Mario Vacca consegna al Comune il bassorilievo dell’Arma Ioe
Da questo sito il 16 maggio 2025 suggerii l’ipotesi che il Comune di Gioia avanzasse la richiesta di Città dell’Arte per Gioia del Colle, motivandone la proposta. Per quanto riguarda le Città d’Arte, i parametri considerati sono rappresentati dalla presenza sul territorio di edifici o di complessi monumentali e di opere d’arte singole o in […]

Il momento dello scoprimento del bassorilievo dell’Arma Ioe, opera dell’artista Mario Vacca
Da questo sito il 16 maggio 2025 suggerii l’ipotesi che il Comune di Gioia avanzasse la richiesta di Città dell’Arte per Gioia del Colle, motivandone la proposta.
Per quanto riguarda le Città d’Arte, i parametri considerati sono rappresentati dalla presenza sul territorio di edifici o di complessi monumentali e di opere d’arte singole o in collezioni, riconosciuti di notevole interesse storico e artistico, almeno tre musei aperti al pubblico per almeno 8 mesi all’anno, con articolata offerta di mostre e manifestazioni; presenza di offerta di servizi culturali, quali biblioteche, emeroteche, archivi di Stato, raccolte di documenti, presenza di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali o tradizionali svolte con il patrocinio della Regione, o degli altri Enti locali; presenza di una domanda turistica e di una offerta turistica calcolata sulla base dei parametri.
E anche in questo settore Gioia ha le carte in regola per aspirare a diventare Città d’Arte; oltre ai monumenti sopra citati e alla varietà e abbondanza di strutture ricettive, dispone di una Biblioteca, di un Teatro, di una pinacoteca, di una plurisala cinematografica, dispone del Museo Archeologico Nazionale, di un vasto Museo della Civiltà Contadina (con ampio settore dedicato al settore caseario e a quello vinicolo), di un altro Museo delle attività tipiche del paese, di un piccolo Museo della Banda Musicale di Gioia. Inoltre vi si svolgono mostre, convegni, manifestazioni culturali varie, spesso patrocinati da Enti locali e regionali, attrae molti turisti in occasione delle due feste patronali, San Filippo e San Rocco, e durante la festa del Palio delle botti.
Oltre alla presenza nel suo territorio di opere d’arte architettoniche, monumentali e pittoriche del passato, Gioia può vantare opere realizzate in un tempo più vicino al periodo che attualmente viviamo, che caratterizzano il nostro Comune conferendogli una particolare attrattiva e una singolare connotazione artistica, tesa a valorizzare la sua storia e a tramandare le sue peculiarità ai posteri, oltre che alla presente generazione.

L’artista Mario Vacca con il nipote Romeo Verniani che ha collaborato nella realizzazione della lastra bronzea, subito dopo lo scoprimento in Piazza Plebiscito
Di seguito riporto un sommario elenco di opere artistiche presenti a Gioia: Figure apotropaiche e stemmi gentilizi posti sull’architrave di alcuni palazzi, come quello di Gioacchino Murat, della famiglia Palmieri e di quella Cassano, l’Arma di Bartolomeo Paoli, l’Arma della famiglia D’Andrano e la lastra sepolcrale di Luca D’Andrano, la lastra sepolcrale di Carlo I di Borbone, le numerose statue poste nei pressi dei condomini realizzati dall’ing. Orfino, il bassorilievo raffigurante Sant’Antonio abate sull’abitazione della famiglia Panessa, l’Arma Ioe, la lastra della famiglia Orsini Del Balzo e il matitone presenti in Comune, i 7 pannelli raffiguranti momenti della vita di Gesù, presenti in Comune, l’icona che era presente sull’Arco Nardulli, ora nella sala consiliare del Comune, l’Ecce Homo e la statua della Madonna e di Santa Caterina d’Alessandria nella Chiesa Madre, numerose statue antiche presenti nelle Chiese di Sant’ Andrea, di San Domenico, della Chiesa Madre, di Santa Lucia, del Sacro Cuore, di San Vito, della Madonna di Lourdes, nella grande edicola ‘il Calvario’, quella nella Piazza intitolata a Padre Pio, dipinti e statue nelle chiese di Gioia.
Tra le altre opere artistiche vanno segnalate: il Caffè House, il Cippo del Primitivo, murales (eseguiti su commissione da parte del Comune, Mercato Coperto, recinzione Scuola materna di via Enrico Soria, muro di recinzione di via Cosimo Damiano Riondino), legati alla nostra tradizione agro-alimentare o ad alcuni temi scottanti del nostro tempo, come la pace e la solidarietà tra i popoli), le Porte dell’Imperatore, i Frammenti dell’Imperatore, i Vessilli ad Arte che rimandano al periodo di Federico II di Svevia, palloncini in ceramica in volo, le sculture di Mario Vacca nel Centro storico, la Pinacoteca Iavarone con dipinti dell’omonimo pittore gioiese e di 20 quadri che descrivono episodi della vita di San Filippo, numerosi busti, tra cui quelli del pittore Francesco Romano, del Losapio, di Del Re, di D’Annunzio, di Dante, di D’Aprile, di Iacobellis e di altri nella sala De Deo, il Monumento ai Martiri del 1799, il Monumento ai Caduti, il Monumento a Garibaldi, Il Monumento a san Filippo, il Monumento al Milite Ignoto, il Monumento a ricordo dell’impresa di D’Annunzio a Cattaro, numerose Chiese rurali, la Chiesa della Madonna della Croce, quella di santa Maria Maddalena, la piazzetta della Croce, i mulini e pastifici, il Cimitero monumentale, il Castello normanno-svevo e gli scavi di Monte Sannace, dolmen e numerosi altri siti archeologici, ville rurali, grotte, il Museo della Civiltà Contadina, il Macello comunale, numerose norie, neviere, edicole votive, oculi o rosoni o petali di pietra, la lastra di bronzo di San Filippo, le porte bronzee di San Rocco, la porta d’accesso alla chiesa di S. Lucia intagliata in legno con scene della vita della Santa, palazzi signorili affrescati, la Croce sul sagrato del convento dei Francescani Riformati.

L’Arma Ioe dopo lo scoprimento in Comune
A queste opere se ne aggiunge un’altra ad arricchire il patrimonio artistico di Gioia.
Domenica 19 aprile 2026 à stato consegnato alla città il bassorilievo ARMA IOE-MMXXV, opera dell’artista Mario Vacca, copia del bassorilievo presente nel palazzo comunale, scolpito dal primicerio gioiese Giovanni De Rocca nel 1480.
Si tratta del primo documento che attesta l’esistenza dell’Universitas Ioe ossia del Comune di Gioia del Colle.
Lo scultore, come ha sottolineato l’architetto Alfredo Vacca, ha utilizzato un bozzetto eseguito dall’artista gioiese Mario Pugliese e si è ispirato al bassorilievo in pietra scolpito nel 1480 dal primicerio e notaro apostolico Ioannes de Roccha, murato nella sede del Municipio di Gioia, al bassorilievo marmoreo realizzato nel 1899 dallo scultore Filippo Cifariello, presente sul monumento ai Martiri del 1799 e allo stemma ufficiale del Comune di Gioia del Colle realizzato nel 1934, dal blasonista Giuseppe Inghilleri e approvato e controfirmato dal re Vittorio Emanuele III.
Il manufatto è stato realizzato dall’artista gioiese Mario Vacca che ha scolpito l’antico stemma di Gioia su un tondo in pietra leccese, e precisamente in pietra di Cursi, un paese di circa 3.800 abitanti, in provincia di Lecce, bassorilievo della grandezza di circa un metro.
Nella stessa giornata in Piazza Plebiscito, a conclusione della riqualificazione della stessa, è stata scoperta la lastra in bronzo, opera di Mario Vacca in collaborazione con il nipote Romeo Verniani, realizzata dalla fonderia di un artigiano del Comune di Agnone, in provincia di Isernia, con la tecnica della fusione a cera persa, lastra che riproduce il bozzetto realizzato da Mario Vacca.
Questo intervento va a completare il progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR, Piano nazionale di Ripresa e Resilienza “Intervento di rigenerazione del tessuto urbano consolidato. Realizzazione asse attrezzato ‘Ferrovia-Piazza Plebiscito’. Infrastrutturazione spazi per la sosta veicolare”, progetto che prevedeva un importo dei lavori di € 3.968.770,55.
Il bassorilievo è un tondo del diametro di cm.125 e dello spessore di cm. 5. Rappresenta lo stemma del Comune di Gioia del Colle presente su un bassorilievo del 1480, con qualche aggiunta personale dello scultore.
Consiste in una coppa ricolma di gioie ed un coperchio soprastante, circondato da due spighe di grano per lato. Nella parte centrale di una collana che fuoriesce dalla coppa l’artista ha scolpito un rosone a 16 aperture, ad imitazione di quello presente sulla torre dell’Imperatrice del castello federiciano di Gioia, inserito in una cornice ottagonale, evidente richiamo al fortilizio federiciano di Castel del Monte e alla storia del nostro Comune, legata a quella di Federico II.
La scultura è circondata da una cornice composta da piccoli tondi, quasi come una collana di perle a farne da contorno.
Nella parte superiore di questa cornice è presente la scritta: ARMA IOE, mentre nella parte inferiore è riportata la data di esecuzione dell’opera: MMXXV.

L’architetto Alfredo Vacca illustra la storia dell’Arma Ioe e dei regnanti dell’epoca
Una seconda cornice, che riproduce la tecnica di lavorazione e intreccio di cesti, con sarmenti o rami di tralci di uva intrecciati tra di loro, oltre alle origini federiciane e alla testimonianza della produzione di cereali nel nostro Comune, aggiunge un’altra peculiarità del nostro territorio e un richiamo ad un’altra nostra tradizione agricola: la coltivazione della vite, dalla quale si ottiene il famoso vino Primitivo.
Il bassorilievo termina nella parte esterna con una serie continua di piccoli ovali, che nell’iconografia scultorea vogliono rappresentare gli occhi non solo dei cittadini gioiesi, ma anche di ogni osservatore, occhi che ci richiamano alla storia e al cuore della Città di Gioia, rendendocela cara e degna di amore e di rispetto.
Gli elementi che compongono le tre cornici nella lastra bronzea posizionata al centro di Piazza Plebiscito, oltre ad arricchire il manufatto dal punto di vista figurativo e a circoscrivere e a concentrare l’attenzione di passanti sullo stemma del Comune, svolgono la funzione di permettere alle acque meteoriche di defluire naturalmente ed evitare il loro ristagno durante le copiose piogge.
Alcune di queste notizie sono state comunicate durante lo scoprimento del bassorilievo in Comune e in Piazza Plebiscito sia dall’architetto Alfredo Vacca, nipote dell’artista, che ha curato la progettazione dell’Intervento di rigenerazione del tessuto urbano, compresa la Piazza Plebiscito, e che ha dato anche notizie storiche del periodo risalente agli anni di realizzazione dell’originaria Arma Ioe e delle dominazioni dei signori regnanti a Gioia, e dallo stesso autore, lo scultore Mario Vacca, che ha illustrato il contenuto del suo lavoro e le motivazioni delle parti aggiunte allo stemma originario.
A buon diritto, quindi, il Comune di Gioia del Colle potrebbe candidarsi come Città dell’Arte.
Alla luce del copioso materiale artistico presente nel Comune di Gioia del Colle forse sarebbe il caso di “rispolverare” la richiesta, da parte dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco, di avviare e portare a compimento l’iter per l’ottenimento per Gioia del titolo di Comune ad attività turistica e/o di Città d’Arte.
Per quanto riguarda la proposta di richiesta per Gioia di Città ad economia turistica e Città d’Arte è possibile consultare un articolo su questo sito, digitando il seguente link: https://www.gioiadelcolle.info/gioia-citta-ad-economia-turistica-e-citta-darte/.
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20 Aprile 2026



