C’era una volta… lo stagnino
17 Luglio 2016 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Storia
Un banco in legno usurato dal tempo, un ceppo possente di antica fattura, tra i suoi nodi, sotto la base, cerchi misteriosi, graduati…misure di un tempo per tarare le imboccature degli zinni, evoluzione di orci ben più robusti e capienti.
Qua e là nella piccola bottega, pinze, cesoie, martelli, incudini di diversa misura, una vecchia pompa per irrorare di zolfo e ossido di rame i vigneti, una morsa, un trapano a mano, un cannello e in un piattino ossidato, frammenti e perle di stagno. Su un soppalco paioli, caldaie, contenitori per olio ed ancora, un po’ nascosti sul retro, enormi fogli di zinco.
Con tre di essi, da 0,70 per 1,50 metri si ottiene uno zinno in grado di contenere un quintale di olio, un foglio in più per quello da 150 chili. Fascette da cinque centimetri vengono sacrificate per unire e rinforzare le giunture, nasce così il corpo cilindrico del recipiente cui verrà applicato il fondo, preparato con cura e rinforzato al centro per poi essere “cucito” con una bordatrice alla base dei fogli ricurvi.
Museo naturalistico della Murgia a Monte Rotondo
16 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
Monte Rotondo è nota per l’ubicazione della Chiesetta dell’Annunziata, fatta costruire nel 1309 dall’arcivescovo di Bari, Romualdo, in quanto la zona era proprietà della chiesa di San Nicolò di Bari, come ci conferma la concessione che nel 1087 Ruggero d’Altavilla fece all’arcivescovo di Bari, Ursone.
La chiesetta in passato era frequentata dagli abitanti della contrada, che numerosi vivevano in campagna, dediti alle attività agricole e alla zootecnia.
Ancora oggi intorno alla chiesa si svolge un antico rito tra pagano e cristiano, noto con il nome di passata al monte, tradizione che si svolge durante la prima domenica dopo Pasqua, il giovedì e la domenica successiva.
Oggi nell’ex masseria adiacente alla chiesetta si tengono campi estivi per ragazzi e ritiri spirituali per gruppi di laici e di religiosi.
Vito Umberto Celiberti
15 Luglio 2016 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Storia
Ci sono uomini che attraversano in punta di piedi la vita, riservati nel pubblico e nel privato, discreti, garbati, onesti… galantuomini, a dirla con un termine desueto. Collera, litigi, pettegolezzi non fanno parte del loro corredo genetico, così profondamente “per bene” e rispettosi del prossimo e delle regole, da non ravvisare in chi è loro accanto, malanimo e slealtà. Uomini incapaci di difendersi dalle angherie di colleghi e “soloni” del gotha intellettuale, tanto da apparir quasi sprovveduti, soprattutto quando scelgono di restar
Vito Celiberti e la sua maestra Angela Basta Guida lontani dalle luci del protagonismo, pur se “attori” del loro tempo. Vito Umberto Celiberti è uno di questi uomini. Nasce il 2 gennaio del 1933, la sua mamma è Emilia Desderi, nobildonna di Lanciano e valente latinista che rinuncia alla docenza per dedicarsi alla famiglia, il suo papà è il professor Armando Adolfo Celiberti, storico, studioso ed erudito letterato che da lui tanto si aspetta. Vito intraprende gli studi classici, versi latini ed elegie greche musicano la sua infanzia, ma è attratto dalle logiche della tecnologia.
La Cantina Sociale
14 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Prodotti Locali, Storia, Territorio & Ambiente
Tra le eccellenze del territorio di Gioia c’è da annoverare il vino primitivo, la cui coltivazione si è diffusa nel nostro territorio sin dalla fine del XVIII secolo.
I proprietari di terreni coltivati a vigneto di primitivo in passato erano soliti vinificare artigianalmente le proprie uve in apposite cantine e vendere la parte eccedente l’uso personale al dettaglio o all’ingrosso ad acquirenti locali o forestieri.
A volte, quando la produzione era abbondante i produttori di vino si affidavano alla figura del mediatore per vendere a terzi la parte eccedente il proprio fabbisogno. Molto spesso grosse quantità di vino venivano comprate da società del Nord e utilizzate per aumentare il grado alcolico delle produzioni del settentrione d’Italia o, nel peggiore dei casi, per ‘ tagliare ‘ i vini francesi notoriamente portatori di una bassa gradazione alcolica, vini o spumanti che, una volta imbottigliati tornavano da noi per essere venduti a caro prezzo.
La S.A.I.L. Latte Perla Granarolo
13 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Prodotti Locali, Storia
Il territorio gioiese oltre ad essere una zona di “interesse turistico rilevante” (L.R. 23/1993), per la presenza del castello Normanno-Svevo, di numerosi monumenti dell’archeologia industriale e di insediamenti industriali e di diverse zone archeologiche, da sempre ha espresso la sua vocazione agro-alimentare, grazie alla vastità del suo territorio, che si estende per circa 206 Kmq e che si sviluppa in zona collinare, con altitudini comprese fra i 296 e i 435 metri s.l.m.
Tra i prodotti più significativi del nostro territorio annoveriamo il latte e i derivati della sua lavorazione.
Oltre al caseificio dei Fratelli Capurso e ad una serie di caseifici locali un incremento sostanziale all’attività casearia gioiese è venuto in passato dalla S.A.I.L ( Società Agricola Industriale Latte ). Uno dei fiori all’occhiello della comunità gioiese è senz’altro la pluriennale presenza sul territorio dello stabilimento S.A.I.L. Latte Perla. A differenza di altre realtà, come la Termosud Ansaldo, la S.A.I.L. è l’esempio tipico di come dalle nostre parti si può
Il Museo della Civiltà Contadina
12 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
C’è un luogo a Gioia del Colle in cui i mestieri di un tempo non sono affatto scomparsi, ma sono ancora vivi e presenti. Infatti, anche se cristallizzati nella loro statica configurazione, oggetti, arnesi e strumenti legati ad attività artigianali del passato parlano, ci riportano alla nostra tradizione contadina e agricola e attraverso di loro ci fanno rivivere momenti e ricordi di un tempo scomparso. E’ un’oasi in cui si respira non un’atmosfera di polvere o di rimpianto, segni che il tempo inesorabilmente lascia su oggetti e persone, ma dove si viene in contatto con un passato pieno di vita e di operosità, elementi che hanno reso importante e famosa la nostra città e i nostri laboriosi compaesani.
Questo luogo è il Museo della Civiltà Contadina.
Vale la pena visitare questo Museo ricchissimo e unico, messo su nel corso di diversi anni, con grande amore, pazienza, fatica e sacrifici economici, dal proprietario, il dott. Vito Santoiemma.
D’Antan al ” Premio Noci per la storia locale “
10 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Comunicati, Storia
La Commissione giudicatrice del “Premio Noci per la storia locale” ha decretato lo scorso 17 Maggio i vincitori della 13^ edizione. La stessa è presieduta dal Sindaco Domenico Nisi e da Domenico Blasi, Direttore del Gruppo Umanesimo della Pietra di Martina Franca, la Dr.ssa Rita Caforio, Direttrice della Biblioteca comunale di Latiano (delegata dal Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia), la Dr.ssa Enrica Simonetti, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno e il Prof. Pietro Sisto, docente di letteratura italiana presso l’Università degli studi di Bari. A svolgere le funzioni di Segretario Giuseppe Basile, Direttore della Biblioteca Comunale di Noci. La Giunta ha approvato i verbali della Commissione con Delibera n. 57 del 27 Maggio 2016.
Dopo la premiazione del vincitore per la 1^ sezione, riservata a opere (anche multimediali) e a tesi sulla storia di Noci (problemi, momenti, figure, aspetti, etc.) e dotata del premio di € 2.000,00, e di quello per la 2^ sezione, riservata a opere (anche multimediali) sulla storia dell’area circostante a Noci e dotata del premio di € 1.200,00, la Commissione ha deciso con giudizio unanime di segnalare il seguente lavoro, premiato con una targa: “D’Antan: Gioia del Colle raccontata per 72 immagini di primo ‘900” a cura di Sebastiano Lagosante e scritto con il contributo di alcuni studiosi gioiesi: Esther Celiberti, Pino
Il villino Tateo
9 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
Una veduta panoramica di via Roma di Gioia del Colle, un tempo via della Stazione, risalente alla fine dell’Ottocento ci mostra sul lato sinistro, incamminandosi in direzione di Piazza Plebiscito, una vasta area ancora non urbanizzata, in parte utilizzata a giardino pubblico. Nel secolo scorso il tessuto urbano di Gioia, ed in particolare quello che è compreso tra la Piazza e la stazione ferroviaria, è stato stravolto da costruzioni moderne che ne hanno sfigurato l’originario assetto ottocentesco. In controtendenza con quanto si è verificato lungo quest’asse stradale, di fronte all’ingresso della Villa Cassano, in via Roma, oggi, ma non sappiamo per quanto tempo ancora, è possibile ammirare, tra la folta vegetazione arborea e di glicini che hanno ricoperto l’artistica recinzione in ferro battuto, una villa più modesta, in stile liberty, nota come villino Tateo, così chiamata dal nome degli ultimi proprietari. [Continua la Lettura]
La cava di Monte Rotondo
7 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
Abbastanza tormentato è il percorso della cava di Monte Rotondo.
Il terreno su cui insiste la cava si trova al Km. 6 della strada provinciale Gioia-Putignano; ricade in zona agricola E/2 ed è censito nel foglio mappale n.18 dell’agro di Gioia del Colle. E’ sottoposto tutto a vincolo idrogeologico ex R.D.L. n. 326/23 nonché in parte a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n. 431/85 e a vincolo archeologico ex lege 1089/1939.
La cava si trova in un territorio che ricade nella particolare area geostrutturale denominata ‘ Piattaforma Carbonatica Apula ‘ che si identifica geograficamente con l’altopiano delle Murge che, fagliato, piegato e interessato da fenomeni carsici, si estende, toccando quote s.l.m. non eccessivamente elevate ( 600 mt. circa ), dalla piana della Capitanata alla piana di Brindisi e dal mare Adriatico alla fossa Bradanica.
La Piattaforma è costituita da rocce sedimentarie di età Mesozoica che formano il ‘ Gruppo dei Calcari delle Murge ‘. Si tratta di una potente sequenza di strati e/o banchi di calcari essenzialmente detritici, a grana variabile ma essenzialmente fine, talora oolitici, tra i quali si rinvengono banchi di calcari biostromali; con irregolare sequenza di strati calcarei dolomitizzati.
Gemellaggio Gioia del Colle -Targoviste
6 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Storia, Turismo
Targoviste, città della Romania, è la sede della contea di Dambovita. Si trova sulla riva destra del fiume Ialomita, a circa 80 Km. da Bucarest, capitale della Romania. I risultati del censimento del 2011 davano a Targoviste 79.610 abitanti, dato che pone la città al 26° posto tra le più grandi della Romania. E’ una città dal passato importante in quanto tra il XV e il XVI secolo è stata la capitale della Valacchia.
Da marzo del 2004 la Romania è entrata a far parte del patto della Nato e dal 1° gennaio 2007 è diventata Paese membro dell´Unione Europea e, così come previsto dal Trattato istitutivo della Comunità Europea, i suoi cittadini, godono a pieno titolo del diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri e in Italia.
Il Comune di Gioia del Colle, in un periodo di negoziati propedeutici all’allargamento della UE e prevenendone la ratifica, ha stipulato accordi e collaborazione con una città della Romania


