Le carte da gioco di Mario Pugliese
5 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Storia
Ci sono artisti gioiesi, come il pittore Mario Pugliese, che in vario modo testimoniano il loro amore per la nostra città con iniziative originali cercando di valorizzare le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra cultura e di farle conoscere ad un più ampio pubblico, anche al di fuori di stretti e limitati confini delle mura cittadine.
A lui va il merito di aver risvegliato il Centro Storico del nostro paese dal torpore in cui versava e di aver legato parte della sua produzione pittorica a valorizzare la nostra storia e il nostro patrimonio artistico e culturale.
E in questo suo tentativo ( tanto più difficile in quanto lo spirito del gioiese è tendenzialmente portato al ‘ raddoppio ‘ di un evento, non sempre allo scopo di raggiungere un valore aggiunto, ma di dimostrare di saper ‘ fare ‘ meglio degli altri, come fanno testo nel passato la presenza di due bande musicali, di due squadre di calcio, di due squadre di pallavolo o di basket, due sedi dello stesso partito politico, per citarne alcuni ), ha avuto il merito di essere riuscito a coinvolgere in questa difficile ma appassionante avventura altri ‘ colleghi ‘ che hanno affiancato il suo vulcanico estro e le sue originali iniziative.
Tra i giochi tipici della nostra società ci sono ancora le carte da gioco. Tra queste, grazie al pittore Mario Pugliese, possiamo annoverare anche le carte da gioco gioiesi.
Pronte a febbraio 2003 le carte da gioco, che sono state prodotte dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Gioia del Colle ricordano alcuni personaggi legati alla storia di Gioia.
Il Cimitero Islamico di Gioia del Colle
4 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
Con deliberazione n. 23 del 4-3-2002 il Consiglio comunale di Gioia, prendendo atto della diversificazione della società gioiese a seguito di flussi migratori provenienti da altri continenti, fenomeno in continua espansione e intuendo che la nostra società sarebbe stata destinata a diventare sempre più multietnica, individua una zona del Cimitero da destinare al seppellimento di salme appartenenti a culto diverso quello cattolico.
La zona interessata si trova nel campo 21 dell’area cimiteriale, zona scoperta e aperta, come è previsto dalla religione islamica, posta sul lato NO del Cimitero Monumentale e con ingresso in fondo al cancello e al viale di accesso al Cimitero nuovo, luogo originariamente destinato al seppellimento di persone inferiori a 10 anni. Occupa circa 440 mq. per un totale di 32 tombe, che, seguendo la tradizione musulmana, si dispongono in modo da essere rivolte tutte in direzione La Mecca e sono sistemate a livello del terreno.
Con successiva determinazione, specialmente per la presenza a Gioia di una consistente comunità islamica, che sin dal 1989 aveva attivato una moschea, la più antica tra le 12 aperte in Puglia, si è pensato di trasformare la zona cimiteriale, precedentemente individuata per i non cristiani, essenzialmente per i defunti di religione islamica.
Un ” Gate guardian ” a Gioia
3 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Associazioni, Senza categoria, Storia, Territorio & Ambiente
A chi si trova a passare per la vecchia statale 100, poche centinaia di metri dall’ingresso della base del 36° Stormo, nel punto in cui il vecchio tracciato si dirama per consentire l’accesso nel Comune di Gioia, nel triangolo che si forma con il proseguimento verso Bari, non sfuggirà di trovarsi di fronte un gate guardian o gate guard ( custode o guardiano del cancello). Si tratta di un monumento militare, costituito da un velivolo, montato su un basamento, utilizzato, in mostra statica, come una simbolica guardia intenta a "sorvegliare" l'ingresso del paese.
E’ un aereo radiato, precisamente un Aermacchi MB 326, appartenuto al gruppo di stanza nella base aerea di Gioia. L’aereo, infatti, riporta sulla fiancata della fusoliera i numeri 36-40 che corrispondono a quelli che potrebbero considerarsi la targa e il suo numero identificativo: il primo n.36 sta ad indicare la sua appartenenza al 36° Stormo di Gioia, mentre il 40 indica il numero progressivo e identificativo o di matricola dell’aeromobile della base aerea di Gioia.
Giardino didattico
1 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Territorio & Ambiente, Turismo
Di fronte all’Ospedale Paradiso insiste un suolo, che, come si può notare dall'iscrizione posta sulle
colonne che ne delimitano l'ingresso, apparteneva al prof. Filippo Linzalata. Tale suolo sicuramente fu donato in beneficenza all'I.P.A.B di Gioia,ma con la soppressione dell'Ente di Pubblica Assistenza e Beneficienza inizialmente non si capiva chi dovesse incamerare tale bene. La sua gestione e la proprietà, data l'esiguità e lo scarso valore economico del suolo, piuttosto che essere contese tra i vari possibili possessori, erano rimpallate tra Comune di Gioia e ASL/BA e quindi quella zona era lasciata nel più completo abbandono. Su tale suolo è stato effettuato un primo intervento di recupero, con la creazione di una vasca con fontana, piante acquatiche e pesci e panchine ad anfiteatro per rendere fruibile la zona. Per qualche anno l’Amministrazione Comunale, mettendo in atto l’obbligo di piantare un albero per ogni neonato, obbligo introdotto in Italia con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992, ha adempiuto a tale scopo utilizzando questa zona.
Nuova Porta dipinta nel Centro Storico
29 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Territorio & Ambiente, Turismo
Non si ferma la produzione di artisti locali, volta a valorizzare e a rendere più vivo e fruibile il nostro Centro Storico.
Infatti nei giorni scorsi a cura della pittrice gioiese Antonella Lozito, già autrice di una Porta dell'Imperatore nel 2012, il Centro Storico di Gioia del Colle si è arricchito di un nuovo dipinto.
L'opera, che compare sulla porta d'ingresso dello studio d'arte della pittrice gioiese, al n.15 di Via Piottola, è localizzata in una strada già ricca di altre Porte dell'Imperatore: una dipinta da Mario Pugliese, che raffigura Federico II sul trono del Castello di Gioia, si trova al n. 3, una dipinta da Valerio Pastore che raffigura un cavaliere saraceno a sevizio di Federico II, al n. 9, una dipinta da Graziano Milano, che raffigura un cavaliere templare, al n. 25, e un'altra dipinta da Ninnì Rizzi, che raffigurava una porta crociata, al n. 27.
Per quest'ultima opera abbiamo usato l'imperfetto raffigurava, perché il proprietario, così come era avvenuto qualche tempo addietro per la Porta dell'Imperatore di via Barba n. 28, dipinta da Gino Donvito e che presentava un tessuto araldico, ha provveduto a riverniciare il dipinto, composto di quattro pannelli rettangolari formati di 55 quadratini ciascuno di colore verde o celeste, in cui erano inserite quattro croci di colore arancione, coprendolo con un colore grigio e insignificante, mortificando con il suo gesto l'autore del dipinto e privando il visitatore di quella vista.
Figure preistoriche nel territorio di Gioia ?
23 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
Un nostro concittadino, Gabriele Orfino Tancorre, durante una ricognizione avvenuta nel 2007, nella contrada Vallata, teatro degli avvenimenti che videro coinvolto il sergente filoborbonico Pasquale Romano, in contrasto con la decisione plebiscitaria di annessione delle nostre terre al Regno sabaudo, fece delle scoperte, a dir suo, eccezionali.
In quel territorio, a confine dei Comuni di Gioia, Laterza e Castellaneta, si trovò alla presenza di qualcosa di insolito: delle linee che gli parve raffigurassero tre figure preistoriche tracciate al suolo, aventi ognuna la dimensione di circa 200 x 300 metri.
La scoperta della prima immagine, che avvenne casualmente al confine tra Gioia e Laterza, aveva una forma simile a quella di un ‘ pastore ‘, mentre le altre due furono frutto di ricerche programmate a seguito di quel primo ritrovamento.
La seconda figura preistorica, trovata anch’essa a confine tra i territori di Gioia e di Laterza è stata chiamata ' il cacciatore ‘ mentre l’altra , confine tra Gioia, Laterza e Castellaneta è stata chiamata ‘ il danzatore ‘, nomi rivenienti dalla analogia con quelle immagini.
Le sculture di Mario Vacca nel Centro Storico
22 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Storia, Turismo
Facendo seguito all'originale volontà di abbellire il Centro Storico di Gioia con la creazione delle Porte dell'Imperatore, per rendere più vivo e fruibile il nostro nucleo abitativo originario, un altro artista locale si è cimentato in un'opera volta a rievocare il nostro passato e a rendere più bello questa parte del nostro paese.Le sculture in oggetto sono bassorilievi in pietra, eseguiti nel 2012 dal nostro concittadino, maestro costruttore, che, quando ha posto fine alla sua attività lavorativa, ha riscoperto dsi possedere un vero talento artistico: lo scultore Mario Vacca.
Questi lavori, eseguiti su pietra, nella sua bottega artigianale sita nel Centro Storico di Gioia, in via Carlo III di Borbone n. 17, sono stati donati al Comune di Gioia nel 2013 e sono stati inseriti sul prospetto di alcune abitazioni del Centro Storico. Hanno quasi tutti per soggetto Federico II, Bianca Lancia, falchi, elementi questi legati all'illustre personaggio Normanno-Svevo.
Le Porte dell’Imperatore
18 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Associazioni, Primo Piano, Storia, Turismo
Grazie alla fantasia dei pittori gioiesi Mario Pugliese ( e alla collaborazione di Sergio Gatti ) al loro amore per la nostra Gioia del Colle, artisti che hanno pensato a far rivivere il Centro Storico, il primo aprendo la sua bottega artigianale, Studio Uno Tre, al n. 13 di Via Barba, anche per eventi culturali del giovedì, e poi ideando il progetto di abbellire il Centro Storico con opere pittoriche di altri artisti gioiese e non, a partire dalla I edizione del 2012, e il secondo aprendo il suo studio-laboratorio in via Michele Petrera sempre nel Centro Storico, oggi la culla del nostro Paese si è arricchita di preziose opere che testimoniano quanto la nostra storia è legata alla presenza federiciana.
Sono appunto Le Porte dell’ Imperatore, a cui nel 2013 si sono aggiunte altre Porte e le sculture in pietra di un altro artista gioiese, Mario Vacca, sempre in tema con la presenza federiciana a Gioia.
I testi che corredano i dipinti sono a cura della dott.ssa Maria Marmontelli.
Cantina Polvanera
16 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Prodotti Locali, Territorio & Ambiente, Turismo
In contrada Marchesana, al confine tra i Comuni di Gioia del Colle ed Acquaviva delle Fonti, agli inizi del Terzo Millennio si è insediata un’azienda che è lustro e vanto non solo del nostro Comune, ma che è conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo: è la cantina Polvanera, i cui vigneti si estendono su un comprensorio che abbraccia i due citati territori comunali.
Questo connubio, questa pacifica comunanza, unitamente alla circostanza che i conduttori dell’azienda, i signori Cassano, sono originari di Acquaviva, sfata ampiamente la diceria che tra i due paesi non corre buon sangue.
LA CONTRADA MARCHESANA
Il nome dell’azienda è legato alla storia della masseria, chiamata masseria Antonietta, la cui costruzione risale al 1820.
Non bastarono per l’abolizione della feudalità la legge 2-8-1806 di Giuseppe Napoleone e la successiva legge dell’1-9-1806 , con cui si ordinò la ripartizione dei demani, ma si dovette giungere alla sentenza del 3-3-1810 n. 17 per decidere definitivamente che le terre usurpate o chiuse dall’ex feudatario Principe di Acquaviva dovessero essere restituite al Comune di Gioia del Colle ed entrare a far parte dei demani comunali.
Renato Javarone
13 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Quattordici anni dopo la nascita di Francesco Romano, definito il migliore paesista pugliese del primo quarto del Novecento, e a ventidue anni di distanza dalla nascita di un altro importante pittore gioiese, Enrico Castellaneta, nasce l’1-1-1894 a Gioia del Colle, Renato Javarone. A differenza dei primi due Javarone non segue gli studi in scuole ad indirizzo artistico.
Suo padre si occupava della vendita dei prodotti della lavorazione della canapa mentre sua madre gestiva un piccolo esercizio in cui si effettuava la distillazione e si imbottigliavano alcuni liquori. Dopo aver frequentato le scuole elementari e ginnasiali a Gioia si iscrive alle scuole secondarie a Bari. Da subito dimostra il suo interesse per la pittura tanto che già a 16 anni comincia a viaggiare fuori dalla sua provincia e regione, forse in cerca di artisti che potessero instradarlo nel suo futuro lavoro.
Come spesso ripeteva si dichiara autodidatta e di lui qualcuno ripeteva che era maestro e discepolo di se stesso.
Così come avevano fatto numerosi artisti del tempo, tra cui il nostro Francesco Romano, anche Javarone, che aveva raggiunto i 28 anni, nel 1912 si trasferisce a Roma, non solo capitale politica dell’Italia che aveva celebrato l’anno precedente il cinquantenario dell’Unità, ma anche centro culturale e punto di riferimento per artisti e intellettuali di quel tempo.


