I 100 anni della fondazione dell’Università di Bari
Si sono conclusi nel 2025 i festeggiamenti per il Centenario dell’Istituzione dell’Università degli Studi di Bari. Potrebbe sembrare un argomento che non abbia attinenza con lo scopo di questo blog, che tratta di argomenti legati a Gioia del Colle, come si può evincere dalla sua denominazione: www.gioiadelcolle.info. In realtà questa istituzione è strettamente legata a […]

Francobollo celebrativo del centenario della fondazione dell’Università degli Studi di Bari
Si sono conclusi nel 2025 i festeggiamenti per il Centenario dell’Istituzione dell’Università degli Studi di Bari.
Potrebbe sembrare un argomento che non abbia attinenza con lo scopo di questo blog, che tratta di argomenti legati a Gioia del Colle, come si può evincere dalla sua denominazione: www.gioiadelcolle.info.
In realtà questa istituzione è strettamente legata a doppio filo al nostro paese, come cercherò di esplicitare di seguito.
Ben prima del 1925 si pensò all’istituzione di una Università in Puglia, ma le pratiche e le spese per la sua realizzazione richiesero tempo e tenacia da parte dei nostri amministratori regionali.
Già nel 1866 il concittadino Daniele Petrera, laureato in Medicina presso l’Università di Napoli, che aveva goduto di una borsa di studio e aveva perfezionato gli studi di Medicina a Parigi, fu fautore della fondazione dell’Università di Bari e fondatore della stazione sperimentale di agricoltura.
Il Comune di Bari gli ha intitolato una strada cittadina.
A testimonianza del coinvolgimento di Gioia nel progetto universitario nel capoluogo pugliese, va ricordato che il nostro Comune nel 1920, su richiesta delle autorità baresi, deliberò un contributo di £. 5.538,60 per l’istituzione della Regia Università di Bari.
Nel 1923, sempre per l’istituenda Università il Comune erogò un ulteriore contributo di £. 1.000.
L’Università degli Studi di Bari, prevista dal R.D. 30 settembre 1923 n. 2102, viene istituita con Decreto 9 ottobre 1924 sulle fondamenta delle antiche Scuole Universitarie di Farmacia e di Notariato attivate subito dopo l’Unità d’Italia in sostituzione dell’antico “Reale Liceo delle Puglie”.
Si chiamava ‘Università Adriatica Benito Mussolini’.
Nel gennaio 1925 viene istituita la Facoltà di Medicina e Chirurgia che incorpora la preesistente Scuola per Ostetriche e viene trasformata in Facoltà la Scuola di Farmacia.
Successivamente a queste si aggiungono le Facoltà di Giurisprudenza, Economia e Commercio (nata dalla regia scuola superiore di commercio fondata nel 1882) ed Agraria. Dal 1944 in avanti, l’Università verrà potenziata con la istituzione delle Facoltà di Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Ingegneria, Magistero, Medicina Veterinaria e Lingue e Letterature Straniere.

Il sigillo dell’Università degli Studi di Bari
Il sigillo dell’Università rimanda subito alla Città di Bari. Oltre alla scritta Universitas Barensis
nel logo sono presenti due elementi distintivi di Bari:
-Lo stemma del Comune di Bari, costituito da uno scudo sannitico diviso verticalmente in due metà, con la parte sinistra (destra araldica) di color argento e quello destra di color rosso.
-il faro, elemento tipico di una città marinara, come è Bari, che proietta la luce ai naviganti, nel nostro caso irradia la cultura nei luoghi circostanti, e quindi allude chiaramente ad un’istituzione a servizio di un territorio che va al di là dei confini regionali.
Nel 2008 l’Università di Bari è intitolata ad Aldo Moro a 30 anni dalla sua morte.
Oltre a vantare la presenza dell’Università Bari con numerosi corsi di storia umanistici e scientifici, a 85 anni dalla sua istituzione Bari si dota di un Politecnico, un Istituto universitario italiano a carattere scientifico e tecnologico.
Fondato nel 1990, è il più giovane politecnico in Italia e unico nel Mezzogiorno. Sono oggetto di studio e di ricerca le discipline racchiuse negli ambiti dell’architettura, dell’ingegneria e del disegno industriale.
In base al THE Young University Rankings 2020, il Politecnico di Bari si è classificato 86° su 414 giovani università (con meno di 50 anni).
Il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari è stato riconosciuto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca come Dipartimento di Eccellenza per il secondo quinquennio consecutivo 2022-2027 (dopo il 2018-2022) secondo in Italia per l’Area di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, dopo il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano.

Sigillo del Politecnico di Bari
Il Sigillo del Politecnico di Bari riporta sullo sfondo la pianta di Castel del Monte al cui centro campeggia un leone bicorporato, riproduzione del fregio di un capitello della cripta della basilica di San Nicola, sotto il quale è riportato l’anno di fondazione dell’ente. Il simbolo è racchiuso da due quadrati concentrici e di pari dimensione, sfasati di quarantacinque gradi, che sovrapponendosi generano un ottagono che circoscrive la pianta del castello. I due quadrati, inoltre, formano una stella a otto punte, riferimento alla rosa dei venti. Il tutto è racchiuso da una corona circolare nella quale sono riportate la denominazione dell’università e il motto de’ remi facemmo ali, preso dal XXVI Canto dell’Inferno di Dante Alighieri.
Il Dipartimento Interateneo di Fisica di Bari è stato riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) come Dipartimento di Eccellenza, classificandosi al terzo posto tra i Dipartimenti di Fisica in Italia, unico situato a sud di Roma, con il progetto QUASIMODO: Quantum Sensing and Modeling for One Health.
L’Università di Bari ha formato e sfornato numerosi professionisti di Gioia. Un altro elemento, dunque, che lega Gioia del Colle all’Università di Bari è il gran numero non solo di studenti gioiesi che vi si sono laureati, ma anche il fatto che numerosi gioiesi hanno insegnato o insegnano nella prima Università pugliese. Inoltre numerosi laureati presso l’Università di Bari operano in altre Università italiane e straniere.
Tra questi ricordo:
-l’avv. prof. Giovanni Carano Donvito, docente di Scienze delle Finanze ed Economia Politica,
-il prof.Bernardo Terio, uno dei fondatori della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari e direttore dell’Istituto di Zoologia della facoltà di Medicina Veterinaria di Bari,
-il prof. Vincenzo Oliva, libero docente in Chirurgia Sperimentale e Patologia Chirurgica, professore ordinario di Semeiotica Chirurgica e direttore della Clinica Chirurgica II dell’Università di Bari,
-la prof.ssa Maria Svelto, Vice Rettore e Preside della Facoltà di Scienze Biotecnologiche,
-il prof. Rocco Fasano, docente di Pedagogia,
-il prof. Leonardo Sebastio, docente di Letteratura Italiana nella Facoltà di Scienze della Formazione,
-il prof. Mario Girardi, docente di Filologia ed esegesi neotestamentaria, Storia dell’esegesi patristica, Letteratura cristiana antica,
-il prof. Martino Schiavone, ricercatore presso il Dipartimento di Produzione Animale della Facoltà di Agraria di Bari e poi di docente incaricato per l’insegnamento di Igiene e Profilassi e poi di Genetica presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Bari,

Il Parco Scientifico e Tecnologico ‘Tecnopolis’ a Valenzano
-l’ing. Antonio Lippolis, ricercatore nel 1983, Professore Associato nel 1992 e poi Professore Ordinario di Macchine a Fluido nel 2005 al Politecnico di Bari e nella sede universitaria di Taranto,
-il prof. Donato Posa, Laurea in Fisica conseguita con lode presso l’Università degli Studi di Bari, professore ordinario di Statistica (Settore scientifico-disciplinare SECS-S/01) presso la Facoltà di Economia di Lecce dal 1/9/2000,
-l’ing. Pericle Zanchetta, docente presso il Dipartimento di Elettrotecnica ed Elettronica del Politecnico di Bari nel ruolo di ricercatore ed è stato Incaricato nel corso di Elettronica industriale di potenza, professore del Department of Electrical & Electronic Engineering, Power Electronics Machines & Control Group presso l’Università di Nottingham,
-il prof. Vincenzo Celiberti, archeologo e direttore presso il Centre Européen de Recherches Préhistoriques de Tautavel in Francia,
-il prof. Donato Boscia, ricercatore, direttore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del CNR,
-il prof. Roberto Cazzolla Gatti, Professore associato di Biologia della Conservazione e Biodiversità all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna,
-il prof. Giuseppe Procino, Professore Ordinario Dipartimento Di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente,
-il prof. Alfonso Monaco, ricercatore e Professore Associato Dipartimento Interuniversitario di Fisica.
Di alcuni di questi professionista si può trovare notizie su questo sito, mentre di altri provvederò a produrre ulteriori notizie.
Per notizie sul prof. Giovanni Carano Donvito digita https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=carano+donvito, per il prof. Bernardo Terio digita https://www.gioiadelcolle.info/bernardo-terio/#more-79, per il prof. Mario Girardi digita https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=mario+girardi, per il prof. Vincenzo Celiberti digita https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=vincenzo+celiberti, per il prof. Roberto Cazzolla Gatti digita https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=cazzolla+gatti.
L’Ateneo di Bari inoltre è anche fondatore e socio di maggioranza del Parco Scientifico e Tecnologico Tecnopolis-CSATA Novus Ortus, istituito nel 1987 dalla trasformazione del Centro Studi ed Applicazioni in Tecnologie Avanzate (CSATA) che sorge alle porte di Valenzano e che è conosciuto ed apprezzato non solo a livello nazionale ma anche internazionale e ha sottoscritto la Magna Charta Universitatum.
Nel 1984 nasce come prima evoluzione del Centro Studi e Applicazioni in Tecnologie Avanzate Tecnopolis CSATA, fondato nel 1969 dall’Università di Bari, dalla Banca d’Italia, dal Nuovo Pignone e da Formez e promotore della nascita del Parco Scientifico e Tecnologico, di 25.000 mq.
Tecnopolis PST è una società consortile a responsabilità limitata, senza fini di lucro, fondata nel 1984 e completamente partecipata dall’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’.

Il logo per il Centenario UniBa
Dopo la trasformazione, dapprima in Tecnopolis Novus Ortus, e poi in società consortile, dal 2009 Tecnopolis PST si configura con l’assetto societario odierno, occupandosi delle seguenti attività:
-gestione dei servizi tecnologici, logistici e reali,
-attrazione di laboratori, centri di ricerca e sviluppo, istituzioni ed imprese innovative,
-creazione di nuove imprese innovative e spin-off universitari,
-valorizzazione e il trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca a favore delle imprese,
-sostegno agli enti locali e alle pubbliche amministrazioni nella promozione dello sviluppo locale,
-attività di formazione avanzata a carattere tecnologico.
Dal 2019, Tecnopolis PST è accreditato, dalla Regione Puglia, come Organismo Formativo, ai sensi della normativa regionale 15/2002 (Atto Dirigenziale AOO_137 n. 653 dell’11 giugno 2019).
Il logo del centenario riporta la seguente scritta: 100 UniBa 1925-2025 ai prossimi cent’anni.
AUGURI
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8 Gennaio 2026


