Ricordo dell’avvocato Gennaro Losito

Per il giorno 11 luglio prossimo  alle ore 19,30 è prevista la presentazione dell’ultimo libro di Chiara Curione, “Leggende in videochiamata”, nel giardino del Circolo Unione di Gioia.  La manifestazione  è organizzata dal Circolo Unione in collaborazione con l’Università della Terza Età di Gioia e del Lions Club Gioia del Colle Host Terra dei Peucezi. […]

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Locandina che sponsorizza la presentazione del testo di Chiara Curione e il ricordo dell’avv. Gennaro Losito

Per il giorno 11 luglio prossimo  alle ore 19,30 è prevista la presentazione dell’ultimo libro di Chiara Curione, “Leggende in videochiamata”, nel giardino del Circolo Unione di Gioia.  La manifestazione  è organizzata dal Circolo Unione in collaborazione con l’Università della Terza Età di Gioia e del Lions Club Gioia del Colle Host Terra dei Peucezi.

Dialogherà con l’autrice Dalila Bellacicco, metre si alterneranno letture recitate  del gruppo “Teatralmente Gioia APS” e improvvisazioni musicali di Nanni Chiapparino e Ilaria Stoppini.

L’evento ha anche lo scopo di ricordare Un uomo vulcanico e polivalente, innamorato della sua e della nostra Gioia del Colle:
l’avv. Gennaro Losito, scomparso di recente, del quale sottolineerò alcuni momenti salienti della sua vita.

Lo spunto di queste leggende scritte da Chiara Curione trova l’avvio da un’idea di Gennaro Losito.

L’avvocato Gennaro Losito nasce a Gioia  l’11-5-1929 e conclude il suo percorso terreno  il 18-1-2024.

Dopo aver frequentato il liceo classico di Gioia e aver conseguito la maturità nell’ a.s. 1949-50, nella Commissione presieduta dal prof. universitario Bernardino Terio, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, dove si laurea  nelle discipline forensi.Il rispetto per le norme, per le leggi, hanno fatto di lui un uomo a volte troppo austero e rigido nei suoi comportamenti, ma  sempre rispettoso della legalità, che  non ha incontrato le simpatie di molti.
È stato, però, sempre difensore del diritto nelle varie funzioni che ha svolto in campo professionale, scolastico, civile e sociale.
Aborriva ogni forma di sopruso e di prevaricazione, non accettando il principio che la libertà, conquistata nei secoli con grande sacrificio dai nostri padri, fosse confusa con la possibilità  data a ciascuno di abusarne a danno di altri, agendo in modo non conforme alle norme di una civile convivenza.

Sin dalla sua frequenza nel Liceo si segnala, oltre che per il profitto negli studi, anche nell’attività sportiva, conseguendo apprezzabili risultati nelle gare studentesche a livello regionale.
Questa sua esperienza sportiva gli servirà per svolgere anche il ruolo di docente di Educazione fisica nella Scuola Media Losapio, dove  l’ho incontrato come collega docente.

Gennaro Losito ai Giochi Studenteschi allo stadio della Vittoria di Bari

È da sottolineare che alla fine anni ’40. l’alunno liceale Gennaro Losito allo Stadio della Vittoria di Bari, risultò 2° classificato nel lancio del giavellotto ai Campionati Studenteschi.

Agli inizi degli anni ’50 è un atleta iscritto  alla «Polisportiva Giovanile Gioia del Colle».

Il suo rigore morale poteva essere scambiato come frutto del comportamento di un uomo schivo da manifestazioni  di tono leggero, ma in realtà non è così.
Negli anni ‘50  lo ritroviamo a capo degli universtari per il battesimo della Matricola a Gioia.

Nel 1956, su incarico dell’arciprete don Franco Di Maggio,  Gennaro Losito costituisce una sede di universitari aderenti alla F.U.C.I. (Federazione Universitari Cattolici Italiani).

Nel 1958 Gennaro Losito,  sin d’allora innamorato della storia locale, è con alcuni universitari della F.U.C.I. in visita agli scavi di Monte Sannace.

Il multiforme impegno di Gennaro Losito lo porta anche a calcare le scene teatrali con alcune partecipazioni a spettacoli tenutisi nel Teatro Comunale, facendo parte di una Filodrammatica paesana.
Mi haHa sposato la prof.ssa Maria Guida, sorella del notaio Nicola Guida, da cui ha avuto tre figli: Mariangela, Raffaella e Giuseppe, che hanno seguito le orme del padre, in campo professionale. raccontato un aneddoto.
Mentre recitava la sua parte in una rappresentazione, un attore avrebbe dovuto puntargli una pistola giocattolo, fingendo di colpirlo. Avvenne però che dalla pistola, che purtroppo non era un giocattolo, partì un colpo che ferì di striscio Gennaro Losito. La rappresentazione fu interrotta, intervennero i Carabinieri e, dopo alcune indagini, la questione fu chiarita in caserma e gli attori vennero rilasciati.

Ha svolto la  libera professione di avvocato nel suo studio legale e successivamente ha ricoperto il ruolo di Pretore e di Giudice di Pace presso la Pretura di Gioia del Colle, ubicata dapprima nel Palazzo Municipale e successivamente in apposito edificio costruito in via G. D’Annunzio.
Per diversi anni è stato docente nella Scuola media Losapio.

Nel 1961 L’avvocato Gennaro Losito è tra i fondatori della «Pro Loco» di Gioia del Colle e suo primo Presidente. Lo scopo dell’Associazione è quello di valorizzare Gioia dal punto di vista turistico e di far conoscere a tutti il nostro patrimonio artistico e storico-culturale oltre i confini cittadini.
Nel 1963 consegna  della Befana ai bambini poveri nella sala consiliare del Comune di Gioia.

Gennaro Losito con Vito Umberto Celiberti e il prof. Antonio Donvito

Il suo amore per Gioia e la sua storia lo porta a stringere una fraterna amicizia con tre  studiosi di storia del nostro paese: Vito Umberto Celiberti,  bibliotecario, il prof. Vito Antonio Donvito e il prof. Mario Girardi.

Nel 1966, come presidente della Pro loco e docente di Educazione fisica, fa parte del Comitato Comunale per la partecipazione alla Prima Edizione dei Giochi della Gioventù.

Nel 1966, come componente di un apposito Comitato istituito nel 1965, provvede alla pubblicazione dei due volumi della «Storia di Gioia dal Colle» del prof. Giovanni Carano Donvito. Nel mese di luglio 1966  scoprimento targa di intitolazione della via al prof. Giovanni Carano Donvito.

In qualità di socio del Circolo Unione, è promotore della  istituzione del Premio Gioia. Tale premio è inteso come segno dell’impegno rivolto a valorizzare ‘ Gli uomini e i valori della nostra terra’, non solo offrendo un pubblico riconoscimento ai cittadini gioiesi che per la loro attività artistica e culturale hanno onorato la città di Gioia, raggiungendo alti traguardi in campo nazionale ed internazionale, ma anche per offrire un esempio e un modello di vita e di impegno per le nuove generazioni.
Le finalità del Premio sono sottolineate anche dal motto che lo accompagna: Vult plane virtus honorem (Cicerone), la virtù esige giustamente di essere onorata.
Il Premio consiste in una medaglia d’oro, che porta impresso lo stemma del Comune di Gioia del Colle e l’iscrizione ‘Premio Gioia’, realizzata dallo scultore ed orafo Antonino Rando e prodotto dalla Arando Gioielli e Sculture (Bergamo) e offerta dal Comune di Gioia.

Consegna del Premio Gioia al maestro Pietro Argento

Il 13 maggio 1966 è tra i soci come delegato alla  consegna del Premio Gioia, istituito dal Circolo Unione, al Maestro Pietro Argento e il successivo  29 dicembre 1966  è tra colroro che organizzano i festeggiamenti in onore del Maestro Pietro Argento, nella cantina del prof. Vito Antonio Donvito.

Nel 1968 lo troviamo impegnato nella  premiazione  del Concorso fotografico, promosso dalla Pro Loco, al fotografo Giuseppe Carbonara.

Tra i suoi impegni va ricordata la sua presenza come consigliere nel Consiglio comunale di Gioia, periodo al quale è legato un particolare episodio. Nel 1969 il maestro Pietro Argento suona nella  Chiesa Madre con l’Orchestra sinfonica della Provincia di Bari. L’episodio ebbe uno strascico in Consiglio comunale, nel quale il consigliere avv. Costantino Colacicco accusò Gennaro Losito di aver profanato un luogo sacro.

Nel 1969 il maestro Nino Rota, vincitore del premio Oscar per la colonna sonora del film «Il Padrino», alla presenza di Gennaro Losito riceve in premio nel teatro di Santa Lucia, una miniatura in legno di un violino, opera dello scultore Benito Tateo.

Negli anni ‘70 è tra i sostenitori della sagra del fornello e dello zampino.  Nel 1970  inaugura una mostra di pittura nella Pro Loco.

Nel 1975 è presente alla premiazione del regista Vincenzo Rubino nel Teatro Rossini in occasione della sua rappresentazione del Federico II.

Si deve anche a Gennaro Losito  l’organizzazione di alcune conferenze, i cosiddetti «Mercoledì letterari» che hanno animato il panorama culturale di Gioia alla fine del secondo millennio, con la partecipazione di esperti in diversi settori della vita di Gioia e  hanno sollecitato l’approfondimento di argomenti connessi alla storia locale.

L’amicizia con il prof. Antonio Donvito, professore con cui ha condiviso gli ultimi anni  della sua vita a Gioia, gli hanno consentito di  conoscere alcuni aspetti poco noti della nostra storia  e di spingerlo ad approfondire alcuni temi appena accennati.
Convinto assertore del ruolo importante svolto dai nostri antenati nel campo culturale, come è dimostrato dall’emigrazione di ceti sociali importanti nel Comune di Altamura, voluta da Federico II per ripopolare quella città,  aveva in mente di approfondire l’argomento riguardante la probabile presenza nel castello di Gioia di un Schola Iohensis, per la testimonianza di uno scriptor Iohensis che compila la cosiddetta Bibbia di Manfredi, le cui copie sono presenti nella Biblioteca Nazionale di Parigi e nella Biblioteca Vaticana.

Storia documentaria di Gioia del Colle, di Vito Umberto Celiberti

Nel 2000, in collaborazione con il Rotary International Club Acquaviva delle Fonti- Gioia del Colle, pubblica il testo di Vito Umberto Celiberti «Storia documentaria di Gioia del Colle. Dalle origini a Roberto D’Angiò». Nel 2002, con il contributo  del Comune di Gioia del Colle, Assessorato alla Cultura, pubblica il testo di Vito Umberto Celiberti «Da Monte Sannace a Gioia. Storia di due Città».

Nel 2002 viene a mancare il prof. Antonio Donvito.  L’avv. Losito era solito trattenersi in casa del prof. negli ultimi anni della sua vita e si scambiavano notizie e ricerche che stavano portando avanti in sinergia.

Nel 2010 è in visita al Palazzo Sala Buttiglione, sede dello storico evento che vide coinvolto Emanuele De Deo nel tentativo di colpire l’immagine del re borbonico, con alcuni rappresentanti de Comitato per il 150° dell’Unità d’Italia.

Nel 2011 cura la pubblicazione del volume Memorie dal fuoco, testi di: Filippo Paradiso, Gennaro Losito, Maria Rosaria D’Uggento, Dalila Bellacicco, Giacomo Leronni, Domenico Paradiso, Mario Guagnano, Francesco Giannini, Illustrazioni: Mimmo Alfarone, Vito Osvaldo Angelillo.

Grazie all’interessamento di Gennaro Losito l’avvocato Luciano Macario, discendente di Filippo Petrera, uno dei Martiri del 1700, ha donato al Comune di Gioia 16 disegni del pittore gioiese Mimmo Alfarone, che rappresentano i momenti salienti degli eventi del febbraio 1799, che sono allegati al testo «Memorie dal fuoco», raccolta di documenti e scritti da lui coordinati.
Si deve anche a lui la richiesta nel 2010 di intitolazione di due strade cittadine a due discendenti del Martire Filippo Petrera: Daniele e Filippo.

Pubblicazione del volume Memprie dal fuoco, il 1799 a Gioia

Nel volume Memorie dal fuoco sono presenti alcuni scritti del poeta gioiese Filippo Paradiso, tra i quali figura una poesia che viene recitata annualmente il 14 febbraio davanti al monumento ai Martiri del 1799.

Il rapporto fraterno con Filippo Paradiso ha portato l’avv. Losito a frequentare giornalmente la sua casa, per incontrare l’amico, portargli il suo sorriso la sua compagnia e le sue storie, per aggiornarlo sulle vicende di Gioia, per sollecitarlo a scrivere e tenere la mente sveglia e impegnata e per dare conforto alle sue pene e a quelle della madre.

L’avvocato Losito ha donato al Comune di Gioia quattro quadri, che rappresentano   altrettanti  fautori dell’Unità d’Italia, che sono stati posizionati nella sala consiliare del Comune di Gioia.

A partire dal 14 febbraio 2010 nella Sala De Deo l’avvocato Losito illustra agli studenti di Gioia le vicende dei Martiri del 1799. Il 14 febbraio di ogni anno provvede alla deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Martiri alla presenza di una rappresentanza di scolaresche di Gioia.

A dicembre del  2010 partecipa alla manifestazione conclusiva dei festeggiamenti del 150° dell’Unità d’Italia, con la prof.ssa Bianca Tragni e Renzo Arbore.

Nel 2014 è tra i relatori per la commemorazione del prof. Antonio Donvito nel castello di Gioia nel 12° anniversario  della morte, organizzata dalla Pro Loco di Gioia.

Gennaro Losito mostra la foto di Beniamino Lattanzio, gioiese partecipante al volo su Cattaro con D’Annunzio

Anno 2017 L’avvocato Losito esibisce una foto del gioiese Lattanzio Beniamino, sergente mitragliere partecipante al volo su Cattaro, in preparazione alla ricorrenza del centenario dell’impresa di D’Annunzio  del 4 ottobre 1917.

Desideroso di conoscere e far conoscere illustri cittadini gioiesi, ha fatto riprodurre, da alcuni parenti residenti in Canada, una serie di microfilm contenenti le copie della rivista «Montjoie» fondata a Parigi da Ricciotto Canudo. Tali microfilm ha tentato di donarli al Liceo Scientifico di Gioia che porta il nome di Ricciotto Canudo.

L’avv. Losito possiede un archivio con documenti di diversi argomenti della storia di Gioia: personaggi, monumenti, istituzioni varie, frutto di ricerche effettuate in diversi decenni e anche di notizie attinte dalla sua innata curiosità e da contatti professionali con cittadini gioiesi di diversa estrazione sociale.
Occorre salvare questo patrimonio per farlo conoscere alla generazione presente e tramandarlo a quelle future.

Per promuovere lo studio di vari aspetti della storia di Gioia non ancora noti l’avv. Losito ha costituito un Centro Studi intitolato al prof. Vito Antonio Donvito, genius loci. Una delle richieste avanzate dal Centro Studi è stata quella di intitolare una strada cittadina al nostro concittadino  prof. Vito Antonio Donvito.

Sempre al 2019 risale la richiesta  al Commissario Prefettizio di istituzione di festività civile il giorno 14 febbraio, data dell’uccisione dei Martiri del 1799.

Bassorilievi in bronzo che ornavano il Monumento ai Caduti

I tre bassorilievi bronzei, opera dello scultore Giuseppe Masi, che ornavano il monumento ai Caduti, sono stati salvati dall’avv. Losito.

Da sempre legato agli affetti familiari, soprattutto dopo la morte del poeta Filippo Paradiso, ogni giorno alternava le sue letture e le sue ricerche storiche con la visita alla sorella, la professoressa, vedova, Antonietta, da diversi anni in pensione, fino alla sua morte.

Restano nell’animo di Gennaro Losito alcuni rimpianti:
* Non aver potuto vedere l’approvazione da partedell’Amministrazione comunale di festività civile per Gioia il giorno 14 febbraio, data dell’eccidio dei Martiri
del 1799, come auspicato nel Consiglio Comunale del 1898
* non essere riuscito a pubblicare un volume contenente tutte le opere del prof. Vito Antonio Donvito,
* non aver avuto la collaborazione da parte di diverse Istituzioni per la celebrazione del Centenario dell’impresa di Cattaro, effettuata da parte di Gabriele
D’Annunzio,
* non aver potuto pubblicare un’antologia contenente appunti di storia, tradizioni e bellezze artistiche di Gioia del Colle, da consegnare gratuitamente agli         studenti delle scuole di Gioia, la cui  elaborazione, in corso d’opera, è stata interrotta dalla pandemia Covid e da un doloroso lutto di famiglia.

Una delle ultime foto dell’avv. Gennaro Losito

Termina il suo percorso terreno  il 18 gennaio di quest’anno. La sua pagellina funebre riporta una poesia che l’amico poeta Filippo Paradiso gli aveva dedicato Dopo meno di un mese dalla sua morte, a febbraio del 2024 è venuta a mancare anche la sua adorata moglie.

Grazie alla scrittrice gioiese Chiara Curione, che ha ricevuto dall’avv.  Gennaro Losito alcune leggende di Gioia, con il compito di elaborarne altre, da inserire in un’antologia da distribuire agli studenti delle scuole di Gioia, mi è stata data la possibilità di ricordare un uomo che ha speso la sua vita per il bene di Gioia, salvando documenti, storie e ricordi da consegnare alle generazioni future per alimentare in tutti l’amore per il nostro Paese.
– Grazie Gennaro, perché, anche se non più presente in mezzo a  noi, continui a farci sentire la tua  presenza,
– Grazie per averci consegnato, con il tuo esempio, il compito di amare la nostra Gioia,
– Grazie per averci sollecitato ad impegnarci a  recuperare la nostra storia, fatta da uomini che l’hanno onorata nel mondo, per  consegnarla con gioia ed orgoglio alla presente  e alle future generazioni.

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8 Luglio 2024

  • Scuola di Politica

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