L’Università a Gioia del Colle
Su un bassorilievo murato nel palazzo municipale di Gioia, ex Convento dei Padri Domenicani, ubicato in Piazza Margherita di Savoia, si legge: UNIVERSITAS IOE, Arma Ioe anno 1480. Ai meno addetti ai lavori, anzi a coloro che non hanno cognizione della lingua latina, quell’iscrizione potrebbe far pensare che a Gioia del Colle fosse presente una […]

L’Arma dell’Universitas Ioe
Su un bassorilievo murato nel palazzo municipale di Gioia, ex Convento dei Padri Domenicani, ubicato in Piazza Margherita di Savoia, si legge: UNIVERSITAS IOE, Arma Ioe anno 1480.
Ai meno addetti ai lavori, anzi a coloro che non hanno cognizione della lingua latina, quell’iscrizione potrebbe far pensare che a Gioia del Colle fosse presente una Università sin da 1480.
In realtà l’iscrizione non parla della istituzione di una Università, ma allude alla presenza della comunità (cioè di una università, un universo, un insieme di cittadini) che abitava il Comune di Gioia, che a quella data aveva un suo stemma e un suo ordinamento come Comune.
Sembra invece probabile la presenza a Gioia di una Schola scriptoria nel 1200, in pieno periodo federiciano.
Infatti, come scrivevo in un articolo pubblicato su questo sito, dal titolo Lo Scriptor Iohensis, nella Biblioteca Vaticana è presente la cosiddetta Bibbia di Manfredi, opera manoscritta firmata dallo scriptor Iohensis, uno scrittore di Gioia che operava alla corte del principe Manfredi.

La Bibbia di Manfredi dello scriptor Johensis
La stessa firma la ritroviamo in calce al colofone della Bibbia conservata nella Biblioteca Nazionale di Parigi: Explicit, expliceat, ludere scriptor eat Iohensis.
Non sappiamo con certezza se una scuola di scrittori amanuensi fosse presente a Gioia in epoca sveva; è certo però che nel Duecento un gioiese svolgeva il compito di scrittore e amanuense e probabilmente anche di miniaturista.
Tra i primi studiosi ad interessarsi dello scriptor Johensis va ricordato il prof. Vito Antonio Donvito.
Veniamo a conoscenza dell’esistenza di questo personaggio da un lavoro completato dallo stesso amanuense che si firma non con il suo nome e cognome, ma con il solo appellativo Iohensis, sicuro di essere identificato correttamente in presenza di quell’unica indicazione.
L’amanuense, infatti, dopo aver completato il compito assegnatogli si rivolge al suo datore di lavoro o mecenate, il principe Manfredi, figlio di Federico II, con queste parole: Princeps Mainfride regali styrpe create accipe quod scrpsit Iohensis scriptor et ipsum digneris solita letificare manu. Iohensis.
Sottolinea ben due volte che si tratta dello scrittore Iohense, indicazione che ci riporta ad un abitante di Ioha, nome con cui nel XIII secolo, era denominato il nostro Comune.

Il libro di Pietro Eboli, De Balneis Puteolorum et Baiarum
Il nome Iohensis compare anche nel poema di Pietro da Eboli, manoscritto palatino 236, Nomina et virtutes balneorum seu de Balneis Puteolorum et Baiarum.
Da un documento del 1157 apprendiamo che Roberto Persilingo tiene Johe, che fa parte del Principato di Taranto.
Nel 1167 in un documento è scritto che Taranto deve servirsi del Castello Johe.
Nel 1180 Giovanni de Amatella, de Castello Ioha dona alla Chiesa di S. Stefano, posta fuori, nel borgo del medesimo castello, al fratello prete Arivie un appezzamento di terreno a Ioha, sito non lontano dalla Palude Magna, vicino alla strada che porta a Matera.
Restando nel campo dell’istruzione è da sottolineare che Gioia del Colle può vantare l’istituzione di Scuole molto prima della promulgazione della legge Casati del 1859 che riguardava l’istruzione nel Regno sabaudo, legge estesa anche al Meridione d’Italia dopo la proclamazione dell’Unità, che riaffermava l’obbligo scolastico in tutto il Regno.
Infatti il Comune di Gioia ha avuto in passato molta attenzione all’istruzione della popolazione residente tanto che aveva scuole che sovvenzionava con fondi stanziati nel suo bilancio annuale.
Già prima del 1806 il sacerdote Giovanni Miraglia, che poi fu eletto arciprete nel 1827, svolgeva il compito di maestro della scuola elementare a Gioia, incarico dal quale decise di dimettersi nel 1830.

L’abate Francesco Paolo Losapio
Nel 1806 il Decurionato di Gioia nomina come maestro l’abate Francesco Paolo Losapio, incarico che fu confermato fino al 1810 per sapere, morale e zelo. In sua sostituzione per gli anni successivi furono nominati altri maestri. A febbraio del 1819 il Decurionato approvò l’acquisto di oggetti necessari mancanti nelle scuole primarie.
L’abate Losapio stabilì con un testamento, che da lui prese il nome di ‘Legato Losapio’, di legare i suoi beni per l’istituzione di una Biblioteca civica e di tre classi ginnasiali, ad uso dei suoi concittadini.
L’istruzione non era riservata solo ai maschi perché in quegli stessi anni fu nominata la maestra pubblica delle fanciulle, Angela Maria Paradiso, la quale poi donò tutti i suoi beni per l’ampliamento dell’Ospedale.
Il valore dei docenti che hanno operato nella Scuola di Gioia è attestato anche da tre avvenimenti che di seguito cito.
Per la cura dell’istruzione elementare, nel 1890, dietro proposta dell’Ispettore Scolastico e del Consiglio Scolastico Provinciale, il Comune riceve la medaglia d’argento conferita dal Ministero, quale benemerito della Educazione Nazionale.
Il Comune nel 1898 partecipa alla Esposizione Generale di prodotti del lavoro nazionale a Torino. Vengono esposte fotografie e calchi del Castello. In tale circostanza le scuole Primarie di Gioia vengono dichiarate scuole modello e il Comune ottiene un diploma d’onore, firmato da S.E. Emanuele Filiberto di Savoia e una medaglia.
Nel 1899 Gioia, insieme a Livorno e Torino, è invitata dal Ministero della Pubblica Istruzione a rappresentare l’Italia alla Esposizione Internazionale di Parigi del 1900; anche lì la Scuola elementare figura come Edificio modello.
Per tornare al mondo universitario va ricordato che più volte l’ateneo barese, che nel 2025 ha festeggiato il suo primo centenario di vita, aveva avanzato richiesta ai Comuni della Regione di decentrare alcuni corsi nelle diverse provincie pugliesi.
Il nostro Comune non si è reso disponibile ad accogliere alcuni corsi, ma si è limitato ad attivare per alcuni anni uno sportello universitario informagiovani per garantire in loco ai gioiesi iscrizioni alle diverse facoltà dell’Università e al Politecnico di Bari o limitatamente alla presentazione di documenti, evitando agli studenti code presso le segreterie universitarie e inutili e copiose perdite di tempo per viaggi e attese agli sportelli dell’ateneo barese.

La sede della LUM, Libera Università Mediterranea, Jean Monnet a Casamassima
Dopo l’apertura dello sportello universitario istituito in collaborazione tra il Comune di Gioia e l’Università degli Studi di Bari, per agevolare le iscrizioni a studenti gioiesi i nostri amministratori nel 2008 stipularono una convenzione con la LUM, Libera Università Mediterranea, Jean Monnet, con sede centrale nei pressi del Baricentro di Casamassima.
Tale convenzione prevedeva la concessione a titolo gratuito del centro direzionale di via Paolo Cassano, ubicato nell’omonima via, ex via Santeramo ed ex distilleria Cassano, sul lato sinistro in direzione Santeramo, come sede dei corsi di specializzazione e dei master della stessa Università, in scienze giuridiche ed economiche.
https://www.sanita.puglia.it/documents/25619/15129984/Lum+_Jean+Monnet_+-+Scuola+di+Specializzazione+per+le+Professioni+legali+-+Google+Maps.pdf/f7878c62-1f44-4c1b-b5ee-2dff566b95a1.

La sede della LUM nella distilleria Paolo Cassano a Gioia del Colle
La Distilleria Paolo Cassano, ubicata in via Santeramo, attualmente via Paolo Cassano, dunque, dopo essere stata ristrutturata, ha continuato a rivivere e dal 2009 fino al 2016 è stata sede di una Scuola di specializzazione per le Professioni Legali della LUM Libera Università Mediterranea Jean Monnet, Scuola di Management.
La convenzione prevedeva anche la frequenza a corsi gratuiti per alcuni funzionari del Comune di Gioia del Colle e l’erogazione di alcune borse di studio a favore di studenti bisognosi e meritevoli.
Con il 2016 questa esperienza universitaria si è conclusa, non essendo stata rinnovata la convenzione con la LUM.
In seguito quei locali sono stati utilizzati per lo svolgimento di alcuni corsi post diploma ITS per la formazione di tecnici del settore caseario, organizzati con il contributo della Regione Puglia.

L’ingresso della LUM ‘Jean Monnet’ a Gioia del Colle
Pur non avendo alcuna sede decentrata di facoltà universitarie il Comune di Gioia del Colle ha contribuito non solo all’istituzione dell’Università degli Studi di Bari con sostegno economico sin dal 1920, ma ha contribuito e continua tutt’oggi a fornire docenti che hanno dato e continuano a dare lustro a questa centenaria istituzione.
Si spera, tenuto conto che il nostro Comune è abbastanza esteso e uno dei più popolati tra quelli limitrofi, che in passato ha avuto a cuore l’istruzione dei nostri concittadini sovvenzionando scuole comunali, ottenendo riconoscimenti a livello internazionale ed inoltre che ai nostri giorni si registra una crescente richiesta di formazione universitaria ai fini di un più agevole inserimento nel mondo del lavoro, che in un prossimo futuro possano essere decentrati a Gioia dei corsi accademici legati alla vocazione agroindustriale e turistico-ricettiva del nostro territorio.
In questo modo, oltre a venire incontro alle esigenze degli studenti, che non dovrebbero affrontare spese di viaggio e inutili perdite di tempo per il trasporto a Bari, il decentramento di alcune facoltà potrebbe invogliare gli studenti ad iscriversi ad un corso di studio universitario e sfoltire l’eccessiva affluenza presso la sede centrale dell’ateneo barese, con notevoli benefici per coloro che dovessero frequentare e si onorerebbe il ricordo di tanti nostri concittadini che in passato hanno dato un notevole contributo per l’elevazione culturale, morale e civile non solo della nostra popolazione ma anche di quella dei paesi limitrofi.
© È consentito l’utilizzo del contenuto di questo articolo per soli fini non commerciali, citando la fonte ed il nome dell’autore.
20 Marzo 2026



