Il dott. Donato Boscia nominato presidente del Comitato tecnico-scientifico regionale per la Xylella
Uno dei drammi che ha colpito la Puglia nel secondo decennio del nostro secolo è stato la Xylella fastidiosa, che ha provocato ingenti danni al patrimonio arboreo regionale, nello specifico a quello legato all’olivicoltura, che soprattutto nel Salento ha reso quel territorio una landa spettrale con resti di alberi anche secolari completamente secchi. Ha causato […]

Il prof. Donato Boscia al lavoro in un un uliveto
Uno dei drammi che ha colpito la Puglia nel secondo decennio del nostro secolo è stato la Xylella fastidiosa, che ha provocato ingenti danni al patrimonio arboreo regionale, nello specifico a quello legato all’olivicoltura, che soprattutto nel Salento ha reso quel territorio una landa spettrale con resti di alberi anche secolari completamente secchi.
Ha causato la distruzione di circa 20-22 milioni di ulivi in Puglia e ha devastato oltre 8.000 kmq di territorio. Oltre agli olivi, colpisce altre specie mediterranee come mandorli, ciliegi e piante della macchia.
Infatti la sua azione distruttiva provoca il “Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo” (CoDiRO), che oltre al disseccamento dei rami porta rapidamente alla morte della pianta.
Xylella fastidiosa è un patogeno invasivo capace di infettare almeno 595 specie di piante. È stato scoperto in Europa nel 2013, dopo l’inizio di un’epidemia tra gli ulivi della Puglia, per diffondersi successivamente anche in Francia, Spagna e Portogallo.
Sono varie le ipotesi riguardanti l’origine e la provenienza della Xylella.
Di fronte a questo flagello gli studiosi si sono mossi e tra il 2013 e il 2017. Gli scienziati hanno raccolto campioni di rami di olivo provenienti da più di 70 alberi che presentavano segni di CoDiRO, e hanno utilizzato un nuovo protocollo per estrarne il DNA batterico, concentrandosi sulla sua variabilità.
Tra questi studiosi e scienziati si segnalano il dott. Donato Boscia di Gioia del Colle, fitopatologo e ricercatore emerito del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Bari, e la dott.ssa Maria Saponari, ricercatrice dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR di Bari.
La dott.ssa Maria Saponari, che ha effettuato studi e ricerche sullo sviluppo e sul diffondersi della Xylella afferma che l’appellativo fastidiosa deriva dalla difficoltà di coltivarla in laboratorio.
Infatti mentre alcuni batteri sono facili da coltivare in vitro in un lasso di tempo compreso tra 24-48 ore, è molto difficile estrarre la Xylella dalle piante. Ciò spiega il motivo per cui quando l’epidemia si è manifestata è stato difficile dimostrare che la causa della morte degli alberi era dovuta a quel batterio.
“Più differenze vediamo nelle sequenze di DNA, più a lungo Xylella deve essere stata in Italia, perché significa che ha avuto più tempo per produrre mutazioni mentre si adattava al nuovo ambiente e alla nuova specie ospite”, afferma la dott.ssa Saponari.

Piantagione di caffè in Costa Rica
Questo DNA è stato anche confrontato con quattro campioni costaricani di piante di caffè. I risultati hanno confermato l’idea che l’agente patogeno italiano sia giunto in Italia dall’America centrale. C’erano solo piccole differenze tra i campioni costaricani e pugliesi, e ancora meno differenze all’interno della popolazione italiana: “Questo indica che il patogeno è arrivato in Italia recentemente con un’unica introduzione dal Costa Rica, perché vediamo una sola popolazione genetica”, dice la ricercatrice.
Considerando il tasso medio di mutazione di questi batteri, i ricercatori e scienziati in Italia, Francia e Stati Uniti sono stati anche in grado di affermare che il 2008 è l’anno più probabile di introduzione della Xylella in Italia, la quale successivamente si è adattata agli ulivi nella regione meridionale della Puglia, finendo per far seccare milioni di piante. Lo studio fa anche luce su alcuni tratti genetici che potrebbero aver aiutato il batterio a diffondersi.
Questa affermazione sarebbe coerente con le prime segnalazioni di alberi infetti effettuate da parte degli agricoltori pugliesi nel 2010, poiché il periodo di incubazione della malattia può durare più di due anni.
I ricercatori hanno anche condotto esperimenti durante i quali hanno inoculato il batterio nelle piante di caffè, e hanno diffuso l’infezione agli ulivi in modo controllato usando gli insetti chiamati ‘sputtachine’ (il vettore naturale della Xylella), dimostrando così che il batterio può passare da una specie all’altra.
“Il ceppo italiano ha perso, però, alcuni geni e ne ha acquisiti altri, potenzialmente correlati all’adattamento agli ulivi pugliesi”, sottolinea Saponari.
Questi geni potrebbero aiutare a combattere la malattia, ad esempio modificando il batterio in modo che non possa più infettare gli ulivi. Per confermare questa ipotesi, gli scienziati avrebbero bisogno di creare un ceppo mutato di Xylella, con geni silenziati o aggiunti. Ma tali studi saranno difficili da eseguire in Italia, a causa della mancanza di impianti con le strutture di quarantena necessarie per manipolare il patogeno, afferma la dott.ssa Saponari.
La malattia crea ancora problemi in Puglia, anche se l’epidemia sta rallentando rispetto ai livelli raggiunti tra il 2015 e il 2018 intorno alle città di Lecce e Brindisi. “Negli ultimi anni abbiamo riscontrato focolai nella zona di Bari, a nord, ma la diffusione dell’epidemia è inferiore, grazie alle misure di contenimento e al fatto che questa zona è più diversificata, con colture e paesaggi diversi che frenano la diffusione”, afferma la dott.ssa Saponari.
Risale a giugno del 2020 l’intervento di alcuni operatori dell’Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali (ARIF), che hanno avviato il taglio di piante di olivo colpiti dalla Xylella, a Ostuni, in Puglia.

Un uliveto pugliese infestato dalla Xylella
Nel mese scorso in Puglia è stato rinnovato il Comitato Tecnico Scientifico regionale per la Xylella.
Grazie all’approvazione di un emendamento nel Coltivaitalia (il disegno di legge governativo che stanzia oltre 1 miliardo di euro per il triennio 2027-2029, approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera) è stato istituito il Commissario straordinario nazionale per fronteggiare l’emergenza Xylella fastidiosa.
Il provvedimento prevede lo stanziamento di apposite risorse, una struttura di supporto presso il Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) e la possibilità per il Commissario di avvalersi di sub-commissari con specifici settori di intervento.
Il provvedimento mira a dare continuità agli interventi, superare la frammentazione e rafforzare l’azione nei territori colpiti.
La nuova figura del Commissario straordinario, da tempo richiesta da più parti, resterà in attività fino al 31 dicembre 2028. Avrà il compito di coordinare e monitorare le azioni delle autorità statali, territoriali e locali, dei servizi fitosanitari e dei soggetti coinvolti nei territori interessati dalla Xylella. Al Commissario saranno affidate anche funzioni di raccordo delle attività di ricerca e il potere di adottare provvedimenti urgenti per prevenire ed eradicare la malattia, riducendo i rischi di ulteriore propagazione sul territorio nazionale.
Con deliberazione della Giunta Regionale 23 giugno 2026, n. 804, ‘Rischio fitosanitario connesso alla diffusione di Xylella fastidiosa sul territorio della Regione Puglia e rilancio del settore agricolo nei territori colpiti dalla batteriosi”, è stato costituito il Comitato tecnico-scientifico Xylella’.
Sulla questione Xylella ha parlato Rosario Centonze, presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Puglia, che nel comunicare la propria nomina nel Comitato tecnico scientifico istituito dalla Regione Puglia per supportare le attività di contrasto alla Xylella e di rilancio dell’olivicoltura pugliese, lavorando in sinergia con il Commissario straordinario, ha affermato: Non mancano le attività di ricerca. In questi anni sono stati sviluppati numerosi studi, sperimentazioni e progetti. Oggi occorre favorire il coordinamento tra queste esperienze, incentivare lo scambio dei dati, evitare duplicazioni e costruire una base comune di conoscenza che consenta di valorizzare il lavoro svolto e accelerare i risultati. La conoscenza condivisa è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per affrontare una sfida complessa come quella della Xylella.
Lo stesso Centonze ha espresso inoltre apprezzamento per la scelta della Regione di affidare la guida del Comitato tecnico-scientifico al nostro concittadino, il professor Donato Boscia, di Gioia del Colle con queste parole: La presidenza affidata a Boscia rappresenta una garanzia di competenza scientifica, esperienza e conoscenza approfondita del fenomeno. Boscia è stato tra i principali protagonisti dell’attività di studio e ricerca sin dalle prime fasi dell’emergenza e possiede una visione completa dell’evoluzione del problema e delle sfide che attendono il territorio nei prossimi anni.
Continua a destare preoccupazione il proliferare di incontri pubblici nei quali si parla ancora di ‘cura’ della Xylella o di presunti meccanismi di resilienza dell’olivo presentati come soluzione al problema. Il confronto è sempre legittimo e rappresenta un valore per il dibattito scientifico, ma non può prescindere dalle evidenze consolidate della ricerca. Ad oggi non esiste una cura definitiva della Xylella.
Esistono attività di ricerca, sperimentazioni e pratiche agronomiche che contribuiscono alla gestione del fenomeno e alla rigenerazione produttiva del territorio, ma è necessario utilizzare una terminologia rigorosa e scientificamente corretta, evitando messaggi che possano generare false aspettative negli agricoltori e nei cittadini. Gli agricoltori pugliesi hanno già pagato un prezzo altissimo per questa emergenza. Oggi abbiamo il dovere di lavorare insieme, mettendo in rete competenze, ricerca ed esperienza di campo. La sfida non è alimentare nuove contrapposizioni, ma costruire conoscenza condivisa e offrire al territorio risposte sempre più solide, credibili e fondate sulla scienza.
Nel condividere la scelta della prestigiosa nomina del nostro concittadino il dott. Donato Boscia alla presidenza del Comitato Tecnico scientifico regionale per il contrasto alla Xylella, segno delle sue capacità e del suo vasto curriculum, come si può evincere dalla lettura dell’articolo su di lui pubblicato su questo sito, cliccando il seguente link: https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=boscia+e+Xylella, formulo a lui, in primis, e a tutto il Comitato da lui presieduto, gli auguri di buon lavoro, sicuro che sotto la sua direzione si intensificherà lo studio e la ricerca verso la soluzione dell’epidemia legata alla Xylella fasidiosa.
Il 15 dicembre 2025, presso la sede dell’Archivio di Stato di Bari si è svolta la cerimonia di conferimento delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, concessi con decreto del Presidente della Repubblica in data 2 giugno 2025: premiati anche i due ricercatori dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari (Cnr-Ipsp), Donato Boscia e Maria Saponari, insigniti rispettivamente del titolo di Ufficiale e di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Alcune notizie su questo argomento sono state liberamente tratte dall’articolo di Giuseppe Francesco Sportelli “Xylella, istituito il Commissario straordinario nazionale”, dal sito https://olivoeolio.edagricole.it/attualita/xylella-istituito-commissario-straordinario-nazionale/ e da informazioni della Regione Puglia.
11 Luglio 2026


