Gioia del Colle al BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival 2026

Brochure del BIF&ST, Bari Internatioal & TV Festival 2026

Il 21 marzo 2026 si è aperta la 17^ edizione del BIF&STBari International Film&Tv Festival, momento che ha visto Gioia del Colle protagonista nella giornata inaugurale.

Infatti l’attuale edizione si è aperta con il “Concorso cortometraggi Sarò breve”, che ha visto tra la proiezione di dieci “corto” anche quello “Dear Silvestro” dedicato a Silvester Stallone.

L’idea del corto risale ad alcuni anni fa, ancor prima che Silvester Stallone venisse a Gioia nel settembre del 2023, quando il sig. Luca Pastore prese a cuore l’idea di produrre un corto su Silvester Stallone, su suo nonno e sulle sue origini gioiesi.

Dopo un contatto telefonico con il sig. Luca Pastore, che aveva letto un mio articolo su Silvester Stallone, pubblicato su questo sito il 4 maggio 2020, https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=stallone, con il quale mi chiedeva ulteriori notizie sulla famiglia Stallone e Gioia, lui  rinforzò il proposito di realizzare una pellicola che portasse alla luce le origini del famoso attore americano.

Con l’aiuto dello sceneggiatore barese sig. Nicola Roppo, che si avvalse della collaborazione di Rosanna Monetta e di Dario Bischofberger (all’epoca, 2019, tutti e tre studenti di sceneggiatura  con docente il regista Stefano Reali all’Accademia Mediterranea del Cinema-Amarcord, sita a  Bari, diretta dalla direttrice del doppiaggio Tiziana Lattuca) elaborò la sceneggiatura del corto  e affidò la sua realizzazione al regista pugliese Nico Cirasola, morto il 3 aprile 2023. Continua la Lettura

L’Università a Gioia del Colle

20 Marzo 2026 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

L’Arma dell’Universitas Ioe

Su un bassorilievo murato nel palazzo municipale di Gioia, ex Convento dei Padri Domenicani, ubicato in Piazza Margherita di Savoia, si legge: UNIVERSITAS IOE, Arma Ioe anno 1480.

Ai meno addetti ai lavori, anzi a coloro che non hanno cognizione della lingua latina, quell’iscrizione potrebbe far pensare che a Gioia del Colle fosse presente una Università sin da 1480.

In realtà l’iscrizione non parla della istituzione di una Università, ma allude alla presenza della comunità (cioè di una università, un universo, un insieme di cittadini) che abitava il Comune di Gioia, che a quella data aveva un suo stemma e un suo ordinamento come Comune.

Sembra invece probabile la presenza a Gioia di una Schola scriptoria nel 1200, in pieno periodo federiciano. Continua la Lettura

Il professor Donato Boscia

Il prof. Donato Boscia al lavoro in un un uliveto

Il prof. Donato Boscia (22/05/1957), attualmente in pensione, è un fitopatologo con oltre 300 pubblicazioni al suo attivo.

Il professor Donato Boscia, direttore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr, ha ricevuto una menzione per aver continuato a studiare e combattere la Xylella “nonostante i procedimenti legali e una campagna  diffamatoria”.

Il nome di Boscia era stato proposto dall’Accademia Nazionale dei Lincei insieme a quello di Giovanni Martelli, professore di patologia  vegetale all’Università di Bari, purtroppo scomparso nel 2020. I due scienziati erano stati i primi nel 2013 a identificare nella Xylella l’origine della malattia che aveva colpito gli ulivi pugliesi, ma dopo aver dato l’allerta erano finiti al centro di un acceso dibattito pubblico, venendo accusati di aver favorito la disseminazione della malattia.

Il dott. Boscia, infatti, è stato anche coinvolto in un’inchiesta della Procura di Lecce, poi archiviata.
La vicenda ha colpito la giuria del premio Maddox, che dopo aver vagliato più di cento candidature provenienti da 34 Paesi, ha deciso di assegnare il riconoscimento, nato da un’ iniziativa congiunta dell’organizzazione benefica ‘Sense about Science’ e della rivista Nature, allo scienziato gioiese per il suo l’impegno nella difesa del metodo scientifico contro pregiudizi e ostilità del pubblico. Continua la Lettura

Un altro settore del Museo del dott. Santoiemma: i mulini

Un frantoio nel Museo della Civiltà Contadina di Gioia del Colle

Una delle attività tipiche o meglio delle vocazioni del territorio di Gioia del Colle è quella legata alla fiorente agricoltura, a partire dalla coltivazione del grano fino al completamento di tutta la filiera ad essa collegata.

Proprio per questa sua peculiarità e per l’abbondanza di cereali che si coltivavano e si producevano, nel 1882 erano presenti a Gioia 14 impianti molitori, tre dei quali erano ubicati sulla via per Santeramo, ai quali nei primi anni del secolo successivo se ne aggiunsero due più moderni con mulini a vapore della famiglia Pagano e quello della famiglia Nettis.

Dalla fine dell’Ottocento, per arrivare fino ai nostri giorni, Gioia ha avuto inoltre una serie di pastifici che hanno lavorato il grano producendo varie trafile di pasta.

Ancora oggi a Gioia nella zona artigianale di Gioia operano alcun pastifici che esportano i loro prodotti anche all’estero: Pastificio Marella, Pastificio Svevo, Pastificio Del Colle. Continua la Lettura

Uno dei settori del Museo del dott. Santoiemma: quello caseario

Il dott. Vito Santoiemma nel suo Museo durante un’intervista

Il dott. Vito Santoiemma, gioiese, veterinario in pensione, da oltre 30 anni si dedica al recupero di beni e strumenti legati alla  civiltà contadina, e non solo, comunale di Gioia del Colle, anzi a quella  sovraregionale, riuscendo a collezionare pezzi unici e rari che raccontano a noi uomini del XXI secolo la storia e l’evoluzione delle attività tipiche della nostra terra.

Veramente meritoria è la sua opera di recupero di una varietà di materiali (nel tentativo di strapparli alla distruzione operata dal tempo e per tramandare ai posteri l’operosità e l’ingegno dei nostri antenati) finalizzati ad allievare la fatica dei lavoratori e a perfezionare gli attrezzi con nuovi ritrovati frutto di ricerche e miglioramenti tecnici, da volerli mettere a disposizione della collettività ed esporli in un Museo, inteso non in senso statico da ammirare soltanto e restare sbalorditi dalla bellezza, ricchezza e quantità di oggetti recuperati, ma anche e soprattutto in senso dinamico, interattivo, con attrezzature rese funzionanti, collezione che a buon diritto potremmo definire Museo etnografico dell’area del Mediterraneo.

Infatti gli oggetti esposti non sono solo appartenenti al nostro territorio e alla nostra storia locale, ma sono stati frutto e patrimonio, e quindi utilizzati, in tutta l’area dei paesi che si affacciano sul mare Mediterraneo, materiali che hanno contribuito allo sviluppo e all’affermazione della Dieta mediterranea, iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO il 16 novembre 2010,  Dieta riconosciuta non solo come regime alimentare, ma come un intero stile di vita che include competenze, pratiche, riti e tradizioni (agricoltura, pesca, conservazione, cucina, condivisione). Continua la Lettura

Sabato Viaggi a Gioia

Vito Leonardo Sabato

Tra le numerose eccellenze del passato e che ancora oggi il nostro Comune annovera, va ricordata l’attività avviata con passione e instancabile laboriosità dalla famiglia Sabato.

115 anni fa nasceva a Gioia Vito Leonardo Sabato (10 giugno 1911 -16 marzo 2000).

Figlio di Michele e Rosa Surico fu il precursore dei trasporti locali e regionali. Ereditò dal padre Michele un’attività iniziata alla fine dell’Ottocento con sede in via Mastandrea. Agli inizi questa attività era condotta soltanto da 3 unità lavorative che gestivano un trasporto con calessi, diligenze e landeaux nei paesi della Puglia e fino a Napoli.

I principali utenti di questo servizio erano i giovani studenti che frequentavano le Università partenopee e la nobiltà del tempo che partecipava alla vita mondana nella capitale del Regno, soprattutto seguendo spettacoli musicali e teatrali.

Ingegnoso e creativo, Michele Sabato aveva sempre pensato in grande, a tal punto che ebbe l’idea di trasformare una sua proprietà di dieci ettari di terreno, ubicati di fronte all’aeroporto militare, in aeroporto civile. Continua la Lettura

Il professor Martino Schiavone

Il prof. Martino Schiavone

Il professor Martino Schiavone, pur non essendo nativo di Gioia, infatti è nato a Mottola il 7/9/1945, a giusta ragione può considerarsi cittadino gioiese a tutti gli effetti perchè gran parte della sua vita la trascorre a Gioia, dove ha abitato ininterrottamente, dapprima da celibe presso l’azienda familiare sulla via per Santeramo, e successivamente da  coniugato nella  nostra Città.

Quasi per naturale passione e  vocazione, per essere vissuto in una famiglia di proprietari terrieri dediti alla produzione di culture cerealicole e alla zootecnia, sin da piccolo ha maturato una particolare propensione per il mondo agricolo e le attività relative alla gestione delle problematiche ad esso connesse, spaziando non solo nell’approfondimento delle conoscenze e delle tecniche di produzioni legate al miglior utilizzo dei terreni, ma soprattutto nello studio del settore zootecnico, che tanta importanza aveva al suo tempo e ancora oggi continua a rivestire nell’economia di Gioia.

Per questo motivo, dopo aver completato gli studi superiori, si iscrive alla facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, dove si laurea in Scienze Agrarie.

Per circa un anno e mezzo dopo la laurea è stato docente di Scienze, Chimica e Geografia prima all’I.T.I.S., Istituto Tecnico Industriale «Galileo Galilei» di Gioia e poi all’I.T.A.S., Istituto Tecnico Agrario di Stato «Gigante» di Alberobello. Continua la Lettura

Le stagioni nella Scuola Media Statale “Enrico Carano”

14 Febbraio 2026 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

La Scuola Media Carano prima della ristrutturazione

Parafrasando una canzone che Loretta Goggi cantò al Festival di Sanremo nel 1981 possiamo affermare che oggi non è disdicevole parlare di “Maledetta Primavera”, non solo perché con lo sconvolgimento ambientale, causa della mancata attenzione e scarsa cura dell’habitat da parte dell’uomo, le stagioni sembra non si susseguano più normalmente come in passato, ma anche perché a Gioia sembra che la Primavera sia sparita.

Non si tratta, evidentemente di qualcosa collegata ad eventi climatici o al mancato susseguirsi di quella particolare stagione, ma di un’opera artistica che ha fatto parte del patrimonio della Scuola Media Statale “Enrico Carano” e dell’intera città di Gioia.

Infatti negli anni ’60, quando l’edificio scolastico era sede dell’Istituto di Avviamento Professionale Statale a tipo agrario, commerciale e industriale femminile, furono commissionate alla CER. ARR. di Bari quattro blocchi, come si può leggere dalla scritta riportata sugli stessi, ciascuno di complessivi 40 mattonelle in ceramica, sulle quali dovevano essere dipinti alcuni elementi distintivi che caratterizzavano le quattro stagioni: Primavera, Estate, Autunno ed Inverno. Continua la Lettura

Il Centro di Formazione Professionale di Gioia del Colle

5 Febbraio 2026 Autore:  
Categorie: Scuola, Storia

    L’immobile con la targa del Centro di Formazione Professionale di Gioia del Colle, in via Rossini

Negli anni ’20, a seguito della riforma Gentile (1923), furono promulgate numerose leggi e decreti per riorganizzare il sistema scolastico e formativo.

L’educazione popolare era un tema rilevante e diverse istituzioni si occupavano di tale ambito, spesso con il sostegno dello Stato.

L’Ente Pugliese per la Cultura Popolare e l’Educazione Professionale (E.P.C.P.E.P) è un Ente Morale che non persegue fini di lucro e che opera nel settore della formazione professionale ai sensi della legge 845/78. con sede legale in Bari alla Via Pietro Ravanas 235.

È sorto nel 1923,  registrato ai sensi del Regio Decreto n° 1461 del 29-07-1925, e inizialmente sorto quale emanazione della “Associazione Umanitaria” con sede in Milano; successivamente con Regio Decreto n° 1461 del 29 luglio 1925 fu eretto in Ente Morale, che in seguito assunse la denominazione di “Ente Meridionale di Cultura Popolare e di Educazione Professionale” e ne fu approvato il relativo Statuto. Continua la Lettura

Il restauro di due opere d’arte a Gioia nel 2025

La pala d’altare nella chiesa di sant’Angelo, prima del restauro

Tra gli eventi culturali e artistici realizzati a Gioia del Colle nel 2025 ne spiccano due, a cura del pittore gioiese Filippo Maria Cazzolla e dalla sua collaboratrice dott.ssa Patrizia Porricelli, che hanno interessato due opere artistiche di gran pregio perché legate a due periodi importanti della storia del nostro Comune.

Si tratta di due restauri eseguiti entrambi in ambienti sacri, e per la precisione in due distinte chiese, che testimoniano due momenti della storia di Gioia, riferiti ad alcuni secoli fa.

Il primo di questi restauri è stato effettuato nella chiesa di san Michele Arcangelo, meglio nota come chiesa di sant’Angelo e ha riguardato la pala retrostante l’altare maggiore. Il dipinto, databile  ai secoli XVIII-XIX, di autore ignoto,  riporta l’iscrizione dei due committenti: A divozione di Valentino Antonicelli e di sua  moglie Beatrice Notarnicola. Raffigura, nella parte  centrale, la Madonna di Costantinopoli che sorregge Gesù Bambino mentre, in basso, sul lato sinistro sono raffigurati san Giovanni Battista e san Luigi Gonzaga e, sul lato destro, san Filippo Neri e san Giovanni Evangelista.

Alla chiesa di Sant’Angelo è legato un lungo passato di Gioia, che cercherò di sintetizzare di seguito.

Nel Borgo di Gioia, a pochi passi dal castello, sorgeva la nuova Chiesa, dedicata a Santo Stefano protomartire (Cod. Dipl. Bar. I, 55), chiesa che il pio abate Arivie de Amatella, come lui diceva, aveva fondato a sue spese intorno al 1170 con i soldi del fratello cav. Nicola, come si mormorava in paese, per ricondurre il paese, e come dicevano i Normanni, nella fedeltà alla Chiesa Romana i miscredenti gioiesi, che in gran parte continuavano a frequentare le loro chiese greche e a pregare in greco. Continua la Lettura

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