I 60 anni del 36° Stormo a Gioia del Colle

La fondazione del 36° Stormo risale al 1° febbraio 1938, anno in cui gli venne assegnato l’aeroporto di Bologna-Borgo Panigale, appena costruito. Il reparto prese parte alle prime fasi della Seconda Guerra Mondiale con i bombardamenti su Malta e su alcuni obiettivi presenti in Africa settentrionale. Nel 1941 lo Stormo si convertì alla specialità di […]

Logo del 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle

La fondazione del 36° Stormo risale al 1° febbraio 1938, anno in cui gli venne assegnato l’aeroporto di Bologna-Borgo Panigale, appena costruito. Il reparto prese parte alle prime fasi della Seconda Guerra Mondiale con i bombardamenti su Malta e su alcuni obiettivi presenti in Africa settentrionale. Nel 1941 lo Stormo si convertì alla specialità di Aerosilurante e nel 1966 fu schierato a Gioia del Colle.

Ingenti furono le perdite del reparto al termine della seconda guerra mondiale. Persero la vita oltre ai due Comandanti di Stormo, Colonnello Giovanni Farina e Colonnello Riccardo Hellmuth Seidl (a quest’ultimo poi fu intitolato lo Stormo), anche oltre 180 tra ufficiali, sottufficiali e personale di truppa.

Per i numerosi atti di eroismo registrati dai militari del reparto, la Bandiera di Guerra del 36° Stormo è ancora oggi la più decorata di tutta l’Aeronautica Militare Italiana. Il 36° Stormo vanta, infatti: una Medaglia d’Argento al Valor Militare al 36° Stormo Bombardamento Terrestre, una Medaglia d’Oro al Valor Militare al 36° Stormo Aerosiluranti, una Medaglia d’Argento al Valor Militare al 36° Stormo Notturno, una Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia al 36° Stormo Caccia mentre al personale sono state concesse ben 8 Medaglie d’Oro al Valor Militare alla memoria, 43 Medaglie d’Argento, 123 Medaglie di Bronzo e 27 Croci di Guerra.

Il 36° Stormo Caccia, che è uno dei 5 Stormi dell’Aeronautica Militare che garantiscono la difesa aerea nazionale, è inserito nel servizio di Quick Reaction Alert della NATO e garantisce al nostro Paese difesa aerea, assicurando un servizio di sorveglianza aerea attiva perenne, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

Oggi lo Stormo rappresenta un punto focale per la difesa aerea del Mar Mediterraneo meridionale. Queste notizie sono state liberamente attinte da https://www.nissolinoacademy.it/36-stormo/.

Il 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle (BA) è alle dipendenze del Comando delle Forze da Combattimento (CFC) di Milano, la cui missione è quella di acquisire e mantenere la prontezza operativa di tutti gli organismi della difesa aerea, di attacco e di ricognizione, provvedendo all’efficienza operativa dei sistemi d’arma, dei mezzi e dei materiali, nonché all’addestramento del personale ed al costante aggiornamento ed ottimizzazione delle procedure operative, nel rispetto delle linee guida delle SS.AA.. Il CFC è alle dipendenze del Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea che esercita le attribuzioni in materia di addestramento, predisposizione e approntamento operativo dei propri Reparti, affinché gli stessi acquisiscano e mantengano i previsti livelli di prontezza operativa.

Il Reparto ha recentemente conquistato il Silver Tiger Trophy alla NATO Tiger Meet 2026.

Quest’anno ricorre il 60° anniversario della presenza del 36° Stormo a Gioia del Colle, il reparto più decorato dell’Aeronautica Militare.

In verità la presenza a Gioia di un Campo di Aviazione a Gioia  è attestata sin dai primi anni successivi alla fondazione dell’Aeronautica Militare Italiana, tanto che il 4 ottobre 1917 dal Campo di volo di Gioia partì Gabriele D’Annunzio per compiere l’epica impresa su Cattaro.

Su  questo sito è possibile visionare un mio articolo “Il Campo d’aviazione di Gioia del Colle – L’impresa di Cattaro”, digitando il seguente link: https://www.gioiadelcolle.info/il-campo-daviazione-di-gioia-del-colle-limpresa-di-cattaro/.

Targa apposta nel Comune di Gioia per i 30 anni della presenza del 36° Stormo a Gioia

L’Amministrazione comunale di Gioia nel 30° anniversario, il 29 giugno 1996, fece apporre una targa nel Palazzo di Città, a ricordo di quella presenza, riconoscente dell’impegno civile profuso e grata del proficuo rapporto intessuto con la Comunità gioiese.

In occasione del 60° anniversario di fondazione (avvenuta nel 1966), il 5 giugno 2026 presso l’aeroporto “Antonio Ramirez” di Gioia del Colle si è tenuta una cerimonia solenne.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, già Comandante del 36° Stormo, ha voluto presenziare alla cerimonia commemorativa. In quell’occasione, alla presenza dei vertici della Forza Armata, del Comandante del 36° Stormo, Colonnello Antonino Massara, delle autorità civili e militari  e dei rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni combattentistiche e d’arma, nonché di un numeroso personale già appartenente allo Stormo, la Bandiera di Guerra del 36° Stormo Caccia è stata insignita della Medaglia d’Argento al Merito Aeronautico.

Nella motivazione dell’onorificenza viene riconosciuta al 36° Stormo Caccia la capacità di operare con straordinaria perizia aviatoria e di adattarsi con efficacia ai più complessi contesti operativi, contribuendo in maniera determinante alla sicurezza dello spazio aereo nazionale e della NATO.

Il generale Conserva si è così espresso: “Celebrando i sessant’anni della presenza del 36° Stormo a Gioia del Colle rendiamo omaggio a una storia fatta di servizio, passione e straordinaria competenza professionale. La Medaglia d’Argento al Merito Aeronautico conferita oggi alla Bandiera di Guerra del Reparto – ha poi proseguito – testimonia il valore delle generazioni di personale che si sono succedute sotto questa insegna, contribuendo alla sicurezza del Paese e dell’Alleanza Atlantica. In questi sessant’anni il 36° Stormo ha costruito un rapporto solido e autentico con la comunità pugliese, consolidando una presenza che va oltre la dimensione operativa e che rappresenta un patrimonio condiviso tra l’Aeronautica Militare e il territorio.”

Il 36° Stormo, come già accennato, garantisce la sicurezza nazionale e internazionale contro eventuali attacchi nemici, con azioni di sorveglianza del territorio italiano e di quello europeo.

Purtroppo a questo delicato compito e a questa servitù, ricordo che la base aerea di Gioia è utilizzata anche da mezzi aerei della NATO, non corrisponde una pari sicurezza dei cittadini gioiesi dal punto di vista della sanità, essendo Gioia priva di Ospedale, presidio indispensabile sia in periodo di pace che in momenti di guerra, eventi che potrebbero causare problemi per i nostri compaesani.

È solo il caso di ricordare che dalla base aerea di Gioia sono partiti aeromobili europei e americani durante le due Guerre del Golfo, durante la guerra nella ex Iugoslavia, durante la guerra nel Kossovo e durante la guerra contro la Libia di Gheddafi.

Proprio in occasione dello scoppio della guerra con la Libia il primo ministro inglese, Cameron, venne in visita a Gioia del Colle dove stazionava un gruppo di volo inglese. Quando visitò quello che era rimasto dell’Ospedale di Gioia,  inviò a Gioia due grossi camion attrezzati a centro di Pronto intervento e sala opeatoria per garantire la sicurezza sanitaria del personale inglese operante nel 36° Stormo, segno evidente di carenza, a livello locale, di prestazioni sanitarie.

Tra le tante operazioni cui lo Stormo ha partecipato, ricordiamo anche le missioni NATO di Air Policing negli spazi aerei di Islanda, Estonia, Lituania, Bulgaria, Albania, Slovenia e Montenegro.

Episodi di incidenti aerei si sono verificati in passato in Europa e a Gioia del Colle, che, fortunatamente, per il nostro territorio non hanno sortito danni alla popolazione locale.

Locandina per il 60° anniversario della presenza del 36° Stormo a Gioia del Colle

Il giorno 6 aprile 2003 nei pressi di Gioia cadde un Tornado del 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle, che fortunatamente non ebbe effetti disastrosi a carico della popolazione locale.

L’8 aprile 2003 “La Repubblica” riportava la seguente notizia. Gioia del Colle- Una scia di fuoco che taglia il cielo sopra gli ulivi. Un rombo impressionante. Poi il botto. Il cacciabombardiere Tornado Ids, un bolide da millecinquecento chilometri all’ora, una macchina da quaranta miliardi sulla quale s’addestrano i nostri top gun, si sfracella al suolo dopo aver segnato un po’ di macchia mediterranea. In aperta campagna, ma a poche decine di metri da alcune ville tuffate nella zona; lontano, per fortuna, dagli uomini anche da chi lo pilotava.  I piloti si sono lanciati dall’aereo prima che precipitasse…. Quando abbiamo capito che non riuscivamo più a governare l’aereo, afferma uno dei due piloti, lo abbiamo indirizzato verso la campagna, poi ci siamo sganciati.

Il Tornado era impegnato in un normale volo di addestramento, si stava preparando all’atterraggio nella base di Gioia del Colle, sede del 36° stormo dell’aeronautica militare. Pochi minuti prima di toccare terra, il velivolo, forse per un guasto meccanico, forse per una folata anomala di vento (le raffiche ieri pomeriggio erano violentissime) ha iniziato a ballare, a perdere quota. Un attimo e l’aereo è precipitato in mezzo ai campi. A tre miglia dall’aeroporto. A trecento metri dalla strada provinciale che collega Gioia e Santeramo e non lontano dall’autostrada A 14. Gli ulivi di contrada Parco Largo, il luogo dell’incidente, sono cosparsi di rottami, pezzi di ferro che in certi casi si sono conficcati nel terreno. Il Tornado è finito in una gravina. Lì vicino sorgono tre ville. Chi, da lontano, ha assistito alla scena -sono le 15,40 di ieri- parla di uno, due botti, come una bomba che esplode preceduta da una serie di scoppi….  Il cacciabombardiere, planato sulle campagne, ha evidentemente continuato, anche senza controllo, la traiettoria decisa dai piloti prima di abbandonare l’aereo. Dopo l’impatto il Tornado si è spaccato in mille pezzi, e i pompieri, insieme ai militari della base aeronautica, stanno setacciando una vasta zona per recuperare i rottami. Qualcuno è finito a centinaia di metri di distanza, nel giardino di una villa. In un’altra abitazione, dopo lo scoppio, sono andati in frantumi i vetri, e il fumo ha invaso alcuni locali….

Il 21 aprile 2011 “La Gazzetta del Mezzogiorno” dava la seguente notizia.

Tornado inglese sgancia i serbatoi del carburante mentre atterra a Gioia.

Gioia del Colle (Bari)- Per “problematiche tecniche” un Tornado dell’aeronautica inglese in atterraggio nell’aeroporto militare di Gioia del Colle, in rientro da una missione di volo in Libia, nel pomeriggio “ha effettuato lo sgancio delle taniche supplementari” di carburante in un campo aperto all’incirca a mezzo chilometro dalla pista. Ne dà notizia il comando del 36° Stormo dell’Aeronautica militare italiana. Non risultano danni alle persone; l’equipaggio è riuscito a completare l’atterraggio regolarmente.

Il 27 gennaio 2015 il Ministero della Difesa comunicava: Grave incidente aereo presso la base spagnola di Los Lanos, Albacete. Intorno alle ore 15,00 circa di lunedì 26 gennaio e per ragioni ancora sconosciute, un F-15 velivolo greco dopo il decollo ha impattato al suolo nei pressi della linea di volo a terra. Nell’impatto sono stati interessati numerosi velivoli della NATO che stavano partecipando al corso TLP (Tactical Leadership Programme) tra i quali alcuni velivoli italiani. Al momento risultano 9 i feriti tra il personale militare italiano presente ad Albacete, di cui due gravi trasportati in ospedale.

Se la memoria non mi inganna non esisterebbe in Italia e forse in Europa una base aerea militare vicina ad un centro urbano che non avesse in loco un Ospedale o un Pronto Soccorso.

Questi episodi dovrebbero far riflettere sulla necessità di potenziare la sicurezza sia per il personale militare e civile dello Stormo, sia per la popolazione di Gioia, in considerazione della possibilità, sia pur lontanamente remota, del ripetersi di episodi come quelli sopra riportati.

Al di là delle condivisibilissime affermazioni del generale Conserva, che cioè il 36° Stormo ha costruito un rapporto solido e autentico con la comunità pugliese, consolidando una presenza che va oltre la dimensione operativa e che rappresenta un patrimonio condiviso tra l’Aeronautica Militare e il territorio, mi chiedo: non sarebbe il caso che si ponesse riparo a questa situazione di carenza nell’offerta sanitaria a Gioia?

Ad onor del vero una lodevole collaborazione tra il 36° Stormo e la ASL/BA, nello specifico con il PTA (Presidio Territoriale di Assistenza  ovvero ex Ospedale di Gioia del Colle), si è instaurata con una convenzione che prevede lo screening del colon-retto, nel reparto di “Endoscopia digestiva” del PTA gioiese, diretto dal dott. Vincenzo Lattarulo,  rivolto al personale militare e civile che opera nella base del 36° Stormo Caccia.

Gioia garantisce la sicurezza nazionale ed internazionale con la base aerea del 36° Stormo, ma ai cittadini gioiesi non è pienamente garantita la sicurezza di un bene primario, come quello della salute, avendoli privati dell’Ospedale e consentendo loro di servirsi di altre strutture ospedaliere, distanti oltre 20 km da Gioia, con il pericolo di non poter usufruire della golden hour o ora d’oro, quel periodo di tempo che va da pochi minuti a un’ora dopo una lesione traumatica, durante il quale vi è la più alta probabilità che un pronto intervento e trattamento possa evitare la morte.

La “palla” è ora che passi in mano ai nostri politici, perché, di concerto con i vertici del Ministero della Difesa e dei responsabili della politica sanitaria regionale, prendano seriamente in considerazione l’ipotesi di dotare Gioia di un Ospedale o di potenziare la struttura sanitaria esistente con un Pronto Soccorso attivo e con apparecchiature tecnologiche moderne, perché, come contropartita della servitù militare, della presenza dello Stormo e della garanzia di sicurezza che esso con eccellenza garantisce nei cieli d’Italia e di Europa, venga garantita altresì la sicurezza santaria e venga attuato per Gioia quanto previsto dall’art 32 della nostra Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

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17 Luglio 2026

  • Scuola di Politica

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