Il professor Leonardo Sebastio
In occasione del centenario della fondazione dell’Università degli Studi di Bari (1925-2025) in un articolo pubblicato su questo sito accennavo al contributo che alcuni docenti gioiesi hanno dato per lo sviluppo dell’ateneo barese e per la formazione di numerosi universitari. Tra questi ve n’è uno che, pur non essendo originario di Gioia, possiamo considerare cittadino […]

Il Prof. Dino Sebastio
In occasione del centenario della fondazione dell’Università degli Studi di Bari (1925-2025) in un articolo pubblicato su questo sito accennavo al contributo che alcuni docenti gioiesi hanno dato per lo sviluppo dell’ateneo barese e per la formazione di numerosi universitari.
Tra questi ve n’è uno che, pur non essendo originario di Gioia, possiamo considerare cittadino onorario del nostro Comune non solo per aver sposato una professoressa di Gioia, ma anche perché da più di 50 anni, cioè ben oltre la metà della sua vita l’ha trascorsa nel nostro paese.
Quest’anno compie 80 anni, anche se, pur in presenza di alcuni acciacchi, non li dimostra affatto; probabilmente lo studio e l’amore per la cultura sortiscono l’effetto di tener ben allenata la mente e di ritardare l’invecchiamento fisico e soprattutto cerebrale!
Leonardo Nunzio Sebastio, infatti, è nato a Taranto il 24/03/1946, familiarmente noto a Gioia come Dino.
Dopo aver completato gli studi superiori ha frequentato l’Università e ha conseguito la laurea in Lettere.
Allievo del Prof. Aldo Vallone, è entrato nel 1974 nell’Istituto di Filologia Moderna dell’Università di Bari; ha percorso tutte le tappe della carriera universitaria sino all’ordinariato. E come ordinario di Letteratura Italiana, sempre nella stessa Università, è stato pensionato nel 2017.

Francobollo celebrativo del centenario della fondazione dell’Università degli Studi di Bari
La sua passione per gli studi umanistici lo ha indirizzato oltre che all’approfondimento della conoscenza dei nostri grandi scrittori e poeti anche a insegnare Letteratura Italiana nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari, compito che ha svolto lodevolmente e in maniera continuativa fino al raggiungimento dell’età pensionabile.
Centinaia di studenti universitari hanno seguito le sue lezioni e hanno potuto apprezzare le sue conoscenze, le sue competenze la sua preparazione e il rigore critico che è stato alla base del suo insegnamento.
Il suo impegno non è stato circoscritto all’attività di docente, ma, come già accennato, il prof. Sebastio ha alternato all’insegnamento lo studio, la ricerca, l’approfondimento di temi e argomenti relativi alla letteratura italiana, con spiccato interesse per l’opera del sommo poeta italiano: Dante Alighieri.
Il frutto dei suoi studi e dei suoi approfondimenti ha trovato spazio in alcune pubblicazioni, come sopra riportato.
Ha curato gli studi in onore del prof. Aldo Vallone, italianista e filologo italiano, nato a Galatina (LE) e ivi deceduto nel 2002. Il prof. Vallone è stato docente nei licei, preside e poi Provveditore agli Studi e Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione. Divenuto poi professore incaricato presso la facoltà di Magistero di Lecce, fu in seguito ordinario in quella di Bari, e infine passò alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli, della quale fu nominato Professore Emerito.

Il prof. Aldo Vallone
Oltre che sull’opera e sul pensiero di Dante il prof. Sebastio ha scritto di Foscolo, di storia delle poetiche e di teatro (gennaio 2007).
Nel 1975, in linea con la materia di insegnamento in campo universitario, ha svolto il ruolo di docente nei corsi per il conseguimento, da parte dei docenti non di ruolo, dell’abilitazione per l’insegnamento di Materie letterarie nella Scuola Media, corso tenutosi presso la Scuola Media Statale “Enrico Carano” di Gioia del Colle.
In quell’occasione sia i docenti gioiesi che quelli dei paesi limitrofi che hanno frequentato il corso di Letteratura italiana tenuto dal prof. Sebastio hanno potuto apprezzare la sua competenza, la sua professionalità, la sua umanità, il suo consiglio a lavorare in gruppi, il suo incoraggiamento a non sottovalutare l’impegno da profondere nello studio, ma anche ad affrontare con serenità gli esami conclusivi del corso e il futuro insegnamento.
Una nota del suo carattere l’ho appresa, anzi ne ho avuto conferma, nel momento in cui gli ho chiesto di inviarmi una sua foto da allegare al presente articolo. La sua risposta è stata: Te la mando, se la trovo. Non mi è mai piaciuto essere fotografato, segno di quel suo essere schivo e lontano dai “riflettori” per smania di apparire, moda ormai consolidata ai nostri giorni, badando invece alla “sostanza” all’impegno e al dovere civico.
Lo ricordo con sincera stima e devo a lui la spinta ad approfondire lo studio e la conoscenza della storia, delle eccellenze e delle tradizioni del nostro territorio, per socializzarle e renderla disponibili a tutti attraverso alcune pubblicazioni.
Noi affondiamo le radici nel passato dei nostri padri e abbiamo il compito di trasmettere il sapere e le nostre conoscenze alle generazioni presente e futura, indicando la strada da percorrere perché questo nostro passaggio sulla terra sia fruttuoso, felice e ispirato da una pacifica convivenza.
Le guerre, le violenze, le brutture che stiamo vivendo ai nostri giorni sparirebbero dalla faccia della terra se facessimo tesoro della cultura e della saggezza di chi ci ha preceduto nei secoli scorsi e imparassimo a comprendere che solo operando per il bene comune la società potrebbe bandire quegli elementi negativi che non ci fanno apprezzare la bellezza dell’esperienza umana.
Il male peggiore per l’umanità è l’ignoranza, che genera confusione, lotte, sofferenze. Per questo andrebbe valorizzata la funzione di chi come docente cerca di educare, educere, tirar fuori da ogni studente e far emergere le sue qualità morali e spirituali o, come ci indicano i Vangeli, i suoi carismi per renderlo sempre più un uomo maturo e responsabile verso se stesso e verso la società.
E questo compito il prof. Sebastio, posso affermarlo con certezza, lo ha svolto egregiamente, a guardare i risultati della attività culturale e maieutica da lui svolta nei confronti dei tanti studenti che si sono avvicendati alla sua scuola.
Ringrazio la professoressa Vanna Tafuri, moglie del professor Sebastio, per alcune notizie relative al curriculum del marito.
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24 Marzo 2026



