“Lo scrittore e l’uomo” del prof. Vito Antonio Lozito
Il 12 giugno 2026 nella Biblioteca comunale di Gioia del Colle don Vincenzo Angelilli si è tenuta la presentazione del volume “Lo scrittore e l’uomo”, libro inedito del prof. Vito Antonio Lozito. Alla presentazione, insieme al figlio Marco Lozito, hanno collaborato la prof.ssa Maria Rosaria D’Uggento, il prof. Sergio D’Onghia, il prof. Francesco Giannini e […]

Presentazione del volume “Lo scrittore e l’uomo”. Da sx: Marco Lozito, Francesco Giannini, Mario Guagnano, Sergio D’Onghia e Maria Rosaria D’Uggento.
Il 12 giugno 2026 nella Biblioteca comunale di Gioia del Colle don Vincenzo Angelilli si è tenuta la presentazione del volume “Lo scrittore e l’uomo”, libro inedito del prof. Vito Antonio Lozito.
Alla presentazione, insieme al figlio Marco Lozito, hanno collaborato la prof.ssa Maria Rosaria D’Uggento, il prof. Sergio D’Onghia, il prof. Francesco Giannini e lo storico Mario Guagnano.
Marco Lozito, dopo un breve intervento introduttivo durante il quale ha mostrato un dattiloscritto del volume che veniva presentato, rinvenuto tra i preziosi documenti del padre, risalente presumibilmente agli anni ’70, e dopo il saluto del Consigliere delegato alla Cultura, al quale ha consegnato un prezioso libro del professore, da inserire nel patrimonio della Biblioteca comunale, ha invitato i relatori a socializzare le loro riflessioni sulle tematiche affrontate nel volume oggetto della presentazione.
Ognuno dei relatori ha sviluppato alcuni aspetti che emergono dalla lettura dei 29 brani che fanno parte della pubblicazione.

La pof.ssa Maria Rosaria D’Uggento, durante il suo intervento.
Per gentile concessione del fotografo Marco Grandelis
In particolare, la prof.ssa D’Uggento ha focalizzato il suo intervento su un argomento trattato con passione dal prof. Lozito e cioé della filosofia, quindi dello stoicismo e dell’imperatore Marco Aurelio.
Il prof. D’Onghia si è soffermato su alcuni aspetti messi in evidenza dall’autore, riguardo ad alcuni scritti di autori italiani di cui il prof. Lozito si è interessato sottolineando il suo impegno, la sua rielaborazione critica e la modernità nell’affrontare temi legati al vivere civile.
Lo studioso e storico Mario Guagnano, invece, si è soffermato particolarmente sugli scritti che hanno come tema l’odio e la negritudine, temi molto cari al prof. Lozito il quale ne già aveva fatto cenno nel volume “L’Angelo della Storia” e dallo stesso Guagnano sottolineati nella presentazione del febbraio 2025 nel salone del Circolo Unione.
Gli interventi sono stati frammezzati dalla lettura di una commovente poesia del prof. Lozito, recitata dalla moglie, la prof.ssa Anna Mastropietro, con l’accompagnamento musicale di Marco Lozito.

Il prof. Sergio D’Onghia, durante il suo intervento.
Foto di Marco Grandelis
Al termine della serata la prof.ssa Anna Mastropietro, moglie del prof. Lozito, ha fatto dono alla prof.ssa D’Uggento di un bouquet di fiori. La serata si è conclusa con la donazione ai presenti del volume “Lo scrittore e l’uomo”.
Di seguito riporto il mio intervento.
Buona sera a tutti voi, intervenuti perché con la vostra presenza testimoniate l’amicizia per un maestro, un amico, uno scrittore e un uomo, come recita la locandina di presentazione a questo evento, alla quale avrei aggiunto l’aggettivo “versatile”, per motivi a cui di seguito accennerò.
Ringrazio gli organizzatori e soprattutto Marco, che ha voluto onorarmi, proponendomi di offrire un contributo in questa serata, ad un anno di distanza dalla scomparsa del papà Antonio e tutta la sua famiglia per la stima e l’amicizia che ci lega.

..Il prof. Francesco Giannini mentre snocciola il suo intervento sui 29 “fiorellini” del volume del prof. Lozito. Foto di Marco Grandelis
Per me che ho condiviso con Antonio per diversi anni la missione di docente nella stessa scuola e che ho anche condiviso per qualche decennio momenti di studio e di conversazioni, parlare di lui potrebbe da una parte risultare semplice, ma dall’altra impegnativo, proprio perché complessa è la sua personalità, formatasi attraverso gli studi classici e quindi difficile da snocciolare in pochi minuti.
Ronzando, anzi svolazzando come un’ape, sui suoi 29 “fiorellini”, tali ritengo i suoi scritti che oggi vedono la pubblicazione postuma, sperando che il mio ronzio non vi annoi, mi sforzerò di cogliere tra questi fiorellini il suo pensiero, il messaggio che lui consegna a noi lettori.
Se dovessi definire con tre aggettivi la persona del prof. Antonio Lozito, azzarderei: incompreso, versatile e generoso.
Incompreso perché, imbevuto di quei valori che promanano dalla conoscenza e dallo studio della cultura greca e romana, a dispetto di chi crede che quegli studi limitano il sapere all’ambito umanistico, Antonio si è interessato non solo di discipline umanistiche, ma ha spaziato, direi a 360°, anche nelle discipline scientifiche, dimostrando che gli studi classici consentono di conseguire una formazione culturale umanistica e scientifica completa che nessun altro indirizzo di studi permette, come ha dimostrato anche il prof. Orazio Svelto, ex studente anche lui del Liceo classico Virgilio, scienzito di fama mondiale, che è stato ricordato qui a Gioia il mese scorso.

Lo storico Mario Guagnano espone il suo intervento.
Foto di Marco Grandelis
In ogni settore in cui la sua mente ha spaziato Antonio ha esercitato quel rigore, quella cura e quell’approfondimento che sono a volte in contrasto, come lui dice, con una società della superficialità, della corsa, e io aggiungerei del “mordi e fuggi”, e per questo suo rigore è stato spesso incompreso, considerato a volte pedante, noioso e persino giudicato severamente.
Non poteva non occuparsi di varie branche dello scibile perché, come lui stesso afferma in “Dalla terra al cielo”, esiste una connessione tra scienza e poesia, tra ragione e sentimento, tra filosofia e poesia.
Antonio è versatile (termine che rimanda alla parola versi, quelli che lui componeva, e all’apertura ad ogni problematica) perché esplora ogni ambito del sapere. Egli opera una riflessione su temi sui quali l’umanità si è confrontata sin dalle antiche civiltà.
Occorre recuperare il valore della parola, soprattutto nella società moderna, imbevuta di macchine e di tecnologia. La parola è come la vita, afferma.
La sua vita è stata parola fino alla fine, parola che ha condiviso nella sua missione di docente, di scrittore, di poeta, di saggista, di conferenziere.
Antonio è stato generoso; la sua generosità si coglie nella sua voglia di donare agli altri il frutto dei suoi studi, le sue ricerche, la sua produzione poetica e letteraria, per illuminare la strada all’uomo moderno che sembra aver smarrito la retta via in un mondo vertiginoso e che, come lui afferma, travolge città e persone.

La locandina dlla serata del 12 giugno per la presentazione del libro “Lo scrittore e l’uomo” del prof. Vito Antonio Lozito
Nell’ultima pubblicazione, “Lo scrittore e l’uomo”, che raccoglie 29 riflessioni, sintesi su svariati temi, nei quali il protagonista è l’uomo del passato e quello del nostro tempo, con le sue problematiche, con i suoi sentimenti, sembra che Antonio si limiti a sintetizzare il pensiero di scrittori, di poeti, di filosofi di varie ere, senza dare una sua interpretazione, una sua visione della vita o dei problemi che affronta. In realtà non tratta asetticamente i problemi; è un pensatore e uno scrittore che privilegia scrittori non semplici, ma impegnati nella ricerca del senso della vita e della mente, dei sentimenti e delle passioni.
Attraverso l’approfondimento di alcuni autori, quindi, possiamo ricavare anche il suo pensiero.
Antonio cerca conforto e linfa nella sapienza antica, ma con Seneca, afferma e condivide l’idea di aprire i cancelli del proprio animo alla ricerca di una verità da offrire all’uomo, che trova nell’amore, passando dall’Eros greco per approdare alla charitas cristiana, che a quell’amore, a quel bello dà un significato di amore universale.
Antonio non è stato un uomo ancorato solamente alle tradizioni del passato, ma è un novello Cincinnato, non solo perché, come lo storico personaggio, ha alternato il suo impegno culturale e civile con il ritorno e l’amore per la sua terra, ma a differenza dell’altro ha continuato a coltivare, oltre il suo “orto agreste”, anche quello culturale con studi e pubblicazioni che ha voluto condividere con altri.
Se dovessi aggiungere un altro elemento positivo della personalità di Antonio non esiterei nel dire che, pur nella sua vasta e variegata cultura, non ha fatto mai pesare il suo sapere, frapponendo la distanza, se non un vero e proprio muro, tra sé e gli altri, ma ha esercitato l’umiltà, che è una virtù degli uomini colti e saggi, perché, pur possedendo un vasto bagaglio culturale, ha fatto proprio il motto di Socrate: So di non sapere nulla, seguendo l’esempio del suo maestro, don Vincenzo Angelillo, che ha spaziato in lungo e largo nel campo letterario.

Marco Lozito accompagna musicalmente la lettura di una poesia del padre.
Foto di Marco Grandelis
Ecco perché, assetato di sapere, ha spaziato tra vari saperi settoriali, che insieme formano il sapere. Ha parlato infatti delle nuove tecnologie, del sapere scientifico, oltre che di quello propriamente umanistico, tentando di ricomporre il sapere in un unicum, come ha appreso dagli studi classici.
Ricordo che qualche anno fa mi chiese di scrivere qualcosa su di lui e sulle sue opere. Gli chiesi di fornirmi alcune informazioni biografiche e su studi, convegni e premiazioni. Solo dietro mie sollecitazioni mi segnalò alcuni premi che gli erano stati assegnati, con l’esplicita avvertenza: a solo titolo informativo personale.
Da giovane il suo studio affannoso e continuo è sfociato in numerose pubblicazioni. In età avanzata mostrava un certo pudore nel presentare il frutto dei suoi studi. Si confidava con gli amici, soprattutto con il prof. Enzo Vasco. E tutti lo invitavano a dare alla luce i suoi lavori.
Anche la pubblicazione odierna sarebbe rimasta nel cassetto se il figlio Marco non l’avesse rispolverata e pubblicata.
Potrei definire Antonio anche un visionario, nel senso positivo di precursore di eventi successivi, come dimostra la pubblicazione dell’ultimo volume, presentato nel Circolo Unione nel febbraio del 2025, pochi mesi prima della sua dipartita, “L’Angelo della Storia”, in cui prevede l’elezione di un Presidente, di colore, degli Stati Uniti.
La sua modernità la possiamo cogliere in un’altra pubblicazione, alla quale ho collaborato, da uomo e da studioso aperto alla rivalutazione della figura femminile, tema caro alla sua sensibilità di uomo, di poeta e di letterato.
Ha fatto riscoprire, infatti, le poesie di Isabella Morra, poetessa di liriche d’amore, di Valsinni, visuuta nel ‘500, segno di affinità di sentimenti d’amore e di un’apertura mentale e culturale, di valorizzazione della figura femminile in un mondo che, spesso ancor oggi, relega le donne ai margini della società.
Virgiliano non solo perché cultore di Virgilio, ma anche per essere stato studente nel Liceo “Virgilio” di Gioia, auspica un ritorno all’età dell’oro per la nostra società, proiettata, invece, come lui afferma, verso un esasperato progresso, verso la tecnologia e la guerra.
Formato alla scuola di don Vincenzo Angelillo e negli studi classici, Antonio aspira a lasciare un mondo diverso da quello che lui ha trovato, arricchito anche dal suo contributo personale. Lo studio dei diversi autori gli permette di mettere in pratica ciò che uno scienziato, Von Braun sosteneva: Gli uomini devono andare sempre più lontano, allargare i propri spazi, i propri interessi, con l’aiuto della volontà di Dio, per il bene dell’umanità.

La moglie del prof. Lozito, prof.ssa Anna Mastropietro, omaggia con un dono floreale la prof.ssa Maria Rosaria D’Uggento.
Foto di Marco Grandelis
Un altro messaggio forte e attuale Antonio lo lancia in uno dei 29 fiorellini, parlando di Ulisse: un messaggio di pace, volto a dimenticare la guerra e la violenza, per la felicità e la pace, una parola di fratellanza sulle lotte per il potere militare e civile, sulle ambizioni sbagliate degli uomini inetti della dolce vita itacese.
È il messaggio che coglie da Omero, dagli studi classici, e che consegna oggi più che mai attuale a una società, afferma, imbarbarita perché priva di vera cultura e di sani valori.
Altra considerazione fondamentale in Antonio è che la massificazione della società ha portato alla spersonalizzazione dell’umanità e quasi all’insofferenza del vivere, alla paura della morte. L’uomo moderno, perciò, è chiamato ad essere un eroe; per fare ciò deve riscoprire l’infinita dimensione della sua spiritualità, congelata dalla nevrosi dell’interesse, dal denaro, dal dover fare i conti con la produzione, attività sottovalutate dalla sociologia e dalla filosofia antica.
A dimostrazione della poliedricità della sua personalità e del suo impegno in diversi settori della vita civile, sempre guidato dalla charitas, dall’amore universale, che ha seguito il suo cammino umano e culturale, vorrei citare alcuni campi da lui solcati.
Pubblicazione di poesie: Le illusioni che il vento disperse, Poesie dal Sud, Poesie dal nostro secolo, Poesie dalla storia e dalla strada, Il Sud, La Murgia, l’inedito Storia dalla nostra Storia.
Pubblicazioni legate alla storia di Gioia: I Rosati, I Soria, La Marchesana, D’Annunzio e Gioia, A Enzo Vasco, L’Identità storica della Città, I 130, i 140 e i 150 anni del Circolo Unione di Gioia.

Marco Lozito consegna al consigliere delegato alla Cultura un prezioso volume del padre, da inserire nella Biblioteca comunale.
Foto di Marco Grandelis
Pubblicazione su autori italiani: Dante, Isabella Morra, Leopardi, don Vincenzo Angelilli, Ungaretti, Quasimodo, Pirandello, Scotellaro, Matarrese.
Tra le sue attività collaterali ricordo la costituzione del Centro Studi Angelilli e il Premio letterario don Vincenzo Angelilli, la promozione del calcio con la squadra Partizan, la frequenza e gli esami sostenuti per alcuni anni nella facoltà di Medicina.
Come si può osservare dalla sua produzione letteraria, Antonio nel suo percorso umano e letterario non ha mai dimenticato le sue origini, la sua terra natia, della quale è andato sempre orgoglioso e ha cantato e scritto come madre amorevole che ha accompagnato il suo percorso umano.
È questo uno dei messaggi che lui ci ha lasciato e che aleggia ancora nel nostro intimo: l’amore per la famiglia, per sua città e per la sua storia, oltre che l’amore per lo studio, per l’impegno, per non dimenticare e per tramandare alle generazioni presente e future quei valori e quei sentimenti che fanno degli uomini una comunità di pace, protesa verso la costruzione di un futuro e di una società migliore di quella che abbiamo ereditato dai nostri padri, e capace di risposte positive al perché della vita, al significato del vivere in un mondo in cui, come lui afferma, il pericolo più grande è la perdita della propria identità, della massificazione, della disumanizzazione, dell’autodistruzione.
Antonio riteneva gli altri più degni di stima di lui. In molti incontri, conversazioni e dialoghi, ad esempio, diceva di me che sarei stato colui che avrebbe preso il suo testimone e che quasi da allievo avrei superato il maestro.
Mi schernivo alle sue affermazioni, affermando che non sarebbe stato possibile perché pochi come lui avevano spaziato in vari campi dello scibile e ci hanno lasciato poesie, romanzi, saggi, ricostruzioni storiche, tutte attività accomunate da una medesima qualità: l’amore.

Alcune pubblicazioni del prof. Lozito
Il percorso tracciato da Antonio ci invita a seguirne le sue orme, al fine di dire pace, fratellanza per tutta l’umanità, virtù che ha appreso alla scuola di don Vincenzo Angelillo, al quale è intitolata la Biblioteca di Gioia.
Vorrei invitare l’Amministrazione comunale a cointitolare questa Biblioteca anche all’abate Francesco Paolo Losapio, colui che con il Legato che porta il suo nome ha lasciato al Comune i Gioia tutti i suoi beni, oltre che per l’istituzione di scuole ginnasiali, prioritariamente per l’istituzione di una Biblioteca civica ad uso dei suoi concittadini, donando oltre ai suoi averi i libri della biblioteca personale, come primo nucleo di quella novella istituzione cittadina.
Grazie ancora a voi per l’attenzione e un grazie particolare a Marco per aver voluto ricordare, oltre che la figura e l’opera del padre, come giustamente riportato nella locandina, Lo scrittore e l’uomo, Vito Antonio Lozito, uomo e scrittore decisamente versatile ed attuale nelle tematiche che affronta nella pubblicazione postuma che oggi viene alla luce.
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14 Giugno 2026


