Figure preistoriche nel territorio di Gioia ?
23 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
Un nostro concittadino, Gabriele Orfino Tancorre, durante una ricognizione avvenuta nel 2007, nella contrada Vallata, teatro degli avvenimenti che videro coinvolto il sergente filoborbonico Pasquale Romano, in contrasto con la decisione plebiscitaria di annessione delle nostre terre al Regno sabaudo, fece delle scoperte, a dir suo, eccezionali.
In quel territorio, a confine dei Comuni di Gioia, Laterza e Castellaneta, si trovò alla presenza di qualcosa di insolito: delle linee che gli parve raffigurassero tre figure preistoriche tracciate al suolo, aventi ognuna la dimensione di circa 200 x 300 metri.
La scoperta della prima immagine, che avvenne casualmente al confine tra Gioia e Laterza, aveva una forma simile a quella di un ‘ pastore ‘, mentre le altre due furono frutto di ricerche programmate a seguito di quel primo ritrovamento.
La seconda figura preistorica, trovata anch’essa a confine tra i territori di Gioia e di Laterza è stata chiamata ' il cacciatore ‘ mentre l’altra , confine tra Gioia, Laterza e Castellaneta è stata chiamata ‘ il danzatore ‘, nomi rivenienti dalla analogia con quelle immagini.
Le sculture di Mario Vacca nel Centro Storico
22 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Storia, Turismo
Facendo seguito all'originale volontà di abbellire il Centro Storico di Gioia con la creazione delle Porte dell'Imperatore, per rendere più vivo e fruibile il nostro nucleo abitativo originario, un altro artista locale si è cimentato in un'opera volta a rievocare il nostro passato e a rendere più bello questa parte del nostro paese.Le sculture in oggetto sono bassorilievi in pietra, eseguiti nel 2012 dal nostro concittadino, maestro costruttore, che, quando ha posto fine alla sua attività lavorativa, ha riscoperto dsi possedere un vero talento artistico: lo scultore Mario Vacca.
Questi lavori, eseguiti su pietra, nella sua bottega artigianale sita nel Centro Storico di Gioia, in via Carlo III di Borbone n. 17, sono stati donati al Comune di Gioia nel 2013 e sono stati inseriti sul prospetto di alcune abitazioni del Centro Storico. Hanno quasi tutti per soggetto Federico II, Bianca Lancia, falchi, elementi questi legati all'illustre personaggio Normanno-Svevo.
Le Porte dell’Imperatore
18 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Associazioni, Primo Piano, Storia, Turismo
Grazie alla fantasia dei pittori gioiesi Mario Pugliese ( e alla collaborazione di Sergio Gatti ) al loro amore per la nostra Gioia del Colle, artisti che hanno pensato a far rivivere il Centro Storico, il primo aprendo la sua bottega artigianale, Studio Uno Tre, al n. 13 di Via Barba, anche per eventi culturali del giovedì, e poi ideando il progetto di abbellire il Centro Storico con opere pittoriche di altri artisti gioiese e non, a partire dalla I edizione del 2012, e il secondo aprendo il suo studio-laboratorio in via Michele Petrera sempre nel Centro Storico, oggi la culla del nostro Paese si è arricchita di preziose opere che testimoniano quanto la nostra storia è legata alla presenza federiciana.
Sono appunto Le Porte dell’ Imperatore, a cui nel 2013 si sono aggiunte altre Porte e le sculture in pietra di un altro artista gioiese, Mario Vacca, sempre in tema con la presenza federiciana a Gioia.
I testi che corredano i dipinti sono a cura della dott.ssa Maria Marmontelli.
Cantina Polvanera
16 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Prodotti Locali, Territorio & Ambiente, Turismo
In contrada Marchesana, al confine tra i Comuni di Gioia del Colle ed Acquaviva delle Fonti, agli inizi del Terzo Millennio si è insediata un’azienda che è lustro e vanto non solo del nostro Comune, ma che è conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo: è la cantina Polvanera, i cui vigneti si estendono su un comprensorio che abbraccia i due citati territori comunali.
Questo connubio, questa pacifica comunanza, unitamente alla circostanza che i conduttori dell’azienda, i signori Cassano, sono originari di Acquaviva, sfata ampiamente la diceria che tra i due paesi non corre buon sangue.
LA CONTRADA MARCHESANA
Il nome dell’azienda è legato alla storia della masseria, chiamata masseria Antonietta, la cui costruzione risale al 1820.
Non bastarono per l’abolizione della feudalità la legge 2-8-1806 di Giuseppe Napoleone e la successiva legge dell’1-9-1806 , con cui si ordinò la ripartizione dei demani, ma si dovette giungere alla sentenza del 3-3-1810 n. 17 per decidere definitivamente che le terre usurpate o chiuse dall’ex feudatario Principe di Acquaviva dovessero essere restituite al Comune di Gioia del Colle ed entrare a far parte dei demani comunali.
Renato Javarone
13 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Quattordici anni dopo la nascita di Francesco Romano, definito il migliore paesista pugliese del primo quarto del Novecento, e a ventidue anni di distanza dalla nascita di un altro importante pittore gioiese, Enrico Castellaneta, nasce l’1-1-1894 a Gioia del Colle, Renato Javarone. A differenza dei primi due Javarone non segue gli studi in scuole ad indirizzo artistico.
Suo padre si occupava della vendita dei prodotti della lavorazione della canapa mentre sua madre gestiva un piccolo esercizio in cui si effettuava la distillazione e si imbottigliavano alcuni liquori. Dopo aver frequentato le scuole elementari e ginnasiali a Gioia si iscrive alle scuole secondarie a Bari. Da subito dimostra il suo interesse per la pittura tanto che già a 16 anni comincia a viaggiare fuori dalla sua provincia e regione, forse in cerca di artisti che potessero instradarlo nel suo futuro lavoro.
Come spesso ripeteva si dichiara autodidatta e di lui qualcuno ripeteva che era maestro e discepolo di se stesso.
Così come avevano fatto numerosi artisti del tempo, tra cui il nostro Francesco Romano, anche Javarone, che aveva raggiunto i 28 anni, nel 1912 si trasferisce a Roma, non solo capitale politica dell’Italia che aveva celebrato l’anno precedente il cinquantenario dell’Unità, ma anche centro culturale e punto di riferimento per artisti e intellettuali di quel tempo.
Francesco e Sebastiano Capurso
9 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Primo Piano, Prodotti Locali, Storia
Un medico gioiese agli inizi del 900 parte per le Alpi svizzere e tornò dalla Valtellina (SO) con i due nipoti con vacche svizzere di razza brunalpina, bovini meno esigenti delle altre razze nel cibo e produttrici di maggior quantità di latte, e che quindi sostituirono la locale podolica.
Questa scelta rivoluzionaria per quegli anni mise gli allevatori nella condizione di produrre molto latte e ai piccoli laboratori artigianali caseari locali consentirono di avere a disposizione la materia prima per la trasformazione del prodotto vaccino locale. Si trattava di piccole botteghe-latterie più di veri e propri caseifici, in cui artigiani del latte lavoravano la materia prima per trasformarla i bunrro, mozzarelle e formaggi. Tra queste botteghe figurava ai primi del’900 quella di Orazio e Clemente Milano in via della Stazione, oggi villino Tateo.
Giuseppe Del Re
8 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Secondo quanto afferma il Carano Donvito la famiglia Del Re, al pari di quelle Soria e De Deo, trasse origine dalla Spagna.
Della famiglia Del Re ricordiamo:
– Giuseppe Maria Del Re, nato a Gioia il 1733, morto nei moti de 1799 insieme al figlio, canonico
Biagio, liberali antiborbonici
– Il figlio Nicola Giovanni, padre scolopio, dotto in fisica e matematica
– Rocco Filippo, padre scolopio, dotto
– Francesco Paolo, patriota, magistrato, carbonaro
I due Giuseppe Del Re: senior a sx. e junior a dx.
Giacomo Argento
29 Maggio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Nasce a Gioia il 18 gennaio 1878 e muore a Gioia il 2 marzo 1951.
Lo strumento che suona è il Trombone solista.
Figlio d’arte, in quanto il padre Francesco è stato musicante della banda di Gioia ( basso tuba ) ed è padre del direttore d’orchestra Pietro.
Poiché mostra subito talento musicale il padre lo avvia sin da giovane allo studio della musica. Frequenta a Gioia una scuola musicale ed è allievo dei maestri della banda Raffaele Breazzano e Giuseppe Chiaia. Frequenta il Conservatorio S. Pietro a Maiella a Napoli dove si diploma sotto la guida del maestro Camillo De Nardis.
Giacomo Argento è stato il miglior flicorno tenore che la banda di Gioia del Colle abbia mai avuto. Guida la banda gioiese nel 1919 in qualità di capobanda o Vice Maestro.
Insieme a Raffaele Chiaia è stato l’artefice dei brillanti risultati che la Banda di Gioia ha riscosso su tutte le piazze d’Italia.
Donato Castellano ( detto don Tutuccio )
28 Maggio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Zio di Mimmo Castellano, nasce a Gioia il 13-1-1905 da Giacomo e da Maria Boscia, penultimo di 10 figli.
Dopo essere emigrato in Sudamerica nel 1920 torna in Italia dall’Argentina.
Gioca nella formazione calcistica locale: La Polisportiva ‘ Manzoni’, voluta da don Vincenzo Angelillo e poi con la Pro Gioia.
Per il suo fisico aitante e per il suo talento calcistico viene selezionato e successivamente firma il suo primo cartellino con la Pro Italia di Taranto.
Nel 1926 presta servizio militare nell11° Reggimento Bersaglieri Ciclisti a Gradisca (GO), dove gioca con la locale squadra di calcio: la Polisportiva Itala.
Nel 1927 ritorna in Puglia e firma per la squadra del Bari Football Club (Liberty), trasformatosi nel corso dell'anno in U.S. Bari, disputando 19 partite.
Grazie anche a lui, per la prima volta il Bari arriva in serie A.
Raffaele Chiaia
27 Maggio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Raffaele Chiaia è nato a Gioia il 20 novembre 1878 ed è morto a Gioia l’1 aprile 1958. Il suo strumento è la 1^ Cornetta.
Suo padre, Giuseppe, musicante di clarinetto e maestro della banda di Gioia dal 1898 al 1905, già a 12 anni lo inizia allo Il suo talento musicale viene subito apprezzato, tanto che a 14 anni è una famosa cornetta e dopo qualche anno è scritturato come solista prima nella banda di Francavilla Fontana e successivamente in quella di Putignano. A Putignano conosce e sposa Maria Rachele Ponzone. La sua fama si diffonde anche oltre oceano. Infatti dopo il matrimonio si reca in America dove riceve una scrittura nella banda di Filadelfia. Dopo sei mesi, però, preso dalla nostalgia per l’Italia, fa rientro a Gioia.
Conosce il Maestro Falcicchio e da allora fino al termine della sua carriera il suo nome è legato alla banda di Gioia del Colle.
Raffaele Chiaia continua a suonare la tromba e il flicorno soprano fino all’età di 75 anni circa, anche se non più come solista, ma come suonatore di tromba e di flicorno soprano, sempre con la stessa valentia e bravura.



