Alcuni componenti della famiglia Soria a Gioia nei secoli scorsi
Ottobre 2, 2025 by Francesco Giannini
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Don Ciccio Soria nella Chiesa Madre invita il popolo a combattere contro i giacobini rivoluzionari. Dipinto del pittore gioiese Mimmo Alfarone.
Il 7 febbraio 1799 i giacobini gioiesi piantarono l’Albero della Libertà sulla piazza di Gioia, prospiciente la Chiesa Madre. Gli eventi che videro Gioia in primo piano nel 1799 registrano la presenza di numerosi esponenti della famiglia Soria. Alcuni di essi, forse per timore di mettersi contro il sovrano Borbone e di perdere conseguentemente i privilegi del loro status sociale, si dimostrarono eccessivamente “realisti” ed esercitarono il loro potere nel perseguitare coloro che chiedevano l’applicazione, nelle nostre contrade, dei principi alla base della Rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza.
Tra questi vanno segnalati don Francesco Soria, chiamato confidenzialmente don Ciccio, sacerdote laico, il quale il 12 febbraio dal pulpito della Chiesa Madre di Gioia aizzò la folla alla controrivoluzione, affermando tra l’altro che i serpenti, per ucciderli, bisogna schiacciargli la testa, alludendo ai rivoluzionari gioiesi.
Essendo genero del sindaco di Gioia Vito Antonio Chimienti, ed appartenendo ad un potente casato trapiantato dalla Spagna, che aveva trovato dimora in Puglia sin dal ‘600, casato ricordato durante le cause demaniali per aver acquisito ricchezze e patrimoni di spettanza comunale, le cui azioni erano però sconosciute a gran parte della popolazione, Francesco Soria godeva di una autorità indiscussa presso i suoi concittadini. Leggi tutto
La famiglia Soria a Gioia del Colle
Giugno 9, 2020 by Francesco Giannini
Filed under Gioia Nota, Storia
L’Apprezzo della Terra di Gioia del 1640 dice: Fuori da detta terra dalla parte del Castello, accosto la Porta Maggiore, è un Convento di S. Domenico. Federico de Silva (nobile spagnolo sceso in Italia al seguito degli Aragonesi) nel sec. XVII sistemò il Convento e la Chiesa.
Non è il solo personaggio spagnolo che troviamo a Gioia del Colle. All’ascesa al trono di Federico d’Aragona, zio di Ferrandino, il regno di Napoli viene conteso tra Luigi XI di Francia e Ferdinando il Cattolico, di Spagna. I Francesi vengono sconfitti e il Regno di Napoli resta in mano degli Spagnoli, diventando Vice Reame Spagnolo nel 1504.
Come gli Albanesi hanno lasciato traccia della loro presenza con il borgo cha da loro prende nome e dai toponimi e cognomi che si sono perpetuati, così anche gli spagnoli hanno lasciato il segno della loro presenza a Gioia attraverso i cognomi di numerose famiglie. Ricordiamo che molti cognomi terminanti in –is sono di provenienza spagnola ( De Leonardis, Jacobellis, ecc. ). Leggi tutto



