Il Giardino didattico “dott. Tommaso Bianco” a Gioia

Giardino didattico dott. Tommaso Bianco

In data 1 luglio 2016 su questo sito ho pubblicato un articolo da titolo “Giardino didattico”. Ritorno su questo argomento non solo per ampliarne il contenuto, ma anche per segnalare a chi di dovere lo stato di degrado in cui versa il Giardino didattico, per la cui realizzazione sono stati spesi molti soldi pubblici, venendo meno, in questo modo, allo scopo didattico per cui fu impiantato; anzi costituisce un cattivo insegnamento, visto che siamo nel campo della didattica, e non si onora il nome del nostro concittadino, il dott. Tommaso Bianco, al quale il Giardino è stato intitolato.

Il dott. Tommaso  Bianco è nato  a Gioia del Colle nel 1922 ed è morto nel 2006. Consegue la maturità tecnica presso l’Istituto Tecnico Agrario di Lecce, dimorando in quella città presso un locale collegio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, ripeteva, era passato dalla camerata di un collegio alla camerata di una caserma, dapprima a Verona e in seguito a Mantova, a Lecce e, durante gli ultimi tre anni del conflitto, anche in Calabria. [Continua la Lettura]

La festa di San Giovanni Battista a Gioia

24 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Storia

Pala sull’altare della Chiesa di Sant’Angelo. Sulla sinistra San Giovanni Battista.

Il nome Giovanni è molto ricorrente a Gioia del Colle. Giovanni significa dono o grazia di Dio.

Nel suo Vangelo, Luca, capitolo 7, versetto 28, riporta: Gesù rivolto alla folla dice: Io vi dico, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

L’importanza di questo Santo, rispetto agli altri è evidente dal fatto che, unico tra tutti, insieme alla Madonna, si festeggia il dies natalis, cioè il giorno della sua nascita in cielo, ma anche quello della sua nascita terrena.

Nel periodo pasquale nella Chiesa dell’Annunziata a Monte Rotondo si svolge la passata e i padrini dei bimbi che partecipano a quella cerimonia diventano compari di San Giovanni. Anche i testimoni di un matrimonio da noi venivano indicati come compari di San Giovanni. [Continua la Lettura]

Un curioso moto antimurattiano del 1809

24 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Storia

Gioacchino Murat

Dal 1806 al 1815  nel  meridione d’Italia  assistiamo alla formazione del Regno napoleonico, che è  noto come Decennio francese.

A tre anni di distanza da quel 14 gennaio 1806, che costituisce l’inizio dell’occupazione di Napoli da parte di Giuseppe Bonaparte, preceduta dalla fuga dei Borbone in Sicilia, tra aprile e giugno del 1809 Gioia è teatro di un episodio che ci è tramandato dal prof. Giovanni Carano Donvito nella Storia di Gioia dal Colle.

E’ un episodio, uno tra i tanti verificatisi nel corso dell’Ottocento, che testimonia la fedeltà al governo borbonico da parte di chi non accettava i nuovi regnanti. Sembra un anticipo, per le stesse e per altre motivazioni, di quanto si verificherà all’indomani della proclamazione dell’Unità d’Italia, da parte del sergente borbonico Pasquale Romano.

Da sottolineare che in quegli anni Gioia confinava con la cosiddetta Terra d’Otranto, che comprendeva la provincia di Lecce, di Taranto e Matera.

Nella  primavera del 1809 Terra d’Otranto fu messa a rumore da un curioso moto. Il 16 aprile ad Oria fu assalito il Corpo di Guardia e dai rivoltosi fu portato un trionfo un giovane incognito, riverito come il figlio di re Ferdinando IV, cui veniva dato il nome di Principe Leopoldo, e che mise a rivoluzione, nel nome di Ferdinando IV, spodestato da G. Murat, Oria, Francavilla, Ceglie, Grottaglie.

Inseguito dalla polizia, il falso Principe si rifugiò a Massafra ove, aiutato da un Francesco De Simone, provocò anche ivi un moto antimurattiano; indi con una sessantina di rivoltosi Massafresi, pervenne a Gioia ove fu tratto in arresto.

Ritratto di Ferdinando IV di Borbone

Il giovanotto raccontò un mondo di fandonie. Egli, che si chiamava propriamente Antonio Mirabello, si vantò quale nipote del colonnello Mirabelli, fuggito al seguito di Ferdinando IV in Sicilia, mentre risultò ch’egli era nipote di un servitore del colonnello. Egli, pel compenso di ducati 1500, aveva accettato l’incarico della sollevazione della Terra d’Otranto a favore del Borbone. Sbarcato all’uopo in Puglia, nel bosco di Gioia fu derubato e lasciato ignudo. Tuttavia riuscì a trascinarsi fino a Grottaglie, donde ad Oria, ove, come abbiam detto, riuscì a suscitare la rivolta a favore del Borbone.

Scacciato da Oria, da Francavilla, ecc., fu di nuovo a Gioia alla testa dei rivoltosi Massafresi. Per via si unì loro un tal De Bellis, che li lasciò dicendo che si sarebbe recato in Palagiano, ed il Mirabello, ossia il falso Principe  Leopoldo, mandò in Gioia a chiamare il giudice di pace, il sindaco e l’arciprete, perché gli venissero incontro, e per avvertire la popolazione di stare quieta ed esibire le armi, altrimenti avrebbe rovinata la città con 8 pezzi di artiglieria e 1500 calabresi.

Il Comune, credendo vera la forza, rispose con una lettera senza data, né firma, in cui accettava di dare il richiesto, ma che, per tranquillità del paese, non voleva riceverli in città. Ma, insistendo il Mirabello, si fu costretti a farlo entrare. Gli mosse incontro l’Arciprete del tempo, Don Giovanni Taranto, col quale il falso Principe si recò nella Chiesa Matrice, intese la Messa e passò nel Convento di S. Francesco. Presentatisi il Sindaco e il Comandante la Civica, il Mirabello chiese le razioni per la sua truppa. Gli si diedero e mangiarono. Ma i Gioiesi intanto si apparecchiavano a scagliarsi contro. Di ciò accortisi i rivoltosi, cominciarono a svignarsela dal Convento; ma alcuni ne furono uccisi ed il Mirabello riuscì a fuggire nella marina di Zuccaretti, in territorio di Massafra, ove l’11 giugno fu, con una cinquantina dei suoi, acciuffato dalla polizia.

Viaggiatori in Puglia e a Gioia

23 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Viaggio nel Regno di Napoli, di Carlo Ulisse De Salis Marschlins

La letteratura odeporica o  di viaggio è un campo molto vasto e sui viaggiatori stranieri in Puglia fra Settecento e Ottocento vi è una bibliografia abbastanza vasta.

Uno tra i primi e più importanti scrittori e viaggiatori nella nostra regione che ci ha lasciato una testimonianza del suo passaggio per la Puglia è il poeta latino Quinto  Orazio Flacco, lucano di nascita, terra confinante con la Puglia (Venosa, 65 a.C., Roma, 8 a.C.).  Nel 37 effettuò un viaggio da Roma a Brindisi, in compagnia di Mecenate e Virgilio, in occasione del rinnovo dell’accordo tra Antonio ed Ottaviano.

Di fronte allo stupore dei suoi compagni di viaggio che si accorsero che in Puglia, a differenza di Roma, dove abbondavano fontane ed acquedotti,  venit vilissima rerum hic aqua (qui si vende addirittura la più vile delle cose, l’acqua), Orazio rispondeva: siderum insedit vapor siticulosae Apuliae (dagli astri cala tanta arsura sull’assetata Puglia), considerandola una regione afosa ed assetata. [Continua la Lettura]

Isabella Del Balzo e la famiglia Orsini a Gioia

18 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Bassorilievo di Raimondo Orsini del Balzo. Palazzo municipale di Gioia

A Gioia del Colle  abbiamo una strada  denominata Via Orsini. La presenza del solo cognome potrebbe trarci in inganno e farci andare con la mente a Felice Orsini, patriota vissuto nell’Ottocento e condannato a morte nel 1858  per il fallito attentato a Napoleone III.

La sua denominazione, invece, si riferisce alla famiglia Orsini, la cui presenza in Gioia è attestata nel XIV secolo.

La casa D’Angiò nel Trecento deteneva il possesso del Principato di Taranto. Alla morte di Filippo II D’Angiò (1374), in mancanza di eredi il principato di Taranto fu ereditato  da suo nipote Giacomo del Balzo. Successivamente le lotte interne tra il ramo Angioino durazzesco e quello franco-provenzale porterà Raimondo Orsini del Balzo a governare il Principato di Taranto. [Continua la Lettura]

La festività di San Vito a Gioia del Colle

15 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Antica statua di San Vito nell’omonima Chiesa

Molto comune è il nome Vito sia per gli uomini che per le donne, assegnato sia da solo che in accoppiata con altri Santi. Anche a Gioia del Colle ritroviamo il nome di San Vito, spesso accompagnato da quello di un altro Santo, tra cui: Andrea, Angelo, Antonio, Arcangelo, Augusto, Carlo, Carmine, Cataldo, Domenico, Donato, Emilio, Felice, Filippo, Francesco, Giovanni; Giuseppe, Leonardo, Maria, Massimo, Matteo, Michele, Modesto, Nicola, Paolo, Rocco, Sante, Umberto, Vincenzo, ecc.

Il culto di san Vito a Gioia è abbastanza antico, come confermato da numerose testimonianze nel corso dei secoli e dai numerosi collegamenti con la città di Polignano a Mare, che conserva i resti del Santo.

Il primo documento in cui a Gioia si cita il nome Vito è un testamento, rogato dal notaio Nicola de Capite di Ioa (l’antico nome di Gioia) il 14 settembre 1292, con il quale Reone Guarnita, ricco signore della Terra di Ioa, tra gli altri suoi beni, probabilmente per devozione per San Vito, dona due vigne e mezzo, delle quali una, che è unita alla vigna della chiesa di San Vito …. Lega a detta Chiesa per la salute della sua anima. [Continua la Lettura]

La solennità del Corpus Domini a Gioia del Colle

14 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Solennità del Corpus Domini a Gioia del Colle

Questa festa è una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica, che rievoca la liturgia della Messa in Coena Domini, celebrata da Gesù il Giovedì Santo. Fu istituita ad Orvieto da Papa Urbano IV, con la Bolla  Transiturus dell’11 agosto 1264.

La ricorrenza ha il grado liturgico di solennità  ed è di precetto. È una festa mobile. che cade    il  giovedì successivo  alla solennità della Santissima Trinità, ma poiché il giovedì non è giorno festivo nel calendario civile, ma è un giorno lavorativo, la solennità si trasferisce  alla domenica seguente, che corrisponde anche alla seconda domenica dopo Pentecoste, in conformità con le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico.

Nella bolla del 1264 la solennità è descritta come  festività del santissimo Corpo di nostro Signore Gesù Cristo, nella quale si afferma la divinità di Gesù Cristo Dio e, in particolare, del Suo Corpo. [Continua la Lettura]

La festa di Sant’Antonio di Padova a Gioia del Colle

13 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Statua lapidea di Sant’Antonio nella Chiesa di San Francesco

Il 13 giugno si celebra il dies natalis di Sant’Antonio di Padova.

In realtà bisognerebbe chiamarlo Sant’Antonio di Lisbona, città nella quale nasce nel 1195 anche se muore il 13 giugno 1231 a Padova. Il suo nome era Fernando di Buglione.

Invitato a partecipare insieme ad altri francescani al Capitolo generale dei frati minori  ad Assisi, ha modo di ascoltare san Francesco a Santa Maria degli Angeli. Dopo aver vissuto per circa un anno e mezzo nell’eremo di Montepaolo, nel Comune di Vodavola (FC), su mandato dello stesso Francesco, comincerà la predicazione evangelica dapprima in Romagna, poi nell’Italia settentrionale e successivamente in Francia. L’ eremo di Vodavola è dedicato a Sant’Antonio di Padova e costituisce il più importante santuario antoniano dell’Emilia-Romagna. [Continua la Lettura]

La famiglia Soria a Gioia del Colle

9 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

La regione di Soria con l’omonima città, a nord della Spagna

L’Apprezzo della Terra di Gioia del 1640  dice: Fuori da detta terra dalla parte del Castello, accosto la Porta Maggiore, è un Convento di S. Domenico. Federico de Silva (nobile spagnolo sceso in Italia al seguito degli Aragonesi)  nel  sec. XVII sistemò il Convento e la Chiesa.

Non è il solo personaggio spagnolo che troviamo a Gioia del Colle. All’ascesa al trono di Federico d’Aragona, zio di Ferrandino, il regno di Napoli viene conteso tra Luigi XI di Francia e Ferdinando il Cattolico, di Spagna. I Francesi vengono sconfitti  e il Regno di Napoli resta in mano degli Spagnoli, diventando Vice Reame Spagnolo nel 1504.

Come gli Albanesi hanno lasciato traccia della loro presenza  con il borgo cha da loro prende nome e dai toponimi e cognomi che si sono perpetuati, così anche gli spagnoli hanno lasciato il segno della loro presenza a Gioia attraverso i cognomi di numerose famiglie. Ricordiamo che molti cognomi terminanti in –is sono di provenienza spagnola ( De Leonardis, Jacobellis, ecc. ). [Continua la Lettura]

Maria SS. del Monte Carmelo a Gioia

8 Giugno 2020 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Maria SS. del Monte Carmelo, dipinto di Paolo Lanari, 1797. Chiesa Madre di Gioia

Dagli Ordini o Decreti della Santa Visita effettuata nella Chiesa Madre di Gioia  dall’arcivescovo di Bari Ascanio Gesualdo nel 1623 è ispezionato per la prima volta il nuovo altare in onore di S. Maria del Monte Carmelo, il quale era appartenente alla famiglia Sforza.

Nella Visita  dell’arcivescovo Diego Sersale nel 1652 viene menzionato l’altare di S. Maria del Carmelo, di cui  possiede l’omonimo beneficio, fondato con giuspatronato dalla famiglia De Forzio o Sforza, il rettore d. Giovanni Battista Jannone per un legato di messe in memoria di Laura Mele. Lo stesso arcivescovo nella Visita effettuata nel 1658 ordina che per l’altare del Carmelo dovrà essere ridipinta la Croce. Si ricorda che vi sono due legati di messe e rendite: uno percepito da d. Giovanni Battista Jannone e l’altro, in memoria di Laura Mele, viene assolto annualmente con versamenti effettuati da Pietro Antonio e Giovanni Antonio De Forza ( a volte chiamato anche De Forzio o Sforza). L’arcivescovo Carlo Loffredo  a seguito della Visita effettuata nel 1695 nota che la cappella e l’altare di S. Maria del Monte Carmelo è senza rettore e dice che il giuspatronato appartiene ai coniugi Domenico Antonio Affatato e Anna De Forza; l’altare è privo di tutto il necessario per il sacrificio per cui ordina ai coniugi di provvedere in merito entro un mese, pena il trasferimento del patronato ad altri. [Continua la Lettura]

« Pagina precedentePagina successiva »

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.