Brando Pizza Bistrot

Il villino Tateo, sede del Brando Pizza Bistrot

Gioia del Colle può fregiarsi del riconoscimento DOP della mozzarella fiordilatte che porta la sua denominazione.

È il giusto riconoscimento per un prodotto tipico della tradizione gioiese, che compare nei documenti ufficiali già alla fine dell’Ottocento e i primi anni del ‘900.

Infatti negli anni della Prima Guerra Mondiale il Comune di Gioia interviene introducendo un calmiere per la vendita delle mozzarelle. Nel 1916 stabilisce i prezzi massimi per la vendita al minuto dei latticini e del pecorino.

Nel 1920 a Gioia del Colle sorge una Colonia Agricola per gli Orfani di guerra, voluta da padre Giovanni Semeria e da padre Giovanni Minozzi.

Nei documenti del tempo si legge: L’azienda agricola che già sotto P. Salviato aveva dato visibili frutti è ora quasi completa, colla stalla dove non manca il toro, con il porcile modello dove si potrà fare in grande l’allevamento dei suini inglesi, con i pollai portatili, con l’apiario in costruzione, col caseificio che produce le famose mozzarelle mentre in casa i nostri ragazzi fanno di tutto, pane compreso. Continua la Lettura

“A volte ritornano”. Mostra di reperti trafugati e recuperati

Manifesto della Mostra “A volte ritornano”

È risaputo che il territorio di Gioia del Colle, oltre ad essere il centro più importante ed esteso della Peucezia,  è stato sede di numerosi insediamenti stanziali o temporanei, come si evince dai numerosi ritrovamenti di tombe, dolmen e materiale ceramico e metallico: Santo Mola, Murgia San Francesco, Murgia Giovinazzi, Masseria del Porto, Murgia San Benedetto, la Castelluccia, Canale Frassineto.

Ancora una volta Gioia del Colle oggi assurge agli onori della cronaca per la sua millenaria storia e per le testimonianze che attestano la sua importanza, la laboriosità e la vivacità artistica e culturale degli abitanti del suo territorio nei millenni passati.

Infatti il 20 dicembre 2025, a cura dell’architetto Francesco Longobardi, direttore del Castello Svevo di Trani, membro della Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia e del dott. Fabio Galeandro, già Direttore del Parco Archeologico di Monte Sannace e Direttore del Museo Archeologico   Nazionale – Castello di Gioia del Colle, nel Museo Archeologico Nazionale e Castello di Gioia del Colle è stata inaugurata la mostra “A volte ritornano. Storia e archeologia tra passato e presente”.

La mostra sarà visitabile per il pubblico fino al 20 settembre 2026.

Si tratta di 140 reperti archeologici, in prevalenza oggetti prodotti in ceramica, venuti alla luce in passato nel territorio della Peucezia a seguito di scavi clandestini e pervenuti dalla Francia. Continua la Lettura

Un Jolly Hotel a Gioia del Colle

2 Dicembre 2025 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

La sede del Jolly Hotel di Gioia

Un tempo Gioia poteva vantare la prestigiosa presenza di un Jolly Hotel.

La Jolly Hotels S.p.A. è stata la più importante azienda alberghiera italiana nella seconda metà del XX secolo.

Costituita in forma societaria come Società per azioni, fu fondata col nome di “Compagnia Italiana Alberghi Turistici” nel 1949 a Valdagno (in provincia di Vicenza) da Gaetano Marzotto, il quale, viaggiando per l’Italia del dopoguerra, si rese conto della scarsità dell’offerta alberghiera turistica rispetto a quella di altre nazioni da lui visitate, prevedendo  che il turismo avrebbe assunto un ruolo sempre più importante nell’economia nazionale.

Gaetano Marzotto intendeva realizzare e gestire alberghi nelle principali località di interesse turistico e commerciale in Italia.

Jolly Hotels fu la prima catena alberghiera italiana a offrire la medesima qualità e accoglienza in tutti i propri alberghi, indipendentemente dalla collocazione geografica. Fu anche la prima società alberghiera italiana a quotarsi alla Borsa Italiana. Continua la Lettura

Gemellaggio tra Gioia del Colle ed Oberursel

Gioia del Colle e Oberursel, logo del gemellaggio

Gioia del Colle, oltre ad essere gemellata dal 2024 con la città rumena Targoviste, ha in corso quello con Oberursel, una città tedesca situata nel land dell’Assia.

Oberursel con i suoi 46 000 abitanti è la seconda città del circondario dell’Alto Taunus, nonché la tredicesima città dell’Assia per dimensioni. Confina direttamente con Francoforte sul Meno.

È nota per come area residenziale e raffinata, pertanto relativamente costosa. Nel 2013 è risultata ben al di sopra dell’indice medio del potere d’acquisto della Germania (143%). Infatti è sede di numerose industrie, di aziende turistico-commerciali e centro di ricerche nel settore meccanico e della mobilità.

L’idea di istituire questo gemellaggio è nato più di quindici anni fa ad opera di due cittadini gioiesi, a seguito del successo avuto da un programma di marketing esperienziale basato sui prodotti tipici pugliesi, e gioiesi in particolare, con proposte di turismo enogastronomico creato da Domenico Cafarchia e presentato da un operatore della ristorazione il gioiese Pino Moretti, nel suo ristorante Stile Italiano a Oberursel. Continua la Lettura

Gioia del Colle Città del Formaggio e Città dell’Olio

Cartello segnaletico alle porte del Comune di Gioia

I cartelli stradali segnaletici posti sulle strade agli ingressi di Gioia del Colle, riportano: Gioia del Colle, città federiciana, del vino primitivo e della mozzarella.

Gioia del Colle, però, oltre che per le due eccellenze del settore agricolo locale, è conosciuta per l’aeroporto militare, sede del 36° Stormo,  per il pluripremiato Concerto bandistico  musicale, per gli scavi archeologici di Monte Sannace e per il castello di Federico II.

Ai due prodotti di eccellenza gioiesi  riportati sui cartelli segnalistico-turistici, che hanno ricevuto il massimo riconoscimento nel proprio settore: l’oro nero, ovvero la DOC del vino primitivo Gioia del Colle e l’oro bianco, ossia la mozzarella fior di latte DOP Gioia del Colle, nel 2022 si è aggiunto il titolo di Città del formaggio e nel 2025 quello di Città dell’olio. Continua la Lettura

Nuova interessante scoperta a Monte Sannace

Mappa del Parco archeologico di Monte Sannace

Fino a qualche decennio fa si credeva che il sito di Monte Sannace avesse avuto una frequentazione antropica fino al secondo secolo a. C. o al massimo al secondo d. C. Il rinvenimento, nel 1957, sull’acropoli di una moneta dell’imperatore bizantino Romano II (953-963 d.C.) fece ipotizzare la presenza di popolazione anche nel corso dell’XI secolo d.C.

Dopo un lungo periodo di stasi, nel 1994, anno di istituzione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Bari, hanno avuto inizio alcune campagne di scavo a Monte Sannace.

Durante l’ultimo quinquennio tali campagne sono passate da una a tre annuali; due sono condotte dall’Università di Bari, rispettivamente dalla Direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, prof.ssa Donatella Nuzzo e dalla Direttrice dello scavo archeologico della Scuola di Specializzazione dell’Università di Bari, prof.ssa Paola Palmentola. La terza campagna di scavo è gestita direttamente dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Bari, su interessamento del direttore del Parco archeologico di Monte Sannace, il dott. Savino Gallo.

Durante la campagna di scavo effettuata a cura della prof.ssa Donatella Nuzzo della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Bari nel 2023 era venuto alla luce un battistero.  Sin da allora si ipotizzò che questo ritrovamento fosse legato alla presenza in loco di un ambiente cultuale, il cui probabile rinvenimento, per mancanza di fondi e per la conclusione della campagna di scavo, doveva essere rinviato ad un successivo intervento esplorativo. Continua la Lettura

Gioia Città ad economia turistica e Città d’Arte?

    Logo per una Città d’Arte

Anche se Gioia ha una vocazione agro-alimentare, vedi la DOC Vino Primitivo di Gioia del Colle e DOP Mozzarella fior di latte Gioia del Colle, ritengo che il nostro paese possa aspirare ad ottenere il riconoscimento di Comune ad economia turistica e Città d’Arte.

Per quanto riguarda i Comuni ad economia prevalentemente turistica, la normativa vigente richiede la presenza sul territorio di un sito di interesse storico – artistico inserito dall’UNESCO nella lista del patrimonio dell’umanità o il rapporto tra determinati parametri che riguardano sia la domanda turistica (arrivi, presenze, superficie territoriale, popolazione residente) sia l’offerta turistica (capacità ricettiva, numero di strutture ricettive, unità locali relative ad attività connesse con il turismo, addetti alle unità locali relative ad attività connesse con il turismo).

E Gioia, al centro della Puglia, risponde pienamente a questa vocazione turistica, in quanto è una Città equidistante da Bari, Taranto e Matera, punto di collegamento tra il Tirreno, l’Adriatico e lo Ionio, centro strategico per raggiungere Alberobello, le Grotte di Castellana, la Valle D’Itria, le coste dell’Adriatico e dello Ionio, via di passaggio per le attività cicloturistiche per la presenza di una pista cicloturistica e di una velostazione, presenta una varietà di strutture ricettive, da numerosi B&B cittadini o sparsi nelle masserie in campagna, ha case vacanze, Hotel, e dispone di ristoranti, trattorie, pizzerie. Continua la Lettura

C’era una volta il mercato all’aperto di frutta e verdure

Alcune bancarelle  del Mercato ortofrutticolo a Piazza Luca D’Andrano. Sullo sfondo, in Via Flora, si nota l’Arena Castellano.

Nel giorno dedicato alla Festa del Lavoro è significativo ricordare una attività lavorativa legata alla storia, alle tradizioni e all’economia di Gioia del Colle, che, durante il corso di millenni, per caratteristiche naturali del suo territorio e quindi per vocazione,  è essenzialmente collegata alle produzioni  agricole, alla loro commercializzazione e trasformazione.

Ancor prima della costruzione della cosiddetta Piazza Coperta nella Piazza Palombella, meglio conosciuta come Piazza Plebiscito, malauguratamente abbattuta nel 1971, e prima della costruzione del nuovo Mercato Coperto in Via Regina Elena, inaugurato il 22 maggio 1996, la vendita dei prodotti ortofrutticoli, oltre presso i locali a pianterreno di proprietà dei produttori locali, i cosiddetti sottani, era effettuata da produttori che giravano per le strade del paese, decantando la bontà della loro merce. Successivamente fu impiantato un mercato giornaliero di prodotti ortofrutticoli, che si svolgeva in Piazza Luca D’Andrano e lungo Via Flora, al cui inizio al lato nord era ubicata l’Arena Castellano.

Piazza Luca D’Andrano, come ricorda l’Abate Francesco Paolo Losapio nel Canto III del Quadro istorico-poetico sulle vicende di Gioia in Bari detta anche Livia, prende la denominazione da una famiglia che ha visto la presenza nel nostro Comune di magistrati, capitani e cavalieri./ A dovizia fondarono gli Andrani / Ospedali, Cappelle e Monasteri./ Di tanti il Monaster di San Francesco /restò: tutt’altro sparve…/ Tracciò i confini di nuova Chiesa a quella / che Regina degli Angeli si appella./ Luca fondò ed eresse il gran Convento / de’ Padri Francescani colla Chiesa;/ ed in essa la Cappella ad ornamento / del Santo del suo nome …/ e sotto l’Arca pose un monumento,/ a foggia di testudin discoscesa,/ del fondator per la famiglia sola / discendente da Luca e da Nicola./ Oltre tal testudinea sepoltura/ si vede anche un marmoreo mausoleo/ detto l’Arca d’Andrano, ove in scultura/ Jocchina di Rebarbar che la feo/ trovasi effigiata in sua figura:/ distesa a mani giunte, ed in leteo / ferreo sonno si giace in cima al sasso,/ come al momento stesso del trapasso./ Altre si ammiran pur sotto dell’Arca / immagini dipinte; ed ivi inciso / vedi l’Apostol Pietro con man carca / di chiavi che dischiude il Paradiso;/ guarda quindi un Arcangelo che varca / un’alma al luogo dell’eterno riso;/ scimia sul lato destro, e sul mancino / quel che toglie i peccati Agnel Divino. /Il tempio colla spada circoscritto / a canto del palazzo alfin fu eretto /…Sulla porta  del tempio in faccia al muro / i nomi incider fè Don Luca ancora /de’ suoi compagni aurati …/Né qui Luca fermossi, chè …/ venne altr’opere magnifiche formando / … un ampio ospizio, lavoro ammirando, / del misero a conforto e dell’anelo / pellegrin erger fece e in ordin dorio, / dicato a Caterina ed a Gregorio./… Altro tempio costrusse adorno anch’esso / d’immagini preziose, e sculto fuore / dallo stemma preclaro a lui concesso / per grazia dell’istesso Imperatore /… Che nel mil settecento ventinove / nel rifarsi la Chiesa del Convento,/l’Arca d’Andrano ed il sepolcro, dove / eran tanti ricordi,  fu già spento;/ e con barbarie non udita altrove / sacro il cener fu sparso e dato al vento /…Il suolo del palagio e l’ospedale, / non men che le due Chiese incorporaro / i Frati nel giardino, e ‘l materiale / formò il muro d’intorno ed il riparo:/ di tutto non rimase orma o segnale:/ tutto scomparve allor. Oh caso amaro! /…Od avessero almen risparmiata / la Madonna degli Angeli quei Frati;/ Chiesa che colla spada fu segnata / ed eretta in memoria degli aurati / cavalieri…  Continua la Lettura

Benito Tateo

Benito Tateo a lavoro nel suo laboratorio

Quest’anno ricorre il centenario della nascita di un nostro illustre concittadino: il maestro intagliatore e intarsiatore Benito Tateo.

È nato a Taranto il 6 ottobre del 1925 da Antonia Castellaneta, sarta, e Giovanni, di professione tipografo, il quarto di sette figli (Maria Luigia, Rocco, Maria, Adriana, Elvira, Vanda). Il nome Benito, dopo l’avvento di Mussolini al potere, era una consuetudine presso la popolazione italiana, per onorare quel personaggio.

La sua naturale inclinazione lo avvia alla professione che da grande svolgerà con grande passione e con eccellenti risultati; infatti a 13 anni, nel 1938, comincia a lavorare come apprendista nel rinomato mobilificio di Carlo Curione (in via Roma), maestro d’Arte diplomato alle Belle Arti di Venezia, che gli insegnò i segreti dell’intaglio. Resterà nella bottega del Curione per 14 anni, fino all’epoca del suo matrimonio.

Lavora dapprima come apprendista ebanista, poi come intagliatore. Per meglio apprendere i segreti di quell’Arte si intratteneva in bottega ben oltre le dieci ore di lavoro, ricevendo in cambio piccoli regali in prossimità delle feste.

Nello periodo di apprendistato, di sera, per arrotondare i suoi magri guadagni, lavora come operatore cinematografico presso il Cinema Vittoria. Questa attività gli consente di sviluppare un carattere gioviale e scherzoso e di acquisire un’abilità particolare nell’imitazione degli attori e delle loro battute. Continua la Lettura

I murales del Mercato coperto di Gioia

I murales sulla facciata del Mercato coperto, in via Regina Elena

Tra le iniziative messe in cantiere nel 1997 dall’assessore ai Servizi sociali del Comune di Gioia, prof. Michele Pavone, per tenere impegnati i ragazzi durante le vacanze estive, rientra il progetto “GRIDAS-murales”, consistente nel tenere loro un laboratorio di murales. Si trattava di proiettare diapositive di murales  realizzati dal GRIDAS (Gruppo Risveglio Dal Sonno), per sollecitare una conoscenza reciproca e stimolare la fantasia per progettare insieme cosa dipingere sul muro, e propriamente sulla facciata del Mercato coperto.

Dopo essersi messi a dipingere, visto che in tre giorni si era ultimato il grosso del lavoro, si  decise di dipingere anche un altro muro, quello di cinta della Scuola materna di via Enrico Soria, prospiciente via Giovanni XXIII.

Ancor prima della costruzione del nuovo Mercato Coperto in Via Regina Elena, inaugurato il 22 maggio 1996, la vendita dei prodotti ortofrutticoli, oltre ai negozi appositamente riservati, era riservata al vecchio Mercato coperto, abbattuto nel 1972, e al mercato giornaliero che si svolgeva in Piazza Luca D’Andrano e lungo Via Flora. Continua la Lettura

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