Un menhir a Gioia del Colle
8 Luglio 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
Che il territorio di Gioia sia stato abitato sin dai tempi remoti è attestato dalla presenza di numerosi insediamenti preistorici sparsi nel suo agro, a cominciare da quelli adiacenti alla Masseria del Porto, Murgia San Francesco, Murgia San Benedetto, la Castelluccia, Murgia Giovinazzi, Murgia Fra Gennaro, per finire a Toppa di Montursi, a Santo Mola e a Monte Sannace.
Fra le tante testimonianze sopravvissute all’incuria degli uomini e all’azione demolitrice del tempo, oltre a dolmen, necropoli e insediamenti temporanei e stabili, a Gioia va annoverata anche la presenza di un menhir.
Il menhir, parola derivata dal bretone men, pietra, e hir, lungo, è un megalite, cioè una pietra stretta e lunga di varia forma, che spazia da quella a parallelepipedo a quella conica o paracilindrica, infissa nel terreno, come se si trattasse di un obelisco in miniatura. [Continua la Lettura]
La festa del secondo onomastico di San Filippo Neri a Gioia del Colle: San Romolo
6 Luglio 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Non tutti sono a conoscenza che San Filippo Neri, oltre a portare in nome del suo Avolo, aveva un secondo nome. Suo padre, Francesco Neri, infatti, per onorare un fratello di nome Romulo, uomo industrioso, che si era trasferito da Firenze nel Regno di Napoli, e precisamente a San Germano, luogo posto alle radici di Monte Cassino, volle imporgli come secondo nome quello dello zio Romulo.
All’età di diciotto anni il padre mandò Filippo dallo zio Romulo con questa intenzione, che attendendo sotto la cura di lui alla Mercantia, gli dovesse poi succedere nell’heredità; non havendo Romulo persona più attinente, a cui potesse lasciare le sue facoltà. Per ordine adunque del Padre, andato a San Germano, fu dal Zio caramente ricevuto; appresso del quale si portò di maniera, che considerando Romulo le sue buone qualità, non passò molto tempo, che disegnò instituirlo herede di tutto il suo. Ma Iddio, ch’a maggiori cose l’haveva destinato, fece riuscir vano ogni disegno; imperoche essendo Filippo dimorato ivi alcun tempo, sentendosi interiormente stimolato a stato migliore, e considerando l’impedimento, che in ciò apportano le ricchezze, & in particolare l’esercitio della Mercantia, cominciò da sestesso a pensare di fare altra risolutione della vita sua: accelerando questo suo pensiero una divotione, ch’ei prese in que’ paesi, con l’occasione che diremo appresso. (Tratto da Vita di san Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell’Oratorio, scritta da Pietro Giacomo Bacci, Brescia 1706). [Continua la Lettura]
4 luglio: festa liturgica del beato Piergiorgio Frassati
4 Luglio 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Piergiorgio Frassati (Torino 1901-1925) è figlio di una famiglia appartenente alla ricca borghesia, da un noto giornalista che ricoprì anche il ruolo di senatore, ed una affermata pittrice.
Ciò non gli impedisce di impegnare il suo tempo libero a favore delle classi sociali più bisognose: i poveri e i diseredati, che, agli albori della società industriale italiana, subirono un grave contraccolpo nel campo lavorativo. Affascinato dai valori cristiani e dall’ amore per il prossimo, oltre a svolgere la sua attività missionaria si iscrive a diverse associazioni cattoliche e congregazioni e si accosta quasi quotidianamente all’ Eucarestia.
Viene ricordato come terziario domenicano.
Un giorno, ad un amico che gli aveva domandato che cosa avrebbe voluto fare dopo gli studi, lui rispose: Non lo so: sacerdote no, perché è una missione troppo grande e non ne sono degno; il matrimonio no. L’unica soluzione sarebbe quella che il Signore mi prendesse con sé. [Continua la Lettura]
La festa di Maria SS. delle Grazie a Gioia
2 Luglio 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Da tempi antichi la popolazione gioiese ha manifestato la sua devozione per la Madonna delle Grazie, la cui ricorrenza si festeggia il 2 luglio.
Il complesso che comprendeva il Convento e la Chiesa di San Domenico, edificato intorno al 1460, originariamente fu intitolato a Santa Maria delle Grazie.
Nella Santa Visita effettuata nel 1593 dall’arcivescovo di Bari Giulio Cesare Riccardi si cita un convento di Santa Maria della Grazia, che possiede un altare privilegiato tenuto dai Frati Predicatori (i Domenicani).
L’Apprezzo della Terra di Gioia, stilato da nel 1611 dal tabulario Federico Pinto, riporta: Vi sono ancora in detta Terra due altre Chiese una nominata Santa Maria della Grazia servita da monaci Domenicani, et ivi dimorano tre Frati più o meno secondo la volontà de Superiori, celebrandosi dalli detti continuamente, e giornalmente le sacre messe con molta frequenza del Popolo, e devozione di particolari benefattori. Vivono detti Frati parte con elemosine, e parte con le poche entrade, che tengono. Vi è l’altare maggiore con la Cona della Madonna, et altre Cappelle, delle quali ne sono Padronate. [Continua la Lettura]
La festa di San Pietro a Gioia
29 Giugno 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
Su questo sito in data 6 maggio 2020 ho pubblicato un articolo dal titolo “Il culto di San Pietro a Gioia del Colle”.
Al fine di un ampliamento ed approfondimento dell’argomento riporto una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.
La festa di San Pietro Apostolo e Martire a Gioia del Colle.
Simone, pescatore di Betsaida in Galilea, soprannominato Pietro dallo stesso Gesù perché sarebbe stato la pietra su cui fondare la Chiesa, fu con il fratello Andrea il primo a seguire il Divino Maestro che lo nominò Capo del Collegio Apostolico.
San Pietro, definito il Principe degli Apostoli, fu il primo vescovo di Roma ed il primo Papa della Storia. Soffrì il martirio a Roma sotto l’imperatore Nerone il 29 giugno dell’anno 67 d. C. e fu crocifisso con la testa all’ingiù, perché era indegno di morire come Gesù. [Continua la Lettura]
La festa della fondazione della Confraternita di San Filippo Neri
29 Giugno 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Riporto quanto pubblicato su questo sito in data 4 febbraio 2010, all’interno dell’articolo “Le Confraternite a Gioia Parte II”.
L’istituzione della Confraternita è successiva al culto per San Filippo Neri, al quale è intitolata. La fondazione e lo statuto sono attestate dal regio Assenso del 1° marzo 1779. Dopo questo riconoscimento ufficiale alla Confraternita viene concessa la cappella di Santa Maria di Costantinopoli, oggi chiesa di Sant’Angelo.
Il culto per la Madonna e per San Filippo è testimoniato dalla presenza dalla pala sull’altare maggiore, che raffigura la Madonna di Costantinopoli con in braccio il Bambino che sovrasta la città in fiamme; sul lato sinistro si trova San Giovanni Battista e san Luigi Gonzaga mentre sul lato destro sono presenti San Filippo Neri e San Giovanni Evangelista. [Continua la Lettura]
Il Giardino didattico “dott. Tommaso Bianco” a Gioia
26 Giugno 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
In data 1 luglio 2016 su questo sito ho pubblicato un articolo dal titolo “Giardino didattico”. Ritorno su questo argomento non solo per ampliarne il contenuto, ma anche per segnalare a chi di dovere lo stato di degrado in cui versa il Giardino didattico, per la cui realizzazione sono stati spesi molti soldi pubblici, venendo meno, in questo modo, allo scopo didattico per cui fu impiantato; anzi costituisce un cattivo insegnamento, visto che siamo nel campo della didattica, e non si onora il nome del nostro concittadino, il dott. Tommaso Bianco, al quale il Giardino è stato intitolato.
Il dott. Tommaso Bianco è nato a Gioia del Colle nel 1922 ed è morto nel 2006. Consegue la maturità tecnica presso l’Istituto Tecnico Agrario di Lecce, dimorando in quella città presso un locale collegio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, ripeteva, era passato dalla camerata di un collegio alla camerata di una caserma, dapprima a Verona e in seguito a Mantova, a Lecce e, durante gli ultimi tre anni del conflitto, anche in Calabria. [Continua la Lettura]
La festa di San Giovanni Battista a Gioia
24 Giugno 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Il nome Giovanni è molto ricorrente a Gioia del Colle. Giovanni significa dono o grazia di Dio.
Nel suo Vangelo, Luca, capitolo 7, versetto 28, riporta: Gesù rivolto alla folla dice: Io vi dico, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
L’importanza di questo Santo, rispetto agli altri è evidente dal fatto che, unico tra tutti, insieme alla Madonna, si festeggia il dies natalis, cioè il giorno della sua nascita in cielo, ma anche quello della sua nascita terrena.
Nel periodo pasquale nella Chiesa dell’Annunziata a Monte Rotondo si svolge la passata e i padrini dei bimbi che partecipano a quella cerimonia diventano compari di San Giovanni. Anche i testimoni di un matrimonio da noi venivano indicati come compari di San Giovanni. [Continua la Lettura]
Un curioso moto antimurattiano del 1809
24 Giugno 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Dal 1806 al 1815 nel meridione d’Italia assistiamo alla formazione del Regno napoleonico, che è noto come Decennio francese.
A tre anni di distanza da quel 14 gennaio 1806, che costituisce l’inizio dell’occupazione di Napoli da parte di Giuseppe Bonaparte, preceduta dalla fuga dei Borbone in Sicilia, tra aprile e giugno del 1809 Gioia è teatro di un episodio che ci è tramandato dal prof. Giovanni Carano Donvito nella Storia di Gioia dal Colle.
E’ un episodio, uno tra i tanti verificatisi nel corso dell’Ottocento, che testimonia la fedeltà al governo borbonico da parte di chi non accettava i nuovi regnanti. Sembra un anticipo, per le stesse e per altre motivazioni, di quanto si verificherà all’indomani della proclamazione dell’Unità d’Italia, da parte del sergente borbonico Pasquale Romano.
Da sottolineare che in quegli anni Gioia confinava con la cosiddetta Terra d’Otranto, che comprendeva la provincia di Lecce, di Taranto e Matera.
Nella primavera del 1809 Terra d’Otranto fu messa a rumore da un curioso moto. Il 16 aprile ad Oria fu assalito il Corpo di Guardia e dai rivoltosi fu portato un trionfo un giovane incognito, riverito come il figlio di re Ferdinando IV, cui veniva dato il nome di Principe Leopoldo, e che mise a rivoluzione, nel nome di Ferdinando IV, spodestato da G. Murat, Oria, Francavilla, Ceglie, Grottaglie.
Inseguito dalla polizia, il falso Principe si rifugiò a Massafra ove, aiutato da un Francesco De Simone, provocò anche ivi un moto antimurattiano; indi con una sessantina di rivoltosi Massafresi, pervenne a Gioia ove fu tratto in arresto.
Il giovanotto raccontò un mondo di fandonie. Egli, che si chiamava propriamente Antonio Mirabello, si vantò quale nipote del colonnello Mirabelli, fuggito al seguito di Ferdinando IV in Sicilia, mentre risultò ch’egli era nipote di un servitore del colonnello. Egli, pel compenso di ducati 1500, aveva accettato l’incarico della sollevazione della Terra d’Otranto a favore del Borbone. Sbarcato all’uopo in Puglia, nel bosco di Gioia fu derubato e lasciato ignudo. Tuttavia riuscì a trascinarsi fino a Grottaglie, donde ad Oria, ove, come abbiam detto, riuscì a suscitare la rivolta a favore del Borbone.
Scacciato da Oria, da Francavilla, ecc., fu di nuovo a Gioia alla testa dei rivoltosi Massafresi. Per via si unì loro un tal De Bellis, che li lasciò dicendo che si sarebbe recato in Palagiano, ed il Mirabello, ossia il falso Principe Leopoldo, mandò in Gioia a chiamare il giudice di pace, il sindaco e l’arciprete, perché gli venissero incontro, e per avvertire la popolazione di stare quieta ed esibire le armi, altrimenti avrebbe rovinata la città con 8 pezzi di artiglieria e 1500 calabresi.
Il Comune, credendo vera la forza, rispose con una lettera senza data, né firma, in cui accettava di dare il richiesto, ma che, per tranquillità del paese, non voleva riceverli in città. Ma, insistendo il Mirabello, si fu costretti a farlo entrare. Gli mosse incontro l’Arciprete del tempo, Don Giovanni Taranto, col quale il falso Principe si recò nella Chiesa Matrice, intese la Messa e passò nel Convento di S. Francesco. Presentatisi il Sindaco e il Comandante la Civica, il Mirabello chiese le razioni per la sua truppa. Gli si diedero e mangiarono. Ma i Gioiesi intanto si apparecchiavano a scagliarsi contro. Di ciò accortisi i rivoltosi, cominciarono a svignarsela dal Convento; ma alcuni ne furono uccisi ed il Mirabello riuscì a fuggire nella marina di Zuccaretti, in territorio di Massafra, ove l’11 giugno fu, con una cinquantina dei suoi, acciuffato dalla polizia.
Viaggiatori in Puglia e a Gioia
23 Giugno 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Turismo
La letteratura odeporica o di viaggio è un campo molto vasto e sui viaggiatori stranieri in Puglia fra Settecento e Ottocento vi è una bibliografia abbastanza vasta.
Uno tra i primi e più importanti scrittori e viaggiatori nella nostra regione che ci ha lasciato una testimonianza del suo passaggio per la Puglia è il poeta latino Quinto Orazio Flacco, lucano di nascita, terra confinante con la Puglia (Venosa, 65 a.C., Roma, 8 a.C.). Nel 37 effettuò un viaggio da Roma a Brindisi, in compagnia di Mecenate e Virgilio, in occasione del rinnovo dell’accordo tra Antonio ed Ottaviano.
Di fronte allo stupore dei suoi compagni di viaggio che si accorsero che in Puglia, a differenza di Roma, dove abbondavano fontane ed acquedotti, venit vilissima rerum hic aqua (qui si vende addirittura la più vile delle cose, l’acqua), Orazio rispondeva: siderum insedit vapor siticulosae Apuliae (dagli astri cala tanta arsura sull’assetata Puglia), considerandola una regione afosa ed assetata. [Continua la Lettura]












