Il Museo della Civiltà Contadina
12 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
C’è un luogo a Gioia del Colle in cui i mestieri di un tempo non sono affatto scomparsi, ma sono ancora vivi e presenti. Infatti, anche se cristallizzati nella loro statica configurazione, oggetti, arnesi e strumenti legati ad attività artigianali del passato parlano, ci riportano alla nostra tradizione contadina e agricola e attraverso di loro ci fanno rivivere momenti e ricordi di un tempo scomparso. E’ un’oasi in cui si respira non un’atmosfera di polvere o di rimpianto, segni che il tempo inesorabilmente lascia su oggetti e persone, ma dove si viene in contatto con un passato pieno di vita e di operosità, elementi che hanno reso importante e famosa la nostra città e i nostri laboriosi compaesani.
Questo luogo è il Museo della Civiltà Contadina.
Vale la pena visitare questo Museo ricchissimo e unico, messo su nel corso di diversi anni, con grande amore, pazienza, fatica e sacrifici economici, dal proprietario, il dott. Vito Santoiemma.
D’Antan al ” Premio Noci per la storia locale “
10 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Comunicati, Storia
La Commissione giudicatrice del “Premio Noci per la storia locale” ha decretato lo scorso 17 Maggio i vincitori della 13^ edizione. La stessa è presieduta dal Sindaco Domenico Nisi e da Domenico Blasi, Direttore del Gruppo Umanesimo della Pietra di Martina Franca, la Dr.ssa Rita Caforio, Direttrice della Biblioteca comunale di Latiano (delegata dal Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia), la Dr.ssa Enrica Simonetti, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno e il Prof. Pietro Sisto, docente di letteratura italiana presso l’Università degli studi di Bari. A svolgere le funzioni di Segretario Giuseppe Basile, Direttore della Biblioteca Comunale di Noci. La Giunta ha approvato i verbali della Commissione con Delibera n. 57 del 27 Maggio 2016.
Dopo la premiazione del vincitore per la 1^ sezione, riservata a opere (anche multimediali) e a tesi sulla storia di Noci (problemi, momenti, figure, aspetti, etc.) e dotata del premio di € 2.000,00, e di quello per la 2^ sezione, riservata a opere (anche multimediali) sulla storia dell’area circostante a Noci e dotata del premio di € 1.200,00, la Commissione ha deciso con giudizio unanime di segnalare il seguente lavoro, premiato con una targa: “D’Antan: Gioia del Colle raccontata per 72 immagini di primo ‘900” a cura di Sebastiano Lagosante e scritto con il contributo di alcuni studiosi gioiesi: Esther Celiberti, Pino
Il villino Tateo
9 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
Una veduta panoramica di via Roma di Gioia del Colle, un tempo via della Stazione, risalente alla fine dell’Ottocento ci mostra sul lato sinistro, incamminandosi in direzione di Piazza Plebiscito, una vasta area ancora non urbanizzata, in parte utilizzata a giardino pubblico. Nel secolo scorso il tessuto urbano di Gioia, ed in particolare quello che è compreso tra la Piazza e la stazione ferroviaria, è stato stravolto da costruzioni moderne che ne hanno sfigurato l’originario assetto ottocentesco. In controtendenza con quanto si è verificato lungo quest’asse stradale, di fronte all’ingresso della Villa Cassano, in via Roma, oggi, ma non sappiamo per quanto tempo ancora, è possibile ammirare, tra la folta vegetazione arborea e di glicini che hanno ricoperto l’artistica recinzione in ferro battuto, una villa più modesta, in stile liberty, nota come villino Tateo, così chiamata dal nome degli ultimi proprietari. Continua la Lettura
La cava di Monte Rotondo
7 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Storia, Territorio & Ambiente, Turismo
Abbastanza tormentato è il percorso della cava di Monte Rotondo.
Il terreno su cui insiste la cava si trova al Km. 6 della strada provinciale Gioia-Putignano; ricade in zona agricola E/2 ed è censito nel foglio mappale n.18 dell’agro di Gioia del Colle. E’ sottoposto tutto a vincolo idrogeologico ex R.D.L. n. 326/23 nonché in parte a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n. 431/85 e a vincolo archeologico ex lege 1089/1939.
La cava si trova in un territorio che ricade nella particolare area geostrutturale denominata ‘ Piattaforma Carbonatica Apula ‘ che si identifica geograficamente con l’altopiano delle Murge che, fagliato, piegato e interessato da fenomeni carsici, si estende, toccando quote s.l.m. non eccessivamente elevate ( 600 mt. circa ), dalla piana della Capitanata alla piana di Brindisi e dal mare Adriatico alla fossa Bradanica.
La Piattaforma è costituita da rocce sedimentarie di età Mesozoica che formano il ‘ Gruppo dei Calcari delle Murge ‘. Si tratta di una potente sequenza di strati e/o banchi di calcari essenzialmente detritici, a grana variabile ma essenzialmente fine, talora oolitici, tra i quali si rinvengono banchi di calcari biostromali; con irregolare sequenza di strati calcarei dolomitizzati.
Gemellaggio Gioia del Colle -Targoviste
6 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Primo Piano, Storia, Turismo
Targoviste, città della Romania, è la sede della contea di Dambovita. Si trova sulla riva destra del fiume Ialomita, a circa 80 Km. da Bucarest, capitale della Romania. I risultati del censimento del 2011 davano a Targoviste 79.610 abitanti, dato che pone la città al 26° posto tra le più grandi della Romania. E’ una città dal passato importante in quanto tra il XV e il XVI secolo è stata la capitale della Valacchia.
Da marzo del 2004 la Romania è entrata a far parte del patto della Nato e dal 1° gennaio 2007 è diventata Paese membro dell´Unione Europea e, così come previsto dal Trattato istitutivo della Comunità Europea, i suoi cittadini, godono a pieno titolo del diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri e in Italia.
Il Comune di Gioia del Colle, in un periodo di negoziati propedeutici all’allargamento della UE e prevenendone la ratifica, ha stipulato accordi e collaborazione con una città della Romania
Le carte da gioco di Mario Pugliese
5 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Storia
Ci sono artisti gioiesi, come il pittore Mario Pugliese, che in vario modo testimoniano il loro amore per la nostra città con iniziative originali cercando di valorizzare le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra cultura e di farle conoscere ad un più ampio pubblico, anche al di fuori di stretti e limitati confini delle mura cittadine.
A lui va il merito di aver risvegliato il Centro Storico del nostro paese dal torpore in cui versava e di aver legato parte della sua produzione pittorica a valorizzare la nostra storia e il nostro patrimonio artistico e culturale.
E in questo suo tentativo ( tanto più difficile in quanto lo spirito del gioiese è tendenzialmente portato al ‘ raddoppio ‘ di un evento, non sempre allo scopo di raggiungere un valore aggiunto, ma di dimostrare di saper ‘ fare ‘ meglio degli altri, come fanno testo nel passato la presenza di due bande musicali, di due squadre di calcio, di due squadre di pallavolo o di basket, due sedi dello stesso partito politico, per citarne alcuni ), ha avuto il merito di essere riuscito a coinvolgere in questa difficile ma appassionante avventura altri ‘ colleghi ‘ che hanno affiancato il suo vulcanico estro e le sue originali iniziative.
Tra i giochi tipici della nostra società ci sono ancora le carte da gioco. Tra queste, grazie al pittore Mario Pugliese, possiamo annoverare anche le carte da gioco gioiesi.
Pronte a febbraio 2003 le carte da gioco, che sono state prodotte dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Gioia del Colle ricordano alcuni personaggi legati alla storia di Gioia.
Il Cimitero Islamico di Gioia del Colle
4 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
Con deliberazione n. 23 del 4-3-2002 il Consiglio comunale di Gioia, prendendo atto della diversificazione della società gioiese a seguito di flussi migratori provenienti da altri continenti, fenomeno in continua espansione e intuendo che la nostra società sarebbe stata destinata a diventare sempre più multietnica, individua una zona del Cimitero da destinare al seppellimento di salme appartenenti a culto diverso quello cattolico.
La zona interessata si trova nel campo 21 dell’area cimiteriale, zona scoperta e aperta, come è previsto dalla religione islamica, posta sul lato NO del Cimitero Monumentale e con ingresso in fondo al cancello e al viale di accesso al Cimitero nuovo, luogo originariamente destinato al seppellimento di persone inferiori a 10 anni. Occupa circa 440 mq. per un totale di 32 tombe, che, seguendo la tradizione musulmana, si dispongono in modo da essere rivolte tutte in direzione La Mecca e sono sistemate a livello del terreno.
Con successiva determinazione, specialmente per la presenza a Gioia di una consistente comunità islamica, che sin dal 1989 aveva attivato una moschea, la più antica tra le 12 aperte in Puglia, si è pensato di trasformare la zona cimiteriale, precedentemente individuata per i non cristiani, essenzialmente per i defunti di religione islamica.
Un ” Gate guardian ” a Gioia
3 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Associazioni, Senza categoria, Storia, Territorio & Ambiente
A chi si trova a passare per la vecchia statale 100, poche centinaia di metri dall’ingresso della base del 36° Stormo, nel punto in cui il vecchio tracciato si dirama per consentire l’accesso nel Comune di Gioia, nel triangolo che si forma con il proseguimento verso Bari, non sfuggirà di trovarsi di fronte un gate guardian o gate guard ( custode o guardiano del cancello). Si tratta di un monumento militare, costituito da un velivolo, montato su un basamento, utilizzato, in mostra statica, come una simbolica guardia intenta a "sorvegliare" l'ingresso del paese.
E’ un aereo radiato, precisamente un Aermacchi MB 326, appartenuto al gruppo di stanza nella base aerea di Gioia. L’aereo, infatti, riporta sulla fiancata della fusoliera i numeri 36-40 che corrispondono a quelli che potrebbero considerarsi la targa e il suo numero identificativo: il primo n.36 sta ad indicare la sua appartenenza al 36° Stormo di Gioia, mentre il 40 indica il numero progressivo e identificativo o di matricola dell’aeromobile della base aerea di Gioia.
Giardino didattico
1 Luglio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Territorio & Ambiente, Turismo
Di fronte all’Ospedale Paradiso insiste un suolo, che, come si può notare dall'iscrizione posta sulle
colonne che ne delimitano l'ingresso, apparteneva al prof. Filippo Linzalata. Tale suolo sicuramente fu donato in beneficenza all'I.P.A.B di Gioia,ma con la soppressione dell'Ente di Pubblica Assistenza e Beneficienza inizialmente non si capiva chi dovesse incamerare tale bene. La sua gestione e la proprietà, data l'esiguità e lo scarso valore economico del suolo, piuttosto che essere contese tra i vari possibili possessori, erano rimpallate tra Comune di Gioia e ASL/BA e quindi quella zona era lasciata nel più completo abbandono. Su tale suolo è stato effettuato un primo intervento di recupero, con la creazione di una vasca con fontana, piante acquatiche e pesci e panchine ad anfiteatro per rendere fruibile la zona. Per qualche anno l’Amministrazione Comunale, mettendo in atto l’obbligo di piantare un albero per ogni neonato, obbligo introdotto in Italia con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992, ha adempiuto a tale scopo utilizzando questa zona.
Nuova Porta dipinta nel Centro Storico
29 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Territorio & Ambiente, Turismo
Non si ferma la produzione di artisti locali, volta a valorizzare e a rendere più vivo e fruibile il nostro Centro Storico.
Infatti nei giorni scorsi a cura della pittrice gioiese Antonella Lozito, già autrice di una Porta dell'Imperatore nel 2012, il Centro Storico di Gioia del Colle si è arricchito di un nuovo dipinto.
L'opera, che compare sulla porta d'ingresso dello studio d'arte della pittrice gioiese, al n.15 di Via Piottola, è localizzata in una strada già ricca di altre Porte dell'Imperatore: una dipinta da Mario Pugliese, che raffigura Federico II sul trono del Castello di Gioia, si trova al n. 3, una dipinta da Valerio Pastore che raffigura un cavaliere saraceno a sevizio di Federico II, al n. 9, una dipinta da Graziano Milano, che raffigura un cavaliere templare, al n. 25, e un'altra dipinta da Ninnì Rizzi, che raffigurava una porta crociata, al n. 27.
Per quest'ultima opera abbiamo usato l'imperfetto raffigurava, perché il proprietario, così come era avvenuto qualche tempo addietro per la Porta dell'Imperatore di via Barba n. 28, dipinta da Gino Donvito e che presentava un tessuto araldico, ha provveduto a riverniciare il dipinto, composto di quattro pannelli rettangolari formati di 55 quadratini ciascuno di colore verde o celeste, in cui erano inserite quattro croci di colore arancione, coprendolo con un colore grigio e insignificante, mortificando con il suo gesto l'autore del dipinto e privando il visitatore di quella vista.


