitarrista Valerio Tango, uno dei fondatori del gruppo, muore nel 1971 in un incidente d'auto, mentre gli altri componenti decidono di andare avantii. Entra a far parte del complesso  Beppe Favale, proveniente dal complesso "I Profani", e il gruppo registra il suo unico 45 giri a Roma. La formazione comprendeva il cantante e chitarrista Sandro Corsi, il batterista Peppe Procino e i due nuovi componenti Vanni Procino e Antonio Da Costa (il cui nome all'anagrafe è Antonio Pellicoro). 
Il singolo contiene un brano cantato in inglese e uno in italiano. Il disco, intitolato"In the sky" ; il lato A è caratterizzato da venature piuttosto hard, mentre il retro ha sonorità più tranquille ed è accompagnato dal suono del flauto. Entrambi i brani presentano buone parti solistiche di chitarra. 

Nel 1973, dopo l'uscita dal gruppo di Pino Paradiso, il complesso già ridotto a quattro elementi ( Sandro Corsi, Peppe Favale, Pippetto Procino e  Peppone Procino) si registra anche  la defezione di Peppe Procino, chiamato a svolgere il sevizio di leva, rimpiazzato da Vanni Procino alla batteria  e Antonio Pellicoro alla chitarra e sax.

Fino al 1976 con questa formazione il Fungo Cinese ha calcato i palchi di tutta Italia, soprattutto sulla costiera amalfitana e su quella romagnola, accompagnando artisti famosi ,come i Pook, Patty Pravo, Jimmy Fontana, Newil  Cameron e Caterina Caselli, suonando in qualità di ospiti in programmi come Miss Italia e la Caravella in RAI incidendo un 45 giri per la RCA In the sky.  Nel1976 il Fungo Cinese si scioglie; una parte dei suoi componenti continua ad impegnarsi nel campo musicale mentre altri scelgono di intraprendere una nuova vita professionale, pur non abbandonando completamente di coltivare saltuariamente il proprio hobby musicale.  

Sandro Corsi continua tuttora a portare in giro il suo blues avendo come uniche bussole anima e passione per la musica, come anche si registra per Antonio Pellicoro, alias Antonio Da Costa.

Il ricordo del Fungo Cinese è ancora vivo a Gioia, nonostante i lunghi anni di inattività e la scomparda di uno dei fondatori storici del gruppo: Pippetto Procino, scomparso prematuramente.

Proprio per non perdere il ricordo di una stagione musicale importante per Gioia del  Colle, nell'anno sociale 2015-16 il Lions Club Monte Johe ha voluto posizionare una targa commemorativa al Fungo Cinese a fianco alla porta d'ingresso della "Casetta" dove il gruppo musicale si riuniva per le prove. La targa riporta la seguente iscrizione: Tra queste mura, un gruppo di giovani gioiesi, animati dal fuoco sacro della musica, diede vita al complesso  IL FUNGO CINESE fulgido ed inimitabile esempio per le future generazioni che ne seguirono l'appassionata scia. In particolare a PIPPETTO che con animo semplice e gioioso ha saputo allietare tante serate di musica e risate. Il Lions Club Monte Johe con affetto al socio fondatore Filippo Procino.

Il fumettista gioiese Roberto Pastore, erede del proprietario dello stabile di cui fa parte anche la "Casetta" non ha voluto far mancare il tocco della sua originalità dipingendo la porta d'ingresso di quelle stanze che furono utilizzate come sala prove dei concerti del Fungo Cinese con un'immagine storica del gruppo musicale Il Fungo Cinese.

 

I 150 anni del Circolo Unione di Gioia del Colle

Il Circolo Unione di Gioia del Colle,  per ricordare i 150 anni (1868-2018) della sua fondazione, sabato 13 aprile 2019 propone una conversazione con il prof. Francesco Giannini sul tema “Il Circolo Unione: Centocinquanta anni nella storia di Gioia del Colle”.

L’incontro, che  si terrà nel salone del Circolo Unione alle ore 18,30, prevede la proiezione di immagini e documenti che illustrano la storia del Circolo Unione negli anni della sua lunga vita, con riferimenti a risvolti nella vita sociale, economica e politica di Gioia del Colle durante la sua presenza nel nostro Comune. Una Storia nella Storia, che mira a recuperare il nostro passato e le nostre eccellenze sia in termini di risorse umane sia di sviluppo culturale e di positività nei vari settori della vita del nostro paese.

La cittadinanza è invita a partecipare.

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