Carmelo Preite – 3^ Parte

Nel concerto d'addio alla banda di Gioia… sotto un cielo più limpido del solito … potevano echeggiare gli strumenti della meravigliosa compagnia diretta dal maestro comm. Carmelo Preite. Assisteva una folla numerosa che dopo la fantasia dell'Andrea Chenier improvvisava al maestro una delirante manifestazione di simpatia gridando al suo indirizzo dei "bravo maestro" altisonanti. Il […]

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preite4Nel concerto d'addio alla banda di Gioia… sotto un cielo più limpido del solito … potevano echeggiare gli strumenti della meravigliosa compagnia diretta dal maestro comm. Carmelo Preite. Assisteva una folla numerosa che dopo la fantasia dell'Andrea Chenier improvvisava al maestro una delirante manifestazione di simpatia gridando al suo indirizzo dei "bravo maestro" altisonanti. Il comm. Preite era veramente commosso.

Terminato il  programma … la banda … passando per via Roma… sempre diretta dal comm. Preite, intonava Inno al Piave… La serata terminava così in grande e perfetta allegria e armonia, quell'armonia che è dote preclara del magnifico corpo bandistico di Gioia del Colle, al quale ancora una volta auguriamo di poter mietere come ne è ben degno, nuovi allori ovunque si recherà. L'Eco della Riviera, 4 settembre 1932, Il saluto della banda di Gioia del Colle.

A settembre la Banda di Gioia suona anche a Camogli.

Ma quando la bacchetta del maestro comm. Preite diede il segnale d'inizio della sinfonia del Barbiere, un profondo silenzio accompagnò la prima superba esecuzione e applausi vivissimi salutarono il maestro insigne e i bravi esecutori… Il concerto magistralmente eseguito ha confermato la fama della banda di Gioia del Colle e, infatti, sotto la direzione del comm. Carmelo Preite… rappresenta un complesso armonico di innegabile valore per valentia di solisti e fusione e armonia di accompagnamento. Robusti gli attori, armoniosi i legni, dolcissimo l'oboe tra grazioso giuoco di clarini; non v'è parte di essa che non sia degna di ammirazione Il Secolo XIX, 7-9-1932, pag.5.

Il 1932 si chiude con una tournée che resterà memorabile e sarà ricordata non solo per i successi riportati, ma anche perché a quell'anno risale l'audizione della banda di Gioia da parte di un uomo che dalla sua cella gusta le note del concerto gioiese: Sandro Pertini.

E' lo stesso Pertini che nel dicembre del 1970, quando era Presidente della Repubblica, intervenendo a Bari nel Teatro Piccinni per la presentazione del suo libro Due condanne e sei evasioni, al compagno gioiese Giorgio Vasco, lì presente, lascia questa dedica: Ai cari compagni di Gioia del Colle, ricordando la gioia che ho provato nell'ascoltare una sera dalla mia cella del carcere di Turi la banda musicale del loro paese. Con affetto fraterno Sandro Pertini. Natale '70.

Alla fine della stagione 1932 si rischia la rottura tra il maestro Preite e la Banda di Gioia, non solo per motivi economici, ma anche sulla conduzione del complesso bandistico. Alle richieste del maestro Preite, avanzate con lettera del 30 ottobre fa da riscontro quella del Podestà il 17 novembre 1932. Pur riconoscendo giusti ed esatti i rilievi del maestro, il Podestà lo pregava di considerare che, trattandosi di un modesto Comune non era assolutamente possibile sostenere sacrifici maggiori di quelli fino ad allora sostenuti per la Banda. In quanto all'organico, esso sarebbe stato rivisto secondo il suggerimento.

Consigliava di non convincere  Chiaia a cambiare strumento, considerando che, a differenza di quello che pensa qualcuno, Chiaia per Gioia è una istituzione.

Consigliava altresì di non nominare un'altra Commissione, perché vi era un deficit che nessun altro si sarebbe addossato. Quanto alle preite5due competenze  del Maestro il Podestà dice: Con tutta sincerità devo dirle che la sua richiesta inattesa mi ha sconcertato e meravigliato non perché Lei non meriti anche di più; ma perché Lei sa, giacché lo ha visto, i nostri sacrifici portati al massimo per mantenere la nostra Banda. Né è impossibile impegnarsi per cifre maggiori, giacché a Lei si è dato il massimo stipendio, fin ora corrisposto a tutti gli altri Maestri; tutti per altro a Lei inferiori. Ma Lei che ha conosciuto tutto l'animo e l'affetto dei miei concittadini che Le hanno voluto tanto bene come ad un padre, non vorrà irrigidirsi, e ciò che equivarrebbe a un rifiuto vero e proprio … Gioia è per Lei la seconda Patria e Lei non può né deve rinnegarla. Maestro, mi farà la cortesia di mandarmi la sua adesione al nuovo contratto per il 1933, anche per cominciare a scritturare i nuovi elementi.

Alla fine, forse anche grazie ai buoni uffici dell'Amministratore signor Pecoraro che va personalmente a trovare Preite  nella sua villa a Bardolino ( Verona) si riesce a trovare un accordo tra il Comune e il Maestro, come lo stesso Preite riferisce al Podestà in una sua del 21 novembre 1932:…1° Le dico subito e questa volta  per iscritto che io ritornerò a Gioia. 2° Il mio memoriale è stato frutto di un anno circa di esperienze, pensato per parecchi mesi, vagliato e scritto in più di una settimana. … Dunque per le modificazioni d'organico prego di non discutere… 3° C'è Chiaia. Dal mio memoriale Lei avrà visto che io per primo ho scritto che per Gioia è un'istituzione, anzi una tradizione. Ma Chiaia…deve concedere a me il cambiamento richiesto …4° Circa la Direzione, la Commissione e l'Amministrazione mi affido a Lei.

Ma desidero che tutto proceda con solerzia e regolarità.. 5° Dulcis in fundo. Non dovrebbe meravigliare nessuno se a Carmelo Preite, almeno per il suo passato, si corrisponde uno stipendio superiore ai comuni; se ciò non fosse stato, si sarebbe trovato in una inferiorità vergognosa…. Poi bisogna tener conto dell'abbandono lunghissimo della famiglia, degli interessi privati e professionali, e diciamo pure delle comodità, per affrontare una vita di disagi…Chiedo: stipendio 2.500. Per ogni giornata di assenza da Gioia per ragioni di servizio L. 200. Viaggi e alloggi come intesi. 6° La scrittura del  Lo Re, o del Ragni la credo indispensabile… Se la banda di Gioia non sarà malauguratamente prescelta a S. Remo, la colpa principale sarà proprio da tali deficienze…Da sabato 26 a Milano…

Nel 1933, nonostante il deficit, coperto da alcune obbligazioni la Banda continua le sue tournées  in Italia settentrionale.

A seguito della richiesta del Maestro Preite, in data 21 giugno 1933 il Podestà  gli scrive: … Lei sa, Egregio Maestro, quanto costa oggi la Banda, e diversamente di quella dei tempi di Centofanti e Falcicchio, e sa anche i nostri sacrifizi portati fino allo spasimo e le obbligazioni contratte in proprio. Per cui, ritengo che Lei, non dovrebbe potere richiedere a noi maggiori sacrifizi, che diventano assolutamente impossibili. Le assicuro  che per il nuovo Anno, potremo meglio fissare le condizioni e le modalità contrattuali per evitare il ripetersi di rilievi e di malintesi. Mi scuserà se non posso questa volta contentarla e La prego di considerare con interesse e benevolenza la nostra più che dolorosa e penosa condizione personale…

A luglio Preite e la Banda sono nuovamente a San Remo. Come ogni anno, l'inizio della stagione bandistica a San Remo è stato salutato dalla popolazione con grandi manifestazioni d'entusiasmo. Il debutto della pregiata Banda di Gioia del Colle, ha lunedì scorso profondamente conquistato il pubblico affollatissimo che è stato attratto in special modo dalla perfetta obbedienza di tutti gli esecutori mirabilmente affiatati e pervasi dalla passione stessa del loro Maestro. Infatti la valorosa bacchetta del comm. Preite ha il merito di saper dominare l'insieme degli elementi senza prepotenza e pur con la dovuta energia.

Questo Maestro, che gode di un passato artistico brillantissimo, ha la virtù di fondere in un tutto mirabilmente armonico le virtù degli esecutori. La compagine bandistica, ricca di buoni elementi decisamente migliori di quelli dello scorso anno, ha così reso il programma che si è rivelato di ottima scelta per buon gusto artistico e per effetto… il programma ha ottenuto un successo di applausi ripetuti e fragorosi. …  E' stata tutta una festa degli occhi, quella alla quale abbiamo assistito lo scorso lunedì oltre che dell'udito, e di questa festa, interpreti sinceri e benevoli del pensiero e del sentimento della maggioranza dei nostri concittadini, rendiamo grazie a chi dall'alto vigila alle sorti della iniziata stagione bandistica. G. Ferrari, L'Eco della Riviera,12 e13-7-1933, pag.6 Il primo concerto della Banda di Gioia del Colle.

Poiché al 31/10/1933 era scaduto il contratto con il maestro Preite, i primi giorni di novembre 203 cittadini gioiesi sottoscrivono e inviano una lettera al Podestà di Gioia: Ill.mo Sig. Podestà     Appassionati e sinceri ammiratori di un genere d'arte che, mercè l'interessamento di V. S., ha dato un primato indiscusso alla nostra città, vigili custodi di questo primato e più che mai desiderosi di conservarlo, convinti che tale primato è stato raggiunto mercè l'alto valore di un artista la cui fama varca i confini della Patria … i sotto scritti fanno viva istanza a V. S. perché voglia adoperarsi con tutte le energie acciò che alla direzione artistica del Concerto municipale cittadino sia mantenuto il Maestro Preite. V. S. voglia considerare che ogni altra soluzione, allo stato attuale, sarebbe assai pregiudizievole al valore ed all'esistenza stessa dell'istituzione; e che mentre oggi i cittadini sopportano con lieto animo e sacrifici che essi compiono per il mantenimento del corpo musicale così com'è, in diverse circostanze mal tollererebbero oneri che non dessero quelle soddisfazioni dello spirito e quell'orgoglio che fino ad oggi il Concerto Musicale ha dato. Sicuri che V. S. … vorrà adoprarsi al soddisfacimento di questo legittimo desiderio della gran maggioranza dei cittadini, i sottoscrittori porgono i loro omaggi fascisti.

Già nel 1932-34 la Banda aveva  mietuto sempre nuovi e trionfali allori sulle principali piazze d'Italia e nei vari concerti dati, come alla Fiera del Levante, al Teatro Petruzzelli, a quello Comunale di Gioia…

preite7Il maestro Preite, alla fine del suo mandato, apprestandosi a lasciare l'incarico, il 25 ottobre 1934 scrive al Podestà una lettera di tale tenore: Nell'Archivio della Banda Municipale lascio tutte le mie trascrizioni, frutto di oltre 40 anni di studio e di lavoro, che formarono il vasto repertorio durante il triennio della mia direzione. Rivolgo alla S. V. Ill. preghiera perché si compiaccia assicurarmi che tale provato materiale di mia intellettuale proprietà: 1° Non esca in nessun modo da questo archivio e che serva esclusivamente per le esecuzioni della Banda di Gioia del Colle 2° Che le mie trascrizioni non vengano in nessun modo modificate o alterate da chicchessia 3° Che io sia sempre autorizzato, in caso di richiesta, di cavarmi copia a spese mie dei pezzi di cui avessi bisogno.

Nella stessa giornata il Podestà, aderendo ai desiderata del maestro Preite, gli dava assicurazione riguardo alle sue richieste e il 27 novembre scriveva al Commissario Straordinario per la Banda, comunicandogli il suo desiderio che tutte le numerose trascrizioni che formavano il vasto repertorio del Concerto musicale di Gioia, regolarmente segnate in un apposito inventario, fossero depositate e custodite nell'Archivio Comunale, pur restando a disposizione del maestro della banda, che avrebbe potuto richiederle, quando gli fossero servite.

Si trasferisce a Milano, dove collabora come esperto con il Teatro della Scala e dove, per conto della casa editrice Hoepli, nel 1936 pubblica il volume Istrumentazioni per banda.                                                                                                               

Torna a Venezia nel 1937  per dirigere un concerto, il cui programma comprendeva    sue trascrizioni e strumentazioni da brani di Ravel, Rossini, Vivaldi, Giordano, Ferrari, Wagner, Casella; serata di grande successo e di grande soddisfazioni per il Maestro.      Muore a Milano nel 1952. 

Uomo schivo e modesto nonostante la sua grande cultura musicale, ha lasciato scritto nel suo testamento: Desidero che la mia morte non venga comunicata a nessuno, se non a sepoltura avvenuta… Desidero essere trasportato a Bardolino e nella forma più semplice e breve essere sepolto nel Camposanto comune, in piena terra, ma quanto più possibile vicino alla tomba della mia  Amelia. Unico segno esteriore, una Croce in marmo rosso di Verona. Nessuna iscrizione, nessun titolo, nessun disegno; solo il mio nome e cognome ai piedi della croce… Una piccola aiuola di violette mammole chiuderà il breve recinto. Nessuina forma di corteo o di apparato funebre. Dopo qualche giorno le mie figlie  potranno fare celebrare qualche Messa in mio suffragio a Bardolino, annunciandolo, se vorranno, a parenti ed amici… Quel poco che lascio come musica non ha valore… io ne farei un falò. Non voglio che nessuno ne matta mano.

A Carmelo Preite il Comune di Gioia del Colle, in segno di riconoscimento per i suoi meriti e per gli allori che il nostro Concerto bandistico municipale ha conseguito su tutte le piazze d'Italia sotto la sua direzione, ha intitolato una strada cittadina.

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28 Luglio 2008

  • Scuola di Politica

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