Mario Vacca consegna al Comune il bassorilievo dell’Arma Ioe
Aprile 20, 2026 by Francesco Giannini
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Il momento dello scoprimento del bassorilievo dell’Arma Ioe, opera dell’artista Mario Vacca
Da questo sito il 16 maggio 2025 suggerii l’ipotesi che il Comune di Gioia avanzasse la richiesta di Città dell’Arte per Gioia del Colle, motivandone la proposta.
Per quanto riguarda le Città d’Arte, i parametri considerati sono rappresentati dalla presenza sul territorio di edifici o di complessi monumentali e di opere d’arte singole o in collezioni, riconosciuti di notevole interesse storico e artistico, almeno tre musei aperti al pubblico per almeno 8 mesi all’anno, con articolata offerta di mostre e manifestazioni; presenza di offerta di servizi culturali, quali biblioteche, emeroteche, archivi di Stato, raccolte di documenti, presenza di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali o tradizionali svolte con il patrocinio della Regione, o degli altri Enti locali; presenza di una domanda turistica e di una offerta turistica calcolata sulla base dei parametri.
E anche in questo settore Gioia ha le carte in regola per aspirare a diventare Città d’Arte; oltre ai monumenti sopra citati e alla varietà e abbondanza di strutture ricettive, dispone di una Biblioteca, di un Teatro, di una pinacoteca, di una plurisala cinematografica, dispone del Museo Archeologico Nazionale, di un vasto Museo della Civiltà Contadina (con ampio settore dedicato al settore caseario e a quello vinicolo), di un altro Museo delle attività tipiche del paese, di un piccolo Museo della Banda Musicale di Gioia. Inoltre vi si svolgono mostre, convegni, manifestazioni culturali varie, spesso patrocinati da Enti locali e regionali, attrae molti turisti in occasione delle due feste patronali, San Filippo e San Rocco, e durante la festa del Palio delle botti. Leggi tutto
Lo Stemma del Comune di Gioia del Colle
Giugno 25, 2007 by Francesco Giannini
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Alcuni affermano che nel 1820, a seguito della demolizione di alcune case situate dietro lo storico Mercato Coperto, viene rinvenuta una lapide, che raffigura lo stemma di Gioia, opera eseguita nel 1480 dallo scultore Giovanni De Roccha.
Nella seduta della Giunta comunale del 23-9-1898, invece, il Sindaco D'Eramo cav. Daniele riferisce alla Giunta che presso gli eredi del fu Pietro Nicola Favale esisteva una lapide antica contenente lo stemma di Gioia. Ricorda: E' noto che il Comune nel 1820 censì alcuni casamenti alla piazza, che furono acquistati dal dott. Pietro Nicola Favale. ( La Piazza di cui si parla è l'antica Piazza di Gioia cioè Piazza Duomo, di fronte alla Chiesa Madre ). Questi demolì i vecchi casamenti ricostruendone uno nuovo con altri che possedeva in attacco a quelli cedutigli dal Comune. Dalla demolizione dei vecchi casamenti risultò un'antica lapide con la data del 1840 delle dimensioni di circa un metro per 80 centimetri, sulla quale erano incisi uno stemma dell'Università di Gioia, quello della casa d'Aragona e un altro che non si potuto ancora decifrare. Per la importanza della lapide sarebbe stato conveniente di farne l'acquisto nell'interesse del Comune, ma poiché per ora gli eredi del fu Pietro Nicola Favale non sono disposti a cederla, così il Presidente sindaco ha fatto le pratiche per ottenere il permesso, come fu ottenuto di farne fotografia.


