Sonetto di San Filippo Neri
21 Aprile 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
San Filippo Neri, come descritto nella sua Vita, in età giovanile si dilettò nella Poesia, sia latina che volgare, cioè italiana.
Nella poesia volgare aveva tanta facilità che componeva all'improvviso.
A motivo della sua umiltà, come è accaduto per molti altri Santi, prima della sua morte fece bruciare tutti i suoi scritti. Nonostante tutto, per un caso fortuito, un sonetto, da lui composto nella sua gioventù, si è salvato ed è giunto fino a noi.
San Filippo nel sonetto, scritto nel volgare del suo tempo e quindi di non facile comprensione, ci parla dell'Anima, che è stata creata da Dio, immortale, bella, libera e che a Lui deve ritornare e in Lui deve continuare a vivere in eterno in cielo, "per calcare le stelle", dopo la nostra fugace esperienza di vita terrena. L'uomo non può vivere in eterno in Dio, non può godere della sua Presenza, del suo Amore e della sua Comunione se non muore a se stesso, alla sua vita terrena e alle sue effimere gioie.
Di seguito si riporta tale sonetto, composto da San Filippo Neri durante la sua gioventù e da lui scritto di proprio pugno.
Ritengo sia un'occasione, questa, per far conoscere meglio a noi gioiesi il nostro Protettore e un'ulteriore prova dell'affetto e della devozione che nutriamo verso la sua Persona.
Don Giovanni Ingravallo
27 Febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Il 20 febbraio 2012, in modo solenne, con la partecipazione dell’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Francesco Cacucci, del suo Ausiliario, Mons. Domenico Ciavarella, del Vescovo di Monopoli, S.E. Mons. Domenico Padovano e di numerosi presbiteri e il successivo 25 febbraio, in modo più ristretto alla comunità locale, la Parrocchia di Maria SS. Immacolata di Lourdes, di Gioia del Colle, ha commemorato la figura e l’opera di don Giovanni, suo parroco per 44 anni.
Don Giovanni Ingravallo nasce a Mola di Bari il 24 maggio 1917 e lì termina il suo percorso terreno il 25 febbraio 2002.
Dopo aver completato i suoi studi in seminario, è ordinato sacerdote il 20 luglio 1941 nella Chiesa Madre di Mola di Bari, dall’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Marcello Mimmi.
Più tardi, nel suo ruolo di cardinale di Napoli, Mons. Mimmi gli invierà il suo saluto e la sua benedizione in occasione della traslazione della salma di don Sante Milano dal Cimitero alla Chiesa dell’Immacolata. Carissimo D. Ingravallo, apprendo con molto piacere la notizia della traslazione della salma del compianto Mons. Milano, dal cimitero ove ha riposato per alcuni anni, alla Chiesa dell’Immacolata ove riposerà per sempre. La magnifica Chiesa che Mons. Milano edificò è il degno mausoleo dello zelante pio sacerdote che con indomabile volontà e inesauribile generosità la condusse a termine a gloria di Dio ed edificazione della sua Parrocchia. Io mi associo alla dimostrazione di riconoscenza che Gioia tutta rende alla memoria del degnissimo Sacerdote e, a quelle del Clero e del popolo, aggiungo le mie preghiere. Benedico te, i parrocchiani, i cittadini tutti che ricordo ancora ed amo. Aff.mo Card. Mimmi. Arcivescovado di Napoli, 27-10-1953. [Continua la Lettura]
Gioia e i Cavalieri di Malta
4 Novembre 2011 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Tra gli enti religiosi, possessori di beni ecclesiastici nel territorio di Gioia figurava in passato anche il Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta. Tale Ordine, che era rappresentato dalla Commenda di S. Maria di Picciano, possedeva due feudi nell’agro di Gioia.
Il primo, soprannominato Piscina della Tufara, si snodava lungo la via per Matera, in un territorio compreso tra la via per Matera e quelle per Montursi e Laterza; era esteso circa 4311 tomoli e due stoppelli. Ne facevano parte diverse contrade: le Piscine, le Tufare, Murgia di Montursi, Lago Magno, parchi della Mandra, lago Savino. Al suo interno erano presenti vigneti, frutteti e piscine di acqua sorgiva.
Il secondo feudo, che si trovava a nord-ovest del paese ed era soprannominato San Giovanni
Mons. Sante Milano alla guida della Parrocchia dell’Imacolata di Lourdes
19 Settembre 2011 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Il 15 settembre 2011, in occasione del 60° anniversario della morte di don Sante Milano, la comunità parrocchiale della chiesa Maria S.S.Immacolata di Lourdes ha voluto ricordare la figura e l'opera del primo parroco e fondatore della chiesa.
Don Sante: un uomo intorno al quale aleggia un’aura di santità nel nome, nel suo apostolato e nelle opere da lui compiute.
Don Sante Milano nasce a Gioia del Colle il 7 luglio 1884 e qui muore il 15 settembre 1951.
La sua vita si snoda, quindi, tra il periodo postunitario e le due guerre mondiali, anni critici per la nostra Italia e per il Sud in particolare.
Dopo aver seguito gli studi in seminario viene ordinato sacerdote nel 1909, all'età di 25 anni.
Il 19 novembre 1919 l’Arcivescovo di Bari, mons. Giulio Vaccaro, tenuto conto che Gioia contava circa 25.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando ad est del paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa, provvede ad acquistare circa 2.000 mq di suolo su cui erigere la nuova chiesa.
L’Asilo d’Infanzia ” E. De Deo “
2 Settembre 2011 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Già all’inizio dell’800 a Gioia funzionavano le Scuole elementari.
Infatti, prima ancora della disposizione regia del 1810, che imponeva che in ogni Città, Terra o luogo abitato del regno vi fosse un Maestro che insegnasse i primi rudimenti e la Dottrina Cristiana ai fanciulli e li istruisse del metodo normale, il Decurionato di Gioia l’8-2-1810 ricorda che nel nostro Paese vi è una scuola nella quale dal 1806 è stato nominato Maestro l’abate Francesco Paolo Losapio.
Sette giorni dopo il Plebiscito, che sancisce l’unificazione delle nostre Terre all’Italia di Vittorio Emanuele, e precisamente il 28 ottobre 1860, i Decurioni di Gioia si riuniscono per deliberare sulla richiesta del Governo, se cioè il Comune vuole istituire gli Asili Infantili.
Il 19 dicembre 1866 il Consiglio comunale, preso atto che gli Ordini religiosi sono stati soppressi e che il Convento dei Padri Riformati è rimasto vuoto, pensa di utilizzare quei locali per un Asilo infantile e per il miglioramento dell’Ospedale.
Antiche unità di misure e antiche monete
22 Agosto 2011 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Prodotti Locali, Storia
A seguito dello sviluppo del commercio di svariati beni di consumo o della compravendita di beni immobili gli uomini hanno utilizzato diverse unità di misura, in base al tipo di bene e allo stato fisico d'ogni sostanza o dell'oggetto della contrattazione.
Spesso le unità di misura, che servivano per quantificare lunghezze, aree, volumi e pesi, erano utilizzate solo in un ristretto ambito territoriale.
Conseguentemente, tutti gli strumenti utilizzati da ogni comunità erano imprecisi e non corrispondenti con quelli di altre comunità con le quali si intrattenevano scambi commerciali.
Solo dopo il 1885 le comunità nazionali ed internazionali, per razionalizzare gli scambi commerciali tra di loro, disposero di unificate le diverse unità di misura; esse oggi sono d'uso comune.
La Chiesa di San Rocco e la devozione del Santo a Gioia
16 Agosto 2011 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Turismo
Come mai il culto a Gioia di un Santo non italiano? San Rocco pur non essendo italiano è molto venerato in Italia, specie nel Sud.
Sono discordanti le poche fonti sulla vita di san Rocco; è quasi certa la sua nascita a Montpellier in Francia tra il 1345 e il 1350. E’ figlio del locale governatore, quindi di famiglia benestante e sicuramente cristiana. Vive in un periodo in cui l’Europa è segnata dal flagello della peste (in due anni muoiono circa 20 milioni di persone) e nel quale la Chiesa attraversa un forte momento di crisi. A 20 anni resta orfano di padre e madre e decide, forse seguendo le ultime volontà del padre morente, di seguire Gesù. Probabilmente entra nel terz'ordine francescano, perciò lascia tutti i suoi beni, veste l'abito da pellegrino e si reca in pellegrinaggio a Roma. Durante il suo viaggio si dedica alla assistenza e alla cura dei malati di peste, morbo che in quegli anni flagellava in modo particolare l'Italia. Guarisce molti malati di peste in modo miracoloso e la sua fama di guaritore si diffonde rapidamente dappertutto. Mentre si trova a Piacenza si ammala anche lui; in quella città gli vengono attribuiti numerosi miracoli di guarigioni. A causa della malattia soffre a tal punto che viene allontanato dall'Ospedale perché "disturba" con i suoi lamenti.
Don Nicola Ludovico è tornato alla casa del Padre
18 Giugno 2011 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Comunicati
Don Nicola Ludovico, sacerdote gioiese e arciprete della Chiesa Madre di Casamassima, paese in cui ha dispiegato la sua opera pastorale per circa trenta anni, si è spento ieri pomeriggio nell'Ospedale San Paolo di Bari. Aveva mosso i suoi primi passi presso la parrocchia di S. Maria Immacolata di Lourdes a Gioia, sotto la guida di don Giovanni Ingravallo.
Nato nel 1946 a Gioia, al termine della scuola elementare ha frequentato prima il seminario vescovile a Bari e successivamente quello regionale di Molfetta.
Tra un mese avrebbe festeggiato il suo quarantesimo anniversario di sacerdozio; infatti è stato ordinato sacerdote insieme a don Carlo Lattarulo il 17 luglio 1971, nella Chiesa dell' Immacolata Concezione di Lourdes, chiesa che è stata la sua palestra di vita e di formazione religiosa.
La sua partenza dalla scena di questo mondo è stata preceduta da un lungo periodo di malattia e di sofferenza, che lo ha visto nel suo ultimo anno di vita percorrere, come Cristo che ha annunciato nella sua vita, il Calvario, che è preludio alla vera vita.
La ferrovia Gioia-Rocchetta Sant’Antonio
10 Giugno 2011 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
La linea ferroviaria Rocchetta Sant'Antonio – Gioia del Colle ha una lunghezza di 140 Km. ( 139,292 per la precisione ) ed è stata aperta nel 1891-92.
Il tronco Rocchetta Sant’Antonio-Rapolla, infatti, viene inaugurato il 1° agosto 1891, mentre la tratta Rapolla-Gioia del Colle viene inaugurata il 1° agosto 1892.
E’ gestita attualmente da RFI ( Rete Ferroviaria Italiana ), ha uno scartamento di 1435 mm., non è elettrificata.
Automotrice ALn 668
Presenta diramazioni per Barletta, Foggia, Matera, Bari, Taranto.
Gesù, il Crocifisso (Riflessioni sulla Passione)
20 Aprile 2011 Autore: Rossana D'Addabbo
Categorie: Storia, Turismo
Specialmente nella Settimana Santa, pensando a Gesù, alla Sua terribile “Passione” e morte in croce, almeno una volta nella vita ci siamo chiesti: perché uccidere proprio Lui, che predicava l’amore di Dio e l’amore per il prossimo?
Da un punto di vista strettamente umano ciò avvenne per due motivi, uno religioso ed uno politico. Il motivo religioso presenta molteplici sfaccettature. Innanzitutto Gesù era contrario all’osservanza puramente formale della legge mosaica, come dimostra l’episodio della prostituta salvata dal linciaggio: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”, disse Gesù, rivolgendosi ai presenti, ma nessuno ebbe il coraggio di farlo… Per le sue parole sul Tempio, che avrebbe ricostruito in tre giorni, riferendosi con esse al suo corpo e non al Tempio di Gerusalemme, il luogo sacro degli Ebrei per eccellenza (per cui una tale affermazione appariva loro pari ad una bestemmia). Per il suo atteggiamento, che destava scandalo: frequentava peccatori e mangiava con loro.
In sostanza Gesù con i suoi insegnamenti ed il suo esempio avrebbe capovolto la visione religiosa della gente e abbattuto i privilegi di una ristretta cerchia di persone, che detenevano il potere; andava, dunque, eliminato.



