Interrogazione su canile comunale di Via Vecchia Matera.

Al Sig. Sindaco
Al Sig. Assessore all'Ambiente
Alla Giunta Comunale
Comune di Gioia del Colle
 
 
Oggetto. Situazione igienica-sanitaria canile comunale di Via Vecchia Matera.
 
Signor Sindaco, la situazione del randagismo nel nostro territorio e gli onerosi impegni finanziari sino ad oggi utilizzati, non hanno di certo risolto tale problematica. La destinazione da parte della precedente amministrazione di 200.000.00 euro per la ristrutturazione del famoso canile sanitario necessario per mettere a disposizione una equipe di dottori Veterinari gestiti dalla ASLE per avviare i controlli previsti per legge e ridurre il fenomeno nel nostro territorio con conseguente riduzione dei costi, ad oggi registra inspiegabili ritardi.Questa amministrazione in continuità con la precedente di cui mi assumo le mie responsabilità, continua ad investire risorse economiche senza un attenta programmazione degli interventi e dei relativi controlli.La situazione del canile di Gioia del Colle, nonostante i numerosi interventi effettuati, ad oggi non si intravedono migliorie funzionali e i circa 600 cani presenti, vivono in condizioni precarie. Una attenzione particolare riguarda lo stato igienico -sanitario dell'area, che nonostante i ripetuti interventi di disinfestazione, al fine di tenere sotto controllo la situazione igienica-sanitaria ad oggi nella zona sono presenti montagne di rifiuti speciali e sacchetti ormai in fase di fermentazione con conseguente inquinamento ambientale senza che nessuno, nonostante abbia personalmente avvisato la SPES, sia ad oggi intervenuto per la raccolta e la bonifica dell'area.Tale problematica rappresenta un serio rischio, sia per quanto riguarda la salute pubblica in quanto rappresenta un serbatoio di zoonosi, che problemi di contaminazione ambientale.Signor Sindaco è arrivato il momento di fare chiarezza sui tanti punti oscuri di questa vicenda, che ha bisogno di risposte certe, con l'individuazione di precise responsabilità.
 
Quali sono i motivi per cui i lavori al canile sanitario non sono ancora stati completati?
 
Quali sono le ulteriori prescrizioni che la ASLE sta imponendo per prendere in carico la struttura sanitaria?
 
Perchè è aumentato il numero dei cani vaganti con notevoli ripercussioni sia per quanto riguarda il rischio di incidenti stradali, che l'aumento dei contenziosi e lo smaltimento delle carcasse?
 
Quali sono i motivi per cui al canile di Cassano di cui sono custoditi circa 40 cani, si  continua a pagare il decesso dei cani e lo smaltimento delle carcasse, mentre nel canile comunale di cui sono custoditi circa 600 cani ad oggi non è stato registrato nessun decesso? Sono per caso animali con l'elisir di lunga vita? Perchè si continuano a dare incarichi a studi professionali esterni?
 
Signor Sindaco, Lei nella nostra città ha realizzato aree free dog da adibire a luogo di incontro e di ricreazione con l'ausilio di giochi ( ancora per poco ) ma ad oggi non ha mantenuto la promessa di arginare questo fenomeno sociale.
Pertanto confido in Lei in qualità di Ufficiale Sanitario di attivarsi alla risoluzione delle problematiche che ho evidenziato e che al prossimo Consiglio Comunale relazioni in merito.
 
Gioia del Colle 1/03/2010                 
 
Tommaso Bradascio
consigliere comunale

L’État c’est moi.

9 marzo 2010 Autore: Sebastiano Tangorre  
Categorie: Politica & Società, Primo Piano

Il 13 aprile 1655 Luigi XIV pronunciava la storica frase “L’État c’est moi”
 
Sono passati oltre 350 anni di storia tra rivoluzioni, guerre, conflitti e conquiste sociali. Nei Paesi occidentali l’assolutismo ha lasciato il passo alla democrazia, ma dopo 350 anni in Italia si ha l’impressione di trovarsi al termine della fase discendente di una parabola.
 
La Legge Elettorale impone le liste bloccate, la Costituzione rischia ogni giorno di essere stravolta da numerose proposte di modifica avanzate da più parti, la discussione sul testamento biologico e sul tentativo di eliminare per legge il diritto all’autodeterminazione sono paradigmi di come persino i principi costituzionali considerati una volta sacri ed intangibili, siano ora divenuti opinabili.
 
Discussioni importanti per la salute e il futuro di intere comunità, sono prese allo stesso tempo con autorità e sordità assoluta nei confronti di chi le subisce e curando più il sensazionalismo e la spettacolarizzazione degli eventi che non l’analisi completa ed obiettiva delle conseguenze.
 
Tutto questo ci lascia quanto meno perplessi sul significato della parola “democrazia” e sulla stessa dignità civile e politica di chi vive passivamente queste vicende: i cittadini.
 
“L’État c’est moi” è fatta intendere da chi oggi poco per volta, subdolamente, è molto vicino ad assumere la stessa autorità “assoluta” di Luigi XIV: il sistema di potere che sostiene i partiti che tende sempre più alla canalizzazione dell’intero potere in una sola persona, il leader del partito di governo.
 
L’État c’est moi: si approvano o cambiano le leggi tutelando gli interessi di pochi.
 
L’État c’est moi: si impedisce ai cittadini di esprimere le preferenze nelle competizioni elettorali
 
L’État c’est moi: con arroganza, si infrange la legge che vieta l’affissione di manifesti elettorali fuori dagli spazi consentiti,  compiendo atti vandalici, spesso irreparabili. I violatori sono gli stessi che hanno prodotto la legge e che ovviamente restano impuniti.
 
L’État c’est moi: … il “Decreto Interpretativo” ovvero le ragioni della forza e la violenza che la mera logica dei numeri porta in sé, prevalgono su quelle del diritto.
 
L’État c’est moi: …
 
Il “Decreto Interpretativo” è la goccia che fa traboccare il vaso. Questo evento alimenta fortemente la sensazione di circolarità della storia e di ritorno a pratiche e rischi che sembravano ormai dimenticati ed improponibili per un Paese democratico e moderno.
 
Gli organi di rappresentanza politica, anziché essere al servizio di chi si riconosce in loro, sono diventati negli ultimi anni sempre più organi di potere assoluto sui cittadini, che vengono costantemente schiacciati dal piedistallo sul quale i loro “rappresentanti” sono saliti.
 
I partiti vivono ormai di vita autonoma, basati sull’autoreferenzialità e sull’autosostentamento, sempre più composti da correnti ciascuna con un boss e dei sotto-boss, sono soprattutto macchine di potere e clientela con scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente: idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero.
 
I Cittadini, quindi, sono sempre più al servizio dei partiti e degni di attenzione e coinvolgimento solo al momento del voto, con le immancabili richieste di consenso, promesse allettanti, richieste di vuote amicizie attraverso facebook.
 
Oltre questo piccolo, fittizio e vano momento di contatto, c’è il nulla; partiti e cittadini sembrano due pianeti che procedono su orbite separate nel vuoto cosmico e che si avvicinano tra loro solo per respingersi a causa delle reciproche forze di gravità.
 
Le stesse campagne elettorali, anche quelle Regionali, alle quali assistiamo inermi (dalla scelta dei candidati alla loro elezione), sono l’emblema di questo distacco: diversi candidati al trono che, nella pretesa di diventare il nuovo Luigi XIV, personalizzano e polarizzano lo scontro, rendendolo a volte addirittura fine a se stesso.
 
I candidati veleggiano sulle onde mediatiche spinti dal vento di proclami e promesse. Le battaglie di ideali e valori sono diventate guerre pubblicitarie. Il carisma politico del leader è stato sostituito dall’abilità del piazzista.
 
Le competizioni elettorali sono diventate puri palcoscenici, e al cittadino viene solo data l’illusione di poter influire sui percorsi del potere. In realtà il potere reale è altrove, ben lontano dai rischi (se mai ve ne fossero) connessi alle competizioni elettorali.
 
La diffusione della conoscenza dei programmi elettorali è sostituita dalla comunicazione mediatica fatta di immagini e slogan ad effetto. Ogni candidato si inventa una posa “originale” o una frase ad effetto fatta per restare nella mente dell’elettore.  Per cui, si va dal candidato che sembra sorpreso seduto sul water, a colui che emula Harry Potter,  a l'incredibile Hulk che si straccia la camicia per far vedere il suo cuore, a  colui che che si immortala con scarpe da escort, rosse con tacchi a spillo.
 
E’ nato un circolo vizioso difficile da rompere. La politica si occupa di ciò che ha dignità mediatica e ciò che deve avere dignità mediatica è deciso spontaneamente dalla politica.
 
Ed è per questo che il consenso politico per una parte, si costruisce nei principali telegiornali che mostrano o meno, dicono o meno seguendo le direttive politiche ricevute.
 
Continuando così, non saremo più elettori ma tele votanti. Così come votiamo per Sanremo o per il Grande Fratello, impareremo ad inviare un SMS per scegliere chi eliminare tra i candidati Luigi XIV dopo che nel confessionale avranno polarizzato la nostra attenzione.
 
Ne possiamo e ne dobbiamo uscire fuori, alimentando la nascita della “Cittadinanza Attiva”, ovvero smettendo di parlare di politica ripetendo frasi fatte ed acquisite dai mass media ma elaborando un nostro pensiero politico che tende verso la  tutela del bene comune.
Poniamo fine al lamento fine a se stesso ma costruiamo un nuovo progetto di vita, partecipando attivamente, a nuove forme di aggregazione civile diverse e distinte dai partiti tradizionali perché attraverso esse si possano creare nuovi strumenti di cittadinanza e di partecipazione e nuove forme di far politica.
 
E’ il caso di ricordarci che nel progetto di Costituzione della repubblica Italiana, presentato alla Presidenza dell’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1947, il giurista e politico cattolico Giuseppe Dossetti propose di inserire (Art. 50. Titolo IV. “Rapporti Politici”) la seguente affermazione: “Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino”.
 
Purtroppo questo testo si è perso nella versione finale della Carta Costituzionale.
 
Sebastiano Tangorre

Il Campo di internamento nell’ex Mulino-Pastificio “A. Pagano”

Quest'anno ricorre il 70° anniversario dell'istituzione, a Gioia del Colle, di un campo di internamento per  ebrei.

Con il Regio Decreto 8 giugno 1938, n. 1415, si dava mandato al Ministro dell'Interno di disporre con ulteriore proprio decreto l'internamento dei cittadini nemici, in grado di portare armi o che comunque potessero svolgere attività dannose nei confronti dello Stato italiano.

A seguito delle leggi razziali del 1938 ( Regio Decreto Legge 5 settembre 1938-XVI, n. 1390, Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista e Regio Decreto Legge 17 novembre 1938-XVI, n.1728, Provvedimenti per la difesa della razza italiana ), ad emulazione di quanto stava accadendo in Germania,  in Italia si dà avvio alla discriminazione degli ebrei  qui residenti, ad iniziare dalla proibizione di matrimoni, dalla revoca della cittadinanza nel caso fosse stata ottenuta posteriormente al 1° gennaio 1919 e dall’obbligo dell'abbandono del territorio del Regno italiano.

Il 6 ottobre 1938 il Gran Consiglio del fascismo approva la Dichiarazione sulla razza, nota anche come Carta della Razza. Essa, tra l'altro, prevedeva il divieto di ingresso nel Regno degli ebrei stranieri e l'espulsione di quelli ritenuti indesiderabili. Continua la Lettura

La gallery fotografica per l’elezione di “Mister Sporcaccione”

Ecco le prime foto dei manifesti elettorali illegali relativi all'attuale campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2010.

In vista delle prossime elezioni regionali del 28 e 29 Marzo, la redazione di gioiadelcolle.info, ha deciso di ripetere la campagna di prevenzione, che ben si inquadra nel più generale tema del contrasto del fenomeno del vandalismo e della tutela dell'ambiente. Sorprende e dispiace che in questo caso i "vandali" destinatari della nostra campagna debbano essere proprio coloro che si candidano alla guida della nostro Territorio, i quali invece di veicolare messaggi positivi, spesso non disdegnano, coi loro manifesti abusivi, di stuprare il decoro della nostra città imbrattandola all'inverosimile, irridendo al contempo il senso civico, la legalità nonché il buon gusto e la comune decenza. Continua la Lettura

Poesia, Arte e Musica in Spazio UnoTre

Spazio Uno Tre"Spazio"… "paradosso semantico" concettualmente molteplice. Può suggerire una dimensione infinita, inesplorata o uno spazio interiore in cui rifugiarsi e ritrovarsi, un nido caldo, raccolto ed intimo, o un'arena in cui mettersi in gioco e confrontarsi. Spazio UnoTre è un luogo "magico", sfida le leggi di fisica e si presta a misteriche "distorsioni" temporali. Si dilata e si contrae ospitando contenuti artistici profondamente diversi eppur affini.

Incontri in cui dar "spazio" all'estro di talenti musicali e pittorici non ancora affermati o valorizzare le risorse già presenti sul territorio, artisti di pregio spesso "costretti" a umilianti questue pur di ottenere ospitalità presso teatro, foyer, biblioteca… contenitori pubblici presi d'assalto, spesso insufficienti e concessi con parsimonia dalle amministrazioni locali, pur essendo "beni patrimoniali della città". Continua la Lettura

Elezioni Regionali 2010: Cartellino Rosso al Manifesto Selvaggio

 A distanza di un anno, ancora oggi nella nostra città è possibile trovare tracce di manifesti elettorali illegali dell'ultima competizione elettorale attaccati nei posti più inverosimili. Le foto, ancora disponibili su questo sito, ci ricordano gli abusi compiuti dai candidati alle Elezioni Provinciali 2009 fra i quali si "distinse" il candidato del PD "Valletta" che si aggiudicò il titolo di "Mister Sporcaccione".

In vista delle prossime elezioni regionali del 28 e 29 Marzo, la redazione di gioiadelcolle.info, ha deciso di ripetere la campagna di prevenzione, che ben si inquadra nel più generale tema del contrasto del fenomeno del vandalismo e della tutela dell'ambiente. Sorprende e dispiace che in questo caso i "vandali" destinatari della nostra campagna debbano essere proprio coloro che si candidano alla guida della nostro Territorio, i quali invece di veicolare messaggi positivi, spesso non disdegnano, coi loro manifesti abusivi, di stuprare il decoro della nostra città imbrattandola all'inverosimile, irridendo al contempo il senso civico, la legalità nonché il buon gusto e la comune decenza. Continua la Lettura

Gli Archi Parte I

Arco Cimone Il primo nucleo di Gioia risale al periodo bizantino e normanno, in pieno periodo medievale.

Nel nostro centro storico sono tuttora presenti numerosi archi. Essi fungevano, caratteristica che mantengono ancora oggi, da porta di accesso in uno spiazzo, che in tempi recenti è stato chiamato " Largo ". Tale spiazzo, che è caratterizzato dalla presenza di una serie di scale esterne e di piccoli loggiati, nel periodo medievale era chiamato " corte ", perché racchiudeva alcuni edifici di proprietà di un unico signore, tra i quali spiccava quello, più ampio e artisticamente più raffinato, abitato dal signore stesso.

La funzione della corte era anche quello di difesa dell'abitazione del nobile ( come dimostra il portone ligneo o metallico originariamente presente e che fungeva da chiusura dell'arco ), la quale era già difesa dai primi assalti nemici dalle esistenti mura cittadine.

In tempi più vicini a noi la corte perde la connotazione di unica proprietà e di luogo di residenza del signore, per diventare un piccolo borgo o caseggiato di proprietà di più famiglie; ciò è evidenziato dalla scomparsa del portone che originariamente serviva a chiudere l'arco e dalla presenza al suo interno di costruzioni abitate da diverse famiglie.

Lo spiazzo che si apre al di là dell'arco, quindi, da essere un luogo privato diventa proprietà pubblica, è accessibile a tutti i cittadini e a volte finisce per innestarsi con le altre strade e vicoli cittadini attraverso un altro arco opposto a quello principale. Inoltre il pozzo che era quasi sempre presente all'interno della corte dopo aver varcato l'arco, diventa anch'esso da privato, di uso pubblico e quindi viene utilizzato da quei cittadini che abitano nel Largo o che ne avvertono il bisogno. Continua la Lettura

La convenzione sui parcheggi a pagamento si poteva annullare

Parcheggio a pagamentoL'aver convinto il concessionario dei parcheggi a pagamento (la Vigeura Srl di Parabita – Lecce) a ridurre gli stalli a pagamento da 592 a 376, ad adottare forme incentivanti, si fa per dire, nei confronti dei residenti, ma non dei commercianti, o l'averlo dissuaso dall'intraprendere un'azione legale contro l'Ente per presunte inadempienze contrattuali, di fronte alla possibilità di una risoluzione ipso-iure del contratto per inadempienze contrattuali certe, non da parte dell'Ente, come era stato a più riprese e più volte precisato dal sindaco Piero Longo e dall'assessore Tommaso Donvito, bensì, dello stesso concessionario, può essere considerata una vittoria di cui fregiarsi o una sonora sconfitta?

Come mai i nostri amministratori, sindaco e assessore al traffico in testa, non si sono chiesti il perché la società Vigeura abbia rinunciato così facilmente ad intascare 1.200.000 euro per una presunta ma mai divulgata richiesta di risarcimento danni? Se la società era così convinta di aver ragione, perché ha accettato, senza battere ciglio e senza un valido motivo, di ridurre il numero dei parcheggi a pagamento di quasi il 40 per cento?

Solo per fare un favore al nostro sindaco, per autolesionismo, perché era in vena di fare regali o perché sapeva benissimo di essere dalla parte del torto? Continua la Lettura

Domenica 21 febbraio: Viaggio nel silenzio con Salvatore Borsellino

18 febbraio 2010 Autore: La Redazione  
Categorie: Acculturi@moci, Primo Piano

  "VIAGGIO NEL SILENZIO"

Quel silenzio entro il quale la mafia ben lavora

il silenzio ormai eterno delle vittime

il silenzio dei pentiti che coprono i veri mandanti

Domenica 21 Febbraio

Programma della giornata

ORE 09,30

Apertura lavori

presentazione programma della giornata e gentili  Relatori,

Saluto Istituzionale -Sindaco Piero Longo

Presentazione "La costola Mafiosa"

A cura dei ragazzi della III^ A della Scuola media "E. Carano" di Gioia del Colle

diretti dal Prof. Giorgio Gasparre.

Ore 10,30

Giuseppe Lo Bianco (Giornalista de IL FATTO- cronista giudiziario)

presenta "L'agenda rossa di Borsellino"

Presentazione "La mafia in filastrocche"

a cura dei ragazzi della II^ D della Scuola Media "E.Carano"

di Gioia del Colle

diretti dalla Prof.ssa Enza Losito

Ore 12,00

Silvia Resta (Giornalista)

presenta "La bomba di Firenze"

prefazione a cura di Alfonso Sabella (PM)

Modera:

Patrizia Nettis  Condirettore "GioiaOggi"

PAUSA PRANZO

RIAPERTURA LAVORI

Ore 15,30

Tavola rotonda sull'informazione dal titolo:

"Mafia e informazione – non voglio un'immagine negativa dell'Italia nel mondo.

Modera:

Massimo Labbate Direttore GioiaLab

Presentazione "La mafia in filastrocche"

a cura dei ragazzi della II^ D della Scuola Media "E.Carano"

di Gioia del Colle

diretti dalla Prof.ssa Enza Losito

ore 17,30

Gioacchino Genchi (Vicequestore-Perito informatico)

Presenta "Il caso Genchi"             

Ore 19,00

Salvatore Borsellino, Gioachino Genchi, Giuseppe Lo Bianco, Silvia Resta, Alfonso Sabella, concludono con gli sviluppi attuali sui processi in corso.

Apertura dibattito con il pubblico su  tutti gli argomenti discussi in giornata, con tutti i relatori

 

CHIUSURA LAVORI

Durante la giornata, programmazione materiale video, lavori prodotti da ogni ordine e grado di scuole, letture, musiche.

Sala Convegni Lum

Via P. Cassano – Gioia del Colle

Come raggiungerci:

Prov.le Gioia-Santeramo, direzione Santeramo: 20 mt. dopo il passaggio a livello ferroviario.

Per chi viene in Autostrada:

All'uscita prendere la direzione Gioia del Colle e percorrere 100 mt.circa.

Tecnico Suoni e video Max Tenerelli

SI RINGRAZIA

SAI  ASSICURAZIONI  – CALLIOPE -  MARCO GATTI  -  TECNOCASA -  NEMO – IL GRIFONE-MASTROMARINO – WEMAKER –  CONTRIBUTI VOLONTARI

COMUNE DI GIOIA DEL COLLE – COMANDO CORPO CARABINIERI – COMANDO VV.UU. – CROCE ROSSA ITALIANA

Conferenza dibattito con Carlo Vulpio.

18 febbraio 2010 Autore: La Redazione  
Categorie: Acculturi@moci, La Comunità, Primo Piano

Venerdi 19 febbraio 2010 ore 18,30 – Sala De Deo- Piazzale Teatro Rossini – Gioia del Colle

Conferenza-dibattito

EMISSIONE COLPOSA- Inquinamento ambientale e alterazioni genetiche. Quale futuro per "La Città delle nuvole?"

Gli elettrofiltri Ilva: "basta con l'esibizionismo dei camini"

Nella citta' piu' inquinata d'Europa per le emissioni industriali, tutti se la prendono con i comignoli che sputano diossina: ma gli elettrofiltri non sono d'accordo e rivendicano un ruolo da protagonisti nell'inquinamento di Taranto.

Un mostro ecologico tiene sotto il ricatto della perdita del posto di lavoro una città intera. ..in un clima segnato da omertà politica, rapporti occultati e omesse denuncie…evaporati nel silenzio della città delle nuvole…Taranto…

È enorme, potente e pericoloso per la salute di chi vi abita intorno. È il centro siderurgico che si innalza alle porte di Taranto, in un clima segnato da omertà politica, rapporti occultati e omesse denuncie…evaporati nel silenzio della città delle nuvole…

"C'è un diritto nella nostra Costituzione, che è assoluto e non accetta contemperamenti e limitazioni, ed è il diritto alla salute".

RELATORE:
CARLO VULPIO Giornalista
Autore de "La città delle nuvole"

I CITTADINI DI TARANTO VOGLIONO SCEGLIERE SUL LORO FUTURO

dopo circa 40 anni, non si è avuto alcun riscontro positivo in ordine alle problematiche dell'inquinamento portato dallo stabilimento siderurgico, per la tutela della salute dei cittadini, nonché per la salute e sicurezza dei lavoratori;

in particolare, pur riconoscendo che la produzione dell'acciaio costituisce uno strumento essenziale per l'economia nazionale ed europea, si deve far rilevare che nulla è stato fatto per bilanciare tale esigenza con il diritto fondamentale e assoluto della salute dell'uomo e, quindi, della salute della comunità tarantina;

pertanto, il Comitato promotore del Referendum "Taranto Futura" intende coinvolgere la cittadinanza in ordine al problema dell'inquinamento e dell'occupazione, al fine di dare alla classe politica un indirizzo fermo e determinato per la tutela della dignità umana, che si esplica nella centralità e primarietà della persona in quanto tale, ma anche nella sua specificità di donna, anziano, bambino, lavoratore;

i cittadini di Taranto si esprimeranno sui seguenti 5 quesiti:

RELATORE:
CLAUDIO MONTEDURO- Componente "Taranto Futura" promotrice Referendum

 

CHE COS'E' LA DIOSSINA

Quali effetti sulla salute ha il consumo di alimenti contaminati da diossina?

In che modo le diossine entrano nella catena alimentare?

Quali sono gli alimenti più a rischio?

RELATORE:
DOTT. TOMMASO V.DONVITO
Specialista in Oncologia

MODERA:

MASSIMO LABBATE

Direttore GioiaLab

Assemblea Ordinaria dei Soci Fidas e Raccolta Sangue

FIDASSabato 20 febbraio si svolgerà l'Assemblea Ordinaria dei soci FIDAS presso la SALA RIUNIONI DEL COMUNE, in prima convocazione alle ore 15.30 e in seconda convocazione alle ore 16.30.

Questo è un appuntamento annuale in cui avviene la lettura e approvazione della RELAZIONE MORALE della presidente, del BILANCIO CONSUNTIVO 2009 e del BILANCIO PREVENTIVO 2010. Tutti i soci donatori sono invitati a partecipare.

Domenica 21 febbraio presso l'Ospedale Paradiso (ex pronto soccorso) è stata organizzata una raccolta sangue. Sarà possibile donare dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Tutti sono potenziali donatori, basta presentarsi al centro e compilare un questionario sulla propria salute, poi sarà il medico a valutare diversi parametri, tra cui l'emocromo, pressione sanguigna…e a decidere se il  potenziale donatore è idoneo o meno. In caso di idoneità si passa alla donazione che dura pochi minuti, se non si è idonei, sarà spiegata la motivazione, il tutto in totale privacy. E' importante non presentarsi a digiuno, è possibile prendere caffè, tè, succhi di frutta, fette biscottate e frutta, non si deve assumere il latte e i suoi derivati. A coloro idonei alla donazione saranno effettuati altri esami generali, marcherà per epatiti B e C, HIV…e saranno spediti a casa, motivo per cui donare sangue è anche prevenzione.

La donazione del sangue è un atto gioioso, positivo per chi riceve e per chi dona.

Maria Stea

Giuseppe Labrocca

Giuseppe LabroccaFiglio di Giacomo e di Camilla Cuscito, nasce il 23 giugno 1908 a Gioia del Colle.

Rimasto subito orfano, manifesta una naturale inclinazione per l'arte pittorica e inizia giovanissimo l'attività artistica. Studia inizialmente nell'Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo e, successivamente, per l'interessamento del principe Borromeo, viene ammesso a frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove completa la sua formazione artistica.

Giovanissimo si impone all'attenzione della critica, tanto che ottiene subito successi ed elogi e raggiunge una vasta notorietà sia a livello nazionale che internazionale.

Ha svolto la sua attività pittorica nella città natale, dalla quale si è allontanato solo per partecipare a mostre e concorsi nazionali e internazionali.

Tra tutte le sue esperienze professionali va segnalato un un episodio che ci fa comprendere il suo animo e  il suo costante impegno nella ricerca e nell'affermazione del bello che è presente nel creato  e del bene che è nel Creatore. Il 23-11-1962 la Giunta comunale delibera un contributo a Giuseppe Labrocca perché lo stesso partecipi, come pittore, alla Mostra Artistica del Concilio Ecumenico Vaticano II con un quadro da donare alle Chiese povere.

Dopo una vita profusa in una lunga attività artistica si è spento a Gioia il 17 marzo 1994.

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In Puglia il potere politico locale distrugge la centralità del partito.

12 febbraio 2010 Autore: Sebastiano Tangorre  
Categorie: Politica & Società, Primo Piano

Le primarie per la scelta del candidato presidente del centro sinistra alle prossime elezioni Regionali hanno sentenziato, con la vittoria di Vendola, l'inesistenza della centralità del partito politico a cui si è sostituito il potere della contrattazione e di mobilitazione del singolo politico.

Dunque, la strategia politica nazionale, definita dai massimi dirigenti del PD e studiosi della politica nulla ha potuto fare contro la limitata visione di alcuni autorevoli rappresentanti politici del PD locale che hanno preferito coltivare le proprie certezze elettorali, disobbedendo alle indicazione suggerite dal loro stesso partito.

Molti consiglieri comunali, provinciali e regionali con tanto di tessera del PD, hanno preferito sostenere la candidatura di Vendola (di Sinistra Ecologia e Libertà) a quella di Boccia (candidato del PD).

La vittoria di Vendola è soprattutto il risultato di un disinteresse ampio degli eletti del PD che nel proprio collegio, non hanno sensibilizzato più di tanto, gli iscritti e simpatizzanti del PD a favore di Boccia. Le percentuali di voto a favore di Vendola, dimostrano  che da Gioia del Colle a Bari e Molfetta, gli autorevoli politici ivi residenti e le sezioni locali del PD non hanno fatto nulla, neanche preso in considerazione l'idea di fare un gazebo a sostegno della candidatura di Boccia. Di contro, si è favorito Vendola, attaccando la strategia politica nazionale del PD, quella della Segreteria Regionale fino a sovvertire le indicazioni di Bersani (segretario nazionale) che in Puglia si è speso a favore di Boccia.

E' il caso di ricordare che solo tre mesi fa,  Bersani veniva eletto segretario nazionale del PD e Blasi segretario regionale attraverso il sistema delle primarie, che ha espresso anche i delegati regionali  che, a conti fatti, già disattendono le indicazioni della direzione nazionale  del partito che rappresentano.

Gli sforzi profusi dai vertici nazionali del PD per diventare, con la parte moderata del Paese, l'alternativa al Governo Berlusconi, non sono gli stessi che hanno in testa i "caporali" del PD locale, che sembrano mirare a non perdere la poltrona e la visibilità politica, sostenendo così il vento delle passioni alimentato da Vendola costi quel che costi, anche disconoscere il proprio partito e rafforzare il Governo Berlusconi.

E' grave quello che è accaduto. E' il caso di ricordare Moro ovvero uno statista morto ammazzato per avere in mente un progetto politico non condiviso da coloro che affermavano di rappresentare il "popolo", la "base", il "territorio"  spesso appellato impropriamente "sovrano".

A livello locale (Comunale-Provinciale-Regionale) spesso appaiono poco chiari i comportamenti degli eletti nei confronti del partito di appartenenza. L'eletto non si sente molto legato alla disciplina del partito e quindi organizza il suo comportamento politico in modo autonomo sulla base dei legami, dei rapporti di scambio individualmente attivati con i gruppi di pressione e con chi finanziariamente lo ha sostenuto nella campagna elettorale.

Consapevoli di ciò, i partiti hanno posto rimedio imponendoci i nomi dei candidati alla Camera e Senato, strappandoci il diritto di scegliere. E' per questo eleggiamo candidati reclutati prevalentemente tra i fedeli storici al partito.

Tutto ciò incrementa negli elettori il già diffuso scetticismo nei confronti della politica e dei partiti con a capo il  PD.

La voragine tra elettore ed eletto a livello nazionale aumentata a dismisura. A livello locale, ancora oggi, "l'interesse"  lega i due soggetti e prevale sulle  idee.

L'alternativa è superare gli interessi unendoci sulle idee.

Che siano le prossime elezioni regionali per noi tutti il banco di prova.

Presentazione – Dibattito sul libro “Giorgio Perlasca un italiano scomodo”.

Iniziativa del laboratorio di legalità e libera informazione "un'altra societ@" laboratorio di legalità e libera in collaborazione con Istituto di Istruzione Superiore RICCIOTTO CANUDO Liceo ScientificoLIBRERIA MINERVA – LIBRERIA ARCADIA

12 FEBBRAIO venerdì 2010 ORE 18,30

Auditorium Liceo Scientifico "R. Canudo"

Via Aldo Moro - Gioia del Colle

Presentazione-dibattito

del libro "Giorgio Perlasca – un italiano scomodo"

ChiareLettere editore

"Non ci sono parole per lodare la tenerezza con cui ci avete sfamato e vi siete preso cura dei vecchi e degli ammalati. Che Dio onnipotente possa ricompensarvi." Biglietto consegnato a Giorgio Perlasca dagli inquilini di una casa protetta di Budapest, maggio 1945. 

Angelo Signorelli, il medico “ribelle” appassionato d’arte – La famiglia e l’adolescenza

Angelo Signorelli in un'immagine del 1906Angelo Signorelli (Gioia del Colle, 1876 – Roma, 1952)

Un'originalità che viene da lontano

"Sento perfettamente fuse in me le due nature dei miei genitori, la semplicità, la bontà, la resistenza al lavoro di mio padre e la vivacità, l'impetuosità di mia madre: e l'uno era del nord, e l'altra del sud" (lettera di Angelo Signorelli, 1906).

Con le parole del protagonista introduco, per poi accompagnare nel suo svolgersi, il racconto biografico di un uomo vissuto a cavallo dei secoli XIX e XX, tra Gioia del Colle, Roma ed il resto d'Europa, partendo ab origine, dal matrimonio contrastato dei genitori.

Giuseppe, di origini contadine, era nato nel 1838 a Villongo (BG), nel Regno Lombardo Veneto, sotto la dominazione austriaca. Dopo aver compiuto il servizio di leva a 21 anni (la maggiore età), nel 1861 era entrato nel corpo dei Carabinieri Reali a cavallo: aveva combattuto ad Ancona e nel Meridione nella guerra per l'indipendenza e l'unità italiana, quindi in congedo a Bari nel 1867 si era trasferito a Gioia del Colle, dove conobbe Maria.

Nonostante i meriti guadagnati sui campi di battaglia, quando la ragazza confidò alla madre, Antonietta, d'essersi innamorata di lui, nella famiglia Laera scoppiò lo scandalo: i genitori, proprietari terrieri benestanti, con buona probabilità borbonici, minacciarono di diseredarla, pur di non vederla sposata ad un carabiniere, forestiero, e per giunta combattente per l'Unità d'Italia. Continua la Lettura

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