Gioia del Colle, Città cardioprotetta. Progetto “Dagli una scossa”

La Città di Gioia del Colle, pur avendo una popolazione di circa 27.000 abitanti, da oltre quindici anni non dispone di un Ospedale. Eppure la nostra Città occupa una posizione baricentrica tra Bari, Taranto, Matera Polignano, Alberobello, Castellana Grotte, per citare le città turistiche più importanti del territorio circostante. Inoltre Gioia è il quarto Comune […]

Mappa del Comune di Gioia

La Città di Gioia del Colle, pur avendo una popolazione di circa 27.000 abitanti, da oltre quindici anni non dispone di un Ospedale.

Eppure la nostra Città occupa una posizione baricentrica tra Bari, Taranto, Matera Polignano, Alberobello, Castellana Grotte, per citare le città turistiche più importanti del territorio circostante.

Inoltre Gioia è il quarto Comune per estensione tra le Città dell’area metropolitana, con 206 Kmq e una sua frazione, quella di Montursi, densamente popolata, si trova a 10 Km di distanza dalla Città; quindi in caso di urgenze necessita di un pronto intervento sanitario.

A Gioia ha sede il 36° Stormo Caccia dell’A. M., uno degli laeroporti militari più importanti del Sud Europa, dal quale sono partite missioni militari alleate sia durante le due Guerre del Golfo, sia nella ex Iugoslavia, sia nel Kossovo, sia in Libia, aeroporto che garantisce la sicurezza regionale, nazionale ed internazionale e nel quale dal 2012  è dislocato anche l’84° Centro SAR (Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare, con il compito primario di effettuare la ricerca e il soccorso di equipaggi in difficoltà e di supportare la popolazione civile, come il trasporto di pazienti in pericolo di vita o in caso di calamità naturali.

Inoltre Gioia è sede di diversi Uffici, frequentati da cittadini provenienti da numerosi Comuni limitrofi, tra i quali spiccano: Ufficio delle Entrate, INPS, Compagnia dei Carabinieri e Carabinieri Forestali, Tenenza della Guardia di Finanza, distaccamento della Polizia stradale.

Quello che un tempo fu l’Ospedale Paradiso

Il Teatro comunale Rossini e la multisala cinematografica UCI richiamano altresì nel nostro Comune numerosi forestieri. Più di centinaio di B&B sparsi nel territorio gioiese, frequentati da turisti nazionali ed internazionali, insieme ad una folta presenza di cittadini extracomunitari, che frequentano le nostre scuole e si stanno integrando nel tessuto comunale, contribuiscono ad aumentare il numero dei presenti a Gioia del Colle, fattore che richiede una maggiore attenzione   nel settore sanitario.

Dal punto di vista della logistica Gioia è servita da una decina di strade di comunicazione, tra statali, provinciali e comunali di grande traffico, che costituiscono un piccolo raccordo anulare ed è servita dall’ autostrada e da due ferrovie statali.

Ad onor del vero Gioia disponeva di un Ospedale in nuce sin 1346. Fu, infatti, Luca D’Andrano che in quella data fece costruire un Ospedale e la Chiesa di S. Caterina fuori le mura, attorno al Convento di S. Francesco.

L’abate Francesco Paolo Losapio, ricorda che sulla porta della Chiesa di S. Caterina si vedevano intagliate le armi del re, donate agli Andrani e un angelo che aveva in mano un cartiglio in pietra con su inciso: Anno Domini 1346 Lucas Andrano de Joja miles fieri fecit hanc Ecclesiam, et Hospitale ad honorem Beatae Catharinae, et B. Gregorii Papae  parcat omnibus peccatis suis. Amen.

Nel canto III del suo Quadro istorico-poetico sulle vicende di Gioia, in Bari, detta anche Livia, il Losapio afferma che a dovizia fondarono gli Andrani Ospedali, Cappelle e Monasteri… di tanti il Monaster di San Francesco restò: tutt’altro sparve…… Nel 1729 nel rifarsi la Chiesa del Convento,… il suolo del palagio (dei D’Andrano) e l’Ospedale, non men che le due Chiese (Madonna Regina degli Angeli e S. Caterina) incorporaro i Frati nel giardino,  e ‘l materiale formò il muro d’intorno ed il riparo. Di tutto non rimase orma o segnale: tutto scomparve allor.

Un altro Ospedale era stato fondato e gestito dai Cavalieri di Malta, ma già nel secolo XVI non era più in attività.

A questi primi Ospedali segue nel 1506 quello voluto dai Paoli. Un’iscrizione, che si trova sulla cortina esterna posta ad ovest della Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (oggi Chiesa di S, Angelo) ricorda che in honorem Beati Jhoannes Baptisti un tale Bielo Paulic fece costruire istam  Capellam cum Aspedalem.

Il tavolario Honofrio Tangho nell’ apprezzo del 1640 dice: Nel mezzo di detta Terra (di Gioja) è la PiazzaIn detta (Piazza) vi è un Hospitale per comodità di 10 persone a spese della cappella del Sagramento.

Cartellonistica che riporta i punti di installazione di defibrillatori DAE a Gioia del Colle

A chi passa davanti alla Chiesa del Crocifisso non sfuggirà una iscrizione posta sulla facciata sud che la fiancheggia e che dice: Ricovero di Mendicità Minei – Taranto 1879. Ospedale Paradiso Indellicati Taranto.

Bisogna, però, risalire al 1829 per parlare di Ospedale Paradiso. Infatti il 1 maggio 1829 la signora Angela Maria Paradiso, maestra pubblica delle fanciulle, residente a Gioia in via Palude, passando a miglior vita all’età di 57 anni, fa dono al Comune di un lascito, consistente principalmente in una palazzina sita in corso Vittorio Emanuele, da utilizzare per la fondazione di un civico Ospedale.

Da questa benefattrice il nostro Ospedale prende il nome che tuttora conserva: Paradiso.

La signora Paradiso non fu la sola benefattrice dell’Ospedale. Infatti con testamento del 18 ottobre 1853 la signora Aurelia Palmisano lega la somma di 800 ducati a favore dell’Ospedale Paradiso.

Nel 1862 muore l’abate Saverio Indellicati, il quale, con disposizione testamentaria, lega la somma di 400 ducati a favore dell’Ospedale Paradiso.

Nel 1871 muore la signora Dorotea Indellicati-Taranto, che con pubblico testamento lascia 20 mila ducati all’Ospedale civico Paradiso.

Numerosi altri benefattori hanno lascato denaro e beni immobili a favore dell’ampliamento dei servizi ospedalieri.

Degna di nota è la donazione della distilleria Taranto-Cassano, di fronte all’uscita del casello autostradale, alla locale I.P.A.B. per ampliare l’Ospedale di Gioia, bene che, al momento della soppressione delle II.PP.AA.BB., entrò a far parte del patrimonio dell’ASL di Bari.

Situazione quanto mai assurda, il Comune di Gioia, che aveva ricevuto in dono la distilleria da un cittadino gioiese per incrementare i servizi del civico Ospedale, vantando alcuni crediti dall’ASL di Bari, che quest’ultima non era in grado di soddisfare, ha dovuto riacquistare la distilleria, scalando il credito che vantava, per non perdere l’onerosa somma di cui giustamente richiedeva il rimborso. Il prezzo della vendita dell’immobile invece di essere utilizzato, secondo la volontà del donatore, per l’ampliamento dell’Ospedale di Gioia, è confluito nelle casse della ASL ed è servito, a detta dei responsabili della stessa, a ripianare il disavanzo dalla quell’Azienda accumulato nella gestione sanitaria regionale.

Nel 1954 l’Ospedale aveva 30 posti letto, insufficienti per i bisogni della popolazione gioiese e limitrofa, per cui   l’Amministrazione comunale richiede un mutuo di L. 100 milioni per aumentarne di 70 posti letto la dotazione.

Nel 1955 il Comune decide di contrarre un mutuo di L. 30 milioni per l’ampliamento dell’Ospedale, il cui costo, nel frattempo, era passato da 100 a 130 milioni e prevede l’accensione di un altro mutuo per acquistare il suolo per la sede della sezione territoriale INAM.

Anche il Comune di Gioia ha gestito l’Ospedale, ampliandolo di reparti e di strutture, tanto che a marzo del 1965 l’allora Presidente del Consiglio on. Aldo Moro inaugura il nuovo Ospedale.

L’Ospedale Paradiso viene riconosciuto come Ente Ospedaliero di Zona con DPR 4 febbraio 1969, n. 434 e classificato come Ospedale Generale Provinciale con Decreto del Medico Provinciale n. 3424 del 16 marzo 1971.

Fino al 1968 gli Ospedali erano considerati strutture operative dei Comuni, che li gestivano come II.PP.AA.BB.

In tempi più vicini a noi, va ricordato che per potenziare la struttura ospedaliera il Comune di Gioia del Colle nel 2001 ha provveduto a stanziare in bilancio la somma di L. 100 milioni per acquistare un videolaparoscopio, che è stato donato all’Ospedale Paradiso e che qualche anno prima, a spese del notaio gioiese Villanova, fu acquistata una moderna ambulanza che fu donata all’Ospedale Paradiso.

Lavori di competamento della Casa della Comunità di Gioia del Colle, ex Convento dei Francescani Riformati ed ex sede dell’Ospedale Paradiso

A seguito del Piano di Riordino Ospedaliero Regionale, mai messo completamente in atto, a partire da febbraio del 2003 l’Ospedale Paradiso subisce un drastico ridimensionamento: sono soppresse le UU.OO. di chirurgia, ostetricia, pediatria, ortopedia, urologia, mantenendo i reparti di medicina, oculistica e attivando le UU.OO. di lungodegenza, pneumologia e geriatria.

In questo modo si è cancellato   dal panorama di Gioia un’altra nobile Istituzione e una pagina positiva della sua storia, scritta con i sacrifici dei suoi abitanti, con profusione di ingenti somme, ma soprattutto con la passione, con il cuore e, quindi, con caratteri indelebili!

Grazie ai responsabili della politica locale e regionale, che riferivano che i gioiesi avevano come punto di riferimento l’Ospedale Miulli di Acquaviva o in alternativa quello di Putignano, Gioia ha perso l’Ospedale e si deve accontentare di un PTA, Presidio Territoriale di Assistenza, con alcuni ambulatori e servizi, insufficienti per la popolazione locale e limitrofa e, probabilmente, di una “Casa della Salute” o “Casa della Comunità”.

Non tutti sanno, però, che grazie al progetto “Dagli una scossa” (o iniziative similari di città cardioprotetta) Gioia del Colle si è dotata di una rete di defibrillatori semiautomatici (DAE), installati in luoghi strategici e ad alta frequentazione, e che con lo stesso progetto si è formata parte della cittadinanza tramite corsi di rianimazione BLSD. L’obiettivo è stato quello di intervenire in tempi rapidissimi in caso di arresto cardiaco.

Per raggiungere questo traguardo, le fasi del progetto hanno previsto e attuato:

Mappatura DAE: Installazione di teche accessibili 24/H contenenti i dispositivi, posizionate vicino a scuole, impianti sportivi (es. PalaCapurso, Stadio Paolo Martucci), piazze principali (es. Piazza Plebiscito) e uffici pubblici.

Corsi BLSD per la cittadinanza: Sessioni teoriche ed esercitazioni pratiche per insegnare a usare il defibrillatore e praticare il massaggio cardiaco.

Coinvolgimento attivo: Formazione mirata per studenti, personale scolastico, forze dell’ordine e associazioni locali.

Il progetto che a Gioia ha preso il nome “Dagli una scossa” Gioia del Colle Città cardioprotetta, è stato sponsorizzato da 23 aziende locali e dalla “Pubblica Assistenza Gioia Soccorso” e ha portato alla istituzione di punti attrezzati con defibrillatore automatico DAE accessibile 24 H in 4 punti importanti di Gioia e di DAE Privati in 21 punti della Città, come si evince dalla cartellonistica realizzata a tale scopo e qui riportata.

Spero che coloro che sono preposti ad amministrare le sorti del nostro Comune,  spinti dall’amore per la nostra Città, sentano il bisogno, anzi si diano un’altra “scossa” e portino avanti un progetto che possa restituire a Gioia ciò che ha perso e che, come Città, storia e impegno dei suoi cittadini, merita di recuperare nel settore della sanità pubblica.

A margine di questa narrazione, sempre in tema di insufficiente disponibilità di offerta sanitaria a Gioia del Colle, avendo vissuto in prima persona, dapprima come Presidente del Consiglio Comunale e successivamente come Presidente dell’Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso, il mancato rispetto della puntuale applicazione del Piano di Riordino Ospedaliero Regionale del 2003, che assegnava a Gioia n.107 posti letto, disposizione mai applicata perché fino a maggio 2004 furono attivati solo 58 posti letto, sono disponibile, a chiunque fosse interessato, a smentire quelle notizie non corrette, messe in circolazione per scarsa conoscenza dei fatti, e a narrare la vera storia di questa travagliata perdita, fornendo ampia documentazione sulla chiusura di un bene primario, come l’Ospedale, servizio indispensabile per la nostra comunità, per le caratteristiche e le peculiarità che la nostra Città e il suo vasto territorio possiede, con l’auspicio che, anche alla luce delle motivazioni che in questo articolo sono state ampiamente esposte, qualcuno dia la “scossa” necessaria per recuperare quanto Gioia ha ingiustanente perduto.

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12 Luglio 2026

  • Scuola di Politica

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