Dal primo Ospedale di Gioia ( 1346 ) all’Ospedale Paradiso
14 Ottobre 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Gioia è stata tra i primi paesi della Puglia a dotarsi di un Ospedale. Il più antico risale al 1346, praticamente 662 anni fa.
E',infatti, Luca D'Andrano a far costruire un Ospedale e la Chiesa di S. Caterina fuori le mura, attorno al Convento di S. Francesco.
L'abate Francesco Paolo Losapio, nel canto III del suo Quadro istorico-poetico sulle vicende di Gioia, in Bari, detta anche Livia, afferma che a dovizia fondarono gli Andrani Ospedali, Cappelle e Monasteri… di tanti il Monaster di San Francesco restò: tutt'altro sparve…… Nel 1729 nel rifarsi la Chiesa del Convento,… il suolo del palagio ( dei D'Andrano ) e l'Ospedale, non men che le due Chiese ( Madonna Regina degli Angeli e S. Caterina ) incorporaro i Frati nel giardino, e ‘l materiale formò il muro d'intorno ed il riparo. Di tutto non rimase orma o segnale: tutto scomparve allor.
La Chiesa di ” Sant’Antonio “, detta anche del ” Crocifisso “
14 Settembre 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Turismo
Sulle origini di questa Chiesa non si hanno notizie certe; si sa solo che quella attuale fu ricostruita verso la fine del 1640 dai Padri Riformati, grazie alla carità dei Gioiesi in onore del Santo di Padova e fu portata a termine nel 1652.
Un' iscrizione sull'architrave della porta di accesso alla Chiesa ricorda che una Croce fu innalzata il giorno della festività di San Francesco d'Assisi, il 4 ottobre 1633 e che la prima pietra della Chiesa fu posata e benedetta il 13 aprile 1636.
La Chiesa detta anche di Sant'Antonio, forse perché edificata sui resti di una primitiva chiesa dedicata al Santo di Padova, oggi è chiamata Chiesa del Crocifisso, sembra per l'omonima sacra immagine scultorea, ritenuta miracolosa, a cui i fedeli rivolgevano le loro suppliche nei periodi di siccità e che in tali circostanze portavano in processione.
Fortunato Matarrese
14 Agosto 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Fortunato Matarrese nasce a Gioia del Colle il 26 febbraio del 1902 da una famiglia di commercianti. I suoi avi paterni, artigiani che esercitavano l'arte della tintoria, si distinsero come tenaci antiborbonici e sostenitori dell'indipendenza e dell'Unità d'Italia.
Dopo aver completato gli studi elementari e secondari nel suo paese, frequenta il Liceo Classico di Altamura.
Manifesta subito una varietà di interessi: compone versi, impara a suonare il pianoforte, tiene una conferenza nel Cinema Vittoria, nella quale commemora San Francesco nel VII centenario della morte, fonda e dirige una filodrammatica.
Volendo proseguire gli studi, in mancanza di un Ateneo in Puglia, si iscrive alla facoltà di Lettere nella Università di Firenze, dove segue i diversi corsi sotto la guida di insigni Maestri del tempo, come Guido Mazzoni, allievo prediletto del Carducci; Ernesto Giacomo Parodi; Giorgio Pasquali, il più valido grecista di quei tempi; Michele Barbi, principe dei dantisti; Pio Raina e di altri importanti studiosi, seguaci del metodo storico- filologico.
La Chiesa di San Domenico
8 Agosto 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Turismo
La Chiesa di San Domenico si trova in Corso Vittorio Emanuele e fa parte di un piccolo complesso annesso al Municipio. La tradizione vuole che sia sorta a devozione della famiglia Silva, estinta nel secolo XVI.
Per un certo periodo fu dedicata a Santa Maria delle Grazie, ora si venera la Madonna del Rosario.
Nell’ Apprezzo della Terra di Gioja del 1611, stilato dal tavolario Federico Pinto, si legge: ” Vi sono ancora in detta Terra (di Gioia ) due altre chiese, una nominata Santa Maria delle Grazie, servita da Monaci Domenicani, et ivi dimorano tre frati, più o meno secondo la volontà de Superiori, celebrandosi dalli detti continuamente e giornalmente la sacra messa, con molta frequenza dello Popolo, e devozione di particolari benefattori. Vivono detti Frati parte con elemosine, e parte con poche intrate che tengono. Vi è l’altare maggiore con la Cona della Madonna et altre Cappelle, delle quali ne sono Padronate “.
L’architetto e tavolario Honofrio Tangho, nell’Apprezzo di Gioia del 1640 dice: ” Vi è la chiesa ad una nave coverta con lamia. In testa vi è l’altare maggiore, dove risiede il santissimo, tiene l’apparati necessari, vi è la sacristia, et altre comodità “.
Edificata con il Convento dai Frati Domenicani tra il XVI e il XVII secolo, fu donata da Murat al Comune nel 1813, a seguito della soppressione del Convento, avvenuta nel 1809. Nella Chiesa ha sede la Confraternita della Madonna SS. del Rosario, approvata con Regio Decreto del 1838 del re Ferdinando II.
Carmelo Preite – 3^ Parte
28 Luglio 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Nel concerto d'addio alla banda di Gioia… sotto un cielo più limpido del solito … potevano echeggiare gli strumenti della meravigliosa compagnia diretta dal maestro comm. Carmelo Preite. Assisteva una folla numerosa che dopo la fantasia dell'Andrea Chenier improvvisava al maestro una delirante manifestazione di simpatia gridando al suo indirizzo dei "bravo maestro" altisonanti. Il comm. Preite era veramente commosso.
Terminato il programma … la banda … passando per via Roma… sempre diretta dal comm. Preite, intonava Inno al Piave… La serata terminava così in grande e perfetta allegria e armonia, quell'armonia che è dote preclara del magnifico corpo bandistico di Gioia del Colle, al quale ancora una volta auguriamo di poter mietere come ne è ben degno, nuovi allori ovunque si recherà. L'Eco della Riviera, 4 settembre 1932, Il saluto della banda di Gioia del Colle.
A settembre la Banda di Gioia suona anche a Camogli.
Ma quando la bacchetta del maestro comm. Preite diede il segnale d'inizio della sinfonia del Barbiere, un profondo silenzio accompagnò la prima superba esecuzione e applausi vivissimi salutarono il maestro insigne e i bravi esecutori… Il concerto magistralmente eseguito ha confermato la fama della banda di Gioia del Colle e, infatti, sotto la direzione del comm. Carmelo Preite… rappresenta un complesso armonico di innegabile valore per valentia di solisti e fusione e armonia di accompagnamento. Robusti gli attori, armoniosi i legni, dolcissimo l'oboe tra grazioso giuoco di clarini; non v'è parte di essa che non sia degna di ammirazione Il Secolo XIX, 7-9-1932, pag.5.
Carmelo Preite – 2^ Parte
24 Luglio 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Con il maestro Preite la banda amplia il suo repertorio, grazie anche alle riduzioni che lo stesso aveva fatto di numerose opere, e si trasforma in vera e propria orchestra.
Poiché la popolazione gioiese era desiderosa di sentire la riduzione del 1° atto della Traviata, che il maestro Preite eseguiva in Piazza San Marco tra il delirio degli astanti con la eccellentissima banda musicale di Venezia, il Podestà di Gioia in data 16 marzo 1932 scrive al collega della città lagunare, chiedendo una copia delle singole parti dell'opera, essendo il maestro Preite molto occupato per poter fare una nuova riduzione.
Il nome della Banda di Gioia, che ormai è all'apice con Falcicchio, con Preite ha fama e risonanza ancora maggiore.
Di ciò è data testimonianza da un invito fatto al maestro Preite dal sig. Luigi Prestini, de " La Voce del Padrone" di Milano, prestigiosa casa discografica del tempo, per incidere dei dischi con l'esecuzione del Concerto Municipale di Gioia del Colle.
Carmelo Preite – 1^ Parte
21 Luglio 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia
Il nome di Carmelo Preite è legato a doppio filo a quello di Gioia del Colle.
La prima volta che si parla di lui a proposito di Gioia è il 12 luglio 1924, giorno in cui il nostro Concerto Musicale Municipale partecipa al Concorso bandistico di I° categoria a Venezia.
In quelle circostanza il Maestro Preite, in qualità di maestro della Banda di Venezia, era uno dei cinque membri della Giuria, che decretarono la vittoria del Complesso Musicale gioiese.
Lo ritroviamo legato a Gioia nel 1932, allorquando il Direttore amministrativo del Complesso musicale gioiese, Girardi, si reca a Bologna per contattarlo sulla sua disponibilità a dirigere la Banda.
Nasce a Presicce ( Lecce ) il 14-2- 1866. All'età di 8 anni, dopo l'esecuzione di un "pezzo variato" per tromba in un paese del Capo di Leuca conosce la prima gioia del consenso delle folle.
La Piazza Coperta ( Mercato Coperto )
14 Luglio 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Storia
Sembra l’inizio di una fiaba, ma è la narrazione documentata e… finita male, di un pezzo della nostra storia che si è irrimediabilmente perduto.
Nel 1859 il Decurionato di Gioia aveva rigettato la domanda di un proprietario, che voleva acquistare un suolo su cui doveva sorgere il Mercato ( Piazza Palombella, per l’appunto ), per costruirvi un fabbricato, poiché alcuni cittadini volevano che quel suolo rimanesse adibito a Piazza.
Correva l’anno 1868, quando nel Consiglio comunale di Gioia si parlò di costruire una Piazza Coperta e un Teatro.
La Chiesa di San Francesco
23 Giugno 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Turismo
Da un testamento, rogato in Gioia dal notaio Nicola De Capite il 14 settembre 1292, risulta che Reone Guarnita, di Gioia, morendo lasciò alla Chiesa di S. Francesco un bue tra i migliori. Tale testamento era firmato dal frate Angelo e dal Padre Guardiano dei Frati Minori, che si chiamava Fra’ Giacomo, il quale nel 1349 fu eletto vescovo della soppressa Chiesa di Lettere, in provincia di Napoli.
Un diploma del 1363 ci dice che nella Chiesa di S. Francesco vi era il sarcofago della famiglia D’Andrano, che era chiuso da una lastra di marmo raffigurante la moglie di Nicolò D’Andrano, Giacchina, in posizione supina e con le mani giunte.
” La famiglia D’Andrano diede alla nostra città cavalieri, capitani, magistrati e con il suo mecenatismo l’arricchì di chiese, conventi e ospedali. Niccolò D’Andrano, padre di Luca, fece erigere la Chiesa ed il Convento di S. Francesco. All’interno della Chiesa vi era una cappella, detta Arca D’Andrano, in cui venivano sepolti i membri di quella famiglia.
Il Convento di san Francesco
16 Giugno 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Turismo
Il Comune di Gioia del Colle può vantare la presenza sul suo territorio di ben tre Conventi: quello dei Francescani Conventuali, quello dei Domenicani e quello dei Francescani Riformati.
Imprecisabile è la data di fondazione del Convento di S. Francesco. Il Losapio ne farebbe risalire la fondazione alla famiglia D'Andrano, nei primi anni del secolo XIV, anche se probabilmente è apocrifo il documento su cui tale opinione si fonderebbe. Tuttavia dall'osservazione di ciò che è sopravvissuto di antiche costruzioni si può pensare che la sua fondazione debba risalire alla famiglia D'Andrano, o forse anche prima di tale periodo, secondo una tradizione locale.
L'ex Convento dei Minori Francescani Riformati fiancheggia la chiesa di S. Francesco, in Piazza Plebiscito. Da quanto si rileva dal testamento del rocco ( arcivescovo ) Reone Guarnita, che, dal 1292, lasciò un bue alla chiesa di S. Francesco dei Frati Minori, fu edificato nei primi anni del secolo XVI.


