Gli Archi Parte II

24 Febbraio 2010 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

sannicola-295x442Vi sono degli archi che, piuttosto che fungere da chiusura, con portone attraverso il quale si entra nella corte, sono delle volte a botte che reggono una abitazione soprastante. Anche questi archi hanno la funzione di immettere in un largo.

Alcuni archi, quelli più antichi ed in pietra sono di particolare pregio architettonico, altri costruiti in tempi a noi più recenti, sono in tufo, costituiscono la base di edifici sovrastanti e non sono di particolare pregio. Tra questi sono da segnalare: Arco San Nicola, Arco Paradiso, Arco su Vico Spada, Arco di Vico Sardella, Arco di Vico Serpente, Arco Arcobaleno, Arco di Via Palude.

ARCO SAN NICOLA   

E' localizzato  nell'omonimo antico rione, che venne così chiamato perché Gioia faceva parte della diocesi della Chiesa di San Nicolò di Bari e nel secolo XII e nei successivi nel nostro Comune risiedeva una rappresentanza  della Basilica barese.

Si affaccia su una piazzetta, delimitata da via Carlo III di Borbone, vico Santa Maria Maddalena e vico Chiuso e addossato a due edifici, che presenta complessivamente cinque scalinate per accedere ad altrettante abitazioni. 

Continua la Lettura

Gli Archi Parte I

22 Febbraio 2010 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

cimone1Il primo nucleo di Gioia risale al periodo bizantino e normanno, in pieno periodo medievale.

Nel nostro centro storico sono tuttora presenti numerosi archi. Essi fungevano, caratteristica che mantengono ancora oggi, da porta di accesso in uno spiazzo, che in tempi recenti è stato chiamato " Largo ". Tale spiazzo, che è caratterizzato dalla presenza di una serie di scale esterne e di piccoli loggiati, nel periodo medievale era chiamato " corte ", perché racchiudeva alcuni edifici di proprietà di un unico signore, tra i quali spiccava quello, più ampio e artisticamente più raffinato, abitato dal signore stesso.

La funzione della corte era anche quello di difesa dell'abitazione del nobile ( come dimostra il portone ligneo o metallico originariamente presente e che fungeva da chiusura dell'arco ), la quale era già difesa dai primi assalti nemici dalle esistenti mura cittadine.

In tempi più vicini a noi la corte perde la connotazione di unica proprietà e di luogo di residenza del signore, per diventare un piccolo borgo o caseggiato di proprietà di più famiglie; ciò è evidenziato dalla scomparsa del portone che originariamente serviva a chiudere l'arco e dalla presenza al suo interno di costruzioni abitate da diverse famiglie.

Continua la Lettura

Giuseppe Labrocca

16 Febbraio 2010 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Giuseppe LabroccaFiglio di Giacomo e di Camilla Cuscito, nasce il 23 giugno 1908 a Gioia del Colle.

Rimasto subito orfano, manifesta una naturale inclinazione per l'arte pittorica e inizia giovanissimo l'attività artistica. Studia inizialmente nell'Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo e, successivamente, per l'interessamento del principe Borromeo, viene ammesso a frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove completa la sua formazione artistica.

Giovanissimo si impone all'attenzione della critica, tanto che ottiene subito successi ed elogi e raggiunge una vasta notorietà sia a livello nazionale che internazionale.

Ha svolto la sua attività pittorica nella città natale, dalla quale si è allontanato solo per partecipare a mostre e concorsi nazionali e internazionali.

Tra tutte le sue esperienze professionali va segnalato un un episodio che ci fa comprendere il suo animo e  il suo costante impegno nella ricerca e nell'affermazione del bello che è presente nel creato  e del bene che è nel Creatore. Il 23-11-1962 la Giunta comunale delibera un contributo a Giuseppe Labrocca perché lo stesso partecipi, come pittore, alla Mostra Artistica del Concilio Ecumenico Vaticano II con un quadro da donare alle Chiese povere.

Continua la Lettura

Le Confraternite a Gioia Parte II

4 Febbraio 2010 Autore:  
Categorie: Storia

Le Confraternite gioiesi attualmente in vita  sono sette: Maria SS.ma del Rosario, Immacola Concezione di Maria, Purgatorio,  San Filippo Neri, San Rocco,  Maria SS.ma del Monte Carmelo, Santa Lucia.

CONFRATERNITA DI MARIA SS. DEL ROSARIO

rosarioLa seconda Confraternita, in ordine cronologico di fondazione, è quella del Maria SS. del Rosario; essa viene citata nella Visita Pastorale del 1593. Ha sede nella Chiesa di San Domenico sul cui altare maggiore in una nicchia è collocata una statua lignea della Madonna del Rosario, che viene portata in processione in occasione della solennità del 7 ottobre. Nella chiesa è anche presente una tela  che raffigura la Madonna del Rosario, circondata da riquadri in cui sono raffigurati i Misteri.

La prima testimonianza della sua presenza è datata 1593, epoca della Visita Pastorale  dell’Arcivescovo di Bari Ricciardi, durante la quale si parla espressamente di una compagnia e confraternita della Madonna del Rosario. In una successiva Visita del 1623 la Confraternita viene nuovamente menzionata. Poiché in epoca successiva non figura tra le confraternite che chiedono il Regio Assenso, si potrebbe ipotizzare che si sia estinta.    Questa ipotesi sarebbe suffragata dalla constatazione che in mancanza di autorizzazione la Confraternita non avrebbe potuto  continuare a svolgere le attività e i compiti previsti dallo statuto e che  solo nel 1838 il re Ferdinando II di Napoli concede alla confraternita il Regio Assenso ed approva lo statuto dell’associazione. Nel 1884 la Confraternita si stabilisce nella Chiesa di San Domenico.

Continua la Lettura

Le Confraternite antiche a Gioia Parte I

3 Febbraio 2010 Autore:  
Categorie: Storia

confraternita-san-filippo-6x4-295x201Ancora oggi si è soliti parlare indifferentemente di congrega o di confraternita, come di un'unica entità. In realtà, a differenza delle congreghe o congregazioni religiose, i membri delle Confraternite, in passato come anche oggi, non emettono voti né vivono in comunità.  La Chiesa cattolica, infatti,  definisce Congregazione religiosa un istituto religioso i cui membri emettono i voti in forma semplice; questa differisce dall' ordine religioso perché in quest'ultimo i voti sono emessi in forma solenne.

Il termine medievale confraternitas stava ad indicare una realtà associativa, solo in parte coincidente con la moderna definizione di 'confraternita', cioé un gruppo composto da uomini e da donne, da laici e chierici, che si consociavano  per scopi di edificazione religiosa, di solidarietà, di impegno liturgico, di pratica penitenziale ed assistenziale.  Queste associazioni nelle fonti antiche vengono indicate con termini diversi: confraternitas, fraternitas, schola, consortium, fratria, societas, universitas, gilda  e  con  differenze semantiche, a seconda delle diverse aree geografiche di origine.

Continua la Lettura

L’insediamento peuceta di Santo Mola

santomola4Il territorio di Gioia del Colle è ricco di reperti archeologici, segno tangibile della presenza dell'uomo nel nostro Comune  già in età antica. Il sito archeologico più consistente e più conosciuto è quello di Monte Sannace,  uno dei più antichi ed importanti insediamenti dei Peuceti in Puglia, risalente all'Età del Neolitico, che, oltre alle necropoli ha portato alla luce i resti delle dimore degli antichi abitanti.

Altri siti minori, ma tali solo per estensione, per sviluppo cronologico e per scarsità di reperti urbanistici, non per importanza, sono presenti nel nostro territorio comunale, quasi tutti in direzione Sud Ovest e poco distanti tra loro, ulteriore segno della posizione favorevole all'insediamento dell'uomo su un pianoro che domina la fertile   zona circostante, ancora oggi attraversata da lame con piccoli torrenti  o con presenza di laghetti artificiali.

Continua la Lettura

L’illuminazione elettrica a Gioia

15 Gennaio 2010 Autore:  
Categorie: Storia

lampionegioiaA Gioia si incomincia a parlare di illuminazione pubblica il 6 aprile 1826, allorquando il Signor Intendente della Provincia, durante la riunione del Decurionato da lui stessa indetta, afferma: Essendo Gioia un Paese rispettabile per la sua situazione, e pel numero degli abitanti, non conduce che le strade siano all'oscuro nella notte, tanto più, ch'essendovi la Strada Consolare, molti mancano dei passeggieri; è d'uopo quindi che le strade abbiano de' riverberi.

Il suggerimento dell'Intendente non trova seguito perché i Decurioni nella seduta del 6 agosto seguente  riconoscono lo stato deplorevole del Comune a causa dell'inclemenza delle stagioni e richiede alle Autorità Superiori la sospensione delle pubbliche imposte. Il 13 agosto il Decurionato chiede di fare economie, rimandando a miglior tempo le spese per il maestro pubblico e la maestra, per il Chirurgo dei poveri e chiede altresì la sospensione dei lavori pubblici e  della guardia rurale, la riduzione degli stipendi e di non imporre nuovi balzelli, date le tristi condizioni della popolazione.

Continua la Lettura

Ricoveri antiaerei

12 Gennaio 2010 Autore:  
Categorie: Storia

Durante la seconda guerra  mondiale Gioia era considerata un obiettivo sensibile, un  luogo di notevole importanza Ricoveristrategica, in quanto era un importante snodo stradale ( diramazioni per Taranto, Bari. Matera, Brindisi )  e ferroviario ( collegamenti con Bari, Taranto, Foggia, Matera ) ed anche sede di un aeroporto militare ( o meglio, come allora veniva chiamato, Campo di Aviazione ). 

Dal primo Campo di Aviazione  la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1917 partirono 15 biplani con piloti italiani che seguirono Gabriele D'Annunzio  nell'eroica impresa del bombardamento e della distruzione della flotta nemica  nelle Bocche di Cattaro. Nel 1940, dopo essere stato ampliato il Campo prende la denominazione di Regio Aeroporto Militare.

Era quindi naturale che Gioia potesse subire bombardamenti aerei e che alla popolazione gioiese fosse data  l'opportunità di proteggersi da tali evenienze. In effetti bombardamenti aerei  furono effettuati su Gioia ed ebbero come obiettivi il Campo d'aviazione, la stazione ferroviaria e il cavalcaferrovia, che subirono gravi danni.

Per impedire stragi di civili inermi fu decisa la costruzione di ricoveri antiaerei,  l'acquisto di maschere antigas, la posa in opera e in funzione  di una sirena di allarme sulla torre dell'orologio in Piazza Plebiscito e l'oscuramento serale e notturno con lampade azzurrate, schermate da  cappellotti metallici.

Continua la Lettura

Le neviere

neviera0001Dai tempi antichi l'uomo ha avvertito l'esigenza di procurarsi refrigerio durante la calura estiva e, non avendo i mezzi di cui oggi disponiamo, ha utilizzato ciò che la natura gli offriva: la neve.

La neve in passato da qualcuno era considerata  una maledizione divina, perché rovinava alcune colture agricole, pregiudicando i raccolti.  Come  ogni moneta ha una doppia faccia, così anche per questo fenomeno atmosferico l'uomo col passare del tempo  ha apprezzato  il lato positivo, vedendo  in esso un beneficio per la natura, poiché la neve rallentava la crescita dei semi e delle piante e contribuiva alla distruzione degli  insetti nocivi all'agricoltura. Inoltre ha imparato a considerarla una merce preziosa anche per lui e ad utilizzarla sia per scopo alimentare ( per la preparazione di  sorbetti e bevande fresche e per conservare cibi, come riserva di acqua potabile nei periodi di siccità ) che per uso ospedaliero e medico ( cura di ascessi, contusioni, febbre ). La neve era anche utilizzata da comunità monastiche, specialmente per la conservazione di prodotti caseari.

Continua la Lettura

Bernardo Terio

28 Dicembre 2009 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Bernardo TerioNasce nel 1911 a San Pietro Vernotico, in provincia di Lecce, da genitori di origine gioiese.

La sua famiglia dopo qualche anno si trasferisce a Gioia, dove il giovane Bernardo frequenta le scuole elementari, quelle medie, le ginnasiali ed infine le liceali.

Sin dall'infanzia e per il periodo della sua carriera scolastica manifesta interesse per tutte le discipline, ma predilige particolarmente quelle scientifiche. La sua innata inclinazione per le materie scientifiche lo porta, nei momenti liberi, a catturare animaletti di  specie diverse, dei quali osserva attentamente sia  i movimenti che le diverse reazioni alle sue sollecitazioni.

Come  studente si segnala e si distingue per il suo spirito vivace e critico, tanto da essere additato ad esempio agli altri coetanei.

Nel 1937  consegue brillantemente la laurea in Scienze Naturali presso l'Università di Napoli, ottenendo il massimo dei voti, la lode e la pubblicazione della tesi.

Continua la Lettura

« Pagina precedente — Pagina successiva »

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.