Distribuzione del pane benedetto a Gioia del Colle

Distribuzione del pane di Sant’Antonio, davanti alla chiesa di San Francesco d’Assisi

Ancora oggi a Gioia la ricorrenza di Sant’Antonio, il 13 giugno, è caratterizzata da una cerimonia, anzi una tradizione centenaria: la benedizione di piccoli pani del Santo, che vengono distribuiti ai fedeli e consumati per devozione, a ricordo della carità che lui ha esercitato durante la sua vita terrena.

Tale devozione deriva certamente dall’iniziativa del “pane dei poveri” che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese.

Il fenomeno della carità, che fa capo al santuario antoniano di Padova, dipende dalla generosità che i pellegrini o i devoti attraverso il “Messaggero di S. Antonio” mettono a disposizione dei poveri. Questo atteggiamento è la continuazione della riconoscenza verso il Santo, prodigo di consigli, aiuto e grazie. Basti ricordare il commovente episodio del miracolo di Tommasino e della sua giovane mamma che, ottenuta la guarigione del figlio per intercessione del Santo, decise di offrire al convento per un certo periodo di tempo tanto pane quanto pesava il suo bambino, perché potesse essere ridonato alle mamme povere. Continua la Lettura

Continuano le stranezze di San Filippo

3 Giugno 2026 Autore:  
Categorie: Attualità, Comunicati, Storia

Il reliquiario pettorale di San Filippo, trafugato il 27 aprile  2015 dalla Chiesa dell’Immacolata di Lourdes di Gioia del Colle

Dopo alcuni episodi che hanno caratterizzato i festeggiamenti di San Filippo a Gioia del Colle nel quinto Centenario della nascita del nostro Santo Patrono nel 2015, anche nel 2026 sembra che continui la serie di imprevisti o stranezze verificatesi il 26 maggio nella nostra Città in occasione della ricorrenza del “Santo della gioia”.

Il 5 febbraio 2015, infatti, la cronaca registra l’arresto del sindaco di Gioia, di un esponente della vecchia Amministrazione e di funzionari comunali. Il Sindaco rassegna le sue dimissioni il 3 marzo e lo sostituisce il Vicesindaco, il cui nome è Filippo, come quello del Santo Patrono.

A marzo il Comune di Gioia viene commissariato.

Ad aprile è effettuato il restauro della tela raffigurante San Filippo, presente nella lunetta dell’omonimo Cappellone, dipinto che si era distaccato dalla cornice e che rischiava di rovinarsi e di provocare danni ai fedeli presenti.

Il 26 aprile il Vescovo di Ivrea, S.E. mons. Edoardo Aldo Cerrato, procuratore generale della Congregazione dei Filippini, consegna all’arciprete di Gioia, don Tonino Posa, una reliquia di San Filippo, consistente in un ritaglio della camicia di San Filippo, propriamente quello che era a contatto con il cuore del Santo. Continua la Lettura

Le maschere apotropaiche a Gioia del Colle

La maschera apotropaica rinvenuta nel sito archeologico di Monte Sannace

Tra le opere artistiche presenti a Gioia del Colle, oltre a quelle citate nella richiesta da avanzare eventualmente per ottenere il titolo di Città d’Arte, come suggerivo in un articolo su questo stesso sito, https://www.gioiadelcolle.info/index.php?s=citta++arte, sono da annoverare le maschere apotropaiche, sculture che si trovano sugli archi o sulle porte di numerosi palazzi antichi.

Per la verità uno dei più antichi esempi che testimoniano la presenza di soggetti o maschere apotropaiche nel territorio di Gioia del Colle lo ritroviamo sull’abitato Peuceta di Monte Sannace, e precisamente in un’antefissa policroma fittile arcaica, ossia di terracotta, databile al VI secolo a. C., con testa di Gorgone, cioè di un elemento che adornava il tetto di un edificio pubblico o di culto (megaron) o di un’abitazione di privati di alto rango.

Il volto della Gorgone (Medusa), con i suoi occhi sbarrati e la bocca spalancata, aveva la funzione di allontanare gli spiriti maligni e proteggere lo spazio sacro o domestico. Importato dalla tradizione greco-orientale, il gorgoneion era utilizzato come talismano orrorifico per incutere terrore e neutralizzare il malocchio.

Anche il castello normanno-svevo presenta dei doccioni per lo scarico di acque pluviali con terminazioni a figure apotropaiche, simili a testa di leone con la bocca spalancata, elementi utilizzati per far defluire l’acqua piovana, ma che potevano svolgere anche una funzione di protezione dalla cattiva sorte. Continua la Lettura

San Filippo Neri ed il cibo, dono della Divina Provvidenza

La statua di San Filippo in processione a Gioia del Colle

Il mese di maggio è significativo e importante per Gioia del Colle perché il giorno 26 ricorre la festa del Santo Patrono: San Filippo Neri.

Su San Filippo Neri si sono scritti numerosi libri, che approfondiscono diversi aspetti della santità di Filippo sin dalla tenera età, attraverso le varie tappe della sua vita e le diverse scelte da lui operate.

Sono stati scandagliati anche alcuni momenti, apparentemente superflui o di scarsa valenza a riguardo della sua santità, come il suo atteggiamento nei confronti del cibo.

Pietro Giacomo Bacci, prete della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, nella Vita di San Filippo Neri Fiorentino, fondatore della Congregazione dell’Oratorio, ci parla appunto anche di questo aspetto della vita del Santo. Precisamente nel Libro 1, cap. 3, n.4, ricordando che Filippo era giunto all’età di 20 anni, dice: Il santo Giovine, mentre stette quivi (a Roma), a casa d’un Gentil’huomo Fiorentino chiamato Galeotto Caccia, che fù per molti anni, fece una vita molt’aspra, e rigorosa, standosene, per quanto potea, solitario: di modo che alcuni han detto, ch’ei facesse più tosto vita eremitica, ch’altrimente.

Nel cibo era così astinente, che parea non si curasse di mangiare, né di bere. Soleano que’ di casa in quel principio serbargli qualche parte di companatico; ma non volendo egli cosa alcuna, pigliava un pane, e si ritirava à basso nel cortile à canto al pozzo, e quivi mangiava quel pane, e poi beveva dell’acqua, aggiungendovi alle volte alcune poche herbe, overo olive, e per ordinario mangiava una sola volta il giorno: anzi tal volta stette insino à tre giorni intieri senza prender cibo di sorte alcuna, e senza bere: ond’egli stesso,  fatto poi Sacerdote, solea raccontare con buona occasione a’ suoi  figliuoli spirituali, eccitandoli alla mortificatione della carne, come in sua gioventù se la passava con dieci giulii il mese. Continua la Lettura

La misteriosa iscrizione della finestra della Chiesa di San Francesco

Il retro della sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Gioia del Colle, sulla quale è stata apposta l’epigrafe misteriosa

Passando per Piazza Luca D’Andrano l’attenzione di un osservatore attento è attratta da un’iscrizione presente sullo stipite destro della finestra corrispondente alla sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi.

È molto probabile che l’iscrizione sia monca e che la parte dello stipite su cui è stata scolpita provenga dalla primitiva costruzione della chiesa di san Francesco o da un altro edificio sacro.

La forma abbreviata dell’iscrizione rende più difficile la sua interpretazione, ma l’utilizzo delle lettere maiuscole, alcune delle quali presentano sulla sommità delle linee incise con precisione, segno dell’abbreviazione della parola sottostante e della bravura nell’esecuzione da parte dello scalpellino, fanno pensare ad un’iscrizione sacra.

Si potrebbe tentare di dare una spiegazione, ma nonostante gli sforzi e le conoscenze paleografiche, non siamo certi di dare il giusto significato e interpretazione a quegli scarni segni riportati sulla pietra. Inoltre i numeri riportati fanno pensare alla possibile identificazione di due date: il 1012 o il 1200 e gli anni seguenti a quel secolo.

Sembra che si tratterebbe di una parte di un’iscrizione che è andata troncata a seguito della distruzione dell’edificio sul quale era posizionata, congettura che scaturisce anche dalla non uniformità del lato destro, che sembra smussato e incompleto nel messaggio che voleva comunicare. Continua la Lettura

La leggenda della pietra rossa sacra di San Francesco a Gioia del Colle

La chiesa di San Francesco in Piazza Plebiscito con il campanile che conserva la pietra sacra

Non è raro vedere alcuni manufatti provenienti dall’abbattimento di edifici sacri o civili, riutilizzati e inseriti in successive costruzioni.

A tal proposito possiamo citare elementi architettonici del castello che sono stati inseriti in costruzioni  più vicine a noi rispetto a quelle originarie. Anche alcune chiese di Gioia non restano immuni da questa pratica. La Chiesa di Sant’Antonio, ricostruita nel 1652, la Chiesa di San Francesco, ricostruita nel 1738 e la Chiesa Madre, ricostruita nel 1768, presentano alcuni elementi architettonici che erano presenti sulle originarie costruzioni.

Gioia del Colle può vantare la presenza di due Conventi dedicati al Patrono d’Italia: San Francesco di Assisi. Infatti in Piazza Plebiscito fu costruito il monastero dei Frati Conventuali francescani e alla periferia del paese, in direzione sud fu costruito il Convento dei Francescani Riformati, a confine con la chiesa di Sant’Antonio o del Crocifisso.

Una leggenda riporta che san Francesco, nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa, tra il 1221 e il 1222, fece sosta in Puglia dove favorì la formazione di Conventi e Chiese.

Per quanto riguarda la fondazione del Convento di Gioia, la sua costruzione, così come riportato da F. Domenico Bacci nel volume San Francesco d’Assisi attraverso le leggende pugliesi, Schena, Fasano, 1925, è legata alla leggenda di un dito infranto, mentre san Francesco dava il suo aiuto nella costruzione di un pozzo, trasportando dei sassi. Continua la Lettura

Intitolazione Aula Magna del Liceo Classico di Gioia al prof. Orazio Svelto

1 Maggio 2026 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Scuola

Locandina per l’intitolazione dell’Aula Magna del Liceo Classico di Gioia al prof. Orazio Svelto

Ad appena quattro mesi dalla sua morte, l’8 maggio 2026 si svolgerà la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna del Liceo Classico “Virgilio” di Gioia del Colle al Prof. Orazio Svelto, scienziato e pioniere dei laser.

Il LASER (acronimo per Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, amplificazione di luce per mezzo dell’emissione stimolata di radiazioni) è un dispositivo che permette di ottenere fasci molto intensi di luce sia monocromatica, cioè tutti di una stessa lunghezza d’onda, che coerente, cioè emessi tutti in fase tra loro e nella stessa direzione.

Un fascio di luce laser quando viene focalizzata con l’ausilio di una lente può produrre una notevole intensità nel punto di fuoco.

Poiché l’idea di questa intitolazione è partita dagli operatori scolastici, la dirigente degli Istituti Comprensivi di Gioia: Virgilio, Canudo e Galilei, ne ha dato notizia sul sito della Scuola con il seguente comunicato:

Allievo del Liceo Classico “Virgilio”, il Prof. Orazio Svelto ha saputo coniugare la solidità della formazione umanistica con la passione per la ricerca scientifica, distinguendosi nel corso della sua carriera per l’eccellenza dei suoi studi, l’originalità dei suoi contributi e l’impegno costante nella diffusione del sapere. La sua attività nel campo della fisica e delle tecnologie laser ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della ricerca scientifica contemporanea, rendendolo un punto di riferimento per la comunità accademica nazionale e internazionale. Continua la Lettura

Mario Vacca consegna al Comune il bassorilievo dell’Arma Ioe

Il momento dello scoprimento del bassorilievo dell’Arma Ioe, opera dell’artista Mario Vacca

Da questo sito il 16 maggio 2025 suggerii l’ipotesi che il Comune di Gioia avanzasse la richiesta di Città dell’Arte per Gioia del Colle, motivandone la proposta.

Per quanto riguarda le Città d’Arte, i parametri considerati sono rappresentati dalla presenza sul territorio di edifici o di complessi monumentali e di opere d’arte singole o in collezioni, riconosciuti di notevole interesse storico e artistico, almeno tre musei aperti al pubblico per almeno 8 mesi all’anno, con articolata offerta di mostre e manifestazioni; presenza di offerta di servizi culturali, quali biblioteche, emeroteche, archivi di Stato, raccolte di documenti, presenza di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali o tradizionali svolte con il patrocinio della Regione, o degli altri Enti locali; presenza di una domanda turistica e di una offerta turistica calcolata sulla base dei parametri.

E anche in questo settore Gioia ha le carte in regola per aspirare a diventare Città d’Arte; oltre ai monumenti sopra citati e alla varietà e abbondanza di strutture ricettive, dispone di una Biblioteca, di un Teatro, di una pinacoteca, di una plurisala cinematografica, dispone del Museo Archeologico Nazionale, di un vasto Museo della Civiltà Contadina (con ampio settore dedicato al settore caseario e a quello vinicolo), di un altro Museo delle attività tipiche del paese, di un piccolo Museo della Banda Musicale di Gioia. Inoltre vi si svolgono mostre, convegni, manifestazioni culturali varie, spesso patrocinati da Enti locali e regionali, attrae molti turisti in occasione delle due feste patronali, San Filippo e San Rocco, e durante la festa del Palio delle botti. Continua la Lettura

La professoressa Maria Svelto

18 Aprile 2026 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Scuola

La professoressa Maria Svelto

La famiglia Svelto ha reso famosa Gioia del Colle e le ha dato prestigio, per annoverare tra i suoi componenti scienziati a livello mondiale. Su questo sito ho parlato del prof. Orazio Svelto, scomparso recentemente a gennaio, del fratello il prof. Vito e del figlio di quest’ultimo,  prof. Francesco Svelto.

Un altro degno rappresentante di questa famiglia è la professoressa Maria Svelto, sorella dei professori Orazio e Vito e zia del professore Francesco, anch’ella una eccellenza, una colonna della Università degli Studi di Bari.

Il curriculum che segue dà ampia attestazione e testimonianza di questa mia affermazione.

Dopo aver completato gli studi nel Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle nel 1966 si è iscritta all’Università di Bari, nella quale ha conseguito la laurea in Scienze Biologiche. Continua la Lettura

Il Professor Alfonso Monaco

3 Aprile 2026 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Scuola

Il professor Alfonso MonacoUn’altra eccellenza gioiese che opera nell’Università degli Studi di Bari, ancor prima che questa celebrasse il centenario della sua istituzione, è il dott. Alfonso Monaco.

Non si tratta di una mia esagerata affermazione, dettata da spirito campanilistico, ma di una visione basata sui meriti acquisiti sul campo, come si evidenzia attraverso il curriculum di seguito riportato.

Ha frequentato gli studi nella sua Gioia del Colle e si è diplomato presso il Liceo Scientifico Statale “Ricciotto Canudo”

Laureatosi in Fisica presso l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, ha conseguito il dottorato di ricerca studiando la componente di antimateria nei raggi cosmici, come membro di importanti collaborazioni di astrofisica. I risultati delle sue ricerche di laurea e dottorato sono stati pubblicati su riviste di prestigio quali Nature e Science.

Alfonso Monaco è Professore Associato di Fisica Applicata presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Bari, dove attualmente insegna, tra l’altro, il corso “Machine Learning for Physics”.

È ricercatore associato dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con cui collabora da oltre quindici anni partecipando a numerosi esperimenti nazionali e internazionali, anche in qualità di responsabile scientifico.

Dal 2011 ha ampliato i propri interessi verso l’intelligenza artificiale e, in particolare, il machine learning applicato alla fisica, alle scienze della vita e allo studio dell’ambiente.

Negli ultimi dieci anni, insieme al suo gruppo di ricerca, ha ottenuto risultati di rilievo in diverse competizioni internazionali dedicate all’apprendimento automatico, tra cui una organizzata dalla Harvard University. Continua la Lettura

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