La festa di San Marco Evangelista a Gioia del Colle

Il culto di San Marco a Gioia del Colle risale a tempi antichi. Su questo sito, in data 2 maggio 2020 ho pubblicato l’articolo ‘Il culto di San Marco a Gioia del Colle’, visionabile con il seguente link: http://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=San+Marco. Di seguito riporto una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli. La festa di San Marco […]

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il culto di San Marco, ricerca dell’ins. Giuseppe Montanarelli

Il culto di San Marco a Gioia del Colle risale a tempi antichi.

Su questo sito, in data 2 maggio 2020 ho pubblicato l’articolo ‘Il culto di San Marco a Gioia del Colle’, visionabile con il seguente link: http://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=San+Marco.

Di seguito riporto una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

La festa di San Marco Evangelista a Gioia del Colle. 25 Aprile.

San Marco Evangelista nacque il 24 Luglio dell’anno 05 a. C. a Shabat, borgata di Cirene, in Libia. Giovanni Marco, ebreo di origine, era figlio di quella Maria nella cui casa si radunavano i primi Cristiani di Gerusalemme e dove andò a rifugiarsi lo stesso San Pietro dopo la prodigiosa liberazione dal carcere. San Marco era cugino dell’Apostolo Barnaba con il quale si recò, insieme a San Paolo, ad Antiochia ed a Cipro per svolgere attività evangelizzatrice.

Fu prima prezioso collaboratore di San Paolo e poi discepolo preferito di San Pietro, del quale raccolse la predicazione nel secondo Vangelo.

Fondò la Chiesa di Alessandria d’Egitto, dove, secondo una relazione, fu martirizzato, trascinato dai pagani per le vie della città, legato ad un cavallo, con funi al collo, il 25 Aprile dell’anno 68 d. C.Il suo corpo, per lungo tempo venne custodito e venerato ad Alessandria d’Egitto, da dove, nell’815, fu trafugato da alcuni mercanti veneziani e portato a Venezia, città di cui divenne il patrono.

L’emblema di San Marco, il leone alato, diventò il simbolo della marinara Repubblica Serenissima.

San Marco Evangelista è il protettore dei calzolai, dei farmacisti, degli interpreti, dei notai, dei pittori e degli allevatori.

Secondo la leggenda e la tradizione tramandata anche dall’Abate Losapio, San Pietro Apostolo nel suo viaggio verso Roma era accompagnato da San Marco Evangelista ed insieme fermatisi nell’insediamento di ‘Santo Mola’, avrebbero evangelizzato la locale Comunità ed i centri vicini. È certo che numerosi ritrovamenti hanno permesso di rilevare la presenza di due chiese dedicate a San Marco nelle contrade ’Lama delle Vigne’ e ‘Gaudella’, compresa Via Mergellina, che era l’antica Via Marcellina, che collegava la Chiesa di San Marco della Piana della Gaudella al centro abitato, lungo la quale si svolgeva la fiera agricola in onore del Santo Martire Evangelista.

L’antica Chiesa Madre di Gioia del Colle, ubicata ad un miglio dall’attuale Chiesa Matrice, sulla Via per Noci, era dedicata a San Marco Evangelista ed in occasione della memoria liturgica propria, si celebrava una grande festa agreste a carattere propiziatorio, di origine pagana, legata ai riti della rinascita.

In seguito la nuova Chiesa Madre venne consacrata a San Pietro Apostolo, per un pubblico voto, che confermò la precedenza liturgica del culto del Principe degli Apostoli, in città.

La festa coinvolgeva anche il sito di ‘Santo Mola’, dove, in una grotta, era presente un affresco rupestre del Santo, attualmente perduto.

La festa popolare divenne commerciale, militare e con il patrocinio, in seguito alla venuta in città della reliquia del Santo.

Reliquario contenente il frammento di un dito di San Marco

Nel Quattrocento Gioia del Colle ottenne la preziosa reliquia del dito indice destro di San Marco, perché aveva concesso ai Veneziani il passaggio gratuito per la via del sale, che percorreva l’antica strada romana per Matera.

I Veneziani erano giunti in Puglia per difendere Bari e la Terra d’Otranto, dall’invasione Turca, che aveva già devastato la città di Otranto.

Gioia del Colle ricevette dal Doge la reliquia, oggetti preziosi e parte degli arredi del galeone che aveva trasportato i resti del Santo, compresa la polena, dalla quale i Gioiesi avevano asportato la decorazione artistica del Moro Arabo, identificato dal popolo nella figura di Giuda Iscariota.

La festa e la processione veniva organizzata nella Chiesa di San Domenico di Guzman o di Santa Maria delle Grazie, convento domenicano, che aveva ospitato i soldati della Repubblica Marinara di Venezia e che suffragarono il culto di San Marco, già praticato a Gioia del Colle da tempo immemorabile.

Pertanto, anche il campanile della Chiesa di San Rocco divenne la copia del campanile della Chiesa di San Marco di Venezia, in omaggio ai benefici difensivi e commerciali dati dalla Repubblica Serenissima ai Gioiesi, che conservava anche il corpo del Santo francese.

La festa prevedeva un triduo di preparazione e la processione mattutina della reliquia del Santo, portata dall’abate, che alle ore dieci, partiva dalla Chiesa di San Domenico e raggiungeva la Chiesa Madre, dove si celebrava la Santa Messa solenne, al termine della quale si svolgeva la solenne processione.

Il sacro corteo prevedeva il crocifero, le confraternite, il capitolo con l’Arciprete che portava la reliquia, il baldacchino, i lampari, le autorità civili e militari, con tutto il popolo festante.

La processione percorreva l’anello murario extra murale ed ai quattro punti cardinali cittadini, nei pressi delle porte, si realizzava la benedizione ai quattro venti o alle quattro tempora, per propiziare abbondanti raccolti, proteggendo la fioritura dei ciliegi, dei mandorli e dei peschi.

Dopo la supplica solenne in Piazza San Francesco d’Assisi, la processione rientrava nella Chiesa Conventuale di San Domenico.

Nel pomeriggio si assisteva alla fiera agricola e delle stoffe.

Più anticamente numerosi mercanti veneziani esponevano a Gioia i loro banchi di vendita, portando spezie, merci preziose a basso costo ed i dolci delle confetterie veneziane.

A sera si realizzava il falò con le danze rituali e l’accensione delle lanterne veneziane, che abbellivano ed illuminavano le vie cittadine.

Affresco raffigurante San Marco, presente in un pennacchio della cupola della Chiesa Madre

In seguito ad un tentativo di furto della reliquia e degli arredi sacri, avvenuto nella Chiesa di San Domenico, le Autorità ecclesiastiche ritennero opportuno custodire la reliquia in Chiesa Madre.

Con il cambiamento canonico della regolamentazione delle processioni liturgiche e delle manifestazioni esterne di culto, la festa di San Marco venne soppressa.

Il reliquiario ligneo a forma di braccio umano, contenente un frammento della falangetta del dito indice destro di San Marco è attualmente conservato in Chiesa Madre, nella Cappella dei Santi, situata al lato destra dell’altare copatronale di San Rocco.

Ulteriori tracce del culto di San Marco a Gioia del Colle si ritrovano nella Chiesa campestre di Maria Santissima della Croce, nell’antica contrada di Vero Zelo, in cui è presente un affresco raffigurante San Marco Evangelista, con un cartiglio in lingua greca, la penna piumata ed il leone alato.

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25 Aprile 2021

  • Scuola di Politica

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