Enrico Carano

Pagellina funebre di E. CaranoEnrico Carano nasce a Gioia del Colle il 18 agosto 1877 da Francesco Carano e da Carmela Donvito, nello stesso anno in cui viene alla luce Ricciotto Canudo.

Frequenta con particolare distinzione le classi ginnasiali nel R. Ginnasio ” Archita ” di   e successivamente il Liceo a Macerata, per seguire il fratello Giovanni (nato il 30 giugno 1873 e morto il 23 aprile 1949, in seguito avvocato e Professore Ordinario di Scienze politiche ed economiche dell’Università di Bari), che lì studiava Giurisprudenza.

La sua aspirazione era quella di laurearsi in Agraria, ma per seguire l’altro fratello, Vito, che studiava Medicina, si iscrive alla facoltà di Scienze presso l’Università di Roma, dove consegue a pieni voti  la laurea in Scienze naturali nel 1901.

Segue altresì presso la stessa Università di Roma molti Corsi facoltativi, propri di Agraria, con il proposito di continuare gli studi e di laurearsi anche in Scienze Agrarie presso la Scuola Superiore di Portici.

Il professore Romualdo Pirotta, Direttore dell’Istituto Botanico di Roma, profondo conoscitore degli uomini, apprezzando le sue attitudini di ricercatore, la sua cultura e la sua indole, gli propone, a pochi mesi della laurea, di diventare suo assistente. Infatti il Pirotta non prendeva mai le sue decisioni senza aver interpellato questo suo braccio destro, nel quale riponeva massima fiducia. Il Carano, avendo accettato tale proposta, decide di dedicarsi completamente agli studi di Botanica e quindi alla scienza delle piante.

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Il Castello Normanno – Svevo

23 Marzo 2007 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Il Castello Normanno-Svevo di Gioia del Colle è il risultato di almeno tre interventi costruttivi: uno risalente al periodo bizantino, un altro a quello normanno e l'ultimo a quello svevo.

Inizialmente era costituito  da un recinto fortificato in conci lapidei ed era un castello rifugio, cioè un luogo in cui la popolazione locale trovava riparo contro le scorrerie di popolazioni nemiche.

Questo primo nucleo fu ingrandito nel XII secolo dal normanno Riccardo Siniscalco, che lo trasformò in una residenza nobiliare.

La sistemazione definitiva del castello si deve a Federico II di Svevia intorno al 1230, epoca in cui si presenta con un cortile quadrangolare, saloni e stanze che si affacciano su di esso, ed è delimitato da quattro torri angolari.

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Pietro Argento

16 Marzo 2007 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Foto autografata Pietro ArgentoPietro Argento nasce a Gioia del Colle il 7 marzo 1909. Figlio d'arte, (suo padre Giacomo infatti in qualità di solista di flicorno-tenore suonava nella Banda Musicale di Gioia e insieme all'altro solista, Raffaele Chiaia e al Maestro Paolo Falcicchio contribuì a rendere famoso e insuperabile il Complesso bandistico gioiese nel Novecento), ancora giovinetto è avviato dal padre  agli studi musicali.

Venuto a conoscenza  dell'esistenza del legato Favale, un lascito eseguito dal  gioiese Pasquale Favale, (morto in Napoli l' 8 marzo 1882 ) di L. 24.000 per il mantenimento di un giovane da 12 a 15 anni, che dimostrasse attitudini alla composizione, in un Istituto Primario Musicale, il padre Giacomo nel 1923 presenta la domanda per concorrere al conferimento della borsa di studio per un decennio a favore del figlio Pietro, che aveva conseguito la promozione alla  classe quarta ginnasiale, a partire dal 1924.

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La Banda Musicale di Gioia del Colle

10 Marzo 2007 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

BANDA FOTOUna prima Compagnia di Musica, che opera stabilmente a Gioia del Colle è attestata da un documento del 1840.

Nel 1857 il Consiglio dei Decurioni delibera di  stanziare la somma di ducati 15 per compenso al Maestro di Cappella Francesco Labruna, direttore della Compagnia di Musica, che opera a Gioia. Il 4 novembre 1861 il Sindaco Antonio Taranto ricorda in Consiglio Comunale che da alcuni anni operava in Gioia una Banda, composta di circa 40 individui, che aveva dato buona prova di sè e per la quale alcuni cittadini anticipavano una rilevante somma. Nel 1866 il Prefetto di Bari provvede  a  censire e numerare le Bande Musicali della Provincia, in base alla loro anzianità;  a quella di Gioia, composta da 33 elementi e guidata dal Maestro Leopoldo Aquilar, è assegnata il n. 11. La Banda viene dichiarata Municipale nel 1871, sovvenzionata dal Comune ed affidata alla guida del Maestro Raffaele Scelzi.Nel 1876 l'Amministrazione comunale rinuncia a sostenere la Banda, concedendo in prestito gli strumenti musicali a 26 bandisti che li avevano richiesti, perché continuino a suonare e a guadagnare un tozzo di pane. 

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Ricciotto Canudo

R. CanudoRicciotto Canudo nasce a Gioia del Colle il 2 gennaio 1877, 5° di 7 figli, da Eugenio Canudo e da Emilia Stampacchia, in via Cavour, 77. Suo padre, agente superiore delle imposte dirette aveva lavorato a Palermo, Catanzaro,  Messina, Bari  prima di essere  stato trasferito a Gioia nel 1868.

Sin da giovane manifesta interesse per la letteratura e per l’arte. A 16 anni partecipa a due concorsi,  l’uno con due novelle e l’altro con una lirica,con la quale ottiene la vittoria. A 17 anni scrive alcuni poemi, tra cui Piccole  anime senza corpo, un’imitazione in prosa dell’opera di Baudelaire,  pubblicato a Castrocaro nel 1898 e una raccolta di poesie. Si propone di scrivere la prosa in poesia perché sosteneva che la parola umana è già poesia. Diplomatosi presso l’Istituto Tecnico di Palermo nel 1895 e dopo aver iniziato a frequentare la facoltà di ingegneria, abbandona gli studi universitari per arruolarsi come allievo ufficiale nell’esercito regio. Collocato in congedo nel 1898 manifesta la sua poliedrica attività di letterato,scrittore, poeta,critico e conferenziere. Nel periodo compreso tra il 1898 e il 1899 è a Firenze e diventa amico di Prezzolini  e di Amendola, l’amico di Togliatti. Si interessa di lingue ( ebraico e cinese ), di storia, geografia dell’estremo oriente, di musica, di poesia e manifesta il desiderio di andare a vivere a Parigi, fervido centro culturale dell’Europa del suo tempo.

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