L’80° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana
Il 2 giugno 2026 si è celebrato l’80° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana. A stabilire questa scelta fu l’esito del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, la consultazione elettorale con la quale gli italiani furono chiamati a scegliere tra la monarchia o la repubblica. Quella competizione elettorale fu importante non solo per […]

Il Corriere della Sera del 6 giugno 1946 riporta il risultato del Referendum del 2 giugno
Il 2 giugno 2026 si è celebrato l’80° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana.
A stabilire questa scelta fu l’esito del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, la consultazione elettorale con la quale gli italiani furono chiamati a scegliere tra la monarchia o la repubblica.
Quella competizione elettorale fu importante non solo per la scelta da esprimere in merito alla forma istituzionale da dare all’Italia all’indomani di una guerra disastrosa, della quale una parte di responsabilità ricadeva, oltre che sul Governo, anche sull’avallo del RE, ma anche perché per la prima volta in Italia anche le donne partecipavano ad una consultazione politica nazionale.
I votanti chiamati alle urne furono circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, pari complessivamente all’89,08% degli allora 28.005.449 aventi diritto al voto.
I risultati furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 10 giugno 1946: 12.717.923 cittadini favorevoli alla repubblica (54,27%) e 10.719.284 cittadini favorevoli alla monarchia (45,73%).

I risultati del Referendum in tutte le Regioni. Fonte non ufficiale
Su questi dati non c’è sempre corrispondenza di risultati da parte di altre fonti di informazione, anche se le percentuali restano invariate.
Ad esempio il 6 giugno 1946 il Corriere della Sera titolava: È nata la Repubblica Italiana. I risultati del Referendum: Repubblica 12.718.019, Monarchia 10.709.423.
Il risultato divise l’Italia quasi a metà: il Nord e il Centro votarono in maggioranza per la repubblica, il Sud per la monarchia. Ma non si formarono due blocchi monolitici: quattro province del Nord scelsero la monarchia (Cuneo, Asti, Bergamo e Padova), mentre cinque province del Centro-Sud votarono per la repubblica (Viterbo, Latina, Teramo, Pescara e Trapani).
Anche Gioia del Colle espresse un verdetto coerente con la maggior parte delle regioni del Sud e in controtendenza con il risultato finale, dando la maggioranza alla Monarchia.
In particolare, per quanto riguarda il nostro Comune, gli elettori chiamati alle urne furono 15.678.
L’affluenza degli elettori fu di 14.587 votanti, pari al 93,04% degli aventi diritto.

Manifesto con le istruzioni per votare al Referendum del 2 giugno 1946
Le schede valide furono13.719, quelle bianche 495 e quelle non valide, incluse le bianche, furono 868, nonostante la massiccia opera di informazione sulle modalità di voto.
Dallo spoglio delle schede emerse questo risultato: Voti a favore della Monarchia n. 9186, pari al 66,96%; voti per la Repubblica n. 4533, pari al 33,04%, un valore corrispondente alla metà dei voti favorevoli alla Monarchia.
A Gioia del Colle, dunque, il 2 giugno del 1946 ha vinto la Monarchia, nonostante il Sud avesse pagato un alto prezzo in termine di vittime umane, specie giovani, per la scelta sciagurata del Capo del Governo e del Re, di partecipare alla Seconda Guerra Mondiale e di allearsi con la Germania.
Si tratta di un risultato che deve farci riflettere che, a volte, l’ignoranza è cattiva consigliera e può indurci a non valutare criticamente i pregi o i difetti di una scelta che interessa non solo il singolo individuo, ma la vita dell’intera collettività nazionale.
Per evitare il ripetersi di ulteriori possibili errori o incomprensioni la comunità civile deve sentire il dovere di promuovere la formazione culturale di tutti per mettere ciascun individuo in grado di operare autonomamente le scelte migliori per il bene di tutta la società.
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17 Giugno 2026


