La misteriosa iscrizione della finestra della Chiesa di San Francesco

Passando per Piazza Luca D’Andrano l’attenzione di un osservatore attento è attratta da un’iscrizione presente sullo stipite destro della finestra corrispondente alla sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi. È molto probabile che l’iscrizione sia monca e che la parte dello stipite su cui è stata scolpita provenga dalla primitiva costruzione della chiesa di san […]

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Il retro della sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Gioia del Colle, sulla quale è stata apposta l’epigrafe misteriosa

Passando per Piazza Luca D’Andrano l’attenzione di un osservatore attento è attratta da un’iscrizione presente sullo stipite destro della finestra corrispondente alla sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi.

È molto probabile che l’iscrizione sia monca e che la parte dello stipite su cui è stata scolpita provenga dalla primitiva costruzione della chiesa di san Francesco o da un altro edificio sacro.

La forma abbreviata dell’iscrizione rende più difficile la sua interpretazione, ma l’utilizzo delle lettere maiuscole, alcune delle quali presentano sulla sommità delle linee incise con precisione, segno dell’abbreviazione della parola sottostante e della bravura nell’esecuzione da parte dello scalpellino, fanno pensare ad un’iscrizione sacra.

Si potrebbe tentare di dare una spiegazione, ma nonostante gli sforzi e le conoscenze paleografiche, non siamo certi di dare il giusto significato e interpretazione a quegli scarni segni riportati sulla pietra. Inoltre i numeri riportati fanno pensare alla possibile identificazione di due date: il 1012 o il 1200 e gli anni seguenti a quel secolo.

Sembra che si tratterebbe di una parte di un’iscrizione che è andata troncata a seguito della distruzione dell’edificio sul quale era posizionata, congettura che scaturisce anche dalla non uniformità del lato destro, che sembra smussato e incompleto nel messaggio che voleva comunicare.

Azzarderei una ipotesi di lettura che, per la scarsità di elementi riprodotti, potrebbe non risultare veritiera, ma frutto di ipotesi fantasiose.

Innanzitutto le lettere utilizzate rimanderebbero al periodo medievale e il ricorso alle abbreviazioni con la presenza di tagli ben incisi sulla parte superiore delle stesse indurrebbe a pensare che dovesse essere stata scolpita per un edificio sacro o abitato da una famiglia nobile.

Tale edificio potrebbe essere stato costruito o nello stesso luogo ove è stata riutilizzata la pietra con l’iscrizione, nel qual caso la nuova costruzione si sarebbe arricchita di una pietra incisa salvatasi dalla distruzione della precedente ‘fabbrica’, oppure era proveniente da un altro edificio presente nel territorio di Gioia, anch’esso andato distrutto.

La presenza di una non ben definita data, forse a causa di una rottura della lapide originaria, che non permette di identificare con certezza se si tratta del 1012 o di un 12.. che potrebbe essere 1200 o altra data del secolo XIII, lascia ancora avvolta da una nebulosa incertezza la collocazione temporale della scultura.

L’ἰχθύς’, il pesce, simbolo cristiano

La presenza di un ovale, che rimanda all’ ἰχθύς («pesce»), il pesce usato dai primi cristiani, come acronimo segreto per Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore, farebbe pensare che l’iscrizione dovesse essere stata apposta su un edificio sacro. Ι (Iota) = Iēsous (Gesù), Χ (Chi) = Christos (Cristo), Θ (Theta) = Theou (di Dio), Υ (Upsilon), Yios (Figlio), Σ (Sigma) = Sōtēr (Salvatore).

Si potrebbe azzardare questa interpretazione: Sacrum Monasterium Pauperissimum Iovia Natus o Sacrum Monasterium Pauperi In (honorem) Christi 12…, alludendo alla costruzione di un monastero del poverello di San Francesco, tenuto conto che una delle prime testimonianze della presenza del Convento dei Francescani a Gioia la troviamo in un lascito testamentario del 1292, ma ogni altra interpretazione potrebbe risultare quella giusta.

Un’ultima considerazione mi porta ad affermare che non avrebbe senso inserire su un edificio religioso, quale è quello della chiesa di San Francesco, un’iscrizione profana o che non abbia attinenza con un evento religioso legato allo stesso edificio sacro;  piuttosto tale epigrafe potrebbe ricordare un evento sacro che avrebbe connotato l’utilizzo di quel sedime in tempi precedenti alla funzione dell’attuale costruzione.

Al di là di questa congettura, l’iscrizione, come già ribadito, dà spazio a numerose ipotesi di interpretazione, ugualmente valide, se, a mio parere, viene interpretata tenendo conto del contesto in cui è inserita e cioè legata alla sua presenza su un edificio sacro. Solo ulteriori elementi o documenti potranno sciogliere ogni amletico dubbio in merito.

L’iscrizione presente sulla finestra della sacrestia della chiesa di San Francesco a Gioia del Colle in Piazza Luca D’Andrano

Di seguito riporto i risultati di una ricerca storica di un nostro concittadino, l’insegnate Giuseppe Montanarelli, dal titolo La misteriosa iscrizione della finestra del Convento di San Francesco d’Assisi a Gioia del Colle, nella quale lo storico locale dà una sua interpretazione della iscrizione.

Al lato destro della finestra della sacrestia del complesso monastero di San Francesco di Assisi a Gioia del Colle c’è una iscrizione lapidea incisa, misteriosa e frammentata, che certamente apparteneva al sepolcreto presente nella zona. L’iscrizione, di epoca medievale, è composta attualmente da sette lettere in carattere stampato maiuscolo con un taglio in testa, segno di una titolazione importante, solenne, fatta con abbreviazioni a carattere sacro, unitamente ad una data annuaria costituita da quattro cifre.

Le lettere presenti sono: S, T, M, P, C, I, A e la data 1012, con un punto a tutto tondo. Pertanto le lettere criptate potrebbero indicare parzialmente: S= SACELLO, T= TEMPIO, M= MORTUARIO, P= PACE, C= Cristo, I= gioia, A= ANNO, 1012, con dedicazione incompleta e cioè TEMPIO DEL SACELLO MORTUARIO DELLA PACE DI CRISTO IN GIOIA NELL’ANNO 1012, dedicato a …

Con molta probabilità il frammento lapideo è stato inserito come materiale di risulta riempitivo, proveniente da altra sede, per completare, a basso costo, il telaio della finestra.

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6 Maggio 2026

  • Scuola di Politica

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